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Nigella sativa per il controllo dell’ipertensione

black cumin on wooden surface

Questo studio randomizzato e controllato in doppio cieco con controllo placebo ha valutato l’efficacia, la sicurezza e l’utilità dell’olio di semi di cumino nero (Nigella sativa) come trattamento complementare di ipertensione, controllo della glicemia e metabolismo dei lipidi.

Vi hanno partecipato 55 persone ipertese suddivise nei gruppi di intervento (n = 26) e placebo (n = 29) che hanno ricevuto rispettivamente 2,5 ml di olio di semi di N. sativa e olio di girasole due volte al giorno per 8 settimane.

Sono stati valutati i livelli di pressione sanguigna sistolica e diastolica (SBP, DBP), il profilo lipidico e la glicemia a digiuno (FBS), a 0, 3, 6, 8 settimane, e i livelli di malondialdeide (MDA) e glutatione reduttasi (GR) al basale e alla fine dello studio.

Il livello di pressione sistolica nel gruppo di intervento è stato ridotto in modo statisticamente significativo rispetto ai valori basali (p < .001) e al gruppo placebo (p < .05).

Un calo significativo è stato osservato anche nei livelli di pressione diastolica, colesterolo totale e colesterolo LDL (p < .000), MDA e glicemia a digiuno (p < .001); inoltre, è stato osservato un aumento significativo nei livelli di colesterolo HDL e di glutatione reduttasi (p < .001).

L’utilizzo dell’olio di semi di N. sativa come coadiuvante dei farmaci comunemente somministrati ha mostrato, quindi, ulteriori effetti benefici sul controllo dell’ipertensione, della glicemia e sul metabolismo dei lipidi in soggetti ipertesi, conclude lo studio, senza eventi avversi a livello renale ed epatico.

 

Fonte: Shoaei-Hagh P, Kamelan Kafi F, Najafi S, Zamanzadeh M, Heidari Bakavoli A, Ramezani J, Soltanian S, Asili J, Hosseinzadeh H, Eslami S, Taherzadeh Z. A randomized, double-blind, placebo-controlled, clinical trial to evaluate the benefits of Nigella sativa seeds oil in reducing cardiovascular risks in hypertensive patients. Phytother Res. 2021 May 6.

Disturbi del sonno e piante medicinali

Sleepless woman suffering from insomnia, sleep apnea or stress. Tired and exhausted lady. Headache or migraine. Awake in the middle of the night. Frustrated person with problem. Alarm clock with time.

 

I disturbi del sonno, molto comuni nella popolazione generale, sono associati a una peggiore qualità di vita, oltre ad avere importanti conseguenze sociali, economiche e personali. Negli ultimi anni numerosi integratori con ingredienti vegetali sono impiegati per migliorare la qualità del sonno.

Questa recente revisione sistematica ha valutato l’efficacia sui disturbi del sonno degli estratti vegetali assunti distinguendo la loro azione sulle diverse modalità con cui si esprimono questi disturbi: difficoltà a iniziare o a mantenere il sonno, risveglio precoce e qualità del sonno.

È stata effettuata una ricerca sistematica su PubMed fino al 05/03/2020 per individuare gli studi randomizzati in doppio cieco controllati con placebo, gli studi non controllati e gli studi di coorte su adulti e bambini. Sono state selezionate sette piante (valeriana, lavanda, luppolo, camomilla, biancospino, iperico, rosmarino) e 38 studi pertinenti con i criteri della ricerca.

Nonostante i prodotti naturali e gli integratori siano usati empiricamente per le turbe del sonno, non sono particolarmente numerosi gli studi clinici condotti sulle singole sostanze vegetali.

La valeriana e la lavanda sono le piante medicinali studiate con maggiore frequenza e il loro utilizzo è stato associato a effetti ansiolitici e al miglioramento di qualità e durata del sonno.

Il supporto al sonno offerto dagli estratti vegetali è ritenuto generalmente sicuro e ben tollerato dalla popolazione, anche se sono necessarie ricerche di maggiore qualità per confermare l’efficacia degli integratori alimentari contenenti estratti vegetali nei disturbi del sonno.

In particolare, scrivono gli autori, sarebbe interessante valutare l’associazione tra gli estratti vegetali e le linee guida sull’igiene del sonno e identificare i prodotti ottimali da utilizzare nei singoli sintomi con cui si manifestano questi disturbi.

 

Fonte: S. Guadagna, D. F. Barattini, S. Rosu, and L. Ferini-Strambi. Plant Extracts for Sleep Disturbances: A Systematic Review. Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine. Volume 2020, Article ID 3792390.

https://doi.org/10.1155/2020/3792390

 

Metaboliti vegetali e rinite allergica

Young woman with cold blowing her runny nose

L’incidenza e la prevalenza della rinite allergica, una condizione infiammatoria comune della mucosa nasale, sono aumentate negli ultimi anni a livello globale.

Antistaminici, corticosteroidi intranasali, decongestionanti, spray nasali anticolinergici, farmaci inibitori dei leucotrieni e immunoterapici vengono utilizzati nel trattamento di questa condizione, ma resta l’esigenza di individuare soluzioni più efficaci e sicure poiché molti di questi trattamenti presentano degli effetti collaterali.

Le piante medicinali sono state usate tradizionalmente per alleviare i sintomi della rinite allergica, ma la loro efficacia e sicurezza non sono state dimostrate scientificamente.

Questa recente revisione della letteratura scientifica ha analizzato criticamente gli studi sulla rinite allergica riguardanti le piante medicinali e i loro metaboliti bioattivi.

La raccolta dei dati è stata effettuata principalmente da articoli in inglese pubblicati EBSCOHOST, Medline e Ovid, Scopus, Springer e Google Scholar dal 1985 al 2020.

È stato riportato che le piante medicinali sono in grado di sopprimere la produzione di immunoglobuline E, citochine ed eosinofili e di inibire il rilascio di istamina. Si è visto anche che la soppressione della produzione di citochine è il principale effetto meccanicistico delle piante atto ad alleviare i sintomi della rinite allergica.

La revisione mette in evidenza le proprietà di diverse piante medicinali come fonte di princìpi attivi per lo sviluppo di preparati specifici per questo problema: sono stati identificati infatti come potenziali candidati per lo sviluppo di preparati contro la rinite allergica vari metaboliti bioattivi, quali shikonina, okicamelliaside, warifteina, metilwarifteina, luteolina-7-O-rutinoside, tussilagone, petasina e mangiferina.

Questa ricerca contribuisce a circoscrivere le piante medicinali che hanno delle potenzialità di impiego nella rinite allergica, a comprenderne i meccanismi d’azione per lo sviluppo futuro di prodotti naturali contro la rinite antiallergica.

L’articolo è in open access e può essere scaricato cliccando su questo link:

 

Fonte: Rahim NA, Jantan I, Said MM, Jalil J, Abd Razak AF, Husain K. Anti-Allergic Rhinitis Effects of Medicinal Plants and Their Bioactive Metabolites via Suppression of the Immune System: A Mechanistic Review. Front Pharmacol. 2021 Apr 13;12:660083.

 

Aglio e sindrome metabolica

 

La sindrome metabolica (MetS) è caratterizzata da una ampia circonferenza vita (dovuta all’eccesso di grasso addominale), ipertensione arteriosa, alterata glicemia a digiuno o insulinoresistenza e dislipidemia. Le cause, le complicanze, la diagnosi e il trattamento sono simili a quelli dell’obesità.
Com’è noto la prevalenza di questa sindrome, strettamente correlata anche alla steatosi epatica non alcolica, è in aumento in tutto il mondo e particolarmente nei Paesi industrializzati. Alcune ricerche hanno suggerito il consumo di aglio (Allium sativum) può costituire una risorsa per la gestione di questa condizione.
Questo studio clinico randomizzato ha valutato in modo specifico l’effetto della supplementazione di aglio sui componenti della sindrome metabolica, insulinoresistenza, indice di steatosi epatica non alcolica e appetito in un gruppo di persone con MetS.

Lo studio

Novanta soggetti sono stati suddivisi in due gruppi: un gruppo ha ricevuto 1.600 mg/die di aglio in polvere, mentre l’altro gruppo ha assunto un placebo, per 3 mesi. Gli outcome primari includevano i vari parametri MetS e quelli secondari l’insulinoresistenza, l’indice di steatosi epatica non alcolica e l’appetito.
Dopo 3 mesi rispetto al placebo la supplementazione di aglio ha determinato un aumento significativo del colesterolo LDL (p < .001) e una riduzione significativa di circonferenza vita (p = .001), pressione diastolica (p < .001) e sistolica (p < .001), trigliceridi (p < . 001), γ-glutamil transferasi p = .01), FLI p < .001), insulina (p < .001), HOMA index, un indice utilizzato per valutare l’insulinoresistenza (p < .001), e appetito.
La conclusione di questo studio è dunque che l’aglio migliora alcuni parametri correlati alla MetS e in particolar modo la resistenza all’insulina, l’indice di steatosi epatica non alcolica e l’appetito.

Fonte: Sangouni AA, Alizadeh M, Jamalzehi A, Parastouei K. Effects of garlic powder supplementation on metabolic syndrome components, insulin resistance, fatty liver index, and appetite in subjects with metabolic syndrome: A randomized clinical trial. Phytother Res. 2021 May 11.

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Garcinia e controllo del peso

Garcinia gummi-gutta is a tropical species of Garcinia native to Indonesia. Common names include Garcinia cambogia, as well as brindleberry, Malabar tamarind, and kudam puli

La garcinia (Garcinia cambogia Desc.) è una pianta che cresce spontanea nell’India meridionale, Indocina, Cambogia e Filippine, in uso nella medicina tradizionale di quelle popolazioni, oltre che nell’alimentazione quotidiana.
Di questa pianta si utilizza la scorza del frutto poiché contiene vitamine, carotenoidi, flavonoidi e polisaccaridi e acido idrossicitrico. Si utilizza per lo più come dimagrante e coadiuvante nei trattamenti per la perdita di peso.
Diversi studi hanno esaminato l’effetto della garcinia sul peso e sulla composizione corporea, ma nonostante i numerosi e promettenti dati della farmacologia preclinica sull’attività anti-obesità dell’acido idrossicitrico, gli studi clinici sono ancora limitati e con risultati contraddittori.

 

La metanalisi

Questa revisione sistematica e metanalisi dose-risposta è stata progettata per determinare l’effetto della supplementazione di Garcinia cambogia sugli indici di obesità in studi randomizzati e controllati (RCT) sull’uomo.
È stata effettuata una ricerca sulle banche dati internazionali PubMed/Medline, Scopus, Cochrane library e Web of Science fino al 1° gennaio 2020 per selezionare gli studi pertinenti. Per condurre la metanalisi dose-risposta sono stati usati i cambiamenti medi di peso, indice di massa corporea (IMC), percentuale di massa grassa (PFM) e circonferenza della vita (WC) dal basale.
Nello studio sono stati inclusi otto studi (N: 530): la supplementazione di Garcinia cambogia ha ridotto in modo significativo il peso (-1,34 kg; P = 0,03), l’IMC (P < 0,001), la percentuale di massa grassa (P = 0,02) e la circonferenza vita (-4,16 cm; P = 0,02) rispetto al gruppo placebo. L’analisi dose-risposta ha rivelato che c’è un’associazione non lineare tra il dosaggio di Garcinia cambogia e i cambiamenti nel peso corporeo e nell’IMC. Non sono emersi bias di pubblicazione tra gli studi.
In conclusione, i risultati della metanalisi suggeriscono che la supplementazione di garcinia ha avuto un effetto significativo su peso corporeo, IMC, percentuale di massa grassa e circonferenza vita rispetto al placebo.
L’assunzione di prodotti a base di Garcinia cambogia non ha messo in evidenza, a oggi, effetti avversi importanti. In gravidanza e allattamento, non essendoci sufficienti informazioni circa la sicurezza dell’assunzione, è preferibile evitarne l’uso.

Fonte: Golzarand M, Omidian M, Toolabi K. Effect of Garcinia cambogia supplement on obesity indices: A systematic review and dose-response meta-analysis. Complement Ther Med. 2020 Aug;52:102451.

Attività antimicrobica della ratania

La ratania (Krameria triandra Ruiz et Pavon) è una pianta originaria delle montagne andine della Bolivia e del Perù, dove le radici venivano utilizzate a scopo medicinale.

In Europa venne fatta conoscere verso la fine del 1700 dal botanico spagnolo Ruiz il quale, avendone notato l’uso durante un suo viaggio in Perù, studiò la pianta, la classificò botanicamente e le attribuì la denominazione botanica. La ratania possiede proprietà antinfiammatorie, antiemorragiche e antimicrobiche che ne hanno favorito l’impiego popolare nei disturbi gastrici, nelle infiammazioni del cavo orale e l’eccessiva perdita di sangue.

I dati di un recente studio italiano, al quale ha contribuito anche il nostro collaboratore Fabio Milardo, ha esaminato l’attività antibatterica dell’estratto di radice di ratania contro S. aureus. Lo Staphylococcus aureus resistente alla meticillina (MRSA) rappresenta, come sappiamo, una minaccia per la salute pubblica, a causa della sua grande varietà di meccanismi patogenetici.

Attraverso cromatografia liquida ad alta prestazione – spettrometria di massa ad alta risoluzione, è stata dunque analizzata la composizione chimica dell’estratto di radice della pianta, è stata determinata la sua attività antibatterica ed è stato valutato l’effetto sui ceppi di S. aureus.

I risultati hanno mostrato che l’estratto di radice di ratania ha contrastato la crescita di tutti i ceppi testati, ha indotto la morte batterica e inibito e sradicato la formazione del biofilm. L’efficacia è stata riscontrata sia nei ceppi standard sia in quelli resistenti alla meticillina.

Questi risultati, scrivono gli Autori, hanno mostrato che la radice di ratania esplica un’interessante attività antimicrobica, fornendo un contributo importante alle attuali conoscenze sulle attività biologiche di questa pianta.

 

Fonte: Genovese, C.; D’Angeli, F.; Bellia, F.; et al. In Vitro Antibacterial, Anti-Adhesive and Anti-Biofilm Activities of Krameria lappacea (Dombey) Burdet & B.B. Simpson Root Extract against Methicillin-Resistant Staphylococcus aureus  Strains.  Antibiotics 202110, 428.Antibiotics (Basel). 2021 Apr 13;10(4):428.

 

Valeriana: qualità del sonno, ansia di stato e altri sintomi

Questo studio clinico randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo in crossover ha valutato gli effetti della valeriana (Valeriana officinalis) su qualità del sonno, depressione e ansia di stato in un piccolo gruppo di persone in emodialisi. Il trial ha riguardato 39 pazienti sottoposti a emodialisi suddivisi in un gruppo valeriana (A, n = 19) e un gruppo di controllo placebo (B, n = 20).

Nella prima fase dello studio, il gruppo trattamento ha ricevuto valeriana, mentre quello di controllo ha assunto un placebo un’ora prima di dormire ogni notte per 1 mese.

La qualità del sonno, l’ansia di stato e la depressione sono stati valutati all’inizio e alla fine dell’intervento utilizzando il Pittsburgh Sleep Quality Index, lo Spielberger State-Trait Anxiety Inventory e il Beck Depression Inventory.

Nella seconda fase, il regime di trattamento dei due gruppi è stato scambiato. Dopo un periodo di washout di un mese, lo stesso processo è stato ripetuto sui gruppi incrociati (cioè, il gruppo A ha ricevuto un placebo e il gruppo B ha ricevuto valeriana).

Nella prima fase i punteggi medi di qualità del sonno, depressione e ansia di stato hanno mostrato riduzioni in entrambi i gruppi, ma la riduzione era significativamente più alta nel gruppo A rispetto al gruppo B (7,6 vs. 3,2, p<0,001; 6,5 vs. 2,3, p =0,013; 14,6 vs. 7,3, p =0,003, rispettivamente).

Nella seconda fase, i punteggi medi di turbe del sonno, depressione e ansia di stato hanno mostrato riduzioni in entrambi i gruppi, ma la riduzione era significativamente inferiore nel gruppo A rispetto al gruppo B (1,4 vs. 4,6, p<0,001; 1,2 vs. 3,8, p =0,002; 1,5 vs. 6,2, p<0,001, rispettivamente).

La valeriana somministrata per un mese con regolarità in un piccolo campione di soggetti in emodialisi ha migliorato in modo significativo la qualità del sonno, i sintomi dell’ansia di stato e la depressione, scrivono gli autori nelle conclusioni dello studio.

 

Fonte: Tammadon MR, Nobahar M, Hydarinia-Naieni Z, Ebrahimian A, Ghorbani R, Vafaei AA. The Effects of Valerian on Sleep Quality, Depression, and State Anxiety in Hemodialysis Patients: A Randomized, Double-blind, Crossover Clinical Trial. Oman Med J. 2021 Mar 31;36(2):e255.

Premio Erboristeria dell’Anno 2021 – Le 4 categorie

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Cannella e gestione di sovrappeso e obesità

La cannella (Cinnamomum zeylanicum) è una spezia ricavata da una pianta arborea sempreverde della famiglia delle Lauraceae di cui si utilizza la corteccia essiccata dei ramoscelli, sotto forma di piccoli cilindri, detti cannelli.

Nel Medioevo e fino al 18° secolo fu molto usata come stimolante delle funzioni digestive ma anche del sistema respiratorio e circolatorio.

La ricerca moderna sta valutando alcune sue proprietà in ambito salutistico. In particolare i dati sugli effetti della supplementazione di cannella sull’obesità risultano contrastanti ed è stata effettuata pertanto una revisione sistematica e metanalisi di studi randomizzati controllati (RCT), con l’obiettivo di sintetizzare gli effetti dell’assunzione di cannella su peso corporeo (BW), indice di massa corporea (IMC), circonferenza vita (WC) e massa grassa (FM) negli adulti.

Una ricerca sui database elettronici PubMed, SCOPUS, Cochrane Library e Google Scholar per individuare gli articoli pertinenti pubblicati fino a settembre 2018 ha selezionato 12 studi che hanno arruolato complessivamente 786 soggetti.

I risultati hanno mostrato che la somministrazione di cannella ha diminuito in modo significativo il peso corporeo (P = 0.002), l’IMC (P <0.001), la circonferenza vita (P = 0.02) e la massa grassa (P = 0.01).

Effetti maggiori sul peso corporeo sono stati osservati nei soggetti di età <50 anni e in quelli con un IMC basale di ≥30 kg/m2. L’assunzione di cannella ha ridotto significativamente la massa grassa ai dosaggi di ≥2 g/d, se effettuata per ≥12 settimane. La somministrazione di cannella ha portato alla riduzione di peso corporeo e massa grassa in modo non lineare (P = 0,04).

Gli autori di questa metanalisi concludono che la supplementazione di cannella influisce in modo significativo sulle misure dell’obesità e che quindi questa spezia potrebbe essere considerata per la riduzione del peso nella gestione dell’obesità.

 

Fonte: Mousavi SM, Rahmani J, Kord-Varkaneh H, Sheikhi A, Larijani B, Esmaillzadeh A. Cinnamon supplementation positively affects obesity: A systematic review and dose-response meta-analysis of randomized controlled trials. Clin Nutr. 2020 Jan;39(1):123-133.