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Studio italiano su Bacopa monnieri  

Pile of Bacopa monnieri ,Bitter Leaf, Waterhyssop, Brahmi, Thyme-leafed gratiola, Water hyssop, bitter herb

 

Bacopa monnieri (L.) è una pianta tradizionalmente usata nella medicina ayurvedica come tonico neurale per migliorare le prestazioni intellettive e la memoria.

Numerosi studi hanno messo in evidenza la sua efficacia in alcune problematiche di natura neuropsichiatrica, ma ad oggi non erano stati eseguiti studi riguardanti l’anedonia, ossia l’incapacità di provare appagamento o interesse per attività comunemente ritenute piacevoli, con un appiattimento affettivo e dell’emotività.

Lo studio

Questo lavoro, firmato da ricercatori italiani dell’Università degli Studi di Firenze, ha valutato sul piano preclinico e clinico un estratto standardizzato di B. monnieri (20% di bacosidi) contro questa condizione.

In un modello murino di sindrome depressiva indotta da lipopolisaccaridi (LPS), la somministrazione giornaliera dell’estratto (50-200 mg kg-1) per 1 settimana, ha contrastato in modo dose-dipendente il tempo di immobilità nei test di Porsolt e della sospensione per la coda, determinando risultati anche in test direttamente correlati alla capacità di provare piacere. Inoltre, l’estratto ha ridotto in modo statisticamente significativo i parametri ematici di citochine, cortisolo aumentando i livelli di fattore neurotrofico cerebrale (Brain-derived neurotrophic factor/ BDNF) (p <.05).

L’efficacia dello stesso estratto è stata quindi testata in uno studio clinico su 42 pazienti con grado significativo di anedonia (valutato con la Snaith-Hamilton Pleasure Scale ≥ 3).

I pazienti sono stati divisi in due gruppi e trattati con citalopram oppure con citalopram associato a B. monnieri (300 mg) per 4 settimane. Anche nello studio clinico sono stati riscontrati miglioramenti significativi (p <.05) in scale di valutazione rilevanti (Hamilton depression rating scale, SHAPS ecc.) nel gruppo trattato con l’estratto rispetto al solo citalopram.

Questi dati suggeriscono che l’estratto di B. monnieri potrebbe essere efficace per la gestione dell’anedonia e dovrebbe essere preso in considerazione per futuri studi clinici controllati.

 

Fonte: Micheli L, Spitoni S, Di Cesare Mannelli L, Bilia AR, Ghelardini C, Pallanti S. Bacopa monnieri as augmentation therapy in the treatment of anhedonia, preclinical and clinical evaluation. Phytother Res. 2020 Apr 1.

 

 

 

Il ginseng indiano, un tonico con molte proprietà

 

 

 

 

 

 

 

L’Ashwagandha (Withania somnifera) noto anche come ginseng indiano, è un’erba della tradizione ayurvedica indiana, dove è considerata un tonico con molteplici proprietà.

I suoi costituenti attivi includono alcaloidi, lattoni steroidei, saponine e witanolidi. I princìpi attivi sono concentrati soprattutto nelle radici e nelle bacche della pianta, ma anche nelle foglie e nel fusto. Al momento sono stati riconosciuti e separati 12 alcaloidi, 35 witanolidi e diversi sitoindosidi.

Studi di laboratorio hanno dimostrato che l’ashwagandha esplica effetti antinfiammatori e rilassanti sul sistema nervoso centrale degli animali, mentre esperimenti su linee cellulari suggeriscono che può migliorare la funzione immunitaria e contrastare lo sviluppo di cellule tumorali, ma sono necessari ulteriori studi per determinare se questi effetti si possano traslare nell’uomo.

Gli studi clinici indicano che la pianta contribuisce a ridurre l’ansia, lo stress e l’affaticamento, ma tali proprietà devono essere confermate con studi più ampi.

Tradizionalmente l’Ashwagandha viene utilizzata per ridurre lo stress e l’ansia e per migliorare la sensazione di affaticamento; in quest’ultimo sintomo i risultati di un piccolo studio condotto su pazienti con fatigue correlata al cancro suggeriscono dei benefici.

Uno studio clinico ha osservato che un estratto standardizzato di withania contribuisce a migliorare il dolore articolare al ginocchio. Un altro studio clinico ha dimostrato che un composto di erbe e minerali contenente anche ashwagandha riduce il dolore da artrite reumatoide. Tuttavia poiché la formula conteneva più componenti, non è chiaro quale ruolo abbia avuto l’Ashwagandha nei benefici osservati.

Gli esperti suggeriscono di non assumere in concomitanza con benzodiazepine, anticonvulsivanti o barbiturici poiché la pianta potrebbe ampliarne l’azione.

La withania è inoltre sconsigliata durante la gravidanza dal momento che a dosi elevate potrebbe indurre un aborto.

Tra gli effetti collaterali sono riportati sonnolenza da lieve a moderata e di breve durata, feci molli e con minore frequenza vertigini, sonnolenza, congestione nasale, stipsi e secchezza delle fauci.

 

Fonte: HERBS, Memorial Sloan Kettering Cancer Center, New York.

 

 

Infezioni urinarie, l’aiuto delle erbe

 

 

 

 

 

 

 

 

Le infezioni del tratto urinario sono molto comuni e nell’80% dei casi non presentano complicanze. Le linee guida raccomandano gli antibiotici come trattamento di prima linea nella fase acuta, ma l’abuso di questi farmaci, oltre ad avere accresciuto il fenomeno dell’antibioticoresistenza, può danneggiare anche il microbioma.

Questo studio clinico randomizzato e controllato di non-inferiorità di Fase III ha valutato se l’assunzione di un preparato a base di erbe – composto da polvere di centaurea minore (Centaurium erythraea, Gentianaceae), levistico (Levisticum officinale, Apiaceae) e rosmarino (Rosmarinus officinalis, Lamiaceae) – sia comparabile in termini di efficacia al farmaco fosfomicina trometamolo (FT) abitualmente somministrato in questa tipologia di infezioni. I dati clinici sono stati raccolti in 51 ambulatori in Germania, Ucraina Polonia.

Lo studio ha riguardato 1.045 donne di età compresa tra 18 e 70 anni che presentavano i sintomi tipici di infezione urinaria acuta. Le partecipanti al trial hanno ricevuto, insieme al medicinale, il preparato a base di erbe oppure un placebo. L’endpoint primario era la percentuale di donne che hanno avuto bisogno di antibiotici aggiuntivi tra i giorni 1 e 38 ± 3.

In quel periodo l’83,5% del gruppo che ha assunto il preparato fitoterapico e l’89,8% delle donne che hanno assunto il medicinale non hanno avuto necessità di ulteriori antibiotici. Lo studio ha dunque verificato che la formulazione a base di erbe non è inferiore al farmaco nel trattamento delle infezioni urinarie acute non complicate.

La percentuale di eventi avversi è risultata simile tra i gruppi, con una quota maggiore di disturbi gastrointestinali rilevata nel gruppo farmaco; nessuna donna ha sospeso il trattamento a causa di un evento avverso ad esso correlato.

La conclusione di questa sperimentazione clinica è che il preparato testato può contribuire a ridurre l’assunzione di antibiotici in corso di infezioni urinarie acute e potrebbe avere pertanto un impatto significativo sulle strategie di gestione dell’antibioticoresistenza.

 

Fonte: Wagenlehner FM, Abramov-Sommariva D, Höller M, Steindl H, Naber KG. Non-antibiotic herbal therapy (BNO 1045) versus antibiotic therapy (fosfomycin trometamol) for the treatment of acute lower uncomplicated urinary tract infections in women: a double-blind, parallel-group, randomized, multicentre, non-inferiority phase III trial. Urol Int. 2018;101(3):327-336.

 

 

 

Sambuco: ricerca sulle proprietà antiossidanti

 

 

 

 

 

 

 

Le bacche di sambuco (Sambucus nigra L) è specie botanica originaria dell’Eurasia e del Nord America che cresce nelle aree temperate dell’Europa e del Nord America. Grazie alla presenza di polifenoli, inclusi acidi fenolici e flavonoidi, sembra in grado di esplicare una importante attività antiossidante.

I flavonoidi, compresi gli antociani, svolgono un ruolo significativo nel migliorare la funzione delle cellule immunitarie e infiammatorie attraverso il rilascio di citochine che, come le interleuchine, il fattore di necrosi tumorale α (TNF-α) e gli interferoni sono proteine ​​prodotte da cellule immunitarie, epiteliali e fibroblasti che migliorano la risposta immunitaria e la comunicazione intra-cellulare e con l’ambiente esterno.

Gli antociani delle bacche di sambuco forniscono una protezione antiossidante inibendo l’ossidazione del colesterolo LDL che, come noto, è associato a diverse patologie croniche.

In alcuni studi clinici un preparato a base di sambuco (Sambucol) ha determinato l’aumento della produzione di citochine e ridotto l’infiammazione sia negli individui sani sia in quelli con infezioni virali immunosoppressive.

Una serie di tre studi clinici ne ha vagliato gli effetti ipolipemizzanti. La durata dello studio variava da un giorno a tre settimane e le dimensioni del campione da 6 a 34 partecipanti sani (20 uomini e 14 donne). Si è trattato di uno studio randomizzato e controllato con placebo che ha valutato l’efficacia del succo di sambuco in polvere, a basso dosaggio, rispetto al placebo sui profili lipidici. Ai partecipanti al gruppo di trattamento sono state somministrate capsule contenenti 400 mg di polvere di succo di sambuco (contenente il 10% di antociani) tre volte al giorno per due settimane, in parallelo a una dieta contenente 35% di grassi, 20% di carboidrati e 20% di proteine. È stato rilevato un effetto positivo sul profilo lipidico ma i risultati non erano statisticamente significativi.

A causa della bassa biodisponibilità dei flavonoidi nel sambuco, in particolare degli antociani, gli autori hanno suggerito l’utilizzo di un dosaggio di antociani più alto per potenziare l’effetto terapeutico, nonché di realizzare studi su pazienti con elevati profili lipidici nel sangue invece che su partecipanti sani.

 

Fonte: Herbal Gram, American Botanical Council

 

 

Allo studio attività del mirtillo americano su artrite reumatoide

Large Cranberries with Green Leaves Isolated on White Background

Alcuni studi hanno dimostrato che il mirtillo rosso (Vaccinium macrocarpon), noto anche come mirtillo americano o cranberry, esplica un’azione antinfiammatoria e antiossidante.  Gli effetti del consumo di succo di mirtillo rosso non sono stati studiati in individui con artrite reumatoide (AR).

Questo studio prospettico, condotto in Brasile su 41 donne con diagnosi di artrite reumatoide, ha colmato tale lacuna verificando l’effetto del succo di mirtillo rosso su diversi biomarker di infiammazione e sul decorso della malattia in persone affette da artrite reumatoide, tramite il punteggio sulla scala Disease Activity Score 28.

Sono state prese in esame l’attività della patologia e la misurazione di parametri biochimici, quali gli anticorpi anti peptide ciclico citrullinato (anti-CCP) e biomarcatori dell’infiammazione e biochimici.

Il gruppo di controllo (n = 18) ha mantenuto la dieta abituale, mentre quello sperimentale (n = 23) ha consumato 500 ml al giorno di succo di mirtilli rossi a basso contenuto calorico.

Rispetto ai valori basali, nel gruppo che ha assunto succo di mirtillo rosso è stata osservata una diminuzione del punteggio Disease Activity Score 28 /DAS28 (P = 0,048) e degli anticorpi anti-CCP (P = 0,034) dopo 90 giorni di trattamento; non sono state riscontrate variazioni nei biomarcatori di infiammazione.

La conclusione dello studio è che il succo di cranberry diminuisce l’attività dell’artrite reumatoide esercitando quindi effetti benefici sulle persone con questa condizione; sono tuttavia necessari studi più ampi e a lungo termine per valutare definitivamente questo effetto e chiarirne i meccanismi coinvolti.

 

Fonte: Nataly Simões Bandiera Thimóteo, Tatiana Mayumi Veiga Iryioda , Daniela Frizon Alfieri et al. Cranberry Juice Decreases Disease Activity in Women With Rheumatoid Arthritis. Nutrition , 60, 112-117 Apr 2019

 

 

Boswellia, zenzero e ciclo mestruale

Woman hygiene protection, menstruation calendar with cotton tampons ,Sanitary pads, woman critical days

Diverse ricerche hanno mostrato che la resina di Boswellia (Boswellia serrata, Burseraceae) e il rizoma di zenzero (Zingiber officinale, Zingiberaceae) possiedono delle proprietà anti-infiammatorie.

Questo studio clinico a tre bracci, randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo ha confrontato gli effetti di boswellia e zenzero con l’ibuprofene nel trattamento delle mestruazioni abbondanti.

Lo studio

Le partecipanti al trial (102), di età compresa tra 18 e 45 anni, e tutte un flusso mestruale abbondante sono state reclutate in due ambulatori di ginecologia di Isfahan, in Iran. Per due cicli mestruali consecutivi le donne hanno assunto per sette giorni a partire dal primo giorno di ciclo: 1) 300 mg / die di boswellia e 200 mg / die di ibuprofene; 2) 300 mg / die di zenzero e 200 mg / die di ibuprofene; 3) un placebo e 200 mg / die di ibuprofene.

Gli outcome dello studio includevano durata e quantità del sanguinamento mestruale e qualità della vita (QoL), parametri che sono stati valutati al basale e dopo il primo e il secondo ciclo mestruale.  Le caratteristiche di base delle donne erano simili nei tre gruppi.

Alla fine del secondo ciclo la durata dello stesso è risultata ridotta in modo statisticamente significativo nei gruppi boswellia e zenzero rispetto al gruppo placebo (P = 0,04). Anche la qualità di vita è stata significativamente migliore nei due gruppi boswellia e zenzero rispetto al gruppo placebo (P = 0,02), mentre l’incidenza di effetti collaterali è risultata simile nei tre gruppi. Una donna ha avuto una reazione allergica allo zenzero. La sintesi degli autori è che sia la boswellia sia lo zenzero hanno migliorato gli effetti dell’ibuprofene in termini di durata del sanguinamento e qualità della vita delle donne, mentre non hanno influito sull’abbondanza del flusso. I limiti di questo studio includono la ridotta dimensione del campione e la sua breve durata.

 

Fonte: Eshaghian R, Mazaheri M, Ghanadian M, Rouholamin S, Feizi A, Babaeian M. The effect of frankincense (Boswellia serrata, oleoresin) and ginger (Zingiber officinale, rhizoma) on heavy menstrual bleeding: a randomized, placebo-controlled, clinical trial. Complement Ther Med. February 2019;42:42-47.

 

 

 

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Olio essenziale di rosa damascena e qualità del sonno

 

qualità del sonno

 

 

 

 

 

 

 

 

Alcuni studi clinici hanno riportato gli effetti sedativi della rosa damascena (Rosa × damascena, Rosaceae) e in particolare l’effetto positivo dell’olio essenziale sulla qualità del sonno.

Un team di ricercatori iraniani ha sviluppato uno studio clinico randomizzato, in cieco e controllato per valutare l’efficacia dell’OE di rosa damascena nel migliorare la qualità del sonno in malati oncologici.
Lo studio, condotto da ottobre 2016 a giugno 2017, ha riguardato pazienti oncologici dell’ospedale Shohadaye Tajrish di Teheran che lamentavano disturbi del sonno; le persone erano di età compresa tra 18 e 65 anni, avevano una funzione olfattiva normale e un’aspettativa di vita superiore a sei mesi.
Cinquantaquattro pazienti sono stati assegnati in modo casuale a ricevere aromaterapia notturna tramite OE di rosa damascena al 5% (n = 18), al 10% (n = 18) o a non ricevere alcun intervento (gruppo di controllo, n = 18) .

Ai pazienti dei gruppi aromaterapia è stato chiesto di inalare l’OE di R. damascena (5 gocce su un batuffolo di cotone tenuto vicino al naso) per 20 minuti prima di coricarsi, per 2 settimane.

Gli outcome includevano la variazione nei punteggi dell’indice di qualità del sonno di Pittsburgh (PSQI), latenza e durata del sonno ed effetti avversi e sono stati valutati al basale e dopo due settimane di trattamento. L’olio essenziale di rosa damascena era miscelato con olio di colza (Brassica napus, Brassicaceae) e paraffina. Non sono state osservate differenze significative nelle caratteristiche di base tra i tre gruppi.

In entrambi i gruppi di aromaterapia, i punteggi PSQI totali e la latenza del sonno sono diminuiti in modo statisticamente significativo (P <0,001), mentre nel gruppo di controllo non ci sono state variazioni nei punteggi PSQI e si è registrata solo una leggera diminuzione della latenza del sonno (P = 0,593). La qualità del sonno è migliorata in modo statisticamente significativo in entrambi i gruppi di aromaterapia rispetto al gruppo di controllo (P <0,05).

La durata del sonno notturno è aumentata nei gruppi aromaterapia rispetto al gruppo di controllo, ma non in modo significativo (P = 0,224); tuttavia, la differenza media nella durata del sonno notturno dal basale alla fine dello studio è risultata significativa in entrambi i gruppi di aromaterapia rispetto al gruppo di controllo (P = 0,007).

Gli effetti su qualità, latenza e durata del sonno erano leggermente maggiori nel gruppo che aveva inalato OE al 10% rispetto al gruppo con aromaterapia al 5%. L’intervento di aromaterapia è stato ben tollerato.

In questo studio la qualità del sonno nei pazienti esaminati è migliorata in modo significativo con l’aromaterapia utilizzando due diverse concentrazioni di OE di Rosa damascena rispetto al gruppo di controllo. “Sembra che l’OE di R. damascena possa essere considerato un trattamento complementare per migliorare la qualità del sonno dei malati di cancro”, hanno concluso gli autori.

Tra le limitazioni dello studio si segnalano la mancanza di outcome oggettivi per valutare la qualità del sonno, le dimensioni ridotte del campione e la breve durata.

Heydarirad G, Keyhanmehr AS, Mofid B, Nikfarjad H, Mosavat SH. Efficacy of aromatherapy with Rosa damascena in the improvement of sleep quality of cancer patients: a randomized controlled clinical trial. Complement Ther Clin Pract. May 2019;35:57-61.

 

Emicrania, sollievo con OE di basilico

LINA 1 8

emicrania

I preparati a base di piante medicinali vengono sempre più utilizzati per la prevenzione e anche per il trattamento complementare dellemicrania.

Questo studio clinico in triplo cieco realizzato in Iran ha valutato gli effetti dell’OE di basilico (Ocimum basilicum L.) sulla gravità e la frequenza dell’emicrania.

Lo studio è stato condotto su 144 pazienti con diagnosi di emicrania, i quali sono stati assegnati in modo casuale e con metodo stratificato a quattro gruppi, ciascuno composto di 36 persone, per ricevere olio essenziale di basilico al 2, 4, 6% oppure un placebo. Gli OE sono stati assunti per via topica ogni 8 ore per 3 mesi consecutivi. Inoltre, ogni partecipante allo studio ha ricevuto 325 mg di paracetamolo ogni 12 ore.

La gravità e la frequenza degli attacchi di emicrania sono state misurate prima dello studio, poi alle settimane 2, 4, 8 e 12. Per misurare l’intensità del dolore è stata utilizzata una scala analogica visiva.

L’interazione dei fattori dose e tempo è stata significativa sia sull’intensità del dolore (p <0,001) sia sulla frequenza dell’attacco (p <0,001).

La odd ratio di maggiore intensità del dolore e la percentuale di maggiore frequenza dell’attacco di emicrania sono diminuiti nel tempo nei gruppi di intervento rispetto al gruppo placebo. Un periodo di assunzione più lungo e dosaggi più elevati di olio essenziale di basilico sembrano ridurre sia l’intensità sia la frequenza degli attacchi di emicrania, è la conclusione degli autori della ricerca.

 

Fonte: Mahdieh Ahmadifard et al. The Efficacy of Topical Basil Essential Oil on Relieving Migraine Headaches: A Randomized Triple-Blind Study . Complement Med Res. 1-9 2020 Mar 10[Online ahead of print].

 

 

 

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Premio Erborista dell'anno 2020

PREMIA L’ECCELLENZA
NELLA VENDITA DEI PREPARATI ERBORISTICI E NEI SERVIZI AL CLIENTE

Buongiorno ai nostri lettori e bentrovati! Il momento è difficile per tutti e lo sappiamo bene ma cerchiamo di non lasciarci scoraggiare e di farci trovare pronti e positivi per quando sarà necessario ripartire… per cui continuate a seguire l’evoluzione del nostro Premio… Vi aspettiamo numerosi!

Eccoci pronti per l’evento dell’anno dedicato agli erboristi e che sta diventando un appuntamento abituale per i nostri lettori.

Partiamo il 15 febbraio 2020 con le autocandidature alla terza edizione del Premio Erboristeria dell’Anno 2020, il concorso culturale organizzato e promosso dalla rivista L’Erborista, rivolto ai titolari di erboristerie.

Vincitore e categorie

Una giuria di esperti, dopo avere esaminato le candidature, decreterà l’ERBORISTERIA DELL’ANNO come punto vendita con il più alto punteggio in assoluto (punteggio attribuito dalla giuria).

Oltre al vincitore assoluto, ci sarà un vincitore per ognuna delle cinque categorie indicate qui sotto e per le quali ciascun punto vendita dovrà candidarsi (scegliendone almeno 3):

LAYOUT DEGLI INTERNI

attenzione alla progettazione dello spazio, all’immagine e alla creatività espositiva interna del punto vendita;

ALLESTIMENTO DELLA VETRINA COME STRUMENTO PER COMUNICARE

soluzioni più innovative per utilizzare la vetrina come veicolo per attirare l’attenzione del potenziale cliente e come mezzo di diffusione di informazioni;

SERVIZI INNOVATIVI E CONSIGLIO ESPERTO

azioni promozionali e formative realizzate anche attraverso eventi organizzati presso il punto vendita;

WEB STRATEGY E SOCIAL MEDIA

utilizzo delle nuove tecnologie in modo creativo per accrescere la competitività del punto vendita;

COMPETENZE PROFESSIONALI ACQUISITE

curriculum formativo sia scolastico sia di esperienze pratiche.

Termine di presentazione delle candidature: 30 giugno 2020!

Premiazione in diretta

La cerimonia di premiazione si svolgerà domenica 11 ottobre alle ore 14.30 e, a differenza delle precedenti 2 edizioni, si svolgerà in modalità web…per garantire la sicurezza di tutti!

Registrati e segui la premiazione in diretta

Nonostante l’emergenza COVID-19, non abbiamo voluto rinunciare al nostro appuntamento e rimandare il tutto al 2021 e abbiamo avuto ragione considerata la maggiore partecipazione degli erboristi che ha visto quasi triplicare il numero dei candidati al Premio nel corso di queste 3 edizioni.

Insomma, l’evento si sta affermando come un appuntamento fisso per la categoria che ha dimostrato ancora una volta, anche attraverso l’iniziativa da noi proposta, la grande voglia di ripresa del settore.

L’obiettivo del Premio Erboristeria dell’anno 2020 è quello di dare visibilità al settore e ai suoi operatori, valorizzarne esperienza, competenze e ruolo. In sintonia con il nostro lavoro di sempre, il premio è un’occasione per essere al fianco di voi erboristi.

Ancora di più quest’anno è stata un’opportunità e un segnale che abbiamo voluto dare, convinti della necessità di ripresa.

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Pierpaoli