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Adulterazioni dello zafferano

 

Un documento appena rilasciato dal Programma per la prevenzione delle adulterazioni di botanicals dell’American Botanical Council (ABC) sintetizza le diverse modalità di adulterazione dello zafferano (Crocus sativus).

La pianta ha una storia documentata di utilizzo nell’antichità, principalmente come spezia e ingrediente alimentare. Oltre alle sue applicazioni culinarie, lo zafferano è stato usato per secoli nei sistemi di medicina tradizionale come rimedio per guarire le ferite, per trattare diverse condizioni quali febbre e mal di schiena, per alleviare i disturbi digestivi e per i suoi effetti di miglioramento dell’umore. I moderni utilizzi salutistici dell’estratto di zafferano, supportati da studi clinici, includono il sollievo della depressione lieve-moderata, dell’ansia e dello stress. Sono stati inoltre pubblicati studi clinici sugli effetti benefici dell’estratto di zafferano sul sonno.

A causa del suo prezzo elevato, lo zafferano è una spezia spesso sottoposta ad adulterazione con una motivazione economica. Gli adulteranti includono fibre di seta e stimmi di mais (Zea mays) colorati con succo di barbabietola (Beta vulgaris), buccia o fibre di melagrana (Punica granatum), fiori di cartamo (Carthamus tinctorius) e calendula (Calendula officinalis) e altri materiali vegetali che hanno una naturale colorazione rossa. In alcuni casi lo zafferano in polvere viene mescolato con polvere di curcuma (Curcuma longa) o paprika (Capsicum annuum) come agenti a basso costo non dichiarati.

Hanno redatto il documento sullo zafferano Stefan Gafner, responsabile scientifico dell’ABC ed esperti del settore erboristico degli Stati Uniti. Il documento oltre alla sintesi dei dati pubblicati sull’adulterazione degli stimmi di zafferano, elenca i diversi adulteranti conosciuti, fornisce una panoramica del mercato e presenta i test macroscopici, microscopici, genetici e chimici impiegati per rilevare l’adulterazione degli stimmi di zafferano e dei suoi estratti.

“Lo zafferano è uno degli ingredienti vegetali maggiormente sottoposti ad adulterazione”, ha scritto Gafner. “Alcune modalità di adulterazione vengono facilmente rilevate, anche da non esperti, per esempio guardando il colore del liquido quando si aggiunge lo zafferano all’acqua calda. Altre modalità sono invece più sofisticate e possono essere rilevate soltanto con metodi analitici all’avanguardia “.

 

Fonte: Botanical Adulterants Prevention Program – American Botanical Council (herbalgram.org)

 

 

Estratto di melograno e affaticamento a breve termine

Il melograno (Punica granatum) è una pianta originaria della regione compresa tra l’Iran e la catena himalayana, presente dall’antichità nell’area del Mediterraneo. Il frutto, coltivato da millenni, è noto per le sue virtù salutari e lo stesso Ippocrate lo consigliava come antinfiammatorio, antidiarroico e antibatterico.

Diversi studi anche clinici hanno mostrato gli effetti positivi del consumo di melograno, sotto forma di frutto, succo o estratto, in soggetti con disturbi infiammatori cronici, mentre la componente polifenolica dell’estratto ha dimostrato di avere proprietà antiossidanti e immuno-modulatorie.

Lo studio

Secondo uno studio preliminare dell’Università di Napoli Federico II, pubblicato di recente sulla rivista Processes, un integratore contenente estratto di melograno associato a vitamine del gruppo B e C  ha effetti positivi sull’affaticamento a breve termine.

Sulla base di questi promettenti dati sarà successivamente condotto uno studio clinico randomizzato, controllato con placebo, in doppio cieco, che misurerà l’indice di efficacia della preparazione.

L’indagine è stata svolta su 78 soggetti (21 uomini e 57 donne) che hanno assunto il preparato a base di estratto di melograno e vitamine del gruppo B e C per un mese valutandone l’efficacia e la tollerabilità sul livello di fatica e qualità della vita attraverso questionari internazionali validati. I partecipanti allo studio hanno segnalato un miglioramento significativo delle loro condizioni senza effetti negativi.

Sebbene siano necessari ulteriori studi, questi dati preliminari suggeriscono dunque la capacità di una combinazione di estratto di melograno e vitamine idrosolubili di alleviare l’affaticamento a breve termine, come ha spiegato Maria Daglia tra gli autori dell’indagine: “Siamo partiti dai risultati di diverse ricerche scientifiche sul melograno e ci siamo poi rivolti a persone che avevano fatto richiesta al proprio farmacista di un integratore alimentare che li alleviasse dalla sensazione di affaticamento.

Questa indagine tra consumatori, condotta con un approccio scientifico robusto, ha messo in evidenza elementi molto positivi a favore del melograno nel contrastare la sensazione di affaticamento”.

La sensazione di stanchezza e affaticamento è una delle manifestazioni tipiche di un sistema immunitario alterato e spesso può presentarsi in forma d’infezioni, infiammazioni o altre tipologie di stress.

La stanchezza può derivare da una o più condizioni patologiche, ma può anche essere una condizione fisiologica legata allo stile di vita, alla mancanza di sonno o al cattivo sonno, allo stress, alle preoccupazioni familiari e professionali e a fattori ambientali, che rendono difficile l’identificazione della vera causa.

Fonte: Esposito C, Santarcangelo C, Di Minno A, et al. Chemical Characterization and Preliminary Evaluation of the Efficacy and Tolerability of a Food Supplement Based on Pomegranate Extract, B Vitamins, and Vitamin C against Prolonged Fatigue in Healthy Consumers. Processes. 2022; 10(2):208.

https://www.mdpi.com/2227-9717/10/2/208.

 

 

Come nasce un cosmetico a connotazione naturale

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Una tavola rotonda per approfondire i diversi aspetti legati alla produzione dei cosmetici a connotazione naturale

 

Il Gruppo Cosmetici Erboristeria di Cosmetica Italia ha organizzato una tavola rotonda nell’ambito della 53ª edizione di Cosmoprof Worldwide Bologna.

Sabato 30 aprile alle ore 10:30 presso la lounge di Cosmetica Italia (Centro Servizi: Blocco D – 1° piano, Sala Notturno) si svolgerà l’evento dal titolo Come nasce un cosmetico a connotazione naturale. 

L’appuntamento offrirà l’occasione per analizzare il mondo che ruota attorno alla produzione dei cosmetici a connotazione naturale mettendone in luce i diversi aspetti.

I relatori

In apertura del confronto, moderato dal giornalista Tommaso Costa, il Centro Studi di Cosmetica Italia proporrà un’analisi dei claim utilizzati nei nuovi lanci di cosmetici a connotazione naturale, evidenziandone l’evoluzione tanto nel corso degli ultimi due anni caratterizzati dalla pandemia quanto nel periodo antecedente al Covid.

Saranno poi due voci “tecniche” tra loro complementari ad approfondire ulteriormente il tema al centro della tavola rotonda: Alessandro Filippini (Phenbiox srl) proporrà il punto di vista del fornitore di materie prime, mentre Luigi Miori (Areaderma srl) quello del formulatore.

Infine, l’intervento di Antonio Argentieri, docente del Master in Scienza e Tecnologia Cosmetiche presso l’Università di Siena, sarà dedicato alla strategia di posizionamento sul mercato di questi prodotti.

«Dopo i due anni di arresto forzato dovuti all’emergenza sanitaria, tornare a Cosmoprof Bologna nella sua completezza e in presenza assume un significato quanto mai rilevante – ha dichiarato Laura Pedrini, presidente del Gruppo Cosmetici Erboristeria – Per questa ragione abbiamo voluto riconfermare l’ormai consueto appuntamento con la tavola rotonda coordinata dal nostro Gruppo, dedicandola a un fenomeno verso cui il consumatore continua a mostrare una crescente attenzione e consapevolezza».

Nel 2021 il canale erboristeria ha registrato una crescita del 13,8% e un valore di mercato prossimo ai 370 milioni di euro (dati preconsuntivi elaborati dal Centro Studi di Cosmetica Italia). Trasversalmente ai vari canali, si accentua l’attenzione del consumatore verso i cosmetici a connotazione naturale che si stima rappresentino un fenomeno da oltre 1.600 milioni di euro.

 

 

Sequestro prodotti illegali in esercizi commerciali

In relazione alle notizie relative al sequestro di prodotti illegali operato dalla Guardia di Finanza presso alcuni esercizi commerciali a Milano pubblichiamo il Comunicato stampa che esprime la posizione della Federazione

COMUNICATO STAMPA F.E.I. – Confcommercio

In merito alla diffusione della notizia relativa alla vendita e al sequestro di medicinali anti Covid effettuato dalla Guardia di Finanza in sei presunte erboristerie di Milano, la Federazione Erboristi Italiani – F.E.I.- Confcommercio si dissocia da qualsiasi comportamento non conforme all’etica professionale e finalizzato alla commercializzazione di prodotti illegali e dannosi per la salute del consumatore.

E’ intollerabile che ancora si continui a definire erboristerie esercizi commerciali in cui non sia presente un Erborista diplomato/laureato ai sensi delle normative vigenti.

Il caso in oggetto ripreso dai media, in particolare da Sky e dal Corriere della Sera di Milano avvalora la richiesta ripetutamente avanzata in sede istituzionale dalla Federazione Erboristi Italiani, per autorizzare l’insegna “Erboristeria” alle sole attività in cui sia presente un erborista titolato.

Dott. Angelo Di Muzio

Presidente Nazionale F.E.I. – Federazione Erboristi Italiani

Confcommercio Imprese per l’Italia

Health revolution. I 5 pilastri della salute

Questo libro è rivolto a tutti coloro che vogliono ritrovare il peso ideale, vivere bene e più a lungo.
Qual è il segreto per ritrovare il peso ideale, vivere bene e più a lungo?

La dottoressa Annamaria Acquaviva spiega in modo chiaro come trovare un’armonia d’insieme, indicando strumenti e strategie per raggiungere l’equilibrio tra corpo e mente, aiutandoci ad affrontare le sfide della vita.

Non si tratta di un metodo “alla moda”, ma dell’applicazione delle più recenti evidenze scientifiche alla persona; in questo modo la dottoressa ha definito il proprio metodo, i 5 pilastri della salute:

  • nutrizione personalizzata,
  • armonia interiore,
  • attività fisica,
  • riposo,
  • integrazione alimentare e cosmetica.

L’equilibrio di questi fattori è la chiave per raggiungere il massimo del proprio potenziale benessere psicofisico e risplendere di una forma inedita di bellezza.

Le ricette di cucina, semplici e veloci, messe a punto in tanti anni di professione e applicate dai suoi pazienti, sono la testimonianza di come sia possibile mettere in pratica un menù settimanale capace di combinare gusto e salute.
Health Revolution significa ascoltare sé stessi e farsi accompagnare alla scoperta di un nuovo stile di vita: per vivere meglio e più a lungo.

Annamaria Acquaviva è dietista nutrizionista e farmacista, svolge l’attività professionale sia nei propri studi sia come divulgatrice scientifica in congressi e masterclass per favorire la cultura della salute. Ha svolto ricerca per l’Istituto Romagnolo per lo Studio dei Tumori “Dino Amadori” – IRST ed è divulgatrice per l’Istituto Oncologico Romagnolo (IOR). Nel suo blog www.HealthRevolution.it fornisce consigli di salute e gustose ricette per la longevità. Facebook: Dott.ssa Annamaria Acquaviva – Instagram: @annamaria_acquaviva

Diamo i numeri…

L’Italia, con un volume d’affari di 3,8 miliardi di euro e una quota del 26% nel 2020, è il Paese europeo con il mercato degli integratori più dinamico, se confrontato con Germania (18,8%), Francia (14,7%), Regno Unito (9,5%) e Spagna (7,2%). Un mercato in costante crescita che tra il 2008 e il 2020 ha triplicato le sue dimensioni, con un aumento medio annuo di oltre il 9% (Report Nutraceutica 2022, Area Studi Mediobanca).

Altrettanto buone appaiono le aspettative di crescita, quantificate per il Vecchio Continente intorno al 6% annuo, mentre in Italia – dove si stima faccia ricorso agli integratori il 54% della popolazione versus il 20-25% di Germania, Francia e Regno Unito – il mercato degli integratori dovrebbe toccare quota 4,8 miliardi nel 2025.

Certo, sono numeri puri e anche astratti che occorre declinare nella realtà concreta dei territori, modulare nella vita quotidiana delle singole attività, su cui pesano infinite variabili, oggi ancora di più in un clima di rinnovata incertezza ispirata dagli scenari di guerra internazionali. E non dimentichiamo che i dati specifici per l’erboristeria in quest’ambito sono sempre carenti, dato che la maggioranza delle statistiche non mette a fuoco le performance di questo canale.

Qualche numero, però, lo abbiamo e lo condividiamo come elemento di riflessione, con l’impegno a colmare questo gap informativo che, di fatto, fotografa e riflette anche un posizionamento nei confronti del canale erboristeria.

Partiamo dall’indagine “Il punto di vista del consumatore”, condotta dall’agenzia Free-Thinking per SISTE e AIDECO, che ha fatto il punto sull’impiego di prodotti per la cura del corpo, in applicazione e come integratori, evidenziando tra l’altro un paio di elementi a mio avviso significativi.

Da una parte il relativo calo del ruolo della rete come fonte informativa, che restituisce una maggiore esigenza del consumatore, forse anche a causa dell’infodemia che ha attraversato la fase pandemica, di informazioni qualificate e sottoposte al vaglio di un esperto, con un accresciuto ruolo anche dell’erborista nella fase di pre-acquisto degli integratori.

Dall’altra le vendite, in questo segmento di mercato, dell’erboristeria che si evidenzia come il terzo canale di acquisto dopo farmacia e parafarmacia, portandovi tuttavia la sua peculiarità di luogo da sempre improntato ai valori di naturalità e sostenibilità, oggi più che mai al centro dell’attenzione.

Infine, ma non meno importante, il consuntivo annuale diffuso da UnionCamere che presenta il bilancio quantitativo su distribuzione e presenza numerica delle erboristerie in Italia al 31.12. 2021 (si legga l’articolo a pag. 14).

Se si conferma la caratterizzazione dell’erboristeria come settore formato in grande maggioranza da imprese individuali, 2.702 versus 435 società di capitale e 801 società di persone, i punti vendita a livello nazionale passano dai 4.011 di fine 2020 agli attuali 3.951, con una variazione percentuale del -1,49%.

Si rileva, dunque, una flessione numerica che tuttavia non è così drammatica, al contrario si evidenzia una lieve ripresa rispetto al 2020, quando il calo delle insegne a livello nazionale era stato del 2,6%.

Il relativo ridimensionamento dei punti vendita erboristici è più marcato nelle aree con un’economia tradizionalmente più forte, come ad esempio la Lombardia (-2,3%), l’Emilia-Romagna (-2,2%) e soprattutto il Lazio (-4%), dove a Roma e provincia hanno chiuso 18 erboristerie. Nel resto del Paese la situazione è complessivamente stabile: sono due, ad esempio, le chiusure in Sicilia, tre nelle Marche, una in Basilicata e in Sardegna, mentre un trend opposto si rileva in Toscana, dove si registrano sei nuove aperture (+2%), in Calabria con tre nuovi negozi (+3,9%) e in Campania con due.

I numeri li abbiamo dati: sta a ciascuno di voi, e alla categoria nel suo insieme, tracciare la strada o le strade per il prossimo futuro, per dare continuità all’erboristeria e alla figura dell’erborista facendo leva sui suoi valori chiave: professionalità e rigore scientifico, radicamento nella tradizione, ma anche capacità di comunicazione, uso delle tecnologie informative, presenza sui social, insieme alla capacità di proporre servizi di customer care efficaci e originali, nel quadro di una sempre più necessaria cultura della naturalità e sostenibilità.

 

Equiseto, al vaglio l’effetto sulla pressione sanguigna

L’equiseto (Equisetum arvense), comunemente conosciuto anche come coda cavallina, è una pianta contenente diverse sostanze alcaloidi tra cui la nicotina, unitamente a minerali, vitamine, flavonoidi, tannini, saponine. Diversi sono gli effetti che gli sono stati attribuiti, tra i quali la capacità diuretica: l’assunzione di equiseto aumenta, infatti, l’eliminazione di acqua da parte dei reni e contribuisce al buon funzionamento dell’apparato urinario.

Grazie alle sue proprietà antinfiammatorie e astringenti l’equiseto può, inoltre, essere utilizzato contro diversi tipi di infezioni a carico del sistema urinario e in caso di calcoli e contro diversi tipi di affezioni a carico delle mucose (gola infiammata, palpebre arrossate, congiuntiviti). La pianta viene utilizzata anche per le sue proprietà remineralizzanti; impacchi a base di equiseto possono favorire la guarigione di ferite e ulcere.

A oggi, tuttavia, pochi studi ne hanno valutato l’efficacia e la sicurezza e nessuno studio clinico ne ha analizzato l’effetto antipertensivo.

Lo studio

Un recente trial clinico randomizzato in doppio cieco ha valutato proprio questo aspetto su un piccolo gruppo di 58 individui con ipertensione arteriosa sistemica di stadio I (entrambi i sessi, età 25-65 anni).

I partecipanti allo studio sono stati suddivisi in due gruppi che hanno ricevuto un estratto secco standardizzato di equiseto (900 mg/giorno) oppure idroclorotiazide, un diuretico tiazidico della classe delle benzotiazidi, (25 mg/giorno) per 3 mesi. Tutti sono stati sottoposti a controlli dei parametri biochimici e cardiologici prima e durante gli interventi; le visite di controllo sono state effettuate ogni 30 giorni. Gli outcome di efficacia erano il calo della pressione sanguigna sistolica e/o diastolica ≥ 10.0 mmHg e/o della pressione sanguigna casuale (CBP) < 140/90 mmHg.

Conclusioni

Il trattamento con equiseto ha dimostrato un significativo effetto antipertensivo, promuovendo una riduzione media della pressione diastolica e sistolica rispettivamente di 12.6 e 8.1 mmHg, e determinando una pressione arteriosa casuale media di 134.0/84.5 mmHg alla fine dell’intervento.

Non sono emerse differenze statistiche significative tra i due interventi per quanto riguarda i test biochimici e segni di tossicità acuta, alterazioni renali, epatiche ed ematologiche. È stata osservata una leggera differenza non significativa tra gli eventi avversi dei gruppi equiseto (3,58%) e idroclorotiazide (4,68%).

L’estratto secco standardizzato di equiseto – concludono gli autori della ricerca –  è stato applicato con successo nel trattamento dell’ipertensione arteriosa di stadio I, diminuendo efficacemente i valori della pressione sistolica e diastolica fino ai valori normali di riferimento e dimostrando un buon profilo di tollerabilità.

 

Fonte: Carneiro DM, Jardim TV, Araújo YCL, et al. Antihypertensive effect of Equisetum arvense L.: a double-blind, randomized efficacy and safety clinical trial. Phytomedicine. 2022 Jan 26;99:153955.

 

 

Efficacia dell’ibisco sull’ipertensione lieve-moderata

Sono circa 900 milioni nel mondo le persone che soffrono di ipertensione. L’ibisco (Hibiscus sabdariffa L.), noto anche come karkadè, è una pianta arbustiva della famiglia delle Malvaceae, originaria delle Indie occidentali, ma diffusa anche in Asia e Africa. La parte della pianta con il più alto tenore di sostanze caratterizzanti è il calice dei fiori, contenente tra l’altro l’acido ibiscico, ascorbico, malico, citrico e tartarico che conferiscono il sapore acidulo, mentre agli antociani si deve la tipica colorazione rossa.

Queste recente revisione sistematica con metanalisi ne ha valutato l’efficacia in soggetti con ipertensione lieve-moderata associata a sindrome metabolica (MetS) rispetto a placebo, farmaci antipertensivi o altri prodotti a base di erbe.

La ricerca degli studi clinici randomizzati e controllati (RCT) pubblicati su questo tema è stata effettuata in quattro database medico scientifici. Sono stati analizzati in totale 13 RCT (1.205 partecipanti) con i seguenti risultati.

L’ibisco ha ridotto sia la pressione arteriosa sistolica che quella diastolica rispetto al placebo (P = 0.02). L’analisi di sottogruppo ha mostrato che il cambiamento dei valori pressori era statisticamente significativo nei soggetti con sola ipertensione, ma non nei casi di ipertensione associata a sindrome metabolica. Quando l’ibisco è stato confrontato con controlli attivi (farmaci antipertensivi o altre erbe), la riduzione della pressione arteriosa (sistolica e diastolica) non è risultata statisticamente significativa (tutti P >0,05).

Le conclusioni della metanalisi sono pertanto che l’ibisco è efficace nel ridurre la pressione sanguigna nei casi di ipertensione lieve-moderata, ma non quando a questa condizione si associa anche la sindrome metabolica.

L’ibisco non si è mostrato statisticamente superiore ai farmaci antipertensivi.

Fonte: Abdelmonem M, Ebada MA, Diab S, Ahmed MM, Zaazouee MS, Essa TM, ElBaz ZS, Ghaith HS, Abdella WS, Ebada M, Negida A. Efficacy of Hibiscus sabdariffa on Reducing Blood Pressure in Patients With Mild-to-Moderate Hypertension: A Systematic Review and Meta-Analysis of Published Randomized Controlled Trials. J Cardiovasc Pharmacol. 2022 Jan 1;79(1):e64-e74.

 

Effetto protettivo della caffeina dalle malattie cardiovascolari

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Diversi studi hanno evidenziato che i consumatori di caffeina hanno un rischio ridotto di morte per malattie cardiovascolari, tuttavia non è ancora stata trovata una spiegazione di questo fenomeno a livello biochimico.

Fornisce alcuni elementi al riguardo un recente studio pubblicato sulla rivista Nature Communications secondo cui la caffeina, assunta sia tramite il consumo alimentare sia come supplementazione, è responsabile dell’attivazione di un effetto a cascata che, in definitiva, riduce il livello di colesterolo LDL nel sangue.

In particolare, i ricercatori canadesi della McMaster University hanno osservato che la caffeina aumenta i livelli di Ca2+ nel reticolo endoplasmatico epatico, bloccando l’attivazione trascrizionale della proteina legante gli elementi regolatori degli steroli 2, responsabile della regolazione di PCSK9, una proteina coinvolta nella regolazione dei livelli delle lipoproteine a bassa densità, che svolge pertanto un ruolo chiave nello sviluppo dell’aterosclerosi.

Abbassando i livelli di PCK9 nel sangue, si determina una maggiore espressione del recettore LDL situato sulla superficie del fegato e quindi una maggiore clearance del colesterolo LDL. Secondo i ricercatori che hanno condotto lo studio questi risultati hanno implicazioni di ampia portata poiché mettono in correlazione la caffeina, ampiamente consumata, al metabolismo del colesterolo a livello molecolare, mostrando inoltre come alcuni alimenti e bevande comuni abbiano effetti molto più complessi del previsto.

 

Fonte: Lebeau PF, Byun JH, Platko K,  et al. Caffeine blocks SREBP2-induced hepatic PCSK9 expression to enhance LDLR-mediated cholesterol clearance. Nat Commun. 2022 Feb 9;13(1):770.

https://doi.org/10.1038/s41467-022-28240-9

 

Antonino Santoro confermato alla guida di EHPM

Integratori & Salute, associazione neonata dalla fusione di Integratori Italia e FederSalus, guarda con interesse al contesto europeo. A dimostrarlo, la sua recente adesione alla Federazione EHPM (European Federation of Associations of Health Product Manufacturers), che riunisce 14 associazioni nazionali, di cui fanno parte circa 1600 aziende che producono e distribuiscono integratori alimentari.

Alla guida della federazione si riconferma Antonino Santoro (nella foto), membro del Consiglio di Integratori & Salute, che continuerà a portare sui tavoli istituzionali internazionali le istanze del settore, rafforzandone la credibilità all’interno delle dinamiche di un mercato globale.
La riconferma di un rappresentante italiano alla guida di una delle principali associazioni europee del settore dimostra il ruolo attivo che l’associazione vuole svolgere.

L’appartenenza a realtà dal respiro internazionale come questa permetterà a Integratori & Salute di garantire al mercato italiano una presenza attiva a fronte delle nuove sfide dettate soprattutto dal piano regolatorio europeo.

“Abbiamo fatto tanto quest’anno, ma si tratta solo dell’inizio. La riconferma del mio ruolo di Presidente della Federazione EHPM ne è la dimostrazione – dichiara Antonino Santoro – Sono molti i progetti iniziati che vogliamo portare avanti insieme. Fermo restando l’interesse primario della salute del consumatore, sono qui a rinnovare il mio impegno nel rappresentare le istanze degli associati di Integratori & Salute e dell’intero comparto a livello europeo.

Il nostro obiettivo è contribuire alla definizione di un quadro normativo più armonizzato, che consenta all’industria di esprimere il suo pieno potenziale e la promozione del valore degli integratori alimentari come presidio per il mantenimento di uno stato di benessere e come strumento di prevenzione primaria. Ci aspettano nuove sfide a livello europeo e noi siamo pronti per continuare ad affrontare con energia le complesse dinamiche del mercato”.