Home Blog Pagina 20

Silimarina, obesità e insulino-resistenza

 

Recenti studi hanno dimostrato che la silimarina – un complesso di flavolignani contenuto soprattutto nel cardo mariano (Silybum marianum), di cui la silibina è il componente più importante, – in combinazione con terapie standard, dieta o esercizio fisico, può migliorare obesità, diabete di tipo 2 (T2DM) e insulino-resistenza (IR). Obesità e IR rappresentano i principali fattori di rischio per lo sviluppo del T2DM e di altri disturbi metabolici. Di fronte alla necessità di nuove strategie per contrastare l’IR, un recente studio pilota ha valutato l’efficacia della silimarina su donne obese e insulino-resistenti non diabetiche.

Le 6 partecipanti, con obesità di tipo 1 e 2, hanno assunto 2 capsule con estratto di cardo mariano (151,5 mg, equivalenti a 45 mg di silibina) per 12 settimane, senza modificare dieta o attività fisica abituale. L’insulino-resistenza è stata misurata tramite il modello HOMA-IR sia all’inizio che alla fine dello studio. Sono stati inoltre effettuati il test di tolleranza al glucosio e analisi di parametri biochimici e clinici.

I risultati mostrano che l’assunzione di silimarina ha ridotto in modo significativo i livelli di glicemia a digiuno e HOMA-IR rispetto ai valori iniziali. Anche i livelli di insulina a digiuno, colesterolo totale, HDL, LDL, trigliceridi, bilirubina indiretta e proteina C-reattiva sono diminuiti, sebbene senza significatività statistica.

Questi risultati suggeriscono che la silimarina potrebbe rappresentare un’opzione terapeutica promettente per migliorare l’IR in individui obesi non diabetici. Tuttavia, ulteriori studi clinici sono necessari per confermare e approfondire tali evidenze.

 

MacDonald-Ramos K, Monroy A, Bobadilla-Bravo M, Cerbón M. Silymarin Reduced Insulin Resistance in Non-Diabetic Women with Obesity. Int J Mol Sci. 2024 Feb 8;25(4):2050. doi: 10.3390/ijms25042050.

 

 

Effetti del ginseng sulle infiammazioni intestinali

Il ginseng possiede notevoli effetti farmacologici nel trattamento delle infiammazioni intestinali e nel rafforzamento del sistema immunitario.

 

Una review recente ha esaminato l’azione del ginseng (considerando le tre specie principali: Panax ginseng, P. quinquefolius e P. notoginseng) e dei suoi principali costituenti bioattivi, i ginsenosidi, su patologie intestinali quali malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD), sindrome dell’intestino irritabile (IBS) e tumori gastrointestinali. Gli effetti benefici si manifestano nella regolazione delle risposte immunitarie, nella riduzione dei mediatori infiammatori e nella promozione della guarigione della mucosa intestinale.

In particolare, i ginsenosidi, modulano il microbiota intestinale, contribuendo a ristabilire l’equilibrio immunitario e metabolico. Diversi studi hanno dimostrato che questi composti bloccano le vie di segnalazione infiammatorie, riducendo l’espressione di citochine pro-infiammatorie come TNF-α, IL-6 e IL-1β. Inoltre, il ginseng favorisce la proliferazione delle cellule epiteliali intestinali, riparando i danni alla barriera intestinale, e protegge contro il cancro colorettale associato alla colite.

Gli estratti di ginseng si sono rivelati efficaci anche nel trattamento di diarree indotte da antibiotici e nel sollievo dei sintomi dell’IBS. La loro azione si estende alla modulazione dell’asse microbiota-intestino-cervello, migliorando l’infiammazione intestinale e riducendo lo stress psicologico.

Questa revisione conclude che ginseng e ginsenosidi rappresentano promettenti terapie naturali per disturbi gastrointestinali, con meccanismi d’azione che combinano proprietà antinfiammatorie, immunomodulatorie e rigeneranti.

 

Zhao L, Zhang T, Zhang K. Pharmacological effects of ginseng and ginsenosides on intestinal inflammation and the immune system. Front Immunol. 2024 Apr 18;15:1353614. doi: 10.3389/fimmu.2024.1353614.

 

Probiotici e diabete mellito di tipo 2

Con l’obiettivo di valutare l’efficacia di un intervento probiotico nel controllo glicemico e in altri parametri correlati al diabete, è stato condotto uno studio clinico randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo.

La ricerca ha coinvolto adulti di età pari o superiore a 18 anni, con diagnosi diabete di tipo 2, capaci di gestire autonomamente la propria condizione e disponibili a partecipare ai controlli di follow-up.

I partecipanti sono stati suddivisi in due gruppi: uno ha ricevuto 25 mL di una bevanda probiotica contenente più di 10^8 CFU/mL di Lactobacillus (specie o ceppo non specificati), somministrata quattro volte al giorno, mentre il gruppo di controllo ha assunto lo stesso volume di Lactobacillus inattivato. I parametri principali analizzati erano le variazioni dell’HbA1c e della glicemia a digiuno (FBG) dopo l’intervento.

Tra i 490 soggetti inizialmente valutati, 213 sono stati inclusi nello studio, dei quali 103 assegnati al gruppo intervento e 110 al gruppo placebo. Dopo 16 settimane, entrambi i gruppi hanno mostrato riduzioni nei livelli di HbA1c e FBG: il gruppo intervento ha registrato una diminuzione di HbA1c pari a -0,44 e di FBG pari a -0,97, mentre il gruppo placebo ha riportato variazioni simili con riduzioni rispettivamente di -0,33 e -0,90.

Tuttavia, le differenze tra i due gruppi non sono risultate statisticamente significative. In conclusione, lo studio non ha evidenziato benefici clinicamente rilevanti legati all’uso di probiotici rispetto al placebo nel controllo glicemico.

 

Peng X, Xian H, Ge N, et al. Effect of probiotics on glycemic control and lipid profiles in patients with type 2 diabetes mellitus: a randomized, double blind, controlled trial. Front Endocrinol (Lausanne). 2024 Sep 16;15:1440286. doi: 10.3389/fendo.2024.1440286.

 

 

Probiotici, vitamina D ed emicrania

Efficacia della co-somministrazione di probiotici e vitamina D nell’emicrania

Un recente studio clinico randomizzato, in triplo cieco e controllato con placebo ha valutato l’effetto della co-somministrazione di probiotici e vitamina D sui sintomi clinici, sulla salute mentale e sull’infiammazione in pazienti adulti con emicrania. Lo studio ha incluso 72 pazienti di età compresa tra 18 e 55 anni con diagnosi di emicrania basata sulla Classificazione Internazionale dei Disordini da Cefalea-3 (ICHD-3). I partecipanti sono stati randomizzati a ricevere vitamina D (50.000 UI ogni 2 settimane) più probiotici (4,5 × 10^11 CFU al giorno) o placebo per 12 settimane.

I risultati hanno dimostrato che la co-somministrazione di probiotici e vitamina D ha portato a un aumento significativo dei livelli sierici di vitamina D (+ 12,86 ± 1,64 vs. + 1,12 ± 0,80 ng/mL, P < 0,001). Inoltre, l’analisi tra i gruppi ha mostrato una riduzione significativamente maggiore della frequenza (- 3,17 ± 0,84 vs. – 1,25 ± 0,34; P = 0,031) e della gravità (- 1,55 ± 0,35 vs. + 0,67 ± 0,29; P = 0,017) dell’emicrania nel gruppo probiotici e vitamina D rispetto al gruppo placebo.

Non sono state riscontrate differenze significative tra i due gruppi per quanto riguarda la variazione della durata dell’emicrania, i livelli di proteina C reattiva ad alta sensibilità, i punteggi dei questionari DASS e HIT-6 utilizzati per valutare l’impatto della cefalea e i livelli di stress, ansia e depressione.

Gli autori concludono che la co-somministrazione di probiotici e vitamina D ha effetti benefici sulle caratteristiche dell’emicrania, sottolineando che lo studio presenta alcune limitazioni, tra cui la maggioranza dei partecipanti di sesso femminile e l’utilizzo di dati auto-riferiti per la valutazione dell’attività fisica e dell’assunzione dietetica.

Inoltre, non è stato possibile confrontare l’effetto della co-somministrazione di probiotici e vitamina D con quello della supplementazione con uno solo di questi agenti.

 

Tirani SA, Khorvash F, Saneei P, et al. Effects of probiotic and vitamin D co-supplementation on clinical symptoms, mental health, and inflammation in adult patients with migraine headache: a randomized, triple- blinded, placebo-controlled trial. BMC Med. 2024 Oct 11;22(1):457. doi: 10.1186/s12916-024-03684-6.

 

Fieno greco e diabete di tipo 2

Impatto di un estratto di semi di fieno greco sul diabete di tipo 2

Per valutare la sicurezza e l’efficacia di un estratto brevettato di semi di fieno greco (Trigonella foenum-graecum) è stato condotto uno studio clinico randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, che ha coinvolto 81 pazienti con diabete di tipo 2 (età tra 18 e 65 anni), già in terapia antidiabetica con metformina e/o sulfonilurea.

I partecipanti sono stati divisi in due gruppi: un gruppo di trattamento che ha ricevuto 1000 mg di estratto brevettato di fieno greco (>45% di saponine furostanoliche) al giorno e un gruppo il placebo. Lo studio è durato 12 settimane.

I risultati hanno dimostrato che l’assunzione dell’estratto brevettato di fieno greco, rispetto al placebo, ha ridotto significativamente i livelli di glucosio plasmatico a digiuno e postprandiale, nonché i livelli di emoglobina glicata (HbA1c).

Nel gruppo trattamento i livelli di glucosio a digiuno sono diminuiti del 38%, quelli postprandiali del 44% e i livelli di HbA1c del 34,7%. Non sono stati osservati effetti avversi significativi associati all’assunzione dell’estratto.

Lo studio ha evidenziato che questo estratto brevettato, grazie al suo alto contenuto di saponine furostanoliche, può migliorare significativamente la sensibilità all’insulina e normalizzare i livelli di zucchero nel sangue e potrebbe essere un’utile aggiunta alla terapia antidiabetica standard, ma sono necessarie ulteriori ricerche per valutarne l’effetto in monoterapia.

Tuttavia, si raccomanda cautela nei pazienti con ipotiroidismo, in quanto il fieno greco potrebbe interferire con l’asse ipotalamo-ipofisi-tiroide.

 

Gupta RS, Grover AS, Kumar P, et al. A randomized double blind placebo controlled trial to assess the safety and efficacy of a patented fenugreek (Trigonella foenum-graecum) seed extract in Type 2 diabetics. Food Nutr Res. 2024 Jun 3;68. doi: 10.29219/fnr.v68.10667

Attività di erboristeria vendesi

Cedo attività di Erboristeria e Alimentazione naturale aperta nel 1986, con 38 anni di avviamento commerciale, il negozio ha una superficie di 40 mq con due vetrine, climatizzato, in ottimo stato. La vendita dell’attività comprende l’arredamento, la merce esposta e in magazzino.

Regolare contratto d’affitto 6 anni più 6 anni. Disponibilità a un periodo di affiancamento. Prezzo molto interessante, trattativa riservata. Ci troviamo a Quartomiglio (ROMA SUD).

Per informazioni: tel.06.7184714 – cell. Enzo 333-4943629, Mail: erbmadrenatura@libero.it

Isoflavoni di soia e sintomi della menopausa

Una revisione sistematica con meta-analisi ha esaminato l’effetto degli isoflavoni di soia sui sintomi della menopausa e sulla qualità della vita nelle donne in climaterio, includendo cinque studi randomizzati e controllati, per un totale di 425 donne.

 

L’obiettivo principale della revisione era valutare l’impatto degli isoflavoni di soia sui sintomi della menopausa, mentre gli obiettivi secondari si concentravano sulla qualità della vita e sui livelli di depressione.

I risultati hanno dimostrato che gli isoflavoni di soia non hanno avuto un effetto significativo sui sintomi della menopausa e sulla qualità della vita. Tuttavia, si è osservata una riduzione significativa dei livelli di depressione. È importante sottolineare che due degli studi inclusi presentavano un alto rischio di conflitto di interessi.

Sebbene alcuni studi abbiano riportato una leggera riduzione delle vampate di calore e delle sudorazioni notturne con il trattamento a base di fitoestrogeni, questa analisi non ha confermato tali risultati per gli isoflavoni di soia.

Lo studio evidenzia l’importanza di considerare gli isoflavoni di soia come potenziale trattamento per la depressione nelle donne in climaterio, ma sottolinea la necessità di ulteriori ricerche per confermare questi risultati.

In conclusione, la revisione suggerisce che gli isoflavoni di soia potrebbero non essere efficaci nel ridurre i sintomi della menopausa in generale, ma potrebbero avere un impatto positivo sulla depressione, sottolineando la necessità di ulteriori ricerche per confermare questi risultati.

Gençtürk N, Bilgiç FŞ, Kaban HU. The effect of soy isoflavones given to women in the climacteric period on menopausal symptoms and quality of life: Systematic review and meta-analysis of randomized controlled trials. Explore (NY). 2024 May 22;20(6):103012. doi: 10.1016/j.explore.2024.05.010.

Malva, pianta medicinale dalle mille virtù

 

Malva sylvestris L., comunemente nota come malva, è una pianta erbacea diffusa in Europa, Asia e Africa, da secoli impiegata nella medicina tradizionale per trattare una varietà di disturbi.

Una revisione della letteratura ha esaminato la fitochimica e le attività biologiche della malva. Recenti studi scientifici hanno confermato molte delle sue proprietà farmacologiche, convalidandone l’uso tradizionale. La malva è particolarmente nota per le sue proprietà antinfiammatorie, utili nel trattamento di disturbi gastrointestinali e urinari. Applicata localmente, può lenire ulcere, gonfiori, dermatiti, ustioni, contusioni e ascessi.

L’attività farmacologica della pianta è attribuibile alla presenza di numerosi composti fitochimici, tra cui fenoli, flavonoidi, terpenoidi, mucillagini, steroidi e vari aminoacidi. L’acido ascorbico (vitamina C) e i tocoferoli (vitamina E) sono responsabili dell’attività antiossidante, come pure i composti fenolici, che svolgono anche l’azione di scavenging dei radicali liberi. Al malvone A, un naftochinone isolato dalla pianta, è dovuta la notevole azione antibatterica. Le mucillagini, infine, sono tra i costituenti più importanti, responsabili delle proprietà sedative della tosse.

Grazie alla sua vasta gamma di attività, la coltivazione su larga scala della malva selvatica è un’opzione vantaggiosa per soddisfare le richieste del mercato. Negli ultimi anni sono stati brevettati numerosi prodotti a base di malva, in particolare come prodotti per la cura della pelle. Tuttavia, concludono gli autori, sono necessari ulteriori studi per valutare a fondo le proprietà biologiche e la tossicologia della malva, al fine di consentirne un utilizzo sicuro ed efficace o dei suoi componenti.

 

Paul ZA, Malla AT, Dar MA, Masoodi MH. Phytochemistry and Pharmacological Activity of Malva sylvestris L: A Detailed Insight. Comb Chem High Throughput Screen. 2024;27(16):2309-2322. doi:10.2174/0113862073269336231009110313.

 

Cirmolo, l’albero del sonno e del relax

 

Il Cirmolo o Pino cembro, l’albero del sonno e del relax, entra in erboristeria con una linea completa che risponde a tutte le esigenze quotidiane legate alla gestione di ritmi sempre più frenetici.

 

Proprio grazie alla divulgazione erboristica e fitoterapica sempre più consumatori conoscono, apprezzano e richiedono prodotti a base di Cirmolo. Ciò che il mercato propone è generalmente un olio essenziale di qualità molto variabile e comunque ristretto a specifiche referenze. I consumatori sono consapevoli delle virtù dell’albero del sonno e del relax, ma trovano una risposta che sembra non aver tenuto conto della loro domanda.

Zuccari, azienda trentina che si distingue per il suo approccio innovativo, ha mappato tutte le possibili occasioni di stress all’interno di una giornata che rischiano di sfociare in una difficoltà di adattamento o in disequilibri.

Uno studio scientifico condotto presso l’Istituto di Ricerca Joanneum (Austria) nel 2002 ha preso in esame gli effetti del Cirmolo, rilevando come l’olio essenziale di Cirmolo sia in grado di ridurre la frequenza cardiaca e migliorare la qualità del sonno. Il Dipartimento Ricerca e Sviluppo Zuccari ha raccolto queste evidenze scientifiche e le ha tradotte in una linea completa composta da olio essenziale, integratori, skincare e oggetti funzionali.

Raggiungere e mantenere la serenità naturalmente

La linea Cirmolo Relax Alpino è strutturata per creare, personalizzandolo insieme al cliente, un rituale di benessere che si integra perfettamente con gli impegni del giorno. Dal risveglio fino al momento di andare a dormire, le persone potranno contare su un alleato  che ha imparato importanti lezioni di tenacia, resistenza e calma da un grande maestro: un ambiente contraddistinto da significativi sbalzi termici ed eventi climatici molto spesso avversi. Il talento sviluppato dal Cirmolo attraverso la scuola di questo ecosistema straordinario e sfidante viene messo a disposizione delle persone affinché possano sentirsi, a loro volta, fortificate.

Ideale in ogni senso

La linea si presenta generosamente nel punto vendita, lasciando che il cliente si avvicini e si inebri dell’essenza profonda del Cirmolo. Soffici fiocchi disposti all’interno di un elegante vaso di vetro (Eco-diffusore) infondono all’ambiente un senso di calore accogliente, mentre l’olio essenziale puro (Gocce di Quiete) è a disposizione per provarne l’avvolgente concentrazione aromatica. L’alta qualità dei prodotti conquista vista, olfatto, tatto, udito (molte persone si rilassano strofinando i fiocchi fra le dita) e addirittura gusto: le Gocce di Quiete possono essere impiegate anche per creare deliziose ricette in cucina.

Un invito a rivedere le priorità

Spesso i consumatori sono consapevoli del percorso di benessere da intraprendere, ma non trovano la giusta motivazione per continuare. Il consiglio dell’Erborista, insieme alla saggezza alpina del Cirmolo, concorrono a infondere una sensazione di tranquillità che crea le condizioni ideali per vivere bene ovunque, nel punto vendita come a casa.

 

Aromaterapia per la Chirurgia Ortopedica d’Emergenza

L’aromaterapia con rosa damascena e camomilla può essere un efficace metodo non farmacologico per ridurre il dolore e l’ansia nei pazienti sottoposti a chirurgia ortopedica d’emergenza.

I pazienti in attesa di un intervento chirurgico d’urgenza sperimentano alti livelli di ansia e dolore. Uno studio condotto in Iran, randomizzato e controllato, in gruppi paralleli, ha esaminato gli effetti dell’aromaterapia su dolore e ansia preoperatori in 90 pazienti sottoposti a chirurgia ortopedica d’emergenza, suddivisi in 3 gruppi: due di intervento con oli essenziali di rosa damascena e di camomilla e un gruppo controllo.

L’aromaterapia è stata effettuata tramite inalazione, con tre gocce di olio essenziale diluito al 40% poste su un tampone fissato al colletto della camicia dei partecipanti ogni ora per 3 ore. I livelli di dolore e ansia sono stati misurati utilizzando la scala analogica visiva (VAS) al basale, immediatamente dopo l’intervento e 1 ora dopo l’intervento.

I risultati dello studio

I risultati hanno mostrato una diminuzione significativa del dolore nel tempo in tutti e tre i gruppi. Entrambi i gruppi che inalavano gli oli essenziali hanno manifestato una riduzione significativa del dolore rispetto al gruppo di controllo. Per quanto riguarda l’ansia, entrambi i gruppi di intervento hanno mostrato una diminuzione significativa rispetto al gruppo di controllo, con la rosa damascena che ha dimostrato un effetto più rapido.

Lo studio ha concluso che l’aromaterapia con rosa damascena e camomilla può essere un efficace metodo non farmacologico per ridurre il dolore e l’ansia nei pazienti sottoposti a chirurgia ortopedica d’emergenza.

Gli autori raccomandano l’utilizzo dell’aromaterapia con questi due oli essenziali per ridurre il dolore e l’ansia in questo contesto e, considerando che questo studio è stato a breve termine, consigliano di studiarne l’efficacia in altri tipi di interventi chirurgici di emergenza.

Bahrami F, Hanifi N, Mardani A. Comparison of the Effects of Aromatherapy With Damask Rose and Chamomile Essential Oil on Preoperative Pain and Anxiety in Emergency Orthopedic Surgery: A Randomized Controlled Trial. J Perianesth Nurs. 2024 Aug;39(4):583-588. doi: 10.1016/j.jopan.2023.10.021.