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La Via delle Erbe

La ‘Via delle Erbe’ è un’iniziativa promossa dal SANA, il Salone internazionale del biologico e del naturale giunto alla 34a edizione, che quest’anno viene realizzata in collaborazione con la nostra rivista.

In uno scenario ad hoc, arricchito da una mostra su storia, origini, utilizzi tradizionali e attuali delle piante medicinali, si articola un palinsesto in cui lezioni magistrali condotte da professionisti ed esperti di fitoterapia ed erboristeria si alternano con altri eventi in tema. L’obiettivo è far conoscere la storia e il valore salutistico, ma anche socio economico, di alcune delle specie vegetali più significative utilizzate nei prodotti per la salute e il benessere.

Dopo le passate edizioni che sono state dedicate alle erbe oro e fuoco, nel 2022 si punteranno i riflettori su ‘erbe e piante blu’. Il blu a significare non soltanto il colore dei fiori o dei frutti delle piante che saranno raccontate dai nostri esperti ma anche, in senso più ampio e quindi simbolico, a indicare, mutuando un’espressione della lingua inglese, uno stato d’animo, il ‘blue mood’, connotato da malinconia, depressione o basso tono umorale.

Si parlerà, dunque, anche di piante come la lavanda, la passiflora, la scutellaria, la verbena o la melissa da utilizzare come risorsa naturale per alleviare i disturbi dell’umore così diffusi, ripercorrendone tanto l’impiego tradizionale quanto gli usi attuali documentati dalle più recenti ricerche.

La passiflora – bellissima pianta rampicante originaria delle Americhe dalle documentate proprietà sedative e ansiolitiche, che durante la Prima guerra mondiale veniva impiegata per curare le “angosce di guerra” – sarà al centro della relazione di Marco Biagi, ricercatore e docente presso l’Università degli Studi di Siena, mentre Paola Paltrinieri, erborista e docente all’Accademia della Tisana, illustrerà le applicazioni della scutellaria nelle alterazioni dell’umore.

In questa rassegna non poteva mancare la lavanda: a Marco Valussi, esperto in fitoterapia e aromaterapia, il compito di guidarci nell’approfondimento delle proprietà e dell’utilizzo dell’olio essenziale di una pianta tradizionale oggetto anche di numerosi studi scientifici.

Alla ‘Via delle Erbe’ si parlerà anche di sindrome metabolica, condizione emergente nei Paesi industrializzati per la quale non esistono tuttora terapie farmacologiche efficaci, e di come alcune piante medicinali, come la nigella e il mirtillo, possano contribuire a una migliore gestione. Lo farà Fabio Firenzuoli, medico fitoterapeuta direttore del Cerfit della Regione Toscana e docente presso l’Università degli Studi di Firenze.

La tisana, formulazione cardine dell’erboristeria, sarà protagonista della relazione di Francesco Novetti, erborista tradizionale e autore del libro ‘Tisane per tutti’ del nostro editore, che presenterà in diretta una miscela di erbe per contrastare stress e infondere quella serenità d’animo che in tanti hanno perso.

Valore salutistico delle piante officinali ma non solo: infatti, a chiusura della ‘Via delle Erbe’ sarà presentata, in anteprima assoluta, una ricerca di mercato condotta da Nomisma e incentrata su posizionamento e prospettive delle erboristerie nel nostro Paese.

Quest’indagine – che abbiamo fortemente voluto – è necessaria per colmare un perdurante vuoto informativo e risponde a un doppio obiettivo: da una parte valutare quanti e chi sono gli Italiani che scelgono di acquistare in erboristeria preparati per il benessere, dall’altra profilare i “non clienti”, analizzando dunque le ragioni per le quali non si rivolgono a questo canale di vendita e quali aspetti potrebbero per contro spingerli a sceglierlo come riferimento.

Torniamo anche quest’anno al SANA e torniamo alla grande in un’edizione che rappresenta a tutti gli effetti la ripartenza del nostro settore: vi aspettiamo dall’8 all’11 settembre a Bologna!

Estratto di ortica e ipertrofia prostatica benigna

L’iperplasia prostatica benigna (IPB) è una malattia caratterizzata dall’ingrossamento della ghiandola prostatica che interessa il 5-10% degli uomini dopo i 40 anni di età e oltre l’80% dopo i 70 – 80 anni.

L’ingrossamento della prostata determina sintomi urinari di tipo occlusivo e irritativo, tra cui intermittenza nell’emissione di urina, flusso urinario debole, sforzo alla minzione, pollachiuria e nicturia e bruciore alla minzione.

A causa degli effetti collaterali associati ai farmaci utilizzati per il suo trattamento, è aumentato il ricorso a preparati di origine vegetali per la gestione di questo problema.

Lo studio

Questo recente trial clinico randomizzato condotto in Iran, in corso di pubblicazione sul Journal of Herbal Medicine, ha valutato l’effetto dell’estratto di radice di ortica (Urtica dioica) sui disturbi urinari, sul livello di PSA (antigene prostatico specifico) e sul volume della prostata in 80 soggetti anziani con iperplasia prostatica benigna.

I partecipanti sono stati assegnati in modo casuale al gruppo sperimentale (n = 40) e di controllo (n = 40) e hanno ricevuto rispettivamente una compressa contenente 300 mg di estratto di radice di ortica oppure un placebo (amido), due volte al giorno per otto settimane.

Prima e dopo l’intervento, sono stati valutati il livello di PSA, il volume della prostata e i punteggi dei sintomi sulla scala di valutazione dell’iperplasia prostatica benigna dell’American Urological Association.

I risultati

Questi i risultati: sono state riscontrate differenze significative tra i due gruppi in termini di frequenza urinaria (p = 0,04), urgenza urinaria (p = 0,01) e minzione notturna (p = 0,05).

Non sono state invece rilevate differenze significative tra i due gruppi in termini di cambiamenti del PSA, del volume della prostata e di altri parametri associati ai problemi urinari.

L’estratto di radice di ortica in combinazione con la terapia medica standard dell’IPB ha ridotto pertanto la gravità della frequenza urinaria, l’urgenza e la nicturia, mentre non ha modificato il livello di antigene prostatico specifico e altri parametri.

Per queste ragioni, scrivono i ricercatori, può essere consigliato come intervento complementare ai trattamenti medici dell’iperplasia prostatica benigna.

 

Fonte: Asieh Khalafi-Kheydani, Hosein Mahmoodi, Zohreh Sadat, et al. The effect of nettle root extract on urinary problems in older men with benign prostatic hyperplasia: A randomized clinical trial, Journal of Herbal Medicine, Volume 34, 2022, 100568, ISSN 2210-8033.

 

Sicilia: legge regionale promuove e tutela dieta mediterranea

Dreaming of Sicily

Per la prima volta in Italia una legge regionale (DL no. 896-547/A “Riconoscimento e promozione della Dieta Mediterranea”) ha formalizzato in Sicilia il ruolo della dieta mediterranea valorizzandola come elemento cruciale dell’identità locale.

Il provvedimento legislativo – definita come “la tutela del patrimonio storico-culturale, espressione dell’identità del territorio siciliano” – aprirà la strada a iniziative pubbliche e private per aumentare la consapevolezza dei consumatori sui benefici di questa dieta.

La nuova legge approvata dall’Assemblea Regionale della Sicilia punta a promuovere l’agricoltura e la produzione alimentare locale a livello nazionale e internazionale, l’educazione alla MedDiet, l’enoturismo e l’oleoturismo, migliorare la salute pubblica e favorire le strategie di tutela ambientale. Vi sono inclusi anche programmi educativi sulla dieta per le scuole e le università.

L’obiettivo generale è dunque sostenere e promuovere uno stile di vita sostenibile, il rispetto della terra e l’espressione della convivenza di culture diverse sono anche citati come parte dell’approccio locale ai principi della MedDiet.

La nuova legge finanzia, inoltre, la creazione di un museo multifunzionale MedDiet e l’apertura di percorsi oleoturistici, per facilitare la scoperta da parte dei turisti dei prodotti locali di alta qualità e della loro diversità tra le diverse regioni, dichiarando il 21 marzo Giornata regionale della dieta mediterranea come patrimonio universale, in riferimento esplicito all’inclusione della dieta nella lista del patrimonio immateriale mondiale dell’UNESCO.

 

Potenziali adulterazioni di Ginkgo biloba

Ginkgo biloba green leaves on a tree. Ginkgo Biloba Tree Leaves with Water Drops

L’American Botanical Council, associazione statunitense no profit attiva nell’ambito delle piante medicinali e preparati naturali, all’interno del ‘Botanical Adulterants Prevention Program’ (BAPP) ha appena pubblicato un nuovo documento riguardante gli estratti di ginkgo (Ginkgo biloba). Preparati che, com’è noto, sono ampiamente utilizzati in tutto il mondo per migliorare le prestazioni cognitive, turbe circolatorie, vertigini, tinnito ecc.

Negli Stati Uniti in particolare gli integratori alimentari a base di estratto di ginkgo sono tra i preparati a base di erbe più venduti, con oltre 33 milioni di dollari di vendite nel 2020.

Negli ultimi 20 anni 27 pubblicazioni nella letteratura scientifica peer-reviewed hanno documentato casi di adulterazione degli ingredienti e dei prodotti a base di di foglie di ginkgo.

L’adulterazione comporta generalmente l’aggiunta di ingredienti non dichiarati ricchi di flavonoli o flavonoidi altamente purificati (ad esempio quercetina o rutina) da fonti a basso costo, tra i più comunemente estratti o frazioni purificate di fiori e foglie di sofora del Giappone (Styphnolobium japonicum, syn. Sophora japonica).

Poiché sia la rutina che la quercetina si trovano anche nelle foglie di ginkgo, rilevare l’adulterazione dei materiali commerciali di ginkgo può essere piuttosto complesso.

Le analisi effettuate

Dei 501 campioni analizzati in questi articoli, 242 (48%) sono stati considerati adulterati secondo i criteri stabiliti dagli autori di queste pubblicazioni, suggerendo che si tratta quindi di un fenomeno abbastanza diffuso.

Il documento, curato da Stefan Gafner dell’American Botanical Council ed esaminato anche da 30 esperti del mondo accademico, del governo e dell’industria, ha inoltre valutato l’utilità di 78 metodi analitici di laboratorio per autenticare l’estratto di foglie di ginkgo e/o rilevare l’adulterazione.

Secondo Gafner: “Trovare un metodo analitico adatto ad autenticare gli estratti di foglie di ginkgo richiede tempo, anche a causa del gran numero di metodi disponibili nella letteratura internazionale, nelle farmacopee nazionali e in altri compendi ufficiali. Non molti ingredienti botanici sono stati oggetto di una molte così vasta di lavoro analitico dedicato al controllo di qualità”.

 

Fonte: American Botanical Council

https://www.herbalgram.org/resources/botanical-adulterants-prevention-program/

 

 

Attività antinfiammatoria di Withania somnifera

Ashwagandha Dry Root Medicinal Herb with Fresh Leaves, also known as Withania Somnifera, Ashwagandha, Indian Ginseng, Poison Gooseberry, or Winter Cherry. Isolated on White Background.

Una deregulation della risposta infiammatoria gioca un ruolo fondamentale nell’iniziazione e progressione del tumore, essendo il microambiente tumorale associato alla presenza di una serie di reazioni infiammatorie che ne favoriscono la crescita, le metastasi e la resistenza ai farmaci.

Per ridurre al minimo l’infiammazione, spesso le terapie antitumorali prevedono farmaci immunomodulatori; tuttavia a causa degli effetti collaterali di farmaci citotossici e immunomodulanti di sintesi, si sta sviluppando la ricerca anche su nuovi agenti antinfiammatori per migliorare le terapie in questo contesto.

Diversi studi hanno indicato che Withania somnifera, una pianta della tradizione ayurvedica che cresce nelle regioni sub-tropicali dell’India nota anche come Ashwagandha o ginseng indiano, contribuisce a contenere la proliferazione delle cellule tumorali e a ridurre la risposta infiammatoria. Alcuni report hanno mostrato che le sostanze fitochimiche bioattive derivate da questa pianta svolgono un’attività antinfiammatoria nel cancro.

Una review

Questa revisione ha valutato e sintetizzato gli studi che hanno descritto queste attività. La ricerca degli studi è stata effettuata sulle banche dati elettroniche medico-scientifiche PubMed e Science Direct: la revisione degli studi selezionati si è incentrata su ruolo dell’infiammazione nel cancro, uso ed effetti collaterali dei farmaci antinfiammatori, ruolo di W. somnifera come agente immunomodulante nel cancro, vie molecolari modulate dalla pianta in modelli preclinici e analisi degli eventuali studi clinici in cui la withania è stata impiegata come agente antinfiammatorio.

Attività di Withania

Gli estratti di W. somnifera e la Witaferina-A hanno mostrato un’attività antinfiammatoria in vari modelli preclinici di cancro; si è visto inoltre che la pianta modula una serie di vie di segnalazione (NF-kB, JAK-STAT e AP1) per ridurre l’infiammazione legata a questa patologia. Sebbene diversi studi preclinici abbiano mostrato il potenziale antinfiammatorio di W. somnifera in alcune neoplasie, gli studi clinici mirati sono ancora carenti.

La withania scrivono gli autori, potrebbe offrire un doppio beneficio: infatti oltre a contrastare la proliferazione delle cellule tumorali, esplica anche effetti antinfiammatori ed è quindi opportuno progettare studi clinici mirati che aiutino a comprenderne meglio l’attività antinfiammatoria in questo specifico contesto.

 

Fonte: Praveen Kumar, Rohit Sharma, Neha Garg. Withania somnifera – a magic plant targeting multiple pathways in cancer related inflammation, Phytomedicine, Volume 101, 2022, 154137.

https://doi.org/10.1016/j.phymed.2022.154137

 

Consumo di mandorle e salute cardiometabolica

Nelle persone con diabete di tipo 2 permane un rischio maggiore di patologia cardiovascolare (CVD) anche quando la glicemia è sotto stretto controllo.

Per questa ragione individuare approcci per il trattamento dei fattori di rischio CVD può essere utile per questa tipologia di individui. Alcuni studi hanno suggerito che il consumo di frutta secca può avere effetti benefici sulla salute cardiometabolica, ma ad oggi gli effetti dell’assunzione di mandorle in soggetti con diabete di tipo 2 non sono ancora definitivi.

Questa revisione sistematica e metanalisi di studi randomizzati controllati (RCT) ha valutato l’effetto del consumo di mandorle sulla salute cardiometabolica in pazienti con diabete di tipo 2.

Gli studi rilevanti pubblicati su questo argomento fino a marzo 2021 sono stati individuati attraverso una ricerca sulle banche dati PubMed, Web of Science, Scopus, Embase e Google Scholar. Nell’analisi finale sono stati inclusi nove RCT e di seguito sono sintetizzati i risultati.

L’assunzione di mandorle ha portato a una riduzione significativa del colesterolo rispetto al gruppo di controllo. La riduzione di questo parametro è risultata robusta nei sottogruppi in cui il consumo di mandorle era >50 g/giorno e il livello basale del colesterolo LDL <130 mg/dL.

L’effetto del consumo di mandorle su altri valori su colesterolo totale, trigliceridi, colesterolo HDL, glicemia a digiuno, emoglobina glicata, peso ecc. non è invece risultato statisticamente significativo rispetto al gruppo di controllo.

Ulteriori studi di alta qualità sono necessari per stabilire con certezza l’efficacia del consumo di mandorle come riduzione del rischio cardiometabolico.

 

Fonte: Moosavian SP, Rahimlou M, Rezaei Kelishadi M, Moradi S, Jalili C. Effects of almond on cardiometabolic outcomes in patients with type 2 diabetes: A systematic review and meta-analysis of randomized controlled trials. Phytother Res. 2022 Apr 20.

 

Mirtillo e prevenzione del diabete

Diabetes, word cloud concept on black background.

Il mirtillo nero (Vaccinium myrtillus) e quello rosso americano (Vaccinium macrocarpon, Cranberry) sono ricchi di polifenoli, sostanze associate anche alla riduzione del rischio di diabete.

Questo studio ha effettuato una revisione della letteratura internazionale sugli effetti del consumo di mirtillo nero e mirtillo rosso sui parametri del diabete di tipo 2 in individui con o senza questa patologia, quantificando tali effetti con una metanalisi.

La ricerca degli articoli è stata eseguita in sette database (PubMed, LILACS, Scielo, Scopus, Web of Science, Cochrane, ed Embase) fino a maggio 2021.

Nella revisione sono stati inclusi gli studi clinici randomizzati (RCT) che mettevano a confronto gli effetti del mirtillo nero e rosso sui parametri del diabete di tipo 2 (glicemia a digiuno, insulinoresistenza ed emoglobina glicata). La qualità degli studi è stata valutata utilizzando la scala Cochrane e il bias di pubblicazione e la meta-regressione delle dimensioni degli effetti con il test di Egger.

Dei 2034 studi identificati, 22 sono stati inclusi nella metanalisi. Negli individui con diabete il consumo di mirtillo nero o mirtillo rosso ha ridotto la glicemia a digiuno [MD: -17.72 mg/dl; 95% CI: -29.62, -5.82; p = 0.03; I2 = 57%] e l’emoglobina glicata [MD: -0.32%; 95% CI: -0.57, -0.07; p = 0.15; I2 = 39%], ma non ha avuto influito sull’insulino resistenza.

I risultati non sono stati significativi sulla popolazione generale, tranne che nell’analisi di sensibilità per la glicemia a digiuno.

Il consumo di mirtilli e mirtilli rossi ha quindi ridotto in modo significativo la glicemia a digiuno e i livelli di emoglobina glicata negli individui con diabete, con un’elevata affidabilità delle prove di efficacia.

Fonte: Delpino FM, Figueiredo LM, Gonçalves da Silva T, Flores TR. Effects of blueberry and cranberry on type 2 diabetes parameters in individuals with or without diabetes: A systematic review and meta-analysis of randomized clinical trials. Nutr Metab Cardiovasc Dis. 2022 May;32(5):1093-1109.

 

Effetto positivo della curcuma sul metabolismo glucidico

Questa revisione sistematica con metanalisi ha valutato l’azione della curcuma e dei curcuminoidi sul metabolismo del glucosio in soggetti con patologie e problemi metabolici.

La ricerca degli studi randomizzati e controllati (RCT) pubblicati in materia è stata effettuata sulle banche dati internazionali Web of Science, PubMed, Ovid (compresi EMBASE e MEDLINE), Scopus, Cochrane Library e su due database cinesi (Wanfang e CNKI): sono stati in particolare selezionati gli studi che hanno valutato in soggetti con malattie metaboliche gli effetti della curcuma e dei curcuminoidi sulla glicemia a digiuno (FBG), l’emoglobina glicata (HbA1c), l’insulina sierica a digiuno (FSI) e l’Homeostatic Model Assessment of Insulin Resistance (HOMA-IR ), un parametro che esprime quanta insulina serve per controllare la glicemia. I principali outcome della ricerca erano la glicemia a digiuno e l’emoglobina glicata.

I risultati di 17 RCT hanno mostrato che la curcuma e i curcuminoidi hanno abbassato la glicemia a digiuno di – 7,86 mg/dL (P = 0,0002), l’emoglobina glicata di – 0,38% (P < 0,00001) e l’HOMA-IR di – 1,01 (P = 0,0008). Hanno, inoltre, ridotto i valori dell’insulina sierica a digiuno di – 1,69 mU/L (P = 0,03) dopo più di 8 settimane di intervento in un’analisi di sottogruppo.

In conclusione questa metanalisi indica che la curcuma e i curcuminoidi contribuiscono a ridurre la FBG, l’HbA1c e l’HOMA-IR in modo statisticamente significativo in popolazioni con malattia metabolica. Inoltre, possono avere un effetto sulle concentrazioni di insulina sierica se il periodo di intervento è superiore a 8 settimane.

 

Fonte: Yuan F, Wu W, Ma L, Wang D, Hu M, Gong J, Fang K, Xu L, Dong H, Lu F. Turmeric and curcuminoids ameliorate disorders of glycometabolism among subjects with metabolic diseases: A systematic review and meta-analysis of randomized controlled trials. Pharmacol Res. 2022 Mar;177:106121.

 

 

L’aglio riduce il rischio di neoplasie gastrointestinali

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I tumori gastrointestinali sono tra le forme neoplastiche più comunemente diagnosticate nel mondo, con milioni di casi l’anno.

Questa recente revisione ha approfondito la relazione tra l’assunzione di aglio e la riduzione del rischio di tumori gastrointestinali.

Dopo una ricerca mirata sulle banche dati medico-scientifiche PubMed, Embase e Cochrane Library sono stati individuati le pubblicazioni e gli studi che hanno trattato questo tema ed è stata effettuata una metanalisi sui 20 articoli selezionati per valutare se l’assunzione di aglio riduce il rischio di tumore gastrico e/o colorettale.

L’associazione tra assunzione di aglio e riduzione del rischio di tumore gastrico è emersa in modo chiaro [P<0,001], confermando i pregressi dati epidemiologici. I risultati dell’analisi dei sottogruppi geografici ha indicato che la riduzione maggiore si riscontra nelle popolazioni asiatiche rispetto a quella di altre aree, probabilmente a causa dell’elevato consumo dell’aglio in quella zona, soprattutto in Cina.

Nove studi sull’assunzione di aglio e tumore del colon retto hanno mostrato che l’aglio ha ridotto il rischio di questa neoplasia con una significatività statistica (P<0,001).

I ricercatori hanno inoltre indicato nei quattro principali solfuri organici dell’aglio, il diallil disolfuro, il diallil trisolfuro, la S-allilmercaptocisteina e l’allicina, le sostanze che contribuiscono a regolare l’apoptosi delle cellule tumorali, la migrazione e il ciclo cellulare.

L’ipotesi avanzata dal team di ricercatori è che i princìpi attivi dell’aglio possano agire su più vie per ridurre il rischio di tumori gastrointestinali, anche se aggiungono che il meccanismo specifico delle attività di prevenzione dei tumori di questi ingredienti dell’aglio merita ulteriori studi.

 

Fonte: Wang Y, Huang P, Wu Y, Liu D, Ji M, Li H, Wang Y. Association and mechanism of garlic consumption with gastrointestinal cancer risk: A systematic review and meta-analysis. Oncol Lett. 2022 Apr;23(4):125.

 

 

Gocce di natura

L’Aromaterapia, che di per sé altro non è che lo studio e l’utilizzo della Materia Aromatica, è in realtà un incredibile percorso che affrontiamo nel mondo della Natura che ci circonda e dalla quale noi stessi prendiamo origine, ma è anche un percorso ancor più incredibile dentro noi stessi, perché ci accompagnerà nel conoscere meglio le nostre radici e il nostro momento presente per dare slancio al nostro futuro.

Attraverso la Materia Aromatica, oli essenziali ed essenze, la Natura ci porge il più potente strumento di cura che possiamo immaginare: alta concentrazione di princìpi attivi e molecole volatili che possono essere utilizzate nel nostro quotidiano in sicurezza e, quando possibile, in autonomia.

Molto importanti, dopo una serie di capitoli introduttivi ed esplicativi, le sezioni riguardanti il pronto soccorso domestico e la sezione relativa alle Ricette per… (salute, bellezza, casa e cucina).
Completano l’opera oltre 30 schede di oli essenziali.

STEFANIA SARTORIS

Laureata in Farmacia e in Scienze degli Alimenti e della Nutrizione Umana, è abilitata alla professione di Farmacista e di Biologo. Insegna come libero docente presso il Dipartimento di Scienza e Tecnologia del Farmaco dell’Università degli Studi di Torino, corso di Laurea in Farmacia.