Home Blog Pagina 42

Efficacia di un composto polierbale nell’infezione da H. pylori

Pistacia atlantica subsp. Kurdica, una specie arborea della famiglia delle Anacardiacee nota anche come albero della trementina di Cipro, albero della trementina persiana, e Quercus brantii, o quercia persiana, sono utilizzate tradizionalmente in Medio Oriente per il trattamento di vari disturbi gastrointestinali.

Lo studio randomizzato in triplo cieco (Efficacy of a standardised herbal formulation in Helicobacter pylori positive patients with gastritis or peptic ulcer: a triple-blind randomised clinical trial) ha valutato in modo specifico gli effetti di una formulazione a base di queste due erbe sull’infezione da Helicobacter pylori, effettuando, inoltre, l’analisi fitochimica della preparazione.

Lo studio clinico

In totale settantotto pazienti positivi all’infezione da Helicobacter pylori, che presentavano gastrite o ulcera peptica, sono stati arruolati nello studio clinico. I due gruppi di intervento e di controllo hanno ricevuto rispettivamente una formulazione a base di estratti ricavati dalle due piante, oppure, capsule di sostanza placebo una volta al giorno, in associazione alla terapia convenzionale per due settimane.

I partecipanti al trial hanno riferito i loro sintomi clinici al basale, a due settimane e a tre mesi dall’inizio del trattamento. Inoltre, è stato effettuato l’Urea Breath Test per valutare gli effetti della formulazione erboristica tre mesi dopo l’inizio del trattamento: il test ha rilevato un tasso di eradicazione dell’Helicobacter pylori significativamente più alto nel gruppo di intervento rispetto a quello di controllo.

I risultati

Il team dei ricercatori che ha condotto lo studio ha osservato anche che la frequenza dei sintomi clinici era significativamente più bassa nel gruppo di intervento due settimane dopo l’inizio dello studio.

Questi risultati confermano gli effetti benefici della formulazione erboristica sull’infezione da Helicobacter pylori, in linea con la sua applicazione tradizionale.

Fonte: Arefe Shojaeian, Alireza Khalilian, Maryam Mehrpoya, Jalal Poorolajal, Dara Dastan, Efficacy of a standardised herbal formulation in Helicobacter pylori positive patients with gastritis or peptic ulcer: a triple-blind randomised clinical trial, Journal of Herbal Medicine, Volume 41, 2023, 100706, ISSN 2210-8033.

Flavanoli del cacao e salute cardiovascolare

Le malattie cardiovascolari sono la seconda causa di morte al mondo, con la maggior parte dei decessi che si verificano dopo i 60 anni. L’invecchiamento, infatti, determina disfunzioni dell’endotelio vascolare aumentando la rigidità e l’ispessimento delle arterie.

Con l’età si riducono anche l’attività della sintesi dell’ossido nitrico endoteliale, responsabile della produzione di ossido nitrico, un vasodilatatore che controlla il tono vascolare e previene l’infiammazione dei vasi.

La ricerca scientifica ha mostrato che i polifenoli presenti nella dieta contribuiscono a contrastare gli effetti negativi dell’invecchiamento e sono particolarmente utili nel prevenire il declino della funzionalità cognitiva e la comparsa di malattie cardiovascolari.

Lo studio clinico randomizzato a gruppi paralleli in singolo cieco per il team di ricerca (Regular Consumption of Cocoa and Red Berries as a Strategy to Improve Cardiovascular Biomarkers via Modulation of Microbiota Metabolism in Healthy Aging Adults, pubblicato su Nutrients e coordinato da Joaquin Garcia-Coredero dell’ICTAN-CSIC di Madrid) ha analizzato gli effetti dei flavanoli del cacao e degli antociani delle bacche rosse su alcuni biomarcatori cardiovascolari: l’omocisteina, l’Enzima di Conversione dell’Angiotensina (ACE), l’Ossido Nitrico (NO), la Vasodilatazione Flusso-Mediata (FMD), la pressione arteriosa e il profilo lipidico.

I ricercatori, inoltre, hanno voluto accertare le loro possibili interazioni con i metaboliti correlati al microbiota, come gli Acidi Biliari Secondari (SBA), gli Acidi Grassi a Catena Corta (SCFA) e la Trimetilammina-N-Ossido (TMAO).

Lo studio

La ricerca è stata condotta su sessanta volontari sani di entrambi i sessi, con età compresa tra 45 e 85 anni, suddivisi in tre gruppi: di questi un gruppo consumava un mix di frutti rossi di circa 5 grammi al giorno, un altro consumava polvere di cacao ricca di polifenoli alla dose di 2,5 grammi al giorno, e il terzo consumava una combinazione dei due alimenti alla dose di 7,5 grammi/die per 12 settimane.

Nel gruppo che aveva consumato polvere di cacao è stata osservata una riduzione significativa dei livelli sierici di TMAO (p = 0,03) e di acido urico (p = 0,01), accompagnata da un aumento dei valori della vasodilatazione flusso-mediata (p = 0,03) e dei polifenoli totali (p = 0,03) dopo l’intervento.

Questi ultimi valori sono risultati correlati negativamente con la concentrazione di TMAO ed è stato osservato un aumento della fermentazione dei carboidrati nei gruppi che avevano consumato cacao (p = 0,04) e bacche rosse (p = 0,04) tra l’inizio e la fine dell’intervento. L’aumento della fermentazione dei carboidrati è risultato correlato a livelli più bassi del rapporto colesterolo totale/colesterolo HDL (p = 0,01), nonché della pressione sistolica (p = 0,01) e diastolica (p = 0,01).

In conclusione

Il consumo regolare di flavanoli del cacao contribuisce a migliorare la salute cardiovascolare riducendo l’attività della Trimetilammina-N-Ossido (TMAO) e i livelli di acido urico e migliorando i valori della Vasodilatazione Flusso-Mediata (FMD). Inoltre, i flavanoli del cacao e gli antociani dei frutti rossi stimolano il metabolismo del microbiota intestinale promuovendo la fermentazione dei carboidrati.

Questa ricerca ha evidenziato che includere più cibi ricchi di polifenoli nella dieta potrebbe ritardare e prevenire le malattie cardiovascolari correlate all’invecchiamento.

Gli stessi autori evidenziano che è opportuno, per confermare questi risultati, proseguire la ricerca con studi che prevedano un gruppo di controllo placebo per avere una comprensione maggiore dei meccanismi coinvolti nell’effetto protettivo cardiovascolare delle sostanze testate.

Fonte: García-Cordero J, Martinez A, Blanco-Valverde C, et al. Regular Consumption of Cocoa and Red Berries as a Strategy to Improve Cardiovascular Biomarkers via Modulation of Microbiota Metabolism in Healthy Aging Adults. Nutrients. 2023 May 13;15(10):2299.

Deterioramento cognitivo: il ruolo delle erbe

Il deterioramento cognitivo aumenta in maniera importante il rischio di demenza ed è spesso considerato come la fase preclinica asintomatica del declino cognitivo vero e proprio.

A fronte della mancanza di terapie farmacologiche realmente efficaci nel trattamento di questo problema e data la diffusione e popolarità crescenti dei preparati a base di erbe, la revisione sistematica “A systematic review of the safety and efficacy on cognitive function of herbal and nutritional medicines in older adults with and without subjective cognitive impairment” ha valutato l’efficacia e la sicurezza sulla funzione cognitiva dei prodotti a base di erbe e nutraceutici.

Lo studio

La valutazione ha riguardato una popolazione di adulti anziani, con e senza deterioramento cognitivo. Gli obiettivi secondari della review erano la descrizione delle caratteristiche degli studi scientifici pubblicati sull’argomento e la valutazione della loro qualità metodologica.

La ricerca delle fonti è stata effettuata in cinque database medico-scientifici internazionali (Cochrane, MEDLINE, CINAHL, PsycInfo ed EMBASE) fino al settembre 2022.

Sono stati considerati idonei gli studi clinici randomizzati controllati condotti su una popolazione di adulti anziani, con e senza deterioramento cognitivo, e riguardanti preparati a base di erbe e nutraceutici, con valutazione delle loro attività sulle funzioni cognitive.

Sono stati estratti i dati di 21 studi, per lo più trial clinici randomizzati e controllati con placebo, oppure in parallelo della durata di 12 settimane. Gli integratori a base di erbe utilizzati con maggiore frequenza, in 17 studi su 21, erano preparati a base di Ginkgo biloba e Bacopa monnieri.

La maggioranza dei lavori esaminati ha riportato dei miglioramenti nel tempo della funzione cognitiva in almeno un dominio nel gruppo di intervento rispetto a quello di controllo.

I risultati

Nel complesso la revisione ha rilevato, tuttavia, una qualità medio-bassa delle prove circa l’efficacia di fitoterapici e nutraceutici sulla funzione cognitiva degli anziani a causa di un elevato rischio di bias tra gli studi selezionati.

In conclusione, il gruppo di ricerca valuta che sia necessario sviluppare ulteriormente la ricerca in materia per determinare in modo più accurato l’efficacia delle piante medicinali in questo ambito.

Fonte: Cave AE, Chang DH, Münch GW, Steiner-Lim GZ. A systematic review of the safety and efficacy on cognitive function of herbal and nutritional medicines in older adults with and without subjective cognitive impairment. Syst Rev. 2023 Aug 17;12(1):143.

Volersi bene con l’acqua più leggera d’Europa

Prendersi cura del proprio benessere è un atto doveroso verso sé stessi.

Per iniziare nel modo migliore, occorre partire dalle abitudini fondamentali, come bere acqua con costanza, arrivando a consumare fino a 2 litri al giorno per mantenere così il nostro corpo ben idratato.

L’acqua è fondamentale: protegge e lubrifica il cervello e le articolazioni, trasporta le sostanze nutritive, contribuisce a regolare la temperatura corporea ed elimina le scorie. Le acque che beviamo, però, non sono tutte uguali, si differenziano per le loro proprietà intrinseche.

 

Un’acqua unica

Grazie ai suoi 14 mg/l di residuo fisso, detiene il primato di acqua più leggera d’Europa. Lauretana favorisce un’elevata diuresi, facilita l’eliminazione dei residui del metabolismo, come urea e creatinina, e aiuta a prevenire la formazione di calcoli renali.

Bere acqua Lauretana è un’esperienza di idratazione soddisfacente per gli organi e i tessuti del corpo, aiuta a prevenire l’invecchiamento cutaneo e a purificare la pelle, donandole elasticità, freschezza e tonicità.

 

Il dono della purezza

Autentico dono di madre natura, acqua Lauretana sorge nell’area idrogeologica del ghiacciaio del Monte Rosa, a oltre 1000 metri di altezza s.l.m., in una zona incontaminata. L’acqua scorre in profondità in un antico letto di granito che la tutela da ogni contaminazione e le permette di conservare tutte le sue qualità organolettiche, mantenendola microbiologicamente pura. Per custodire questa purezza nel modo migliore e consegnarla intatta ai clienti, acqua Lauretana viene imbottigliata a poca distanza dalla fonte, attraverso un processo di “gravità naturale” che permette di non alterare o distruggere le sue molecole vitali.

 

Consigliata a chi si vuole bene

Tutto questo fa di Lauretana un’acqua ideale per il fabbisogno giornaliero di grandi e piccini, fedele alleata per gli sportivi, indicata per la preparazione di alimenti destinati all’infanzia, consigliata alle donne in gravidanza e durante l’allattamento. In sintesi, Lauretana è l’acqua di chi si vuole bene.

La Via delle Erbe 2023, i contenuti delle relazioni

Si è concluso domenica 10 settembre il ciclo di conferenze realizzato da l’Erborista in collaborazione con Sana, per l’edizione 2023 de La Via delle Erbe. Proponiamo di seguito gli abstract delle singole relazioni. Seguiranno nei prossimi mesi approfondimenti sulla rivista.

Paola Paltrinieri
Attività di achillea, coriandolo e menta sull’asse gastroenterico
(Achillea millefolium L., Coriandrum sativum L., Mentha x piperita L.)

Paola Paltrinieri

L’incidenza dei disturbi gastrointestinali sulla popolazione mondiale si attesta intorno al 40%, per alcuni dei più comuni come bruciore di stomaco, dispepsia, nausea e vomito, costipazione e diarrea, l’EMA considera i trattamenti erboristici una valida alternativa terapeutica. A questo proposito prendiamo in considerazione Achillea millefolium, Mentha piperita e Coriandrum sativum che appartengono a differenti famiglie botaniche, ma condividono proprietà utili a riequilibrare disordini dell’apparato gastroenterico, oltre al colore bianco delle loro infiorescenze: sono infatti piante aromatiche sfruttate anche in campo alimentare e liquoristico. Le indicazioni di queste piante, già conosciute e utilizzate nei secoli passati, vengono confermate dalle recenti ricerche scientifiche che hanno indagato i loro fitocomplessi, ottenuti da diversi estratti, identificando le molecole responsabili delle attività terapeutiche e i loro specifici meccanismi d’azione. Le possibili formulazioni sinergiche, grazie alle condivise proprietà antiossidanti, trovano applicazione anche in trattamenti preventivi per la protezione delle mucose del tratto gastroenterico.

Marco Valussi
Azione degli oli essenziali di bergamotto e mirto sul sistema nervoso centrale
(Citrus x bergamia Risso et Poit., Myrtus communis L.)
In questa presentazione il relatore parlerà degli oli essenziali derivati dalla distillazione delle parti aeree del mirto (Myrtus communis) e dalla spremitura a freddo delle scorze di bergamotto (Citrus bergamia), e nello specifico saranno messi a confronto le loro differenti influenze sul sistema nervoso centrale e i diversi meccanismi d’azione. Questi, infatti, spiegano come l’olio di mirto, in quanto generalmente ricco in 1,8-cineolo, abbia effetti di stimolazione del sistema nervoso centrale derivati dalla stimolazione di recettori superficiali (attenzione, allerta) e cerebrali (memoria), mentre il bergamotto, in quanto ricco in linaiolo e acetato di linalile, abbia effetti di rilassamento mediati da recettori cerebrali e, forse, da effetti olfattivi.

Francesco Novetti
Disturbi gastrici di natura psicosomatica e utilità delle piante officinali: presentazione di una formulazione secondo l’erboristeria tradizionale

Francesco Novetti

Le tisane (infusi o decotti) sono la specialità e l’essenza dell’erboristeria. Hanno come fondamento l’utilizzo del “fitocomplesso” ovvero delle Piante Officinali in toto, la “sinergia” fra le varie componenti allo scopo di migliorarne l’efficacia o neutralizzarne eventuali effetti indesiderati, la visione olistica intesa come attenzione al quadro generale della persona a cui sono destinate. Pur non essendo considerate dei farmaci, secondo la definizione scientifica corrente, hanno lo scopo di migliorare il benessere e la salute di chi le assume.
La loro formulazione nasce dalla sintesi fra le conoscenze scientifiche validate dalla ricerca attuale e quelle acquisite dal loro utilizzo tradizionale e storico. Questo approccio ha dato origine alla definizione di “Empirismo scientifico” come codificato da diversi autori che ne hanno fatto un metodo di studio e di applicazione. Nel corso della presentazione, partendo dalle definizioni esposte, verranno illustrate alcune Piante Officinali utili al miglioramento della funzione gastrica, tenendo in considerazione non solo la sintomatologia, ma anche una delle possibili cause del mal funzionamento dell’apparato digerente particolarmente frequente nel nostro contesto sociale: quella di origine neurovegetativa. A conclusione del percorso verrà presentata una possibile tisana formulata con le piante precedentemente esposte.

Marco Biagi
Valeriana e olivo nella gestione dei sintomi dello stress
(Valeriana officinalis L., Olea europaea L.)

Marco Biagi
Marco Biagi

Tra le piante medicinali usate come sedative del sistema nervoso centrale, una delle più conosciute è indubbiamente la valeriana. In particolare, sulla specie Valeriana officinalis L., la cui droga è rappresentata dagli organi sotterranei, abbiamo una imponente tradizione di uso etnobotanico e moltissima letteratura recente, tanto che essa è presente con le sue preparazioni sul mercato farmaceutico e in quello dell’integrazione alimentare. Eppure… come succede per altre piante medicinali, l’etichetta di pianta medicinale conosciuta è diventata un peso per la valeriana, perché negli ultimi anni si sono spesso persi di vista molti elementi di attenzione che un fitoterapico impone sempre per il suo uso razionale: attenzione al suo fitocomplesso e alla stabilità delle preparazioni, dettagli sul meccanismo d’azione, associazioni con altri fitoterapici per incrementarne efficacia e sicurezza. Questa presentazione ha fatto ri-scoprire la valeriana in un’ottica di fitoterapia basata sulle evidenze scientifiche. Ma si è parlato anche di olivo, più propriamente delle foglie di olivo, materia prima vegetale che è quantomeno riduttivo considerare come un sottoprodotto. Amaro e antiossidante sono le due parole d’ordine che accompagnano le preparazioni di foglie di olivo; approfondiremo il loro ruolo nel contesto del benessere gastrointestinale e nel contrasto allo stress ossidativo e neuroinfiammatorio.

Enrica Campanini
Piante medicinali tra corpo e mente: melissa, angelica e mirtillo rosso
(Melissa officinalis L., Angelica archangelica L., Vaccinium vitis idaea L.)

Enrica Campanini

Stress, tensione emotiva, sedentarietà, disordini alimentari si associano spesso a problemi digestivi: il 40% della popolazione generale dei Paesi occidentali soffre dei cosiddetti disturbi funzionali come la dispepsia e la sindrome dell’intestino irritabile, caratterizzati da stipsi, gonfiore addominale, digestione difficoltosa, dolori aspecifici dell’apparato digerente, ecc. Questi disturbi funzionali inducono un’importante diminuzione della qualità della vita con ricorso sempre più frequente a visite mediche, assunzione di farmaci, assenze dal lavoro, ecc. Fitoterapia e Gemmoterapia, grazie all’impiego di piante medicinali ad azione sintomatica e di terreno (Melissa officinalis, Angelica archangelica, Vaccinium vitis idaea), contribuiscono a lenire la sintomatologia e possono apportare un’azione di riequilibrio a livello generale: il loro utilizzo contribuirà, in tal modo, a raggiungere e a mantenere uno stato di buona salute.

Stefania La Badessa
Non solo alimurgiche: rafano, ortica bianca e wasabi
(Armoracia rusticana L., Lamium album L., Eutrema japonicum (Miq.) Koidz.)

Stefania La Badessa

Il termine fitoalimurgia indica, nel suo intento iniziale, il ricorso alle piante spontanee quale nutrimento durante i periodi di carestia: al termine “alimurgia” viene associato il prefisso fito per indicare che si tratta di piante, per lo più da raccolta spontanea. La dimensione della fitoalimurgia, nella società moderna, ha perso la sua funzione esclusiva di risorsa alimentare, per acquisire i connotati di una scelta salutistica: oltre ad arricchire la propria alimentazione con elementi vegetali dal profumo e dal sapore originale, ricchi di elementi nutritivi e sostanze funzionali benefiche, grazie alle passeggiate all’aria aperta necessarie alla raccolta delle erbe spontanee edibili, è possibile ritrovare un contatto più intimo con la natura, riscoprendone le intrinseche proprietà benefiche.
Ma, come spesso accade davanti alle piante apparentemente più umili, è possibile scoprire come piante destinate a un uso esclusivamente alimentare, possano realmente diventare una risorsa per la salute quotidiana. Grazie alle nuove frontiere della ricerca – capaci di identificare con precisione non solo le sostanze attive ma anche le loro proprietà curative – è possibile pensare a un uso “terapeutico” specifico per queste piante “umili”, prevalentemente relegate a un uso culinario, rimanendo sorpresi dalle loro molteplici potenzialità benefiche. Rafano, Wasabi ed Ortica bianca, ci parleranno quindi sì di piatti gustosi, ma anche di quella sfera del benessere dell’apparato digerente che è correlata alla funzionalità delle vie biliari, essenziali per garantire soprattutto una corretta digestione dei grassi, aprendo però nuove prospettive d’impiego anche in ambiti terapeutici sorprendenti.

Fabio Firenzuoli
Arancio e withania: attività PNEI e sistema digerente
(Citrus aurantium Spp., Withania somnifera (L.) Dunal.)

Fabio Firenzuoli

Arancio e Ashwagandha (Withania) sono due piante officinali che ben si prestano per descrivere modalità diverse di utilizzare le piante, anche ai poli opposti, entrambe con caratteristiche biologiche anche intriganti, con zone comuni, anche se molto diverse tra loro. Le accomuna non solo il colore bianco dei fiori, ma anche la possibilità di utilizzarle in situazioni di stress, più o meno importante, e sue manifestazioni cliniche, così come l’uso tradizionale. Le differenzia in modo significativo la modalità d’uso, che in particolare è relativa:
a)    nel caso dell’Ashwagandha all’uso della medesima droga vegetale e del suo fitocomplesso, in molteplici e differenti situazioni cliniche;
b)    nel caso dell’Arancio, all’uso tipico di diverse droghe e preparati, con indicazioni, controindicazioni e interazioni specifiche. Per entrambe le piante è disponibile un’ampia letteratura scientifica.

Vi aspettiamo per l’edizione 2024!

 

Con il contributo di

Curcumina e sindrome metabolica

Diversi studi scientifici hanno mostrato l’attività della curcumina sugli indici metabolici, infiammatori e di stress ossidativo in soggetti con sindrome metabolica (MetS). Con questo termine non si fa riferimento a una singola patologia, ma a un insieme di fattori di rischio legati a condizioni che aumentano la possibilità di sviluppare patologie cerebro e cardiovascolari, e/o diabete. Si tratta di una condizione clinica che riguarda fino alla metà della popolazione di età maggiore ai 50-60 anni e la sua incidenza è in continua crescita.

La revisione degli studi

Questa recente revisione sistematica con metanalisi (Effects of dietary polyphenol curcumin supplementation on metabolic, inflammatory, and oxidative stress indices in patients with metabolic syndrome: a systematic review and meta-analysis of randomized controlled trials) ha specificatamente valutato l’efficacia e la sicurezza dell’integrazione dietetica con polifenoli della curcumina in questo ambito. Dopo una ricerca completa degli studi clinici pertinenti nelle banche dati medico-scientifiche internazionali PubMed, SCOPUS, Cochrane Library, EMBASE, Web of Science e China Biological Medicine, sono stati identificati gli studi controllati randomizzati (RCT) che avevano valutato efficacia e sicurezza della supplementazione di curcumina per la MetS. I marcatori di sindrome metabolica valutati nello studio includevano la circonferenza vita (WC), la glicemia a digiuno (FBS), la pressione arteriosa sistolica (SBP) e diastolica (DBP), il livello di trigliceridi (TG), colesterolo HDL, fattore di necrosi tumorale-a (TNF-a), interleuchina 6 (IL-6), proteina C-reattiva (CRP), proteina c-reattiva ultrasensibile (hsCRP) e malondialdeide (MDA). Sono stati inclusi nella metanalisi 13 RCT (per un totale di 785 partecipanti) con una durata dell’intervento compresa tra 4 e 12 settimane.

Le conclusioni

Rispetto al gruppo di controllo, i partecipanti al gruppo curcumina hanno avuto effetti positivi su circonferenza vita (p = 0,009, sette studi), FBS (p = 0,01, nove studi), pressione arteriosa diastolica (p = 0,002, cinque studi), colesterolo HDL (p < 0,0001, otto studi), TNF-a (p < 0,00001, due studi), CRP (p < 0,00001, due studi) e malondialdeide (p = 0,03, tre studi), con miglioramenti statisticamente significativi. La supplementazione di curcumina non ha influito in termini significativi sui valori della pressione arteriosa sistolica e di IL-6. I valori di FBS, SBP, HDL-C, IL-6, CRP, hsCRP e MDA presentavano un’eterogeneità relativamente elevata. In conclusione, da questa review emerge che la curcumina ha potenzialità promettente nel migliorare i marker associati alla sindrome metabolica, inclusa l’infiammazione.
Sono necessari ulteriori studi per confermare tali risultati poiché le prove di efficacia raccolte presentano un’eterogeneità relativamente elevata.

Fonte: Qiu L, Gao C, Wang H, Ren Y, Li J, Li M, Du X, Li W, Zhang J. Effects of dietary polyphenol curcumin supplementation on metabolic, inflammatory, and oxidative stress indices in patients with metabolic syndrome: a systematic review and meta-analysis of randomized controlled trials. Front Endocrinol (Lausanne). 2023 Jul 14;14:1216708.

Sana 2023: al via il quinto anno de “La via delle Erbe”

Tecniche Nuove con L’Erborista sarà presente per l’edizione 2023 de “La via delle Erbe”, dal 7 al 10 settembre, a BolognaFiere in occasione della trentacinquesima edizione di Sana, il Salone internazionale del biologico e del naturale. Organizzata da Bolognafiere e in collaborazione con FederBio, AssoBio e Cosmetica Italia, Sana si presenta al pubblico di operatori e professionisti del comparto con 650 aziende espositrici (delle quali il 15% provenienti dall’estero), per un totale di 5 padiglioni. Da quest’anno in una veste B2B, Sana è stata realizzata con il patrocinio del Ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, del Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna.

Sana, in collaborazione con L’Erborista, dà il via al quinto anno de “La via delle Erbe”, un viaggio a 360° nel mondo delle erbe officinali e della loro applicazione per la salute e il benessere in sette lezioni magistrali.

I panel avranno come focus le piante officinali contraddistinte da fiori di colore bianco, come achillea, camomilla romana, menta, melissa, bergamotto o valeriana. Ovvero, quelle che sono in grado di apportare benefici all’apparato digerente e alleviarne i disturbi anche grazie al riequilibrio del sistema nervoso e la gestione dello stress, spesso all’origine di questi problemi.

Durante gli incontri, saranno descritti non solo l’impiego tradizionale ma anche gli sviluppi attuali e le conferme da parte della ricerca scientifica.

L’evento

Protagoniste dei dieci pannelli saranno le piante officinali della tradizione erboristica italiana ed europea, dalla camomilla alla menta e specie botaniche provenienti dalle culture di altri continenti ma ormai diffuse anche in Europa come Bacopa monnieri, o Withania somnifera (ginseng indiando).

Il tutto sarà arricchito da una mostra con immagini e approfondimenti tematici, in cui saranno narrati gli usi consolidati, le proprietà e le applicazioni salutistiche di alcune delle erbe al centro dell’evento. E verranno esposti prodotti per il benessere e la salute formulati proprio con queste piante, offrendo una panoramica dell’attuale mercato di settore.

Durante i panel saranno presentati anche i dati dell’Osservatorio Erboristeria, realizzato in collaborazione con Nomisma, riguardanti le dinamiche del mercato erboristico italiano e le caratteristiche di coloro che scelgono di rivolgersi all’erboristeria.

Erboristi tradizionali, medici, docenti universitari ed esperti affronteranno i propri know how ed expertise tramite sette lezioni di elevato valore scientifico e professionale, rivolte proprio agli erboristi e operatori che si occupano di salute e benessere.

I relatori, moderati da Mariella di Stefano, direttore della rivista L’Erborista, sono professionisti d’eccellenza appartenenti al mondo dell’erboristeria e della fitoterapia:

Marco Biagi, docente Università degli Studi di Siena, Segretario Generale della Società Italiana di Fitoterapia. Enrica Campanini, medico esperto in fitoterapia, autrice de “Il Dizionario delle piante medicinali”. Fabio Firenzuoli, medico fitoterapeuta, direttore del CERFIT di Firenze, docente Università degli Studi di Firenze. Stefania La Badessa, farmacista esperta in fitoterapia e nutraceutica. Francesco Novetti, erborista esperto in formulazioni tradizionali, autore del libro “Tisane per tutti”. Paola Paltrinieri, erborista, docente Accademia della Tisana. Marco Valussi, esperto in fitoterapia e aromaterapia, autore del libro “Materia aromatica”.

Cardo mariano: allo studio azione sull’acne giovanile

I prodotti dermocosmetici sono spesso utilizzati anche per mantenere o per migliorare la tolleranza e l’efficacia delle terapie mediche anti-acne.

Recenti scoperte sulla fisiopatologia della pelle a tendenza acneica indicano che i prodotti per la cura della cute possono contribuire a mantenere l’omeostasi intorno alle cellule staminali della ghiandola sebacea, prevenendo così la formazione di microcomedoni.

Nello studio (Tolerability and effectiveness of a dermocosmetic product containing Silybum marianum fruit extract in adolescents and young adults with acne-prone skin: An international, phase IV, longitudinal study) osservazionale, multicentrico internazionale, real life ha valutato l’efficacia e la tollerabilità di un prodotto dermocosmetico contenente un estratto di cardio mariano (Silybum marianum) in una popolazione di adolescenti e di giovani adulti con pelle a tendenza acneica.

Sono stati inclusi 4.230 soggetti di età compresa tra 12 e 25 anni con acne (da lieve a moderata) che hanno utilizzato il prodotto due volte al giorno per 8-12 settimane. Prima da solo (“gruppo iniziale”) o dopo una terapia anti-acne (“gruppo mantenimento”), oppure in associazione alle terapie antiacne abitualmente prescritte (“gruppo associazione”). Sono state valutate, l’efficacia, la tollerabilità e le proprietà cosmetiche del prodotto ma anche la qualità di vita (QoL).

I dermatologi che hanno partecipato a questo studio real life hanno valutato l’efficacia del prodotto come “efficace” o “altamente efficace” in circa l’80% dei pazienti e la tolleranza del prodotto come “buona” o “molto buona” in circa il 95%. A fine dello studio è stata riscontrata una riduzione statisticamente significativa (p < 0,0001) del grado medio di valutazione globale dell’acne (GEA).

La QoL della maggior parte dei pazienti (80%) è migliorata alla fine dello studio e la maggior parte dei partecipanti (dal 79% al 94%) ha apprezzato le proprietà cosmetiche del prodotto che complessivamente è stato un successo clinico in oltre l’84% dei casi testati.

In conclusione, pertanto, è emersa l’efficacia e la tollerabilità di un preparato dermocosmetico a base di cardo mariano per migliorare la qualità di vita di adolescenti e giovani adulti con pelle a tendenza acneica, nonché per limitare l’uso iniziale o cronico di terapie mediche anti-acne.

Fonte: Bageorgou F, Li L, Beausillon C, Stennevin A, Ortiz-Brugués A, Saurat JH. Tolerability and effectiveness of a dermocosmetic product containing Silybum marianum fruit extract in adolescents and young adults with acne-prone skin: An international, phase IV, longitudinal study. J Cosmet Dermatol. 2023 Aug;22(8):2259-2267.

Bluvis contro stress e fatica

Bluvis di Originy è un integratore alimentare a base di estratto liquido di Spirulina, ricco in Ficocianina e integrato con il rame. La colorazione blu intenso di Bluvis è dovuta all’alto contenuto in Ficocianina, la proteina fotosintetica responsabile di tutte le proprietà benefiche della Spirulina. La formula in estratto liquido permette una rapida e completa assimilazione della proteina stessa.

Essendo un estratto di Spirulina purificato da antinutrienti e fibre insolubili, Bluvis rende più marcate le note attività immunomodulante, energizzante e antiossidante della microalga a spirale. È un prodotto indicato per diverse condizioni: dalla riduzione dello stress e della fatica fisica e mentale, al supporto ai soggetti con basse difese immunitarie e a chi soffre di disturbi metabolici.

Privo di zuccheri, glutine e lattosio, Bluvis è un integratore microbiologicamente puro grazie alla produzione in GMP e con la totale assenza di metalli pesanti. Inoltre, l’associazione sinergica con il rame contribuisce al normale funzionamento del sistema nervoso, al normale trasporto del ferro nell’organismo e alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo, con un’attività antiossidante 20 volte più potente della Vitamina C.

Attività della camomilla nella sindrome dell’ovaio policistico

La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) è uno dei più comuni disordini endocrini nelle donne in età riproduttiva. È caratterizzata da disfunzioni ovulatorie, iperandrogenismo (ovvero eccessiva produzione di ormoni maschili e in particolare di testosterone) e presenza all’ecografia di ovaio con aspetto policistico. Può avere ripercussioni sia sull’aspetto riproduttivo sia su quello metabolico.

Lo studio clinico randomizzato, Examining the Effect of Chamomile on Clinical Symptoms and Hormonal Parameters Among Patients With Polycystic Ovarian Syndrome, ha indagato in modo specifico l’effetto della camomilla (Matricaria chamomilla L.) su sintomi quali oligomenorrea e irsutismo e sui parametri ormonali in donne affette da PCOS.

La ricerca ha indagato su 70 donne con diagnosi di sindrome dell’ovaio policistico secondo i criteri di Rotterdam afferenti alla Clinica dell’infertilità di un ospedale universitario iraniano.

Le donne sono state assegnate in modo casuale a due gruppi: il gruppo di intervento e il gruppo di controllo. Le partecipanti del gruppo di intervento hanno ricevuto 2 capsule di estratto di camomilla (500 mg) per tre mesi, mentre quelle del gruppo di controllo hanno assunto 2 capsule di una sostanza placebo per lo stesso periodo di tempo.

Il terzo giorno del primo e del terzo ciclo mestruale, in entrambi i gruppi sono stati valutati alcuni parametri di laboratorio (valori di FBS, colesterolo LDL e testosterone).

L’età media, l’indice di massa corporea, la storia di infertilità e la percentuale di gravidanza non presentavano differenze significative tra i due gruppi.

Nel gruppo di intervento (camomilla) i sintomi clinici di irsutismo (p<0,001) e oligomenorrea (p=0,048) sono diminuiti in seguito al trattamento, anche se è stata riscontrata una differenza significativa tra i due gruppi solo per i sintomi di irsutismo (p=0,028).

Non sono state rilevate differenze significative tra i due gruppi per i valori di FBS (p=0,06), colesterolo HDL (p=0,224), colesterolo totale (p=0,99), e colesterolo LDL (p=0,61), trigliceridi (p=0,106) e testosterone (p=0,894).

Nel complesso la somministrazione di capsule contenenti estratto di camomilla ha attenuato i sintomi clinici e ridotto i livelli di testosterone in una popolazione di donne affette da sindrome dell’ovaio policistico.

Sulla base di questi dati gli autori dello studio suggeriscono di utilizzare preparati a base di  questa pianta, previa conferma di ulteriori studi, come una misura semplice, economica ed efficace per migliorare la sintomatologia in donne affette da PCOS.

Fonte: Afiat M, Akbari Lor A, Najaf Najafi M, Ghazanfarpour M, Jafarabadi M. Examining the Effect of Chamomile on Clinical Symptoms and Hormonal Parameters Among Patients With Polycystic Ovarian Syndrome. J Family Reprod Health. 2022 Dec;16(4):248-253.