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Osservatorio erboristico: i numeri

 

Il 76% degli italiani ha acquistato prodotti erboristici e fitoterapici per la cura della persona e di questi ben il 67% ha scelto l’erboristeria come canale d’acquisto privilegiato.

È il dato più significativo che emerge dall’indagine ‘Il ruolo delle erboristerie in Italia’, condotta su un campione significativo di circa 1.000 Italiani nel quadro dell’Osservatorio Erboristico, un’iniziativa realizzata dalla nostra rivista con la consulenza della società Nomisma.

Presentata nella giornata introduttiva de ‘La Via delle Erbe’ 2023 – organizzata da L’Erborista per il secondo anno consecutivo in collaborazione con SANA – l’indagine restituisce una fotografia puntuale delle dinamiche e dei trend dell’erboristeria, proponendo una visione d’insieme delle scelte di acquisto dei consumatori.

Per gli acquisti di prodotti naturali, fitoterapici ed erboristici degli ultimi 12 mesi i clienti delle erboristerie si sono rivolti per il 54% soltanto al canale fisico, dato in aumento rispetto alla prima indagine Nomisma sulle erboristerie 2022 (51%), solo al canale online per il 9%, in calo rispetto al l’11% dell’anno precedente, o a entrambi, il 37% versus il 38% del 2022.

La maggior parte dei clienti entra in erboristeria per acquistare tisane e tè, prodotti per la cura del corpo e dei capelli e integratori con ingredienti vegetali e naturali, a conferma di un andamento consolidato negli ultimi anni e sostanzialmente allineato con i numeri del 2022.

Tra le ragioni della propria preferenza per questi prodotti spiccano gli effetti benefici sulla salute (44%), oltre alla disponibilità di offerte e promozioni (43%) e la presenza di ingredienti naturali (38%).

A mio avviso estremamente significativo – e valore aggiunto per la categoria – è il riconfermato rapporto fiduciario del consumatore con l’erborista: per i clienti delle erboristerie, infatti, l’erborista è una persona di cui fidarsi (46%) e un professionista esperto della materia (42%).

L’erboristeria come canale fisico, quindi, rappresenta una garanzia sostenuta sì dall’ampiezza e dalla varietà merceologica (32%), ma soprattutto dalla qualità ed efficacia dei prodotti che per una quota significativa di consumatori (82%) costituisce uno dei principali driver di acquisto e frequentazione.

La ricerca ha poi messo a fuoco anche quali siano le aree di potenziale miglioramento volgendo uno sguardo al futuro: il consumatore auspica, per esempio, che tra i servizi dell’erboristeria venga inserita la collaborazione con nutrizionisti (42%), l’organizzazione di giornate dedicate al benessere (32%), l’incontro con esperti ma anche la collaborazione con agricoltori e produttori della zona.

In una fase complessa come quella attuale, lo scenario positivo che emerge da questi dati incoraggia a proseguire decisamente sulla strada della professionalità, dell’impegno e della qualità – di prodotti, consulenza e servizi – che da sempre caratterizzano l’erboristeria.

 

 

 

Profumi… a due voci  

di Giulia Dazzan

Si è tenuta nella sede di Helan, a Casella in Valle Scrivia, entroterra genovese, la Conferenza Stampa a tema fragranze che ha avuto come protagoniste Paola Bottai e Malva Moncalvo.

Paola Bottai (sinistra) e Malva Moncalvo (destra)

Paola Bottai è una fragrance designer di fama nazionale. Ha studiato all’Istituto internazionale di profumeria di Grasse e nel 2020 ha scritto un libro, edito nel 2021 da De Agostini, “Profumi”. Malva Moncalvo, farmacista, è Direttore Tecnico e Formatrice presso l’azienda di famiglia, Helan, per l’appunto. Negli ultimi anni si è appassionata al mondo delle fragranze, e organizza percorsi olfattivi in cui insegna ad “annusare” i profumi.

La conferenza ha avuto la duplice funzione di presentare il libro di Paola e la nuova fragranza di Helan, “Rosso d’Ambra”. Discorsi profumati che hanno avuto come fil rouge – è il caso di dirlo – l’esperienza del profumo a tutto tondo: sia come protagonista della professione – di creatrice di fragranze per Paola, di formatrice per Malva – che, in senso ancora più ampio, come protagonista dei ricordi e della vita stessa.

Perché questo è il profumo: un aggancio emozionale potentissimo che ci fa amare o provare repulsione “a pelle”, quasi senza sapere il perché. Ma di fatto, un perché c’è sempre, anche se è sepolto nel nostro inconscio e invisibile alla nostra memoria. È un perché che ci riporta spesso all’infanzia, all’intimità dei suoi luoghi, oppure legato a momenti e stati d’animo particolari.

Il profumo deve farti stare bene

Durante la chiacchierata sono emersi molti temi interessanti. In particolare, le due relatrici si sono domandate se avesse senso parlare di “nicchia” in termini di fragranze: non sarebbe meglio cercare di raggiungere un pubblico più vasto possibile?

E ancora: un profumo, per essere di qualità, deve essere per forza molto costoso? A quest’ultima domanda risponde la politica di Helan in tema di fragranze, a cui si aggiunge l’ultima nata, “Rosso d’Ambra”: profumi dai bouquet complessi, capaci di interpretare una storia, prodotti con materie prime qualitativamente rilevanti, con un prezzo al pubblico sicuramente interessante.

Altro tema chiave, l’origine e la sostenibilità delle materie prime. Ha senso demonizzare le molecole di origine sintetica? Niente affatto. Le molecole di origine sintetica hanno permesso di poter sostituire, ad esempio, le note di origine animale, come muschio e ambra grigia. Oppure di ottenere accordi e note che hanno un collegamento con alcuni odori ma che di fatto “non esistono”, come le note acquatiche o il sentore di terra bagnata. O ancora, di rendere accessibili gli aromi di alcune materie prime che costano migliaia di euro per pochi grammi, o di fiori da cui è impossibile estrarre la fragranza, come il gelsomino.

Rosso d’Ambra, vivace sensualità

Rosso d’ambra è la fragranza presentata da Malva Moncalvo e interpretata da Paola Bottai nel corso della piacevole mattinata. Terzo profumo della Collana d’Ambra, è forse anche quello che meno ci si aspetta, perché associa le calde note dell’ambra, avvolgenti come un abbraccio, alle note dei frutti rossi – in particolare della ciliegia amarena – e dell’arancia, creando un contrasto piacevolissimo.

Le note fruttate della fragranza come le note più acute di una melodia, quelle che comunicano brio e vivacità, in un accordo che nel complesso si caratterizza come fruttato-ambrato-boisé.

Al termine della conferenza Malva Moncalvo insieme ai due fratelli Ludovico e Marco, con i quali guida l’azienda, hanno condotto i presenti alla visita dello stabilimento, partendo dai laboratori, passando per l’area di produzione e di confezionamento fino ad arrivare al magazzino.

Probiotici, erbe ed equilibrio dell’asse intestino-polmone

La disbiosi del microbioma intestinale può aumentare le malattie polmonari attraverso l’asse intestino-polmone, dal momento che questo agisce come mezzo di comunicazione tra il microbioma dell’intestino e il microambiente infiammatorio e immunitario dei polmoni. Infatti, i soggetti che soffrono di malattie respiratorie hanno spesso anche sintomi gastrointestinali e un microbioma intestinale in netto disequilibrio rispetto agli individui sani.

L’esposizione per via inalatoria a tossine ambientali, come il fumo di sigaretta e l’inquinamento, può ridurre la diversità batterica e aumentare l’infiammazione nell’intestino. Lo stato del microbiota intestinale è, quindi, profondamente legato alla salute dei polmoni e viceversa.

La ricerca

Lo studio clinico randomizzato in aperto (Clinical trial of a probiotic and herbal supplement for lung health), effettuato in Irlanda, ha esaminato in modo specifico gli effetti dei probiotici attraverso l’asse intestino-polmone.

Inoltre, sono state valutate tollerabilità e sicurezza di una miscela di probiotici (Lactobacillus plantarum, Lactobacillus acidophilus, e Lactobacillus rhamnosus) ed erbe – estratto di radice di Adhatoda vasica, estratto di foglia basilico santo (Ocimum sanctum) ed estratto di curcuma (Curcuma longa) – su volontari sani e soggetti asmatici.

I partecipanti al trial hanno assunto la miscela per un mese, due volte al giorno. La misura di esito primaria era la sicurezza con endpoint esplorativi che includevano la qualità della vita, la funzione polmonare, l’ecologia del microbioma intestinale e alcuni biomarcatori di infiammazione.

I risultati

Tutti i partecipanti allo studio hanno tollerato bene la miscela di probiotici ed erbe e non sono stati registrati eventi avversi. I soggetti asmatici hanno mostrato miglioramenti significativi nella funzione polmonare (misurata con volume di riserva espiratorio e dai livelli sierici di acidi grassi a catena corta) dal basale alla quarta settimana.

Il microbioma intestinale dei soggetti asmatici differiva in modo significativo da quello dei controlli, la differenza più evidente era costituita dall’abbondanza del proteo-batterio Escherichia coli.

La somministrazione del preparato ha conservato la struttura complessiva della comunità microbica e l’unica differenza significativa era rappresentata dall’aumento dei ceppi probiotici misurata mediante PCR ceppo-specifica.

Da questo studio emerge la sicurezza e l’efficacia di un probiotico a base di Lactobacillus e di una miscela di erbe sull’asse intestino-polmoni anche se, data l’assenza di un gruppo di controllo, per confermare i miglioramenti osservati in questo studio preliminare sarà necessario effettuare uno studio in cieco con controllo placebo di più lunga durata.

Fonte: Wenger NM, Qiao L, Nicola T, et al. (2023) Clinical trial of a probiotic and herbal supplement for lung health. Front. Nutr. 10:1168582.

Azione antipertensiva del cumino nero

La nigella o cumino nero (Nigella sativa L.) è una pianta utilizzata fin dall’antichità nei sistemi di medicina tradizionale soprattutto nell’area mediorientale per un’ampia gamma di disturbi, che includono l’asma, la febbre, la tosse, la cefalea e alcune forme infiammatorie.

Negli ultimi decenni la pianta è stata sottoposta al vaglio della ricerca scientifica e molti studi ne hanno valutato gli effetti su diversi disturbi, inclusa la sua attività sui parametri metabolici.

La ricerca clinica ha indicato che l’integrazione di cumino nero contribuisce anche a ridurre efficacemente la pressione sanguigna.

Conferma questa indicazione anche una recente review con metanalisi, Antihypertensive effects of Nigella sativa supplementation: An updated systematic review and meta-analysis of randomized controlled trials, che ha esaminato in modo specifico, sulla base degli studi pubblicati in letteratura internazionale, gli effetti di N. sativa sulla pressione sanguigna dell’adulto.

Sono state effettuate ricerche su PubMed, Cochrane Library, Web of Science, Scopus, Embase e Google Scholar fino ad agosto 2022 e, utilizzando un modello a effetti casuali, analisi dose-risposta non lineari e meta-regressione.

Si è visto che l’integrazione di preparati a base di cumino nero è stata efficace nel ridurre in modo statisticamente significativo sia la pressione arteriosa sistolica (p < 0,001) sia quella diastolica (p < 0,001).

L’integrazione di N. sativa può migliorare la pressione sanguigna e questa pianta potrebbe essere utilizzata come un approccio efficace per la gestione di valori appropriati della pressione sanguigna, concludono gli autori della ricerca.

Fonte: Kavyani Z, Musazadeh V, Safaei E, Mohammadi Asmaroud M, Khashakichafi F, Ahrabi SS, Dehghan P. Antihypertensive effects of Nigella sativa supplementation: An updated systematic review and meta-analysis of randomized controlled trials. Phytother Res. 2023 Aug;37(8):3224-3238.

Benefici del mirtillo sulla cute

Alcuni fattori di stress ambientale, come gli inquinanti atmosferici, l’ozono e le radiazioni UV, influiscono in modo negativo sulla cute dell’uomo inducendone l’invecchiamento precoce.

Per prevenire l’invecchiamento estrinseco, la pelle è dotata di un efficace sistema di difesa che, tuttavia, può essere superato dall’esposizione cronica ai summenzionati inquinanti ambientali.

Il mirtillo (Vaccinium myrtillus L.; Famiglia Ericaceae) è una fonte importante di vari composti, tra cui flavonoidi e altri polifenoli, che presentano documentate proprietà antiossidanti, antinfiammatorie, immunomodulatorie e antimicrobiche.

Gli antociani sono i principali polifenoli del mirtillo: nell’organismo, i metaboliti di questi composti, prodotti dal microbiota intestinale, sono in grado di proteggere da diverse malattie. Inoltre, il mirtillo rappresenta anche una fonte di vitamine A, C ed E, di cui sono noti gli effetti benefici sulla pelle.

Studi recenti hanno suggerito che l’uso topico di composti naturali come i mirtilli potrebbe rappresentare una buona strategia per prevenire i danni cutanei causati dall’ambiente.

In questa recente review (Valacchi G. Blueberry Supplementation and Skin Health), pubblicata su Antioxidants, vengono specificatamente discussi i risultati degli studi recentemente pubblicati riguardanti il ruolo che i mirtilli possono svolgere per la salute della pelle e per rafforzarne i sistemi e meccanismi di difesa.

Dall’analisi dei dati è emerso che l’assunzione giornaliera di integratori a base di mirtillo contribuisce ad aumentare nell’intestino i livelli di specie microbiche che avrebbero effetti benefici nei pazienti con psoriasi. Inoltre, questo stesso microbiota aumenterebbe i metaboliti dei composti del mirtillo, inclusi acidi grassi a catena corta e butirrato, che contribuiscono a migliorare la salute della pelle riducendo stress ossidativo e infiammazione.

Gli studi che valutano l’effetto dell’assunzione di integratori a base di mirtillo sulla pelle sono limitati, ma alcuni di essi suggeriscono che migliorano la funzionalità vascolare a livello cutaneo, ne riducono l’arrossamento e aumentano l’elasticità della pelle.

Infine, la supplementazione di mirtillo aumenta i livelli di metaboliti derivati dal microbiota che migliorerebbero la salute della pelle riducendo stress ossidativo e infiammazione.

Sono diversi anche gli studi dai quali si ricava che l’applicazione topica di fitocomposti e molecole bioattive del mirtillo (vitamina C, E, resveratrolo) protegge contro i comuni stressanti ambientali. Un altro beneficio dell’applicazione dell’estratto di mirtillo a livello topico è il miglioramento della funzionalità della barriera cutanea.

Fonte: Ivarsson J Jr, Pecorelli A, Lila MA, Valacchi G. Blueberry Supplementation and Skin Health. Antioxidants (Basel). 2023 Jun 12;12(6):1261.

Succo di melograno e pressione arteriosa

Il melograno (o melagrana) è il frutto di Punica granatum, specie botanica della famiglia delle Lythraceae che si ritiene sia originaria della Persia, coltivata a scopo commerciale in vaste regioni dell’India, in Iran, nel Caucaso e nell’area mediterranea.

Nei sistemi di medicina tradizionale dell’Asia, del Mediterraneo e dell’Africa il melograno è incluso nelle farmacopee ufficiali come rimedio per il trattamento di diverse condizioni di salute e veniva comunemente usato per abbassare la febbre e contrastare diarrea, emorragie, dissenteria e infezioni parassitarie e microbiche.

Gli effetti benefici del melograno

Costituisce una buona fonte di fibre solubili e insolubili che migliorano la digestione e contribuiscono a proteggere la salute dell’intestino. Si ritiene, inoltre, che conferisca benefici in termini di riduzione del peso, di controllo del colesterolo, di miglioramento delle difese immunitarie, della circolazione e di protezione dai tumori (in particolare da quello della prostata).

Il consumo regolare di melograno è stato associato al contrasto dell’iperplasia prostatica benigna e del diabete. Gli ellagitannini contenuti nel succo aiuterebbero a contrastare l’azione di radicali liberi e aiutano, quindi, a ridurre il rischio cardiovascolare.

Una recente revisione sistematica con metanalisi, (Impact of pomegranate juice on blood pressure: A systematic review and meta-analysis) pubblicata su Phytotherapy Research, ha valutato nello specifico l’effetto del succo di melograno sulla pressione arteriosa, facendo riferimento agli studi condotti sull’uomo che utilizzavano il solo succo di melograno.

Lo studio

La metanalisi di quattordici studi clinici (n = 573 individui) ha dimostrato una riduzione statisticamente significativa della pressione sistolica a seguito dell’assunzione di succo di melograno (p < 0,001). In relazione alla durata dello studio è stato osservato che l’assunzione di succo di melograno < 2 mesi ha ridotto in modo significativo la pressione arteriosa sistolica (p < 0,001) e quella diastolica (p = 0,01).

Il consumo di < 300 ml di succo di melograno al giorno ha ridotto la pressione sistolica (p < 0,001), mentre quantità di succo di melograno > 300 mL/die hanno determinato una riduzione significativa di quella diastolica (p = 0,02), senza influire sulla pressione sistolica.

La meta-regressione ha mostrato, infine, che l’effetto di riduzione della pressione sistolica era associato alla dose di supplementazione (p < 0,001).

La revisione qualitativa e quantitativa dei dati hanno, dunque, mostrato che il succo di melograno contribuisce a ridurre la pressione arteriosa sistolica e diastolica in modo dose-dipendente, anche se questo beneficio si perde dopo 2 mesi.

Fonte: Ghaemi F, Emadzadeh M, Atkin SL, Jamialahmadi T, Zengin G, Sahebkar A. Impact of pomegranate juice on blood pressure: A systematic review and meta-analysis. Phytother Res. 2023 Jul 17.

Kombucha e livelli di glicemia

Il tè kombucha è una bevanda leggermente effervescente che si ottiene dalla fermentazione del tè con una colonia simbiotica di batteri e lieviti, molto utilizzata dalle popolazioni asiatiche e da quelle dell’Europa dell’Est e della Russia in particolare. Da alcuni anni ha attirato l’attenzione per i suoi potenziali benefici per la salute.

A partire da alcuni studi effettuati su modelli animali è stata formulata l’ipotesi che la bevanda possa contribuire ad abbassare i livelli di zuccheri nel sangue nei casi di diabete.

Lo studio clinico pilota prospettico randomizzato in doppio cieco e crossover (Kombucha tea as an anti-hyperglycemic agent in humans with diabetes – a randomized controlled pilot investigation) ne ha espressamente valutato le attività anti iperglicemiche in un piccolo campione di individui adulti (n = 12) con diabete mellito di tipo II.

Lo studio è stato effettuato all’interno di una clinica universitaria statunitense, Georgetown University School of Health, i partecipanti hanno assunto 240 ml/die, un prodotto a base di kombucha (gruppo sperimentale) oppure un placebo (gruppo di controllo) per quattro settimane. Dopo un periodo di washout di otto settimane, le assunzioni di kombucha e placebo sono state incrociate.

I livelli di glicemia a digiuno sono stati valutati alla baseline e alla prima e quarta settimana durante ciascun periodo di trattamento. Gli outcome secondari – fabbisogno di insulina, salute generale, salute di intestino, pelle, benessere mentale e salute vulvovaginale – sono stati misurati tramite questionario negli stessi momenti.

Il microbiota del kombucha è stato valutato mediante coltura selettiva e sequenziamento del gene 16S rRNA (batteri) e ITS (funghi). I prodotti finali della fermentazione sono stati valutati mediante cromatografia liquida ad alta prestazione (HPLC). La significatività statistica delle variazioni della glicemia a digiuno è stata determinata con il test t di Student a due code.

I Risultati dello studio

Dopo quattro settimane di trattamento nel gruppo sperimentale è stata osservata una riduzione dei livelli medi di glucosio nel sangue a digiuno (p = 0,035) rispetto al placebo.

Il microbiota del kombucha era composto principalmente da batteri dell’acido lattico, dell’acido acetico e lieviti, ciascun gruppo con circa 106 unità formanti colonie (UFC)/mL. I principali prodotti finali della fermentazione sono risultati l’acido lattico e l’acido acetico, entrambi inferiori all’1%. L’etanolo era presente all’1,5%.

Questo studio pilota – nonostante sia stato eseguito su un campione di piccole dimensioni – ha mostrato che l’assunzione di kombucha è associata alla riduzione dei livelli di glicemia in soggetti affetti da diabete. Sono necessari studi di follow-up su campioni più ampi per confermare questi risultati.

Fonte: Mendelson C, Sparkes S, Merenstein DJ, et al Kombucha tea as an anti-hyperglycemic agent in humans with diabetes – a randomized controlled pilot investigation. Front Nutr. 2023 Aug 1;10:1190248.

Spirulina per il benessere dell’organismo

Bluvis è il primo integratore alimentare che rispecchia la filosofia produttiva di Originy: realizzare soluzioni efficaci per il benessere dell’organismo attraverso i princìpi della Green Extraction. Si tratta del fitocomplesso della Spirulina ricco in Ficocianina, proteine vegetali e rame. La colorazione blu intenso di Bluvis è dovuta all’alto contenuto in Ficocianina, la proteina fotosintetica responsabile di tutte le proprietà benefiche della Spirulina.

La formula in estratto liquido permette una rapida e completa assimilazione della proteina. Essendo un estratto di Spirulina purificato da antinutrienti e fibre insolubili, Bluvis rende più marcate le note attività immunomodulante, energizzante e antiossidante della microalga a spirale.

E’ indicato per diverse condizioni: dalla riduzione dello stress e della fatica fisica e mentale, utile a chi deve sostenere un’intensa attività fisica o è sottoposto a stress lavorativo, al supporto ai soggetti con basse difese immunitarie.

Inoltre, l’associazione sinergica con il rame contribuisce al normale funzionamento del sistema nervoso, al normale trasporto del ferro nell’organismo e alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo, con un’attività antiossidante 20 volte più potente della Vitamina C.

L’efficacia della formulazione sinergica tra l’estratto liquido di spirulina titolato in ficocianina e il rame, permettono la riduzione delle assunzioni giornaliere rispetto ad altri integratori a base di spirulina attualmente in commercio.

Ginseng e fatigue/astenia

La fatigue o astenia è un sintomo complesso e multidimensionale che si manifesta con segni quali mancanza o perdita della forza muscolare, facile faticabilità e insufficiente reazione agli stimoli. Le sue cause non sono ancora ben note, anche se questo problema ha ampie ripercussioni negative su molti aspetti della vita quotidiana.

Tra le piante medicinali utilizzate per questa condizione si segnala il Ginseng (Panax ginseng C.A. Meyer, Araliaceae), pianta medicinale tradizionale della medicina cinese e orientale, di cui si utilizzano le radici centrali. I costituenti principali sono i ginsenosidi e in particolare il ginsenoside Rg1 e Rb1.

Lo studio

La recente revisione sistematica con metanalisi (Ginseng and Ginseng Herbal Formulas for Symptomatic Management of Fatigue: A Systematic Review and Meta-Analysis) ha valutato l’efficacia e la sicurezza del ginseng e delle formulazioni preparate con questa pianta sulla fatigue sulla base dei risultati di studi clinici randomizzati e controllati (RCT).

Dopo un’esaustiva ricerca effettuata nei database medico-scientifici PubMed, Embase, Cochrane, Web of Science e Allied and Complementary Medicine Database (AMED) fino al luglio 2022, finalizzata a individuare gli studi clinici in materia che avessero tra gli outcome la gravità della fatigue, la qualità della vita (QoL) e gli eventi avversi del ginseng, sono stati selezionati 19 RCT.

Anche se dai dati generali non è emersa una riduzione statisticamente significativa della gravità della fatigue a seguito dell’assunzione di ginseng e di prodotti derivati rispetto ai controlli (p = 0,13), nell’analisi di sottogruppo, l’assunzione di una preparazione erboristica contenente questa pianta ha determinato una riduzione statisticamente significativa del sintomo (p = 0,004) e della fatigue cronica (p = 0,03) rispetto ai controlli.

Il ginseng ha determinato riduzioni statisticamente significative della fatigue generale (quindi, non specifica di malattia) rispetto ai controlli (p <0,0001), ha migliorato la qualità di vita (p = 0,05), senza indurre eventi avversi importanti o maggiori rispetto ai controlli.

In conclusione

I prodotti a base di ginseng hanno ridotto la gravità della fatigue rispetto ai controlli, soprattutto tra i soggetti che soffrivano di fatigue cronica, anche se con un effetto di dimensioni ridotte.

Per questo, scrivono gli autori dello studio, sono necessari nuovi studi clinici controllati di qualità e linee guida per l’uso del ginseng per valutarne in maniera definitiva gli effetti sulla astenia/fatigue e garantirne un uso corretto e appropriato.

Fonte: Li X, Yang M, Zhang YL, Hou YN, Smith CM, Korenstein D, Mao JJ. Ginseng and Ginseng Herbal Formulas for Symptomatic Management of Fatigue: A Systematic Review and Meta-Analysis. J Integr Complement Med. 2023 Aug;29(8):468-482.

Il Vischio, una pianta molto speciale

Il 1° ottobre si terrà a Roma il workshop “Il Vischio, una pianta molto speciale”, organizzato dalla Federazione Erboristi Italiani (FEI), dedicato all’aggiornamento professionale sul vischio.

L’evento ha l’obiettivo di fare chiarezza sull’utilizzo del vischio in ambito erboristico, che alle volte è considerato controverso perché essenzialmente tossico, sebbene gli estratti standardizzati di questa pianta emiparassita siano ormai popolari anche nella pratica clinica.

Il workshop si propone, quindi, di ampliare la conoscenza botanica che è di vitale importanza nell’utilizzazione erboristica o clinica di questo genere di piante.

Infatti, saranno prese in considerazione le specie di vischio a cui corrisponde la maggior parte della letteratura scientifica (circa 400 pubblicazioni) e che vengono usate in gran parte in oncologia.

Nel corso della giornata di lavoro, inoltre, verranno illustrate da alcuni relatori di elevato livello scientifico (tra cui il prof. Marcello Nicoletti, Università Sapienza di Roma, il prof. Rosario Schicchi, botanico sistematico dell’Università di Palermo, il dott. Fernando Piterà Di Clima, medico esperto in fitoterapia e gemmoterapia, la dott.ssa Rossella Citterio, responsabile affari regolatori Cemon, la dott.ssa Giovanna Schiavone dell’Università Federico II di Napoli, la dott.ssa Lorenza Marinaccio dell’Università G. D’Annunzio di Chieti) altre specie del genere Viscum come, per esempio, il metaboloma del Viscum album L. e i suoi costituenti a cui la ricerca attuale sta dedicando un’attenzione particolare.

In generale, il workshop sarà caratterizzato da una serie di approfondimenti scientifici relativi a un’ampia gamma di argomenti, tra cui fitochimica, fitoterapia, etnobotanica, distribuzione e interazioni biologiche del vischio e ricerche sulle applicazioni erboristiche e farmacoterapeutiche, dedicando spazio anche all’aspetto regolatorio e normativo.

Per informazioni e iscrizioni: www.feirboristi.org