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Gel con melaleuca efficace nell’igiene dentale

igiene dentaleNel corso di questo studio sono stati valutati gli effetti antimicrobici ed è stata fatta una analisi di percezione sensoriale di un gel con olio essenziale di Melaleuca alternifolia. In via preliminare 34 volontari, divisi in 2 gruppi, sono stati monitorati per 4 settimane relativamente all’indice di placca gengivale e alla conta dei batteri presenti nella saliva, ottenendo con ciò i valori standard per ciascun paziente. Nei sette giorni successivi il gruppo 1 ha utilizzato il gel di melaleuca e il gruppo 2 Colgate Total. Dopo 7 giorni, l’indice di placca e la conta batterica sono state nuovamente valutate, così come la valutazione della percezione sensoriale (aspetto, colore, odore, luminosità, viscosità e prima sensazione gustativa). Al termine di questa prima fase di studio ai volontari è stato chiesto di tornare alle loro consuete abitudini di igiene dentale per 15 giorni. Dopo il periodo di sospensione dei trattamenti, questi sono stati invertiti, con il gruppo 1 che ha utilizzato Colgate Total e il 2 il gel melaleuca, eseguendo alla fine del periodo le consuete valutazioni. I dati sono stati infine analizzati statisticamente adottando un livello di significatività del 5%. Relativamente alla conta batterica e alle evidenze cliniche il gel di melaleuca è risultato più efficace nel ridurre il biofilm dentale e il numero di colonie batteriche. Relativamente alla valutazione sensoriale Colgate Total è risultato più apprezzato quanto a sapore e prima sensazione (P < 0.05). Dalla sperimentazione è quindi emerso che il gel di melaleuca è più efficace del prodotto di comparazione nel controllo dei batteri, ma necessita di essere migliorato relativamente a gusto e prima sensazione.

Ricerca realizzata da associati a: Department of Orthodontics, School of Dentistry, University of Araras, Araras, São Paulo, Brasile.

Santamaria M, Petermann KD, Vedovello SA, Degan V, Lucato A, Franzini CM. Antimicrobial effect of melaleuca alternifolia dental gel in orthodontic patients. Am J Orthod Dentofacial Orthop 2014, Feb;145(2):198-202.

Le molte e importanti potenzialità del mirto

mirtoIl mirto (Myrtus communis) è una pianta medicinale utilizzata in tutto il mondo dalla medicina tradizionale. Numerose recenti ricerche hanno messo a fuoco le molte potenzialità anche come potenziale fitomedicina. In questa revisione gli autori fanno il punto sulle conoscenze fitochimiche e fitomediche relative ai preparati a base di mirto. Da questa pianta sono stati isolati diversi principi attivi che si sono rivelati di una certa importanza. Quelli biologicamente più attivi sono: polifenoli, mirtocommulone (MC), semimirtocommulone (S-MC), 1,8-cineolo, α-pinene, mirtenil acetato, limonene, linalolo e α-terpinolene. Le bacche, le foglie e i frutti sono stati ampiamente e storicamente utilizzati nell’ambito della medicina popolare.  Tradizionalmente, i preparati a base di mirto sono stati utilizzati per trattare la diarrea, l’ulcera peptica, le emorroidi, le infiammazioni, malattie polmonari e dermatologiche. Una serie di evidenze precliniche, sperimentali e qualche studio clinico suggeriscono che i preparati a base di mirto possono esercitare un ampio spettro di effetti farmacologici e terapeutici basati su attività antiossidanti, antitumorali, anti-diabetiche, antivirali, antibatteriche, antimicotiche, epatoprotettive e neuroprotettive. In gran parte si tratta di attività per ora dimostrate solo a livello preclinico, in alcuni casi con potenza e selettività di un certo interesse per lo sviluppo di ulteriori ricerche.  La presente revisione propone una panoramica degli studi fitochimici, farmacologici, tossicologici e clinici che hanno testato gli estratti totali e gli ingredienti attivi più rilevanti ottenuti da M. communis.

Revisione della letteratura realizzata da associati a: Nanotechnology Research Center, School of Pharmacy, Mashhad University of Medical Sciences, Mashhad, I.R., Iran.

Alipour G, Dashti S, Hosseinzadeh H. Review of pharmacological effects of myrtus communis L. And its active constituents. Phytother Res 2014, Feb 4 [Epub].

I semi di lino efficaci per ridurre glucosio e insulina

postmenopausaGli autori di questo studio hanno formulato l’ipotesi che il consumo giornaliero di semi di lino possa ridurre il glucosio a digiuno, l’insulina, la fruttosamina, la proteina C-reattiva e l’interleuchina-6 e aumentare l’adiponectina in persone in sovrappeso od obese in condizione di pre-diabete. L’ipotesi è stata testata attraverso uno studio clinico cross-over e randomizzato che ha coinvolto uomini in sovrappeso od obesi e donne in postmenopausa (n = 25) con pre-diabete che hanno assunto 0, 13 o 26 grammi di semi di lino per 12 settimane. Dall’analisi dei dati ottenuti dalla sperimentazione è emerso che il glucosio, l’insulina, la resistenza all’insulina (attraverso modello di valutazione omeostatica HOMA-IR) e la percentuale normalizzata di acido grasso α-linolenico (ALA) sono risultati significativamente differenti nel gruppo in trattamento (rispettivamente p=0.036, p=0.013, p=0.008, p=0.024). L’analisi statistica ha evidenziato una riduzione del glucosio durante l’assunzione di 13 grammi verso l’assunzione di 0 grammi: 13 g = -2.10 ± 1.66 mg/L (media±SEM); 0 g = 9.22 ± 4.44 mg/L; P=0,036. L’insulina è diminuita durante l’assunzione di 13 g ma non con 26 g (P = .021) e 0 g (P= 0.013): 13 g = -2.12 ± 1.00 mU/L; 26 g = 0,67 ± 0,84 mU/L; 0 g = 1,20 ± 1,16 mU/L. La resistenza insulinica (valutazione HOMA-IR) è diminuita con 13 g, ma non con 26 g (P=0,012) e 0 g (P=0,008): 13 g = -0.71 ± 0.31; 26 g = 0.27 ± 0.24; 0 g = 0,51 ± 0,35. L’andamento dell’acido α-linolenico registrato durante l’assunzione di 0 g di semi di lino era diversa da quella registrata in corso di assunzione di 13 g (P = 0,024) e 26 g (P = 0,000): 13 g = 0.20 ± 0.04; 26 g = 0.35 ± 0.07; 0 g = -0.01 ± 0.07. Non sono state registrate differenze statisticamente significative relativamente all’andamento della fruttosamina, della proteina C-reattiva a elevata sensibilità, dell’adiponectina e dell’interleuchina-6. Da questa sperimentazione è emerso che l’assunzione di semi di lino riduce glucosio e insulina e migliora la sensibilità all’insulina in individui in sovrappeso od obesi con pre-diabete.

Ricerca realizzata da associati a: Department of Health Sciences, University of Colorado Colorado Springs, Colorado Springs, USA.

Hutchins AM, Brown BD, Cunnane SC, Domitrovich SG, Adams ER, Bobowiec CE. Daily flaxseed consumption improves glycemic control in obese men and women with pre-diabetes: A randomized study. Nutr Res 2013, 33(5):367-75.

Attività del ginseng rosso sullo stress ossidativo in postmenopausa

Ginseng RootsIl ginseng rosso (RG) viene ampiamente utilizzato per il trattamento di varie malattie. Studi precedenti hanno documentato i suoi effetti anti-ossidanti e anti-diabetici. In questo studio ne sono stati studiati gli effetti sullo stress ossidativo e sull’insulino-resistenza in donne in postmenopausa. Si è trattato di uno studio clinico randomizzato, in doppio-cieco e controllato verso placebo nel quale sono state arruolate 82 donne in postmenopausa di età compresa tra 45 e 60 anni. Le partecipanti sono state assegnate random al trattamento con 3 g di ginseng rosso al giorno o placebo per 12 settimane. Al momento basale e alla conclusione del periodo di studio è stata valutata l’attività antiossidante enzimatica (superossido dismutasi, glutatione perossidasi) e una serie di marker di stress ossidativo (malondialdeide, 8-idrossi-desossi-guanosina), oltre al calcolo dell’insulino-resistenza valutata attraverso modello omeostatico. Lo studio è stato completato da 71 donne. Dalla sperimentazione è emerso che l’attività della superossido dismutasi è aumentata significativamente dopo 12 settimane di supplementazione con ginseng rosso (P <0,001) e che questi cambiamenti erano statisticamente significativi rispetto a quanto registrato nel gruppo placebo (P = 0,004). Sempre dopo ginseng i livelli sierici di malondialdeide hanno evidenziato una tendenza a diminuire (P = 0,001), ma le variazioni non sono risultate statisticamente significative verso placebo (p = 0,064). Sono state rilevate variazioni statisticamente significative della glutatione perossidasi e dell’8-idrossi-desossi-guanosina. La supplementazione non ha evidenziato effetti sulla glicemia a digiuno, sull’insulina a digiuno e sulla resistenza insulinica. Gli autori della ricerca osservano che i risultati ottenuti suggeriscono che il ginseng rosso può ridurre lo stress ossidativo aumentando l’attività degli enzimi antiossidanti in donne in postmenopausa.

Ricerca realizzata da associati a: Department of Obstetrics and Gynecology, Severance Hospital, Yonsei University College of Medicine, Seoul, Corea.

Seo SK, Hong Y, Yun BH, Chon SJ, Jung YS, Park JH, et al. Antioxidative effects of korean red ginseng in postmenopausal women: A double-blind randomized controlled trial. J Ethnopharmacol 2014 Jul 3;154(3):753-7.

La Valeriana riduce lo stress di chi va dal dentista

ansia da dentistaL’ansia è uno dei componenti principali dello stress che colpisce gli afferenti allo studio dentistico ed è anche uno di quei fattori che possono condizionare l’aderenza alle cure, l’intervento stesso e la qualità della vita del paziente che deve ricorrere, occasionalmente o con una certa frequenza, alle cure odontoiatriche. Il controllo dell’ansia può essere ottenuto attraverso sedazione con benzodiazepine e altro, ma questo può presentare effetti collaterali o non essere gradito al paziente. Gli autori di questo studio hanno valutato l’efficacia della somministrazione di Valeriana officinalis per il controllo dell’ansia durante intervento chirurgico sul terzo molare (dente del giudizio). Nel corso dello studio una singola dose orale di Valeriana (100 mg) o di placebo è stata somministrata random un’ora prima dell’intervento in 20 volontari (17-31 anni). I livelli d’ansia sono stati valutati mediante parametri fisiologici (pressione arteriosa e frequenza cardiaca) e l’osservazione dei segni. Dalle valutazioni del ricercatore e del chirurgo è emerso che fra l’80% (secondo il ricercatore) e il 75% (chirurgo) dei pazienti trattati con Valeriana sono risultati essere più calmi e rilassati durante l’intervento. Inoltre, la Valeriana ha salvaguardato maggiormente la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca (misurate dopo l’intervento). Gli autori concludono osservando che la Valeriana è stata più efficace del placebo nel controllare l’ansia di pazienti adulti sottoposti a chirurgia del terzo molare. Si tratta di uno studio a disegno aperto ed esposto a diversi possibili errori, ma i risultati confermano quanto emerso anche in altri studi che hanno documentato l’efficacia della Valeriana nel ridurre lo stress in persone afferenti a strutture di cure odontoiatriche o situazioni analoghe.

Ricerca realizzata da associati a vari Istituti e fra questi: Department of Basic Science, Federal University of Vales do Jequitinhonha e Mucuri, Diamantina, Minas Gerais, Brasile.

Pinheiro ML, Alcântara CE, de Moraes M, de Andrade ED. Valeriana officinalis L. For conscious sedation of patients submitted to impacted lower third molar surgery: A randomized, double-blind, placebo-controlled split-mouth study. J Pharm Bioallied Sci 2014, Apr;6(2):109-14.

Benefici di aloe e mirra sulla stomatite aftosa minore ricorrente

mirraIn questo studio è stata valutata l’efficacia clinica e la sicurezza di un gel mucoadesivo orale naturale contenente aloe vera o mirra come sostanze attive nella gestione della stomatite aftosa minore ricorrente (SAmR). Sono stati reclutati nello studio (randomizzato, in doppio-cieco e controllato verso placebo) 90 pazienti con SAmR che sono stati trattati con due nuovi gel contenenti aloe vera e mirra (in concentrazione 0,5% w/w) in aggiunta a un gel mucoadesivo semplice, utilizzato come placebo. I pazienti con ulcere recenti (< 48 ore) sono stati incaricati di applicare uno dei tre gel quattro volte al giorno per un periodo di 5 giorni. L’efficacia clinica è stata studiata considerando la variazione delle dimensioni dell’ulcera, l’intensità del dolore, l’eritema e l’essudato nei giorni 4 e 6 dopo l’inclusione nello studio. I partecipanti allo studio sono stati intervistati anche relativamente alla comparsa di effetti collaterali. I risultati principali della sperimentazione evidenziano che il 76,6% dei pazienti in terapia con gel di aloe ha mostrato la completa guarigione delle ulcere, l’86,7% e l’80% ha registrato riduzioni, rispettivamente, degli eritemi e dell’essudato (soprattutto alla visita del giorno 6); il 76,7% dei pazienti trattati con mirra ha registrato la quasi assenza di dolore al giorno 6. Non sono stati registrati effetti collaterali conseguenti all’uso di uno qualsiasi dei tre gel considerati. Gli autori concludono osservando che l’applicazione di gel con aloe e con mirra si è rivelata efficace nella gestione topica della stomatite aftosa minore ricorrente. L’aloe è risultata superiore nel ridurre le dimensioni dell’ulcera, l’eritema e l’essudato, mentre la mirra ha determinato una maggiore riduzione del dolore.

Ricerca realizzata da associati a: Department of Oral Basic and Clinical Sciences, Faculty of Dentistry, King Abdulaziz University, Jeddah, Arabia Saudita; Department of Oral Medicine, Periodontology, Oral Diagnosis and Oral Radiology, Faculty of Dentistry, Alexandria University, Alexandria, Egitto.

Mansour G, Ouda S, Shaker A. Clinical efficacy of new aloe vera- and myrrh-based oral mucoadhesive gels in the management of minor recurrent aphthous stomatitis: A randomized, double-blind, vehicle-controlled study. J Oral Pathol Med 2013, Oct 25.

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Tè verde e vitamina E negli anziani

tè verde anzianiSono stati studiati gli effetti della supplementazione con tè verde e vitamina E sulla performance fisica, sulla composizione corporea e su una serie di parametri metabolici e antiossidanti in persone anziane. Si è trattato di uno studio clinico prospettico, randomizzato e controllato. Durante le 12 settimane di studio 22 donne e uomini anziani [71,1 ± 1,2 anni; indice di massa corporea: 28,3 ± 0,5 kg/m(2)] sono stati impegnati in una camminata di 30 minuti/die di moderata intensità (6 giorni alla settimana). I partecipanti sono stati assegnati random al trattamento con tè verde e vitamina E (GTVE: rispettivamente 3 tazze e 400 UI; n = 11) o placebo (n = 11). All’inizio e alla fine dello studio sono stati analizzati i dati relativi alle misure antropometriche, all’insulina e al glucosio a digiuno, alla forma fisica, alla dieta alimentare, ai parametri di sicurezza e ai marker di stato ossidativo. A dieta invariata è migliorata in tutti i partecipanti la capacità di esercizio ed è stata registrata una significativa riduzione del peso corporeo. Il consumo aggiuntivo di GTVE ha comportato l’aumento sierico di vitamina E (20,4 a 40,6 mmol/L, p < 0.001) e un decremento della circonferenza vita negli uomini e nelle donne (rispettivamente da 100,8 e 95,7 a 96,9 e 85,0 centimetri, p < 0,05 e p < 0.01) e dei livelli di glucosio a digiuno (da 5,30 a 4,98 mmol/L, p < 0,01). Solo nel gruppo con GTVE è stata registrata una diminuzione dei carbonili proteici (da 0,93 a 0,77 nmol/mg, p < 0,05) che sono un prodotto dell’ossidazione, un indicatore di stress ossidativo severo e generalizzato; l’accumulo di carbonili proteici è tipico dell’invecchiamento cellulare. Sempre nel gruppo con GTVE è risultata incrementata l’attività della catalasi negli eritrociti (26,7-29,7 U / g emoglobina, p < 0,05), un enzima coinvolto nella protezione cellulare verso l’attività delle specie reattive dell’ossigeno. Gli autori della sperimentazione osservano che la supplementazione con tè verde e vitamina E in donne e uomini anziani sani può migliorare i benefici indotti dall’esercizio fisico nella composizione corporea, sulla tolleranza al glucosio e può ridurre il carico ossidativo.

Ricerca realizzata da associati a. Department of Anatomy and Cell Biology, Rappaport Faculty of Medicine, Technion-Israel Institute of Technology, Haifa, Israele.

Narotzki B, Reznick AZ, Navot-Mintzer D, Dagan B, Levy Y. Green tea and vitamin E enhance exercise-induced benefits in body composition, glucose homeostasis, and antioxidant status in elderly men and women. J Am Coll Nutr 2013;32(1):31-40.

Garcinia e Sphaeranthus riducono il peso corporeo

Sphaeranthus indicusSono stati valutati gli effetti e la tollerabilità di una formulazione fitoterapica contenente estratti di Sphaeranthus indicus e Garcinia mangostana nella riduzione del peso corporeo e in altre variabili correlate. Sono state coinvolte 100 persone (disegno in doppio cieco, con controllo verso placebo e randomizzazione) con indice di massa corporea (IMC) compreso tra 30 e 40 kg/m². I partecipanti sono stati assegnati random a uno dei due gruppi sperimentali, che hanno assunto 400 mg di miscela fitoterapica o capsule placebo due volte al giorno. Durante lo studio tutti i partecipanti si sono alimentati con 3 pasti (2.000 kcal/die) e hanno camminato per 30 minuti al giorno, per 5 giorni a settimana. La riduzione del peso corporeo è stata adottata quale misura principale di risultato. Gli esiti secondari comprendevano la riduzione dell’indice IMC e della circonferenza vita e fianchi. Sono stati valutati anche i livelli sierici della glicemia, dei lipidi e dell’adiponectina. Lo studio è stato completato da 95 partecipanti. Dopo 8 settimane di sperimentazione è stata registrata nel gruppo con fitoterapici una riduzione statisticamente significativa (verso placebo) del peso corporeo (5,2 kg, p < 0,0001), dell’indice IMC (2,2 kg/m², p < 0,0001), della circonferenza vita (11,9 centimetri; P<.0001) e all’anca (6,3 centimetri, p = 0,0001). Sempre nel gruppo con fitoterapici è stato osservato un aumento della concentrazione sierica di adiponectina (p = 0,0008, sempre verso placebo) e una riduzione della glicemia a digiuno (12.2 %, P = .01), del colesterolo (13,8 %, P = .002) e dei trigliceridi (41,6 %, p <.0001). Non è stata osservata alcuna variazione dei parametri di funzionalità d’organo e dei segni vitali; non sono stati segnalati eventi avversi. Gli eventi avversi minori sono risultati ugualmente distribuiti tra i due gruppi. Gli autori della sperimentazione concludono osservando che dai risultati ottenuti si evince che la miscela di Sphaeranthus indicus e Garcinia mangostana sembra essere una risorsa ben tollerata ed efficace nella gestione del peso corporeo.

Ricerca realizzata da associati a: Department of Nutrition, University of California Davis, CA, USA.

 

Stern JS, Peerson J, Mishra AT, Mathukumalli VS, Konda PR. Efficacy and tolerability of an herbal formulation for weight management. J Med Food 2013, Jun;16(6):529-37.

Melagrana e camomilla riducono il sanguinamento gengivale

melagranaI preparati a base di melagrana (Punica granatum) e di camomilla (Matricaria recutita) trovano diversi impieghi in fitoterapia. La melagrana, fra l’altro, esercita anche attività antimicrobiche (ad es. contro Rtaphylococcus aureus e Salmonella typhi), antinfiammatorie e antisettiche, attività esercitate anche dalla camomilla. Per tale ragione è stata testata la capacità di questi estratti nel ridurre il sanguinamento gengivale in pazienti con malattia periodontale, confrontando la loro azione verso trattamento con clorexidina 0.12%. Si è trattato di uno studio comparativo, randomizzato, in doppio-cieco e controllato a tre braccia: collutorio clorexidina 0.12% (n=18), collutorio con estratto di camomilla (n=19), collutorio con estratto di melagrana (n=18). I partecipanti allo studio hanno fatto risciacqui con il collutorio loro assegnato. Tutti e tre i trattamenti si sono rivelati efficaci nel ridurre il sanguinamento gengivale in termini statisticamente significativi (p<0.05). Fra i due gruppi non esistevano differenze statisticamente significative all’inizio dello studio, ma neppure dopo 7 e 15 giorni di trattamento, evidenziando così l’equivalenza dei trattamenti. In questo studio i collutori a base di melagrana e camomilla si sono rivelati efficaci quanto la clorexidina nel ridurre il sanguinamento gengivale.

Ricerca realizzata da associati a:  Paraíba State University, Department of Dentistry, Campina Grande, Paraíba, Brasile.

Batista AL, Diógenes Alves Uchôa Lins R, de Souza Coelho R, do Nascimento Barbosa D, Moura Belém N, Alves Celestino FJ. Clinical efficacy analysis of the mouth rinsing with pomegranate and chamomile plant extracts in the gingival bleeding reduction. Complement Ther Clin Pract 2014, Feb;20(1):93-8.

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Benefici dello zenzero su glicemia e resistenza insulinica

ZenzeroSono stati studiati gli effetti della supplementazione con zenzero sull’insulina e glicemia in pazienti con diabete mellito. Si è trattato di uno studio clinico randomizzato, in doppio cieco e controllato verso placebo che ha coinvolto 88 persone affette da diabete, assegnate random al trattamento con zenzero e placebo per 8 settimane. Il gruppo con zenzero ha assunto 3 capsule contenenti 1 grammo di zenzero in polvere, mentre il gruppo placebo ha assunto le stesse tre capsule contenenti placebo. Prima e dopo la supplementazione sono stati valutati i seguenti parametri e contenuti: emoglobina glicata (HbA1c), fruttosamina, glicemia a digiuno (FBS), insulina a digiuno, l’insulino resistenza mediante modello di valutazione omeostatico (HOMA-IR), funzione β-cellulare (β%), la sensibilità insulinica (S%) e l’Indice Quantitativo di Controllo di Sensibilità dell’Insulina (QUICKI). Dalla sperimentazione è emerso che nel gruppo con zenzero i valori medi di FBS hanno registrato un calo del 10,5% (p = 0,003), mentre hanno registrato un incremento del 21% nel gruppo placebo (p = 0,01). Le medie delle variazioni di HbA1c sono risultate in linea con quelle di FBS appena sopra segnalate. Sono state registrate differenze statisticamente significative nei risultati (prima verso dopo) ottenuti dai due gruppi nelle variazioni (mediane) dei livelli di insulina a digiuno, S% e HOMA-IR (p < 0.005). Inoltre, nonostante QUICKI sia aumentato significativamente in ambedue i gruppi, la sua differenza media era significativamente più elevata nel gruppo con zenzero. Secondo gli autori della sperimentazione i risultati dello studio hanno dimostrato che il consumo quotidiano di 3 capsule da 1 grammo di zenzero in polvere per 8 settimane è utile ai pazienti con diabete di tipo 2 in quanto riduce la glicemia a digiuno e i livelli di emoglobina glicata e migliora gli indici di insulino-resistenza come QUICKI.

Ricerca realizzata da associati a: Department of Nutrition, Faculty of Health, Yazd Diabetes Research Center, Shahid Sadoughi University of Medical Sciences, Yazd, Iran.

Mozaffari-Khosravi H, Talaei B, Jalali BA, Najarzadeh A, Mozayan MR. The effect of ginger powder supplementation on insulin resistance and glycemic indices in patients with type 2 diabetes: A randomized, double-blind, placebo-controlled trial. Complement Ther Med 2014, Feb;22(1):9-16.