Home Blog Pagina 353

Uso della cannella in pazienti con diabete di tipo 2

cannellaGli effetti della cannella sulla riduzione della glicemia sono stati valutati in vari studi clinici RCT (randomizzati e controllati), ma questi studi presentano una ridotta numerosità e talvolta forniscono risultati contrastanti. In questo caso una meta-analisi (l’analisi statistica combinata dei risultati di studi fra loro associabili) può fornire delle risposte più solide. A questo proposito una prima meta-analisi realizzata in passato non ha mostrato risultati significativi ma, nel frattempo, sono stati pubblicati i risultati di altri RCT. Per questa ragione è stata realizzata una nuova meta-analisi relativa agli studi che hanno valutato l’effetto della cannella sulla glicemia e sui livelli di lipidi. Ricerche in Medline, Embase e Central (Cochrane Central Register of Controlled Trials) hanno permesso di individuare gli studi che hanno valutato l’effetto della cannella verso controllo in pazienti con diabete di tipo 2. Per rientrare in questa meta-analisi gli studi dovevano aver valutato almeno una delle seguenti variabili: emoglobina glicata (A1c), glicemia a digiuno, colesterolo totale, colesterolo LDL, colesterolo HDL o trigliceridi. Nella meta-analisi dei dati di 10 RCT (543 pazienti complessivi), le dosi di cannella comprese fra 120 mg/d e 6 g/die assunte per 4-18 settimane hanno ridotto i livelli di glicemia a digiuno (-24,59 mg/dL; IC95%: fra -40,52 e -8,67 mg/dl), colesterolo totale (-15,60 mg/dL; IC95% fra -29,76 e -1,44 mg/dL), c-LDL (-9,42 mg/dL; IC95% fra -17,21 e -1,63 mg/dl) e trigliceridi (-29,59 mg/dL; IC95% fra -48,27 e -10,91 mg/dL). La cannella ha aumentato i livelli di c-HDL (1.66 mg/dL; IC95% fra 1,09 e 2,24 mg/dL). Nessun effetto significativo è stato rilevato sui livelli di emoglobina glicata (-0.16%, IC95% fra -0.39% e 0,02%). Per tutte le variabili era presente un elevato livello di eterogeneità, tranne che per c-HDL. In questa meta-analisi il consumo di cannella è risultato associato a una diminuzione statisticamente significativa dei livelli di glicemia a digiuno, colesterolo totale, c-LDL e trigliceridi, a un aumento dei livelli di c-HDL e nessun effetto significativo sull’emoglobina glicata. I risultati sono indicativi di un potenziale effetto della cannella, non adeguatamente indagato a causa dell’elevato grado di eterogeneità dei tempi di trattamento e dei dosaggi impiegati. La cannella può essere una risorsa per ridurre la glicemia e i lipidi, ma è necessario individuare la dose efficace e i tempi di trattamento necessari per registrare un risultato.

Revisione della letteratura realizzata da associati a: College of Pharmacy, Western University of Health Sciences, Pomona, California, USA.

Allen RW, Schwartzman E, Baker WL, Coleman CI, Phung OJ. Cinnamon use in type 2 diabetes: An updated systematic review and meta-analysis. Ann Fam Med 2013;11(5):452-9.

Effetti dell’olio di neroli sui sintomi della menopausa

menopausaSono stati studiati gli effetti dell’inalazione di olio essenziale di Citrus aurantium L. var. amara (olio di neroli) sui sintomi della menopausa, sullo stress e sugli estrogeni nelle donne in post-menopausa. 63 donne sane in postmenopausa sono state assegnate random al trattamento per inalazione con 0,1% o 0,5% di olio essenziale di neroli e di olio di mandorle (controllo). Le pazienti hanno inalato quanto loro assegnato per 5 minuti, due volte al giorno per 5 giorni. Prima e dopo l’inalazione sono stati valutati i sintomi legati alla menopausa attraverso il questionario sulla qualità della vita specifico per la menopausa MENQOL (Menopause-Specific Quality of Life Questionnaire), il desiderio sessuale attraverso scala analogica visiva (VAS), il cortisolo, le concentrazioni di estrogeni, la pressione sanguigna, il polso e lo stress sempre attraverso VAS. Rispetto al gruppo di controllo, i due gruppi con olio di neroli hanno registrato miglioramenti significativi del punteggio relativo al dominio fisico del questionario MENQOL e del punteggio VAS sul desiderio sessuale. La pressione sanguigna sistolica è risultata significativamente più bassa nel gruppo che ha inalato olio di neroli 0,5% (verso controllo). I due gruppi che hanno assunto olio di neroli hanno evidenziato una pressione sanguigna diastolica significativamente più bassa, mentre la frequenza cardiaca, il cortisolo sierico e le concentrazioni di estrogeni tendevano a migliorare. Secondo gli autori della sperimentazione questi risultati indicano che l’inalazione di olio di neroli aiuta ad alleviare i sintomi della menopausa, aumenta il desiderio sessuale e riduce la pressione arteriosa nelle donne in postmenopausa; oltre ad avere effetti potenzialmente positivi sullo stress sul sistema endocrino.

Ricerca realizzata da associati a:  Department of Basic Nursing Science, School of Nursing, Korea University, Repubblica di Corea.

Choi SY, Kang P, Lee HS, Seol GH. Effects of inhalation of essential oil of citrus aurantium L. Var. Amara on menopausal symptoms, stress, and estrogen in postmenopausal women: A randomized controlled trial. Evid Based Complement Alternat Med 2014;2014:796518.

Benefici del lampone nero nella sindrome metabolica

lampone nero americanoPer il lampone nero americano (Rubus occidentalis) sono stati messi in evidenza effetti antinfiammatori e antiossidanti. In questo studio clinico sono stati valutati gli effetti a breve termine del lampone nero sul profilo lipidico e sulla funzione endoteliale vascolare in pazienti con sindrome metabolica. Si è trattato di uno studio prospettico che ha coinvolto 77 persone con sindrome metabolica che sono state assegnate random al gruppo con lampone nero (n = 39, 750 mg/die) o con placebo (n = 38) per 12 settimane. Al basale e dopo 12 settimane sono stati valutati i seguenti parametri: profilo lipidico, dilatazione flusso-mediata dell’arteria brachiale (baFMD), citochine infiammatorie come IL-6, TNF-α, proteina C-reattiva, adiponectina e le molecole di adesione cellulare intercellulare (sICAM-1) e vascolare (VCAM-1). A conclusione dello studio la diminuzione (verso valori basali) dei livelli di colesterolo totale (lampone -22,8 ± 30,4 mg/dl, placebo -1.9 ± 31,8 mg/dl, p <0.05) e del rapporto colesterolo totale/HDL (lampone -0.31 ± 0.64, placebo 0.07 ± 0.58, p <0.05) era significativamente maggiore nel gruppo con lampone nero rispetto al gruppo placebo. Sempre a 12 mesi, gli incrementi baFMD erano significativamente maggiori nel gruppo con lampone nero rispetto al gruppo placebo (0,33 ± 0,44 millimetri verso 0,10 ± 0,35 millimetri, p <0.05). Le riduzioni (sempre verso basale) di IL-6 (lampone -0.4 ± 1.5 pg/ml, placebo -0.1 ± 1.0 pg/ml; p <0.05) e TNF-α (lampone -2.9 ± 4.7 pg/ml, placebo 0.1 ± 3.6 pg/ml; p <0.05) erano significativamente maggiori nel gruppo con lampone nero. Dalla sperimentazione è quindi emerso che l’assunzione di lampone nero ha ridotto in modo significativo i livelli di colesterolo totale, di citochine infiammatorie e ha migliorato la funzione endoteliale vascolare in pazienti con sindrome metabolica.

Ricerca realizzata da associati a: Department of Cardiology, Cardiovascular Center, Korea University Anam Hospital, Seul, Corea.

Jeong HS, Hong SJ, Lee TB, Kwon JW, Jeong JT, Joo HJ, et al. Effects of black raspberry on lipid profiles and vascular endothelial function in patients with metabolic syndrome. Phytother Res 2014, Apr 7 [Epub].

Oli essenziali nel disturbo del sonno

olio essenziale di lavandaPer molteplici ragioni i disturbi del sonno sono sempre più frequenti e si ritiene rappresentino un problema di sanità e di salute pubblica; questi disturbi possono avere ricadute importanti sulla sicurezza e sulla salute fisica, mentale ed emotiva delle persone. La risposta più frequente a questa situazione è la somministrazione di vari farmaci che, però, non sono privi di controindicazioni. Una serie di studi ha documentato che in presenza di disturbi del sonno, di livello lieve e moderato, l’inalazione di oli essenziali può essere un’alternativa sicura agli interventi farmaceutici. Gli autori di questa revisione hanno rivisto analiticamente e criticamente i risultati degli studi clinici che hanno valutato gli effetti dell’inalazione di oli essenziali pubblicati tra il 1990 e il 2012 e recensiti in Ovid Medline, PsychINFO, Cinahl, Science Direct e PubMed. Sono stati individuati 15 studi (11 di questi presentavano un disegno randomizzato e controllato) che hanno esaminato gli effetti dell’inalazione di oli essenziali. Dall’analisi dei risultati documentati nei report è emerso che la maggior parte delle sperimentazioni suggerisce un effetto positivo degli oli essenziali sul sonno. Fra i diversi oli essenziali quello di lavanda è risultato essere quello più studiato e documento. Non sono stati segnalati eventi avversi. Gli autori della revisione concludono osservando che l’inalazione di oli essenziali può essere considerata una risorsa per le persone con lievi disturbi del sonno. Questi risultati devono essere rafforzati da sperimentazioni più strutturate e numerose.

Revisione realizzata da associati a: School of Nursing, University of Minnesota , Minneapolis, MN, USA.

Lillehei AS, Halcon LL. A systematic review of the effect of inhaled essential oils on sleep. J Altern Complement Med 2014 Jun;20(6):441-51.

 

L’olio di semi di nigella migliora la qualità dello sperma

olio di semi di nigellaI semi della pianta medicinale Nigella sativa sono utilizzati nell’ambito della medicina tradizionale per trattare diverse situazioni e condizioni, compresa l’infertilità. ha destato un certo interesse anche in ambito scientifico relativamente agli effetti potenziali che questo può esercitare sulla qualità dello sperma in uomini con problemi di fertilità. Questo studio ha coinvolto uomini infertili con anomalie morfologiche degli spermatozoi inferiori al 30% o conteggio degli spermatozoi inferiore a 20×106/ml o con motilità di tipo A e B rispettivamente inferiori al 25% e al 50%. I pazienti nel gruppo attivo hanno assunto oralmente 2,5 ml di olio di N. sativa (n = 34) mentre quelli inclusi nel gruppo placebo (n = 34) hanno assunto 2,5 ml di paraffina liquida; questo due volte al giorno per 2 mesi. Quali misure di risultato principale sono stati valutati al basale e dopo 2 mesi i seguenti parametri: il numero, la motilità e la morfologia degli spermatozoi, il volume dello sperma, il pH e il numero di cellule rotonde. Dalla sperimentazione è emerso che nel gruppo trattato con Nigella sativa il numero di spermatozoi, la motilità e la morfologia, il volume dello sperma, il pH e le cellule rotonde sono migliorate (aumentate o ridotte a secondo dei singoli parametri) in modo significativo verso il trattamento placebo. Gli autori della sperimentazione concluso osservando che l’assunzione giornaliera di 5 ml di olio di N. sativa, per un periodo di due mesi, migliora la qualità dello sperma negli uomini infertili senza determinare effetti negativi.

Ricerca realizzata da associati a vari Istituti, fra questi: Department of Biology, Payamenoor University, Tehran, Iran.

Kolahdooz M, Nasri S, Modarres SZ, Kianbakht S, Huseini HF. Effects of Nigella sativa L. Seed oil on abnormal semen quality in infertile men: A randomized, double-blind, placebo-controlled clinical trial. Phytomedicine 2014 May 15;21(6):901-5.

Attività antiossidante della singola dose di mirtillo

mirtillo americanoIl consumo di alimenti e integratori ricchi in polifenoli risulta associato a un minor rischio di diverse malattie croniche. Gli autori di questo studio hanno ipotizzato che una singola dose di mirtillo americano (Vaccinium macrocarpon) assunto come bevanda avrebbe migliorato gli indici di stress ossidativo e di infiammazione e ridotto l’attività di adesione batterica a livello dell’apparato urinario in persone sane. Dodici persone [6 di genere maschile e 6 femminile; 18-35 anni, indice di massa corporea compreso fra 19 e 25 kg/m2] hanno consumato una singola dose di placebo, di un estratto di foglie di mirtillo o di un succo di mirtillo a basso contenuto calorico (LCJC). Si è trattato di uno studio cross-over, randomizzato, in doppio cieco e controllato verso placebo. Fra i due periodi di trattamento è stato rispettato un periodo di washout di 1 settimana. Avendo come riferimento l’assunzione del placebo o del succo di mirtillo, i campioni di sangue sono stati raccolti alle ore 0, 2, 4, 8, e 24 allo scopo di misurare una serie di biomarker infiammatori e ossidativi. Allo scopo di valutare l’attività anti-adesione sono stati raccolti campioni d’urina a intervalli di tre ore fino all’ora 12 e, successivamente, all’ora 24. Il consumo dell’estratto di foglie di mirtillo ha elevato in termini statisticamente significativi (P <0.05) l’attività ematica della glutatione perossidasi (verso placebo); mentre il consumo di LCJC ha incrementato (P <0.05), sempre verso placebo, le concentrazioni di glutatione e l’attività della superossido dismutasi. L’estratto di foglie di mirtillo e il succo LCJC non hanno influenzato in alcun modo i biomarcatori relativi allo stato infiammatorio. Nelle prime tre ore successive all’assunzione di mirtillo è stata rilevata nelle urine una riduzione dell’aderenza batterica. Fra 0 e 3 ore dopo il consumo di mirtillo è stata rilevata una maggiore (P <0.05) attività anti-adesione ex vivo verso Escherichia coli con fimbrie di tipo P (ovvero predisposto all’adesione sull’epitelio della vescica); questo sempre verso placebo. La sperimentazione ha documentato che una singola dose di bevanda a base di mirtillo migliora i biomarcatori di stato antiossidante e l’inibizione dell’adesione batterica.

Ricerca realizzata da associati a vari Istituti, fra questi: School of Food Science, Washington State University, Pullman, WA (USA).

Mathison BD, Kimble LL, Kaspar KL, Khoo C, Chew BP. Consumption of cranberry beverage improved endogenous antioxidant status and protected against bacteria adhesion in healthy humans: A randomized controlled trial. Nutr Res 2014, May;34(5):420-7.

Withania somnifera e trattamento dell’ansia

StanchezzaL’obiettivo di questa rassegna è stata la valutazione degli studi clinici sull’Ashwagandha (Withania somnifera), una pianta della tradizione ayurvedica, nel trattamento dell’ansia. E’ stata svolta una ricerca sulle banche dati PubMed, SCOPUS, CINAHL e Google Scholar utilizzando come parole chiave “ashwagandha,” “Withania somnifera,” e termini correlati ad ansia e stress. Per essere inclusi nella rassegna, doveva trattarsi di studi sull’uomo randomizzati e controllati in cui uno dei bracci includeva l’uso terapeutico della pianta contro ansia e stress. Sono stati selezionati, da 62 abstract, 5 trial clinici. Tre di essi mettevano a confronto diversi dosaggi di estratto di Withania s. con il placebo utilizzando come strumento di misurazione la Hamilton Anxiety Scale. In due studi è stato dimostrato un effetto benefico della pianta, superiore in modo significativo rispetto al placebo, mentre il terzo ne ha evidenziato i benefici terapeutici senza raggiungere la significatività statistica (p=0.05).

Un quarto studio ha confrontato la pianta con la psicoterapia utilizzando come outcome il punteggio del Beck Anxiety Inventory (BAI), dimostrando una riduzione del disturbo del 56.5% nel gruppo trattato con Withania s. e del 30.5% con la psicoterapia (p<0.0001). Il quinto lavoro, infine, ha misurato i cambiamenti sulla Perceived Stress Scale (PSS) nel gruppo Withania contro il gruppo di controllo placebo: la riduzione dei punteggi correlati al disturbo era del 44% nel gruppo trattato con la pianta e del 5% in quello placebo (p<0.0001). Questi cinque studi hanno mostrato che Withania s. è più efficace del placebo nel controllo dell’ansia, ottenendo in alcuni casi la significatività statistica. Gli autori ricordano che, nonostante questi risultati positivi, le prove di efficacia sono limitate dall’eterogeneità degli studi e dal rischio di bias di alcuni di essi.

Fonte: Pratte Morgan A., Nanavati Kaushal B., Young Virginia, and Morley Christopher P. The Journal of Alternative and Complementary Medicine. ahead of print. doi:10.1089/acm.2014.0177.

 

Marco Fiorani riconfermato alla guida di FederSalus

Marco FioraniIl Consiglio FederSalus ha votato all’unanimità, il 15 dicembre 2014, la conferma di Marco Fiorani alla guida dell’Associazione industriale per il prossimo biennio.

La conferma di Fiorani alla direzione di FederSalus è una conferma del lavoro iniziato due anni fa e rilancia l’impegno verso gli ambiziosi obiettivi del prossimo periodo. Il bilancio dei due anni appena trascorsi si dimostra infatti più che positivo: FederSalus è cresciuta qualitativamente e quantitativamente arrivando a rappresentare, con 20 nuovi associati nel biennio, 152 aziende, il numero più alto finora mai raggiunto.

Gli ultimi due anni hanno visto l’Associazione impegnata su più fronti. FederSalus ha consolidato la sua presenza in Europa, con il lavoro a fianco della Federazione Europea EHPM e con l’attività di relazioni istituzionali che l’ha portata in più occasioni a confrontarsi con i rappresentanti del settore al Parlamento Europeo e Commissione Europea. Servizi di formazione, relazioni istituzionali e inter associative, sostegno all’internazionalizzazione ed Expo 2015 sono alcuni tra gli obiettivi su cui si sta concentrando il lavoro di FederSalus e su cui sono già state gettate delle buone basi di partenza.

Nel corso del suo secondo mandato, il Presidente Marco Fiorani, sarà affiancato dai vicepresidenti Alberto Donati (O.F.I.) e Antonino Santoro (Rottapharm) che viene quindi riconfermato nella carica e che continuerà a rappresentare l’Associazione nel Board di EHPM.
Insieme al Presidente e ai Vicepresidenti compongono la Giunta esecutiva: Andrea Costa (S.I.I.T.), Ernesto Riva (Unifarco), Marco Testa (Vemedia Pharma). Riconfermata nella carica di Tesoriere dell’Associazione Rosanna Zancani (Scharper).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Revisione del regolamento “Novel foods”

natural vitamin pillsCom’è noto, l’utilizzo e l’autorizzazione di nuovi prodotti e ingredienti alimentari – i cosiddetti Novel foods – nell’Unione Europea sono disciplinati dal Regolamento (CE) n. 258/97. Il 18 dicembre 2013, la Commissione europea ha presentato una proposta di revisione di quel regolamento con l’obiettivo di sostituire l’attuale sistema di riconoscimento reciproco con una procedura di autorizzazione centralizzata a livello europeo, istituire una procedura di autorizzazione semplificata per gli alimenti tradizionali con una storia di sicurezza d’uso in paesi terzi e un elenco comunitario dei “nuovi” Novel foods autorizzati e aggiornare le norme in vigore in base ai nuovi sviluppi tecnologici e scientifici.

Lo scorso 24 novembre la Commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (ENVI) del Parlamento europeo ha votato a favore della proposta di revisione del regolamento.

I 20 emendamenti, che modificano la proposta originaria della Commissione, riguardano diversi aspetti della definizione di Novel food; in particolare l’art. 2 ne propone una nuova, più specifica della formulazione originale, rispondendo alle indicazioni espresse dalle associazioni imprenditoriali del settore. Per quanto riguarda i prossimi step, il Parlamento europeo terrà riunioni informali a cui parteciperanno i rappresentanti del Parlamento, del Consiglio e della Commissione Europea e riunioni tecniche con il Consiglio e la Commissione per trovare un compromesso su alcune questioni aperte (clonazione, soglia nano materiali ecc.). Si prevede che la votazione in aula si terrà a gennaio 2015.

 

Proprietà antinfiammatorie della cannella

shutterstock_73830994In alcune situazioni si fa ancora ricorso all’episiotomia nel corso del parto, un evento associato a dolore nel perineo, per lo più trattato con FANS; si applicano invece terapie topiche per accelerare la guarigione della ferita. Diverse donne però, non soddisfatte di queste terapie, cercano altre soluzioni. L’olio essenziale e l’estratto etanolico di cannella (Cinnamomum spp.) hanno proprietà antinfiammatorie, antiossidanti e antimicrobiche, ma finora non c’erano studi sull’uomo che ne documentassero l’azione analgesica e di cicatrizzazione delle ferite. Se n’è occupato uno studio randomizzato controllato in doppio cieco di ricercatori iraniani, pubblicato di recente sul Journal of Integrative Medicine, arruolando in due ospedali iraniani 144 donne (età media: 26.4 ± 4.9 anni) dal 20 febbraio al 31 ottobre 2013; il follow-up si è concluso l’11 novembre dello stesso anno. Un questionario ha misurato il dolore perineale e la guarigione della ferita alla baseline.