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Platinum by Erba Vita: il nuovo standard del benessere

È stata presentata le scorse settimane la nuova ‘Linea Platinum’ di Erba Vita. Composta da 5 prodotti nutraceutici molto rilevanti, come la Bromelina, il Glutatione, la Pea, il Coenzima Q10 e la NAC (N-Acetilcisteina).

Di origine vegetale, la Bromelina deriva dal gambo dell’ananas e ha un’azione digestiva e antinfiammatoria, ma anche altri importanti azioni fisiologiche, come l’azione antiedemigena e antinfiammatoria.

La NAC può essere usata per i disturbi delle vie respiratorie, caratterizzati da una sovrapproduzione di muco, oltre che per altri disturbi funzionali. Il Glutatione è noto soprattutto per la sua funzione di antiossidante naturale, mentre il Coenzima Q10 è importante per un corretto funzionamento di molti organi e per lo svolgimento corretto di numerose reazioni biochimiche nell’organismo e aiuta le cellule a rifornirsi di energia. È noto, infine, che la Pea possiede un’importante azione antalgica e degli effetti antinfiammatori.

L’unione, nello stesso gruppo, di un’azienda nutraceutica come Erba Vita con aziende farmaceutiche come Valpharma Spa e Valpharma International, dà senz’altro dei vantaggi importanti anche nell’affrontare disturbi funzionali e patologie da più punti di vista.

Se ci sono lacune o carenze di fattori vitaminici o minerali, ad esempio, Erba Vita può intervenire col suo pool di vitamine e minerali. Com’è possibile affrontare le diverse patologie, come i disturbi generali stagionali, soprattutto invernali?

Ad esempio con la prevenzione che è possibile ottenere con i prodotti fito-nutraceutici che possono rinforzare il nostro sistema immunitario. A volte però anche i fito-nutraceutici non sono sufficienti, perché ci possono essere delle carenze vitaminico-minerarie, per esempio di zinco, di vitamina D3, o di altri fattori micro-nutriizonali.

È qui che i prodotti della Linea Platinum, nutraceutici puri, accanto agli altri integratori delle linee aziendali, possono essere davvero molto utili. Ed è qui che le aziende di Valpharma Group dimostrano di avere molte frecce al loro arco: dai prodotti della tradizione fitoterapica, come le erbe e i derivati (ad esempio, le tisane e gli infusi), oppure le tinture idroalcoliche, fino ai gemmoderivati.

C’è poi la fitoterapia classica e scientifica, in monocomponenti (le cosiddette monoplanta). A tutto questo si aggiunge l’ulteriore evoluzione della fito-nutraceutica a rilascio programmato, dove l’esperienza di Erba Vita nella fito-nutraceutica si impreziosisce con la conoscenza delle aziende Valpharma per strutturare prodotti a rilascio ritardato, garantendo la presenza di un quantitativo mirato nel tempo dei principi attivi e di micro-nutraceutici specifici.

 

Melograno e cacao per il benessere maschile

L’avanzare dell’età negli uomini diminuisce le funzioni endocrine che si traducono in una serie complessa e sfaccettata di eventi fisiologici e biochimici ridotti, comprese le funzioni psicologiche.

Il desiderio sessuale e le prestazioni si riducono causando insoddisfazione, compromettendo la salute sessuale che influenza negativamente la qualità della vita e la funzionalità sociale degli uomini e del loro partner.

Una miscela brevettata (4:1 p/p) di estratti di buccia del frutto di melograno (Punica granatum) e di semi di cacao (Theobroma cacao), standardizzata per contenere un minimo di 3,5% di punicalagine e 0,5% di teobromina, è stata segnalata per aumentare i livelli sierici di testosterone nei maschi giovani e in età avanzata.

Uno studio clinico randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo della durata di 84 giorni, ha coinvolto 120 uomini (età 40-70 anni) con lieve-moderata disfunzione erettile e basso desiderio sessuale, suddivisi in due gruppi da 60, che assumevano 400 mg/die di prodotto o il placebo.

I risultati hanno mostrato che i partecipanti del gruppo di intervento hanno riportato miglioramenti significativi nella funzione sessuale, valutata tramite specifici questionari, e nel punteggio di durezza dell’erezione rispetto al placebo.

Si sono osservati anche miglioramenti significativi nell’affaticamento, nella qualità del sonno, nella distanza percorsa nel test del cammino dei sei minuti e nella forza della presa manuale.

Lo studio ha concluso che la miscela di estratti migliora la funzione sessuale, la libido, il benessere psicologico, la funzione neuromotoria e il benessere generale negli uomini in età avanzata ed è sicuro e ben tollerato.

 

Srivastava MK, Singh G, Kodur RR, Yalamanchi A. A Combination of Punica granatum Fruit Rind and Theobroma cacao Seed Extracts Enhances Sexual Function in Aging Males in a Randomized, Double-blind, Placebo-controlled Study. Int J Med Sci. 2025 Jan 1;22(2):383-397. doi: 10.7150/ijms.99958

 

Probiotici e malattia epatica

Gli interventi con probiotici possono aiutare a mitigare i danni al fegato causati dall’assunzione di alcol, ma i meccanismi non sono del tutto chiari.

Uno studio clinico randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, ha valutato gli effetti protettivi del probiotico Weizmannia coagulans BC99 sul fegato di bevitori a lungo termine.

La sperimentazione, durata 60 giorni, ha coinvolto inizialmente 70 partecipanti di età compresa tra 18 e 65 anni con una storia di consumo di alcol di almeno 20 g al giorno per più di un anno. 60 hanno completato l’intero processo sperimentale.

I partecipanti sono stati assegnati in modo casuale a ricevere 3 g/die di W. coagulans BC99 (1×10¹⁰ CFU) o un placebo. I risultati hanno mostrato che l’intervento con il probiotico ha determinato un miglioramento significativo degli indicatori della funzione epatica (ALT, AST, γ-GT, bilirubina totale) e della funzione renale (BUN, acido urico, rapporto BUN/creatinina).

Inoltre, si è osservata una riduzione dei fattori pro-infiammatori TNF-α, IL-6 e hs-CRP e un aumento del fattore antinfiammatorio IL-10. Inoltre, il probiotico ha modulato l’equilibrio del microbiota intestinale, aumentando l’abbondanza di batteri benefici e riducendo quelli potenzialmente patogeni.

È stato riscontrato anche un aumento di batteri della famiglia Muribaculaceae, ritenuto un fattore chiave nell’alleviare il danno epatico indotto dall’alcol. In conclusione, lo studio suggerisce che W. coagulans BC99 ha il potenziale per alleviare il danno epatico alcolico e rappresenta una strategia efficace per la protezione del fegato nei bevitori a lungo termine.

 

Zhang J, Li C, Duan M, et al. The Improvement Effects of Weizmannia coagulans BC99 on Liver Function and Gut Microbiota of Long-Term Alcohol Drinkers: A Randomized Double-Blind Clinical Trial. Nutrients. 2025 Jan 17;17(2):320. doi: 10.3390/nu17020320.

 

Maca ed esercizio fisico intenso

Uno studio ha evidenziato che l’integrazione di Maca (Lepidium meyenii) esercita effetti positivi sull’affaticamento muscolare, sulla resistenza muscolare e sulla forza muscolare.

Durante un esercizio intenso prolungato, tutti i sottogruppi dei globuli bianchi aumentano. Tuttavia, entro 1-2 ore dal recupero dopo l’esercizio, la conta dei linfociti scende al di sotto dei livelli pre-esercizio. Questa riduzione denota la soppressione immunitaria, che colpisce i sottogruppi dei linfociti.

Uno studio clinico controllato in doppio cieco ha esaminato gli effetti di 12 settimane di supplementazione con Maca sulle risposte immunitarie e sulle citochine infiammatorie dopo un esercizio di resistenza esaustivo.

Lo studio ha coinvolto 20 uomini sani che sono stati assegnati in base al loro massimo consumo di ossigeno (V̇O2max) a un gruppo che assumeva 2,25 g di estratto di radice di Maca due volte al giorno (n=9) o a un gruppo placebo (n=11).

I risultati hanno mostrato che l’integrazione di Maca ha portato a livelli significativamente più alti di interferone-gamma (IFN-γ) secreti dalle cellule mononucleate del sangue periferico immediatamente e 24 ore dopo l’esercizio esaustivo rispetto al gruppo placebo.

L’esercizio stesso ha indotto una soppressione immunitaria transitoria, ma l’integrazione di Maca non ha mostrato ulteriori benefici nella riduzione della risposta infiammatoria o nel miglioramento di altri indicatori immunologici.

Studi futuri dovrebbero esplorare gli effetti dell’integrazione di Maca in diverse popolazioni, includendo anche i marcatori infiammatori a lungo termine e l’economia dell’esercizio fisico.

 

Weng PW, Chung YC, Lin TC, et al. Enhancement of Interferon-γ Secretion by Lepidium meyenii Extract Supplementation After Exhaustive Endurance Exercise in Healthy Men: A Double-blind, Placebo-controlled Trial. Int J Med Sci. 2025 Jan 1;22(2):398-408. doi: 10.7150/ijms.104812.

 

Effetti di Ashwagandha su umore e funzioni cognitive

È stato segnalato che Ashwagandha (Withania somnifera) riduce lo stress e attenua il declino cognitivo associato all’infiammazione e alla neurodegenerazione nelle popolazioni cliniche.

 

Gli effetti di Withania somnifera come potenziale nutriente nootropico nelle popolazioni più giovani non sono chiari.

Uno studio clinico randomizzato e in doppio cieco controllato con placebo ha avuto come obiettivo principale l’esame degli effetti dell’integrazione acuta e ripetuta (per 30 giorni) con Ashwagandha liposomiale sulla funzione cognitiva, l’umore e i marcatori di salute in giovani uomini e donne sani.

59 individui (22.7 ± 7 anni) sono stati assegnati in modo casuale a ricevere 225 mg al giorno di estratto di radice e foglia di Ashwagandha rivestito con un involucro liposomiale o un placebo. Le valutazioni cognitive (tramite il test COMPASS) e dell’umore (tramite il questionario POMS) sono state effettuate prima dell’integrazione, 60 minuti dopo l’assunzione della prima dose e dopo 30 giorni di integrazione.

I risultati hanno mostrato che l’integrazione con Ashwagandha ha migliorato in modo acuto e/o dopo 30 giorni alcuni test di memoria, attenzione e vigilanza e funzioni esecutive, oltre a ridurre la percezione di tensione e fatica (POMS) rispetto al basale, con diverse differenze osservate tra i gruppi. Lo studio suggerisce che Ashwagandha liposomiale a basso dosaggio può avere effetti nootropici in giovani adulti sani.

 

Leonard M, Dickerson B, Estes L, et al. Acute and Repeated Ashwagandha Supplementation Improves Markers of Cognitive Function and Mood. Nutrients. 2024 Jun 8;16(12):1813. doi: 10.3390/nu16121813.

 

Curcuma e Boswellia migliorano la lombalgia

La lombalgia cronica è una condizione grave che porta alla disabilità e alla ridotta qualità della vita

Uno studio clinico randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo ha valutato l’efficacia e la sicurezza di una combinazione di estratti di Boswellia serrata e Curcuma longa (CL20192) nel trattamento del dolore cronico lombare (DCL).

Lo studio è durato 90 giorni e ha coinvolto 90 partecipanti con DCL di intensità moderata, randomizzati in due gruppi uguali: uno ha ricevuto una capsula da 300 mg di CL20192 una volta al giorno e l’altro un placebo.

L’estratto CL20192 era una composizione proprietaria di estratto di rizoma di C. longa (standardizzato al 95% in curcuminoidi) ed estratto di gommoresina non acida e acida di B. serrata standardizzato in acidi boswellici totali, in un rapporto di 3:1.

I risultati hanno mostrato che l’integrazione con CL20192 ha ridotto significativamente il dolore e la disabilità rispetto al gruppo placebo. Inoltre, i punteggi relativi alla qualità della vita sono migliorati notevolmente nel gruppo CL20192.

L’analisi del siero ha rivelato una riduzione significativa dei livelli di biomarcatori infiammatori (TNF-α, IL-6 e proteina C-reattiva ad alta sensibilità) nel gruppo CL20192, confermando la sua efficacia nell’attenuare il DCL. La soddisfazione rispetto alla terapia era significativamente più alta nel gruppo CL20192 e l’intervento è stato ben tollerato, senza eventi avversi.

 

Majumdar A, Prasad MAVV, Gandavarapu SR, et al. Efficacy and safety evaluation of Boswellia serrata and Curcuma longa extract combination in the management of chronic lower back pain: A randomised, double-blind, placebo-controlled clinical study. Explore (NY). 2025 Jan-Feb;21(1):103099. doi: 10.1016/j.explore.2024.103099.

 

Arredamento erboristeria vendesi

Vendo arredamento usato erboristeria in legno massello a Borgo Valsugana (Trento).

Per informazioni: mail a marioboccher61@gmail.com.

 

 

 

Lavanda per migliorare dolore e ansia

Uno studio randomizzato controllato con placebo ha esaminato l’effetto dell’aromaterapia inalatoria con olio essenziale di lavanda su dolore, ansia e qualità del sonno in pazienti ustionati.

Hanno partecipato allo studio 60 pazienti adulti ospedalizzati con ustioni di secondo e/o terzo grado, suddivisi in modo casuale in un gruppo aromaterapia (n=30) e un gruppo placebo (n=30).

Il gruppo aromaterapia ha inalato 7 gocce di olio essenziale di lavanda (Lavandula angustifolia) applicate su una garza posta a 10 cm dal viso per 20 minuti, due volte al giorno (mattina e sera) per cinque giorni.

Il gruppo placebo ha inalato in modo simile una soluzione di acqua sterile/salina con un colorante alimentare. I risultati hanno mostrato che i livelli di dolore sono diminuiti significativamente nel gruppo aromaterapia rispetto al gruppo placebo (p < 0.05).

Per quanto riguarda l’ansia, non sono state riscontrate differenze significative tra i due gruppi (p > 0.05). La qualità del sonno è risultata significativamente superiore nel gruppo aromaterapia a partire dal terzo giorno di intervento rispetto al gruppo placebo (p < 0.05).

Gli autori concludono che l’aromaterapia inalatoria con olio essenziale di lavanda può ridurre il dolore e migliorare la qualità del sonno nei pazienti ustionati.

 

Akkaya A, Kocasli Koçaşlı S, Akin Akın M. The effects of inhalation aromatherapy on pain, anxiety, and sleep quality in burn patients: A randomized controlled study. Burns. 2024 Dec;50(9):107271. doi: 10.1016/j.burns.2024.09.010.

 

Botanicals: a Roma il XII Forum FEI

Il 26 marzo scorso a Roma si è tenuto il XII Forum FEI – Feder Botanicals Italia, che ha messo al centro dell’attenzione un approfondimento sulle strategie dall’applicazione dell’Articolo 8 del Regolamento (UE) 1925/2006 che preoccupa non poco il comparto

di Elena D’Alessandri

Il centro congressi di Piazza Belli a Roma, presso la Sede Nazionale di Confcommercio Imprese per l’Italia ha ospitato lo scorso 26 marzo il XII Forum FEI – Feder Botanicals Italia, che ha messo sotto la lente le “Strategie dall’applicazione dell’Articolo 8 del Regolamento (UE) 1925/2006: cosa ci hanno insegnato Aloe, Senna, Cascara, Rabarbaro e monacoline?”. Un’intensa giornata di lavori che ha coinvolto numerosi relatori per fare il punto sulle criticità e le sfide per il settore – normative, scientifiche e commerciali – alla luce di un approccio restrittivo europeo che rischia di comprometterne la sopravvivenza.

L’Articolo 8 del Regolamento (UE) 1925/2006

Ha introdotto i lavori il Presidente FEI, Dottor Angelo di Muzio, che ha sottolineato le criticità di alcune normative europee che rischiano di minacciare l’impiego di materie prime vegetali radicate nella cultura italiana ed europea e utilizzate da sempre in ambito erboristico, creando allarmismi ingiustificati dovuti al fatto che le valutazioni si concentrano solo sulle singole sostanze e non sul valore del fitocomplesso.

L’impatto di queste normative rischia di riflettersi sull’uso di piante di lungo corso come aloe, senna e rabarbaro, ma anche su sostanze come la monacolina K e, più recentemente, la Garcinia cambogia. Sotto la lente persino finocchio e basilico, per il loro contenuto di estragolo.

Questo approccio normativo così restrittivo e pericoloso rischia di limitare l’uso dei botanicals negli integratori alimentari, portando a una riduzione della loro disponibilità sul mercato e aumentando i costi di conformità a carico delle aziende.

Proprio alla luce di questa evoluzione regolatoria, è essenziale rafforzare il coordinamento inter-associativo, promuovendo studi indipendenti sui botanicals che vengano considerati nei processi decisionali. Fondamentale altresì un tavolo inter-associativo permanente presso il Ministero della Salute.

Partire da una solida raccolta dei dati

Lorenza Colombo di Assointegratori ha sottolineato come, puntando su tradizione e innovazione, si possano ridurre gli ostacoli, contribuendo alla valorizzazione della filiera. Essenziale innanzitutto puntare sulla raccolta dati, spesso carenti, ma anche su studi scientifici. Altresì, se le metodiche di estrazione tradizionale permettono di mantenere il fitocomplesso, processi produttivi innovativi possono garantirne qualità e sicurezza e, metodi analitici sensibili e convalidati, la sua riproducibilità. Del resto i botanicals non sono una sostanza pura, ma un fitocomplesso che si chiama matrice. Un estratto pertanto è un pattern di composti e non una sola sostanza.

Quali scenari per il futuro dei botanicals?

Il botanical è qualcosa di trasversale a tutti i mercati e tipologie produttive – ha spiegato Marinella Trovato, Presidente SISTE – anche se non esiste una sua esatta definizione, trattandosi di un settore estremamente complesso che include oltre 35mila specie vegetali, non tutte definite e studiate. Diversi sono gli enti che se ne occupano: EFSA, ECHA, SCHEER, SCCS, EMA, con diverse normative che non vanno nella medesima direzione, adottando approcci valutativi differenti.

Per quanto riguarda il settore degli integratori alimentari, è stato ribadito, ci si scontra con una normativa vecchia e carente sotto diversi aspetti. Altresì, nell’applicazione dell’articolo 8, EFSA non valuta il rischio ma unicamente il pericolo. La criticità centrale del settore è rappresentata dall’assenza di dati e da una ricerca carente che ne mette sub iudice la credibilità. Le sostanze sotto la lente sono numerose e l’unica risposta efficace può essere rappresentata sul piano scientifico da una ricerca in grado di colmare le lacune culturali sulla sicurezza ed efficacia delle piante. Del resto il problema si ripropone anche sugli oli essenziali, con un impatto in primis sui cosmetici, ma non soltanto.

La survey Assoerbe

A tornare sull’articolo 8 che rappresenta una vera e propria spina nel fianco anche Renato Iguera, Presidente Assoerbe, che ha sottolineato criticità esistenti anche rispetto al regolamento UE sui contaminanti (2023/915). Iguera ha presentato una survey condotta su base triennale dall’associazione, cui ha aderito l’80% delle aziende. Nel 2023 la materia prima grezza e la droga vegetale si sono aggirate intorno alle 20mila tonnellate, segnando un notevole incremento della materia prima grezza rispetto al 2020, ma un decremento delle droghe vegetali. Altresì, il comparto ha segnato un aumento del valore del prodotto generato nonostante l’inflazione.

Le materie prime grezze nel 2023 erano per circa il 50% di origine europea (46%, in lieve decremento rispetto al 2020 in cui erano il 52%), 36% italiane (40% nel 2020) e per il 18% provenienti da paesi extra UE (8% nel 2020). Per quanto riguarda le droghe vegetali, permane una prevalenza europea (74% nel 2023 – 78% nel 2020). Per gli estratti a fronte di una provenienza extra UE dell’89,4% nel 2020, la quota si è ridotta nel 2023 al 53%, con un 44% di provenienza UE e 3% italiana.

Parola chiave: fare squadra

Il forum ha offerto anche una panoramica sui Novel food e sullo scenario legislativo europeo, fornendo strumenti essenziali per anticipare le novità normative e garantire la competitività delle aziende. Espressa disponibilità da parte del Ministero della Salute, rappresentato da Giuseppe Plutino, alla costituzione di un tavolo permanente inter-associativo. Andrea Paolini, TLS – Toscana Life Sciences, ha sottolineato l’importanza di passare da un approccio farmaceutico basato sulla cura a un approccio nutraceutico che punti sulla prevenzione, anche per garantire la  sostenibilità del SSN, in chiave One Health e contemplando: stili di vita, salute veterinaria, ambientale e prevenzione, anche attraverso il consumo di integratori.

In conclusione, è stata ribadita la necessità, alla luce di quanto occorso per l’aloe e altre sostanze, di lavorare perché situazioni così non si ripropongano, soprattutto attraverso una solida raccolta dati e studi scientifici che facciano massa critica nella dimostrazione degli effetti dei fitocomplessi e nel garantire la sicurezza delle sostanze e che non possano essere ignorati nelle sedi decisionali competenti. Cruciale resta comunque fare squadra.

 

 

 

 

 

Cannella cinese per il controllo della glicemia

Uno studio clinico randomizzato crossover ha indagato l’effetto acuto di una singola dose di cannella cinese in polvere (Cinnamomum cassia) sull’iperglicemia postprandiale in pazienti con diabete mellito di tipo 2.

La sperimentazione si è svolta in cinque giorni di test separati, intervallati da un periodo di washout di 3-10 giorni. Hanno partecipato 19 uomini con diagnosi di diabete di tipo 2. La polvere di cannella cinese è stata somministrata in dosi di 3 g e 6 g, ed è stata assunta sia disciolta in acqua come bevanda sia in capsule rigide di gelatina.

I risultati hanno evidenziato che l’assunzione di 3 g di polvere di cannella cinese disciolta in acqua prima di un pasto contenente carboidrati complessi ha soppresso significativamente l’iperglicemia postprandiale, riducendo la glicemia media un’ora dopo il pasto.

Tuttavia, questo effetto è risultato attenuato quando la stessa dose di cannella è stata consumata in capsule rigide di gelatina. Una dose di 6 g di polvere di cannella ha anch’essa dimostrato una diminuzione dei livelli di glucosio nel sangue.

L’assunzione di cannella cinese in polvere ha appiattito la curva glicemica (riduzione dell’iAUC) senza modificarne la forma tipica nei pazienti diabetici. Lo studio suggerisce che la forma di somministrazione della cannella cinese influisce sulla sua efficacia nel controllare la glicemia postprandiale nei pazienti con diabete di tipo 2.

 

Moreira FD, Reis CEG, Gallassi AD, et al. Suppression of the postprandial hyperglycemia in patients with type 2 diabetes by a raw medicinal herb powder is weakened when consumed in ordinary hard gelatin capsules: A randomized crossover clinical trial. PLoS One. 2024 Oct 9;19(10):e0311501. doi: 10.1371/journal.pone.0311501.