Home Blog Pagina 14

Basilico per alleviare i sintomi della menopausa

La menopausa, caratterizzata da vari cambiamenti fisici e mentali, è principalmente causata da fluttuazioni ormonali, con conseguenti numerose complicazioni. Recentemente, i trattamenti a base di prodotti naturali hanno guadagnato un’attenzione significativa per i loro effetti collaterali minimi rispetto ai farmaci di sintesi

Uno studio clinico randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, che ha coinvolto 60 donne in menopausa, ha indagato gli effetti di un estratto di foglie di basilico (Ocimum basilicum) sui sintomi della menopausa.

Le partecipanti sono state assegnate in modo casuale ad assumere una capsula contenente 500 mg di estratto di foglie di basilico o un placebo ogni giorno per un mese. I sintomi della menopausa sono stati valutati utilizzando la Menopause Rating Scale (MRS) all’inizio dello studio, dopo due settimane e dopo un mese dall’intervento.

I risultati hanno indicato che, sebbene non vi fossero differenze significative tra i gruppi prima dell’intervento e dopo due settimane, dopo un mese il gruppo che assumeva l’estratto di basilico ha mostrato una riduzione significativa nel punteggio totale dei sintomi della menopausa rispetto al gruppo placebo (p = 0.001).

Inoltre, si è osservata una differenza significativa nei punteggi delle dimensioni fisiche (somato-vegetative) e psicologiche tra i due gruppi dopo un mese. Lo studio ha concluso che l’assunzione di capsule di estratto di foglie di basilico può essere considerata un mezzo sicuro ed economico per alleviare i sintomi della menopausa nelle donne.

Karimi FZ, Hosseini H, Mazlom SR, Rakhshandeh H. The effect of oral capsules containing Ocimum basilicum leaf extract on menopausal symptoms in women: a triple-blind randomized clinical trial. Eur J Med Res. 2024 Jul 16;29(1):367. doi: 10.1186/s40001-024-01965-7

Sulforafano ad alto dosaggio e schizofrenia

Ci sono pochi trattamenti consolidati per i sintomi negativi nella schizofrenia, che persistono in molti pazienti dopo che i sintomi positivi si sono ridotti. Lo stress ossidativo, l’infiammazione e le modifiche epigenetiche che coinvolgono l’istone deacetilasi (HDAC) sono stati implicati nella fisiopatologia della schizofrenia.

Il sulforafano (SFN), composto che si trova in particolare nelle Brassicaceae, ha proprietà antiossidanti ed è un inibitore dell’HDAC.

Uno studio randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo della durata di 24 settimane ha valutato l’efficacia dell’aggiunta di alte dosi di SFN al trattamento antipsicotico per ridurre i sintomi negativi della schizofrenia.

Sono stati reclutati 90 partecipanti con schizofrenia, di cui 53 sono stati assegnati al gruppo di trattamento con SFN e 24 al gruppo placebo. È stato utilizzato un estratto commerciale di SFN in compresse, con un contenuto di glucorafanina superiore a 30 mg per compressa. Il dosaggio somministrato era di 2 compresse/die (1700 mg di estratto con almeno 24 mg di SFN, circa 136 µmol).

I risultati hanno mostrato che i pazienti trattati con SFN hanno avuto una riduzione significativamente maggiore dei sintomi negativi misurati tramite la Positive and Negative Syndrome Scale (PNSS).

Questo effetto non era mediato da cambiamenti nei punteggi di depressione o cognitivi. SFN è risultato ben tollerato. Tuttavia, non si sono osservati miglioramenti significativi nella valutazione globale tramite Clinical Goblal Impression (CGI).

I risultati dello studio suggeriscono che l’aggiunta di SFN ad alto dosaggio alla terapia farmacologica può ridurre i sintomi negativi nei pazienti con schizofrenia.

 

Huang J, Chen A, Jin H, et al. Efficacy and Safety of Sulforaphane Added to Antipsychotics for the Treatment of Negative Symptoms of Schizophrenia: A Randomized Controlled Trial. J Clin Psychiatry. 2025 Jan 20;86(1):24m15272. doi: 10.4088/JCP.24m15272. PMID: 39832347.

 

Rosa damascena e disfunzione sessuale femminile

La disfunzione sessuale femminile comprende una serie di disturbi che impediscono risposte appropriate agli stimoli sessuali e il godimento delle esperienze sessuali. Questo problema è molto diffuso tra le donne in menopausa, un fattore chiave che colpisce significativamente tutti gli aspetti dell’attività sessuale

Con l’obiettivo di valutare l’effetto di capsule contenenti estratto idroalcolico di Rosa damascena, ricercatori iraniani hanno condotto uno studio clinico randomizzato e in triplo cieco, durato 8 settimane, su 82 donne in menopausa, di cui 77 hanno completato la ricerca.

Le partecipanti nel gruppo di intervento hanno assunto una capsula da 500 mg di estratto di Rosa damascena ogni 12 ore per 8 settimane, mentre il gruppo placebo ha ricevuto capsule identiche prive di effetti farmacologici.

I risultati hanno mostrato che l’assunzione delle capsule di Rosa damascena ha migliorato significativamente il punteggio totale del Female Sexual Function Index (FSFI) sia dopo 4 sia dopo 8 settimane di trattamento. Sono stati osservati miglioramenti positivi nei domini del FSFI nel gruppo di intervento per eccitazione, lubrificazione, soddisfazione e dolore durante il rapporto sessuale dopo 4 e 8 settimane.

Inoltre, desiderio e orgasmo sono aumentati significativamente 8 settimane dopo l’intervento. Gli autori hanno concluso che la Rosa damascena può migliorare la funzione sessuale nelle donne in menopausa.

 

Gholinezhad Z, Karimi FZ, Rakhshandeh H, Mazloum SR. Impact of Rosa damascena extract capsule on the sexual function of menopausal women: A randomized clinical trial. Explore (NY). 2025 Jan-Feb;21(1):103082. doi:10.1016/j.explore.2024.103082

 

Fillanto e cardo mariano per il fegato

La steatoepatite non alcolica (NASH) è una forma grave di steatosi epatica non alcolica (NAFLD) caratterizzata da danni e infiammazione degli epatociti. Alcune piante medicinali hanno mostrato effetti antiossidanti e antinfiammatori sulle cellule del fegato.

Uno studio clinico di fase II, multicentrico, a tre bracci, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, è stato progettato per valutare l’effetto e la sicurezza di un prodotto erboristico registrato in capsule (ognuna contenente 200 mg di estratto in polvere delle parti aeree di Phyllanthus niruri e 100 mg di estratto in polvere dei frutti di Silybum marianum) in pazienti con fattori di rischio per la NASH.

La sperimentazione ha avuto una durata di 36 settimane e ha coinvolto 146 pazienti che sono stati randomizzati a ricevere placebo, una capsula o due capsule di prodotto per 3 volte/die.

I risultati hanno mostrato una riduzione significativa dei livelli di ALT in entrambi i gruppi che assumevano il prodotto, e dei livelli di AST nel gruppo che assumeva 2 capsule, ma non sono state riscontrate differenze significative nel cambiamento percentuale relativo di questi enzimi tra i gruppi di intervento e il placebo.

Si è osservata una diminuzione significativa del colesterolo totale nel gruppo a bassa dose. Non sono stati rilevati cambiamenti significativi nei punteggi Fib-4 e KPa della fibrosi epatica o nei livelli di HDL, LDL e trigliceridi tra i gruppi.

Il prodotto erboristico è risultato sicuro e ben tollerato. Tuttavia, gli autori concludono che l’effetto epatoprotettivo necessita di ulteriori valutazioni con strumenti più accurati e/o dosi maggiori.

Shaker MK, Hassany M, Eysa B, et al. The activity of a herbal medicinal product of Phyllanthus niruri and Silybum marianum powdered extracts (Heptex®) in patients with apparent risk factors for nonalcoholic steatohepatitis: a phase II, multicentered, randomized, double-blind, placebo- controlled clinical trial. BMC Complement Med Ther. 2025 Jan 9;25(1):8. doi: 10.1186/s12906-024-04692-y.

Probiotici per migliorare i sintomi della menopausa

Alcuni studi hanno suggerito che l’uso di probiotici può alleviare la gravità dei sintomi della menopausa e degli stati di salute mentale.

Uno studio clinico controllato, randomizzato in triplo cieco, ha coinvolto un totale di 84 donne iraniane in postmenopausa, che sono state divise in due gruppi di 42 partecipanti ciascuno.

Il gruppo di intervento ha ricevuto un integratore commerciale di probiotici in capsule da 200 mg al giorno per 6 settimane. L’integratore conteneva una miscela di microrganismi, tra cui Lactobacillus plantarum, Lactobacillus casei, L. acidophilus, L. bulgaricus, Bifidobacterium infantis, Bifidobacterium longum, Bifidobacterium breve e Streptococcus thermophilus, con una dose di 4.5 × 10¹¹ UFC per capsula.

Il gruppo di controllo ha ricevuto capsule di placebo contenenti amido di mais, identiche nell’aspetto. I risultati hanno indicato che le partecipanti del gruppo di intervento hanno mostrato miglioramenti significativamente maggiori nei sintomi depressivi, nell’ansia, nello stress e nei sintomi fisici, psicologici e urogenitali legati alla menopausa rispetto al gruppo di controllo, sia alla terza che alla sesta settimana di follow-up.

Lo studio ha concluso che il consumo di probiotici potrebbe avere effetti positivi nell’alleviare i sintomi fisici e mentali associati alla menopausa.

 

Ayubi E, Abdoli S, Mehrpooya M, et al. The effect of probiotic administration on the severity of menopausal symptoms and mental health of postmenopausal women: a triple-blind randomized controlled trial in the West of Iran. Menopause. 2025 Feb 1;32(2):166-173. doi: 10.1097/GME.0000000000002462.

 

Melissa officinalis e qualità del sonno

Gli estratti standardizzati di Melissa officinalis, caratterizzati dalla presenza di acidi idrossicinnamici, hanno dimostrato sperimentalmente di essere dotati di azioni farmacologiche anti-ansia e anti-insonnia

Questi effetti, probabilmente attribuibili, almeno in parte, al ruolo svolto dall’acido rosmarinico sul GABA-T, non sono sempre stati osservati in modo riproducibile negli esseri umani, forse a causa della scarsa biodisponibilità di questi composti.

Uno studio prospettico, in doppio cieco, cross-over controllato con placebo ha analizzato il ruolo di supporto sulla qualità del sonno svolto da un estratto di Melissa officinalis altamente standardizzato, formulato come Phytosome™ (MOP) per migliorare la biodisponibilità orale dei suoi componenti polifenolici attivi.

Lo studio è durato un mese e ha coinvolto 30 partecipanti. Il dosaggio somministrato era di 2 compresse da 200 mg di MOP o placebo ogni sera, 30 minuti prima di coricarsi.

I risultati principali hanno mostrato una riduzione significativa del punteggio ISI (Insomnia Severity Index) nel gruppo MOP, indicando un miglioramento della qualità del sonno. In particolare, la durata della fase SWS (sonno a onde lente o sonno profondo) è aumentata in media del 15%, mentre la fase REM è diminuita del 10%.

Inoltre, l’87% dei partecipanti nel gruppo MOP ha riportato un miglioramento soggettivo della qualità del sonno, rispetto al 30% nel gruppo placebo. Non sono state osservate variazioni significative nei livelli di attività fisica o di ansia. Gli autori concludono che il MOP potrebbe rappresentare un’alternativa naturale e sicura ai trattamenti farmacologici tradizionali per l’insonnia.

 

Di Pierro F, Sisti D, Rocchi M, et al. Effects of Melissa officinalis Phytosome on Sleep Quality: Results of a Prospective, Double-Blind, Placebo-Controlled, and Cross-Over Study. Nutrients. 2024 Dec 4;16(23):4199. doi: 10.3390/nu16234199.

 

More di gelso e sindrome metabolica

I frutti del gelso (Morus alba L.) mostrano proprietà antiossidanti che possono attenuare le anomalie metaboliche.

Uno studio clinico pilota randomizzato, crossover in singolo cieco ha indagato gli effetti di una bevanda concentrata ottenuta da more di gelso thailandese (CMD) della cultivar Kamphaeng Saen (KPS-MB-42-1), preparata tramite decozione e dolcificata con maltitolo, su fattori di rischio metabolici e cardiovascolari in individui con obesità.

La sperimentazione è durata complessivamente circa 14 settimane per partecipante, comprendendo due periodi di intervento di 6 settimane ciascuno, separati da un periodo di washout di 2 settimane.

Hanno completato lo studio 12 partecipanti (7 uomini e 5 donne) con un BMI medio di 32.1 kg/m². Il dosaggio giornaliero era di 100 g di CMD, suddivisi in due porzioni, contenenti 1041.90 mg di composti fenolici totali e 35.34 mg di antocianine totali.

I risultati hanno mostrato che il consumo di CMD ha portato a riduzioni significative della pressione sanguigna sistolica e diastolica, della pressione arteriosa media e dei livelli di trigliceridi rispetto al placebo.

I livelli di glucosio plasmatico a digiuno sono rimasti stabili con CMD, mentre sono aumentati significativamente con il placebo. Inoltre, i livelli di proteina C-reattiva sono risultati significativamente inferiori durante il consumo di CMD rispetto al placebo.

Non sono state osservate variazioni significative nella composizione corporea o negli indicatori della coagulazione del sangue. Lo studio suggerisce che il CMD potrebbe essere una bevanda salutare per la gestione della sindrome metabolica.

 

Parklak W, Chottidao M, Munkong N, et al. Nutraceutical Properties of Thai Mulberry (Morus alba L.) and Their Effects on Metabolic and Cardiovascular Risk Factors in Individuals with Obesity: A Randomized, Single- Blind Crossover Trial. Nutrients. 2024 Dec 16;16(24):4336. doi: 10.3390/nu16244336.

 

Lattobacilli, cranberry e cannella per le cistiti ricorrenti

La cistite ricorrente diminuisce sostanzialmente la qualità della vita delle donne e rappresenta un importante onere di pratica clinica e di salute pubblica

Il crescente sviluppo della resistenza agli antibiotici ha incoraggiato la ricerca di trattamenti alternativi. I benefici di un integratore che associa due ceppi di Lactobacillus con estratti di cranberry e cannella sono stati valutati in uno studio prospettico e controllato durato 8 mesi, che ha coinvolto 75 donne con una storia di recidiva di cistite.

Le partecipanti sono state suddivise in due gruppi: uno che non assumeva l’integratore (n=38) e l’altro (n=37) che ha assunto quotidianamente per 6 mesi un integratore alimentare contenente 100 mg di estratto di cranberry standardizzato per contenere ≥15% di PAC di tipo A2 e 320 mg di estratto di cannella standardizzato per contenere ≥8% di PAC di tipo A2 (fornendo un totale di 36 mg di PAC-A), insieme a 5×10⁹ UFC di Lactobacillus helveticus LA401 e 5×10⁹ UFC di Lactiplantibacillus plantarum LA402.

I risultati hanno mostrato che una quota significativamente maggiore di donne nel gruppo di intervento (64.9%) non ha avuto ulteriori episodi di cistite durante i primi 6 mesi rispetto all’altro gruppo (31.6%).

Le donne che assumevano l’integratore hanno anche riportato sintomi urinari significativamente meno frequenti e meno severi, nonché un impatto significativamente ridotto di questi sintomi sulla loro qualità di vita.

Il beneficio dell’integrazione è persistito fino alla fine dello studio, due mesi dopo l’interruzione dell’assunzione. L’integratore è stato ben tollerato e ha mostrato un alto livello di soddisfazione e compliance.

 

Ait Abdellah S, Leblanc A, Dauchet Q, et al. Effects of a supplement associating Lactobacillus strains and proanthocyanidin-rich plant extracts against recurrent uncomplicated, urinary tract infections: A prospective, controlled study. Investig Clin Urol. 2025 Jan;66(1):36-46. doi: 10.4111/icu.20240092.

 

Arancio dolce riduce dolore e ansia nel travaglio

Le pratiche salutistiche integrative e complementari, come l’aromaterapia, sono considerate uno strumento importante per gestire il parto naturale

Uno studio clinico randomizzato in singolo cieco ha valutato l’efficacia dell’aromaterapia con inalazione di olio essenziale (OE) estratto tramite idrodistillazione dalle scorze di Citrus sinensis L. (arancio dolce), nel ridurre il dolore e l’ansia durante il travaglio.

L’analisi fitochimica dell’OE ha identificato come principale componente il limonene (95.66%). Lo studio ha coinvolto 84 donne incinte con indicazione al parto vaginale, suddivise in due gruppi di 42 partecipanti ciascuno: un gruppo sperimentale che ha inalato 250 μL di OE di C. sinensis e un gruppo placebo che ha inalato 250 μL di acqua distillata.

L’intervento è stato attuato durante il travaglio, con misurazioni effettuate fino a 60 minuti dopo l’inalazione dell’OE o del placebo. I risultati hanno dimostrato che C. sinensis ha ridotto significativamente l’intensità del dolore nel tempo, in particolare nelle donne in fase di dilatazione 1 e nelle primipare. L’inalazione dell’OE ha anche ridotto significativamente l’ansia.

Inoltre, nel gruppo sperimentale, è stata evidenziata la riduzione dei valori di pressione arteriosa media, frequenza cardiaca, frequenza respiratoria materna e frequenza cardiaca fetale; non sono state riscontrate complicazioni. In conclusione, lo studio suggerisce che l’OE di C. sinensis può essere un intervento efficace e non invasivo per alleviare il dolore e l’ansia durante il travaglio.

 

Nascimento JC, Gonçalves VSDS, Souza BRS, et al. Effectiveness of aromatherapy with sweet orange oil (Citrus sinensis L.) in relieving pain and anxiety during labor. Explore (NY). 2025 Jan-Feb;21(1):103081. doi: 10.1016/j.explore.2024.

 

Dieta mediterranea e psoriasi

La psoriasi è una malattia infiammatoria trattata principalmente attraverso terapie mirate molecolari. Tuttavia, le prove emergenti suggeriscono che gli interventi dietetici possono anche svolgere un ruolo nella gestione dell’infiammazione associata a questa condizione.

 

La dieta mediterranea è stata ampiamente riconosciuta per la sua capacità di ridurre la mortalità cardiovascolare, in gran parte grazie alle sue proprietà antinfiammatorie. Questo potenziale antinfiammatorio ha suscitato interesse nell’esplorare il suo ruolo nelle malattie immuno-mediate, inclusa la psoriasi.

È stato così progettato uno studio clinico controllato randomizzato, in aperto e in singolo cieco, il cui obiettivo principale è valutare l’impatto di un intervento dietetico intensivo basato sulla dieta mediterranea in pazienti con psoriasi.

Saranno reclutati un totale di 38 pazienti con psoriasi da lieve a moderata, assegnati in modo casuale a un gruppo di intervento e a un gruppo controllo. Per 16 settimane il gruppo di intervento riceverà educazione dietetica sulla dieta mediterranea e 500 mL di olio extravergine d’oliva (EVOO) a settimana.

L’obiettivo è incoraggiare i partecipanti a consumare almeno 4 cucchiai di EVO al giorno. Il gruppo controllo riceverà raccomandazioni standard per una dieta a basso contenuto di grassi senza monitoraggio nutrizionale.

I risultati dello studio, che valuteranno i cambiamenti nel coinvolgimento cutaneo, nei parametri metabolici, nelle citochine infiammatorie, nel benessere emotivo e nella qualità della vita, saranno resi disponibili nel corso del 2025 e saranno presentati in conferenze e pubblicati su riviste peer-reviewed.

Perez-Bootello J, Berna-Rico E, Abbad-Jaime de Aragon C, et al. Impact of the Mediterranean Diet on Patients With Psoriasis: Protocol for a Randomized Controlled Trial. JMIR Res Protoc. 2025 Jan 29;14:e64277. doi: 10.2196/64277.