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Pelargonio, un aiuto per la tosse

La tosse è uno dei principali sintomi di un’infezione respiratoria acuta, come la bronchite acuta (AB) e il raffreddore comune (CC), e può essere debilitante e persistere per diverse settimane. Il pelargonio o geranio africano (Pelargonio sidoides DC) è una piccola pianta perenne della famiglia delle Geraniaceae, diffusa prevalentemente nella Provincia del Capo Orientale del Sud Africa e negli altopiani del Lesotho. Raggiunge un’altezza massima di 50 cm, presenta rizomi tuberosi e foglie grigio-verde dalla tipica forma a cuore e fiori tubolari di colore rosso scuro.

La droga è costituita dalle radici, che le popolazioni autoctone utilizzavano per trattare vari disturbi, tra cui gonorrea, diarrea e dissenteria. Pare sia stato un inglese, malato di tubercolosi, il primo occidentale a venire in contatto con Pelargonium sidoides quando, recatosi in Sud Africa alla ricerca di un clima più clemente con la sua malattia, si affidò alle cure di un guaritore locale. L’estratto delle radici di pelargonio contiene composti secondari quali derivati cumarinici (umckalin), acido gallico e suoi esteri, flavonoidi (quercitina), flavan-3-oli (catechine) e fitosteroli. Negli ultimi anni, l’estratto di questa pianta ha attirato l’attenzione del mondo scientifico stimolando diverse ricerche tra cui, nel 2013, una review Cochrane che ne ha mostrato gli effetti benefici nel trattamento di bronchiti e rinosinusiti acute e raffreddore comune. Nel luglio 2010 l’estratto di pelargonio è stato autorizzato in Italia come farmaco di origine vegetale di uso tradizionale per il raffreddore comune.

Una revisione sistematica

Una più recente revisione sistematica con metanalisi ha valutato l’effetto di un estratto di Pelargonium (EPs 7630) sulla tosse e la qualità di vita correlata alla malattia. La valutazione è stata effettuata su 11 studi randomizzati e controllati con placebo (3 su bambini/adolescenti con bronchite acuta, 3 su adulti con bronchite acuta e 5 su adulti con raffreddore) per un totale di 2195 partecipanti. Le analisi di efficacia hanno valutato la variazione dalla baseline del punteggio di intensità della tosse, la remissione del sintomo e i danni alla qualità della vita associati alla malattia. Il 79,6% dei bambini/adolescenti con bronchite acuta trattati con l’estratto e il 41% di quelli trattati con placebo hanno avuto una riduzione dell’intensità della tosse di almeno il 50% dei valori basali al giorno 7 e il 18,0% verso il 5,5% ha presentato una remissione completa del sintomo.
Tra gli adulti con bronchite acuta, l’88,7% del gruppo pelargonio e il 47,6% del gruppo placebo hanno mostrato una riduzione ≥50% dell’intensità della tosse mentre il 26,0% vs il 6,3% ha avuto la remissione totale del sintomo al settimo giorno. Nel gruppo di trattamento rispetto al placebo sono anche migliorati in modo statisticamente significativo lo svolgimento delle normali attività quotidiane e altri parametri correlati alla qualità della vita. Infine, nel raffreddore comune il 56,8% del gruppo pelargonio e il 38,8% di quello placebo hanno avuto una riduzione dell’intensità della tosse ≥50% al quinto giorno, mentre il 26,1% del gruppo di trattamento contro il 18,4% di quello placebo ha mostrato una remissione completa del sintomo. Questi risultati indicano che l’estratto di radice di pelargonio riduce l’intensità della tosse e ne favorisce una remissione più precoce rispetto al placebo. L’estratto di pelargonio ha anche migliorato la qualità di vita, dato che i soggetti trattati con il prodotto fitoterapico sono stati in grado di riprendere prima le abituali attività quotidiane.

 

Fonte:

Kardos P, Lehmacher W, Zimmermann A, Brandes-Schramm J, Funk P, Matthys H, Kamin W. Effects of Pelargonium sidoides extract EPs 7630 on acute cough and quality of life – a meta-analysis of randomized, placebo-controlled trials. Multidiscip Respir Med. 2022 Aug 3;17:868.

Integratori alimentari per la salute

Gli integratori alimentari, come definiti dalla legge (Direttiva 2002/46/CE), possono giocare un ruolo di primaria importanza nel mantenimento della salute e del benessere.

È un dato di fatto che la vita media dell’uomo si sia allungata, e c’è oggi un chiaro interesse delle persone a impegnarsi per mirare a una vita lunga, sana, piena di energia e autonoma fino a tarda età. Gli integratori possono inserirsi in questo “percorso di salute”, perché, pur non sostituendo un’alimentazione varia ed equilibrata e un sano stile di vita e anche l’uso di farmaci, possono fornirci princìpi attivi importanti e anche spingerci a cambiare alcune abitudini per conservare la salute.

Un testo interessante e di agevole consultazione, ma anche di particolare utilità, poiché prende in considerazione una “nuova frontiera” dell’integrazione moderna, che vede in particolare protagonisti medico e operatori nell’esercizio della loro professione, che è quella dell’utilità del consiglio o del non consiglio ai loro pazienti o ai clienti di integratori in concomitanza con terapie farmacologiche.

Anna Giogli
Laureata in Biologia, ha lavorato per anni nel settore tecnico-scientifico di aziende importanti in ambito erboristico e cosmetico. È coautrice di numerosi libri, di cui molti in collaborazione col dott. Fausto Mearelli, che trattano argomenti di fitoterapia e fitocosmesi. Dal 2006 lavora in Erbamea nei settori di ricerca e sviluppo, regolatorio e assistenza tecnica.

Fausto Mearelli
Laureato in Farmacia, ha conseguito anche i diplomi universitari in Erboristeria e in Cosmetologia e Fitocosmesi. È stato direttore tecnico in note aziende del settore erboristico e docente a contratto per oltre dieci anni, presso l’Università di Padova, nel corso di Laurea in Tecniche Erboristiche. Ha partecipato, come esperto di droghe vegetali, alla stesura della X Farmacopea Ufficiale Italiana e ha al suo attivo numerose pubblicazioni. Dal 2004, è amministratore e responsabile tecnico-scientifico dell’azienda Erbamea.

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Attività salutistica di curcuma e curcumina

La curcuma (Curcuma longa, Zingiberaceae) è una pianta erbacea perenne coltivata in tutto il mondo, originaria dell’Asia meridionale o sudorientale. L’India ne è il maggior produttore, consumatore e fornitore. La sua radice viene utilizzata come spezia, conservante alimentare e colorante e in medicina tradizionale trova impiego a supporto di un’ampia gamma di condizioni. Disponibile in diverse forme (capsule, bevande energetiche, saponi, compresse, unguenti e cosmetici), la curcuma contiene carboidrati, fibre, proteine, vitamina C, magnesio, fosforo, potassio e calcio ed è una fonte importante di acidi grassi omega-3 e di acido alfa-linolenico. La maggioranza dei suoi fitocostituenti sono polifenoli e terpenoidi e la curcumina rappresenta l’80% dei polifenoli.

Una recente review presenta un’ampia panoramica delle attività della curcuma con un focus specifico sul costituente curcumina con riferimento a studi pubblicati in letteratura internazionale. Diversi studi hanno valutato le proprietà antinfiammatorie della curcuma: sperimentazioni precliniche hanno dimostrato l’azione antinfiammatoria della curcumina sui disturbi gastrointestinali mostrando che inibisce gli spasmi intestinali e la formazione di ulcere causate da stress, alcol, indometacina ecc. Il succo fresco di curcumina apporta benefici documentati in caso di malattie gastrointestinali quali dispepsia, infezione da Helicobacter pylori, morbo di Crohn, ulcera gastrica, e colite ulcerosa. Secondo uno studio la supplementazione per 8 settimane di compresse di curcuma ha sensibilmente migliorato i sintomi della sindrome dell’intestino irritabile (IBS) e i livelli di dolore, migliorando la qualità della vita. Uno studio pilota ha dimostrato che la curcumina è più efficace del placebo e della terapia convenzionale nel trattamento della colite ulcerosa; un altro studio clinico ha dimostrato un netto miglioramento di ulcere peptiche e i dolori addominale associato dopo la somministrazione di curcumina (600 mg 5/d) per 12 settimane. È stato dimostrato che l’estratto di curcuma migliora i marcatori infiammatori sierici in soggetti sani e in sovrappeso e che la curcumina è efficace quanto il cortisone orale o il fenilbutazone nell’infiammazione acuta.

Una ricerca condotta su pazienti con diagnosi di diabete di tipo 2 ha dimostrato un miglioramento della resistenza all’insulina, la riduzione dei livelli di glucosio e di insulina, una maggiore secrezione di adiponectina e una riduzione dei livelli di leptina, resistina, interleuchina (IL) 6, IL-1ß e fattore di necrosi tumorale alfa (TNF-a). Tuttavia, un altro studio su partecipanti sani ha rilevato un basso impatto della curcuma sul glucosio plasmatico postprandiale, sull’insulina e sui valori della glicemia. Studi preclinici e clinici hanno dimostrato che la curcumina ha proprietà ipocolesterolemizzanti, anti-aterosclerotiche e protettive contro ischemia cardiaca; migliora il profilo lipidico dei soggetti con malattia cardiovascolare se somministrata da sola o in supporto agli interventi farmaceutici. Ulteriori studi ne hanno dimostrato l’azione protettiva nella malattia coronarica. È stato dimostrato inoltre che la curcumina (250 e 500 mg/d) esplica proprietà epatoprotettive: aumenta l’apoptosi negli epatociti danneggiati, riducendo al contempo gli effetti infiammatori, la fibrogenesi epatica e le lesioni epatiche.

Il succo della radice di curcuma è stato utilizzato per rilassare la muscolatura liscia della trachea e nel trattamento della bronchite, mentre la tosse e il mal di gola hanno tratto beneficio da gargarismi con un decotto di rizoma. La curcumina ha dimostrato di avere anche proprietà neuroprotettive: studi sull’animale hanno dimostrato che può ridurre lo stress ossidativo associato alla malattia di Alzheimer nonché la sua efficacia nel ridurre i sintomi del morbo di Parkinson aumentando la disponibilità di dopamina nel cervello. Secondo gli autori della review le formulazioni innovative con il ricorso alle nanotecnologie offrono risultati promettenti, aumentando il targeting della curcumina, la farmacocinetica, l’efficacia e l’assorbimento cellulare.

 

Fonte:
Fuloria S, Mehta J, Chandel A, et al. A comprehensive review on the therapeutic potential of Curcuma longa Linn. in relation to its major active constituent curcumin. Front Pharmacol. March 2022;13:820806.

 

 

La Via delle Erbe – un punto di incontro e di scambio tra specialisti del benessere

Edoardo Pampuro, Responsabile comunicazione Lauretana

Lauretana, premium brand nel mondo Beverage grazie alla sua purezza, ha deciso di sostenere quest’anno La Via delle Erbe. Ne abbiamo discusso con Edoardo Pampuro, Responsabile comunicazione dell’azienda

Lauretana è premium brand nel mondo Beverage grazie alla sua purezza. L’acqua ha origine nell’area idrogeologica del ghiacciaio del Monte Rosa e sorge in un luogo incontaminato ad oltre 1000 metri s.l.m., privo di insediamenti industriali e agricoli. L’azienda, quest’anno, ha deciso di sostenere La Via delle Erbe (9-10-11 settembre).

Lauretana ha una lunga tradizione di collaborazione con l’Erborista, quali sono le motivazioni che vi hanno spinto a sostenere La Via delle Erbe?

La collaborazione storica con l’Erborista è nata e “cresciuta” con delle basi condivise: innanzitutto la centralità che entrambi attribuiamo al benessere, poi la comunicazione approfondita con cui ci mettiamo in relazione con il nostro target comune, molto consapevole e informato. Sostenere La Via delle Erbe è stata una “naturale” conseguenza, perché rappresenta un punto di incontro e di scambio di conoscenza tra specialisti del benessere.

Le vostre acque sono rinomate per le qualità di purezza e leggerezza, in che modo si sposano con quelle delle piante ed erbe nell’ottica di un maggiore benessere per il consumatore?

Spesso sul web e sui social diamo alcuni consigli su come abbinare Lauretana a piante ed erbe, che hanno proprietà utili per il nostro benessere fisico e psicologico. Per esempio, sul nostro sito è disponibile una guida con 10 tisane da realizzare con Lauretana. L’acqua che imbottigliamo è la più leggera d’Europa: grazie al residuo fisso di appena 14 mg/l, non interferisce con i sapori ed è perfetta per vivere un’esperienza autentica di gusto, oltre che di benessere, perché esalta l’aroma originario di piante ed erbe.

Uno degli argomenti del SANA, che ospita La Via delle Erbe, è la sostenibilità. Qual è la filosofia di Lauretana nei confronti di questo tema e come la applica nel suo ciclo produttivo?

Ci teniamo a precisare che intendiamo la sostenibilità come un valore sotto vari punti di vista: ambientale, sociale ed economico. Il nostro approccio è quindi sistemico. Recentemente, abbiamo ottenuto la Gold Medal di Ecovadis, l’ente certificatore terzo che, in base a criteri oggettivi, valuta la sostenibilità di oltre 85.000 attività in 160 Paesi del mondo. Per quanto riguarda il ciclo produttivo, siamo intervenuti sulle linee scegliendo le tecnologie di nuova generazione che garantissero il maggior risparmio idrico ed energetico. Inoltre, nello stabilimento avviene una gestione attenta e responsabile di ogni singolo materiale di scarto, che viene differenziato e riciclato, così da permettere di reintrodurlo all’inizio del ciclo produttivo. Il nostro obiettivo è la circolarità.

Cosa vi aspettate da La Via delle Erbe e quali potranno essere i progetti per la prossima edizione?

La Via delle Erbe sarà un’occasione importante per fare network tra chi pone al centro della sua visione la conoscenza e il benessere. Per la prossima edizione, non vogliamo porre dei limiti e ci aspettiamo progetti interessanti e coinvolgenti. Intanto, non vediamo l’ora di prendere parte a questa edizione che avrà come tema principale il blu (le erbe blu), un colore a cui noi, insieme ai nostri clienti, siamo particolarmente affezionati.

La Via delle Erbe – contribuire al benessere con i rimedi fitoterapici

Farmaderbe, azienda friulana il cui obiettivo è quello di contribuire concretamente al benessere individuale attraverso l’uso sapiente di prodotti fitoterapici mirati, ha deciso di sostenere quest’anno La Via delle Erbe. Ne abbiamo discusso con il Product Manager Gabriele Venturini

Gabriele Venturini, Product Manager Farmaderbe

Farmaderbe nasce nel 2000 in Friuli, Regione ricca di storia e dai saldi principi, dalla trentennale esperienza del fondatore nella valorizzazione dell’uso delle piante officinali a fini salutistici e dalla volontà di contribuire concretamente al benessere individuale attraverso l’uso sapiente di prodotti fitoterapici mirati. Un’attività cominciata come erboristeria e distribuzione di prodotti erboristici tradizionali nell’area del Triveneto, ma ben presto ampliatasi con il coinvolgimento della seconda generazione e il lancio sul mercato nazionale di prodotti a marchio proprio. Un’impresa legata al territorio e alle proprie radici, che ha saputo mantenere nella sua crescita di livello internazionale una calda atmosfera familiare. Farmaderbe è quest’anno tra le aziende sostenitrici de La Via delle Erbe (9-10-11 settembre).

Farmaderbe ha una lunga tradizione di collaborazione con L’Erborista, quali sono le motivazioni che vi hanno spinto a sostenere La Via delle Erbe quest’anno?

Farmaderbe ha sempre sostenuto settore e da moltissimi anni partecipa a numerose iniziative del gruppo Tecniche Nuove in quanto riconosce la professionalità dello staff, la serietà e la qualità dei temi trattati. In più, essendo sempre stati espositori del SANA, abbiamo sempre creduto nella manifestazione e quest’anno troviamo di particolare interesse il tema de La Via delle Erbe.

Il tema della manifestazione è legato al “blue mood”.  Qual è l’approccio della vostra azienda a questo tema e in che modo i vostri prodotti si inseriscono in questo aspetto?

Il tema del trattamento delle problematiche inerenti l’umore e le sue declinazioni fino alle più gravi rientra tra le più comuni e di maggiore interesse nel settore fitoterapico. Conosciamo l’importanza del mondo del farmaco in questo ambito e quanto un approccio chimico-farmacologico sia necessario e fondamentale in taluni casi, ma sappiamo altresì quanto se ne sia abusato, creando problemi di assuefazione, rebound e dipendenza fisica e psicologica. Noi crediamo che un approccio integrato mediante tutti i rimedi fitoterapici, nutrizionali e di sane abitudini di vita, inteso nel senso più ampio del termine siano la migliore strada per perseguire un miglioramento della qualità della vita di chi soffre. La nostra azienda propone diverse soluzioni, sia a base di Iperico, Passiflora, Valeriana, oppure Griffonia, Scutellaria ed altre formulazioni mirate al riequilibrio dei neurotrasmettitori a base di estratti vegetali con vitamine ed aminoacidi bilanciati. Ci piace il concetto di fornire all’organismo i “mattoncini” di cui necessità per ricostruire l’equilibrio dei neurotrasmettitori anziché creare un nuovo equilibrio labile ed effimero. Non dimentichiamo poi l’importanza dei tonici adattogeni, in questi casi come Rhodiola ed Eleuterococco ad alto dosaggio che in abbinamento alle giuste vitamine ed aminoacidi possono in molti casi dare risultati di grande soddisfazione.

Nelle conferenze proposte cercheremo di conciliare l’esperienza d’uso tradizionale con le evidenze della scienza moderna. Farmaderbe ha un approccio che privilegia uno dei due aspetti oppure cerca una sintesi virtuosa?

Direi che la domanda coglie in pieno la nostra visione. Farmaderbe è per una sintesi virtuosa, crediamo fermamente nella tradizione quando validata dall’esperienza e dalla scienza, ed il nostro marchio aziendale riassume perfettamente questo equilibrio che è contemporaneamente punto di partenza e di arrivo dei nostri progetti.

L’iniziativa è inserita all’interno di SANA, che punta molto sulla naturalità dei prodotti e sulla sostenibilità ambientale. Qual è la vostra filosofia in merito?

Sono entrambi concetti che da sempre fanno parte del nostro DNA aziendale. La sostenibilità è un concetto di cui ora si parla molto ma che in realtà fa da sempre parte della nostra vita ma si è un po’ perduto partire dal boom economico ed ora lo stiamo riscoprendo. Per quanto riguarda la nostra azienda abbiamo proprio in questi giorni in cantiere il montaggio di pannelli fotovoltaici per 80 kw, oltre ad avere un immobile industriale con isolamento termico e acustico di grandi prestazioni al fine di limitare i consumi e creare il migliore comfort abitativo. Per la naturalità dei prodotti vale lo stesso discorso, imparare dal passato ed usare la scienza e la tecnologia per creare prodotti efficaci, sicuri e lavorati il meno possibile, usando solo gli eccipienti necessari a garantirne la necessaria piacevolezza d’uso e naturalmente sicurezza e conservabilità.


Cosa vi aspettate da questa manifestazione e quali potranno essere i progetti per la prossima edizione?

Ci auguriamo porti nuova linfa al settore che sta ritrovando l’importanza che merita. Nel periodo del lockdown le erboristerie sono state un porto sicuro di ascolto e di consiglio, mi auguro i clienti se ne ricordino e trovino sempre professionalità e qualità; per questo eventi come il vostro sono fondamentali!

Allo studio l’azione antiobesità dello zafferano

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità la prevalenza mondiale dell’obesità è quasi triplicata tra il 1975 e il 2016 ed è ora considerata una pandemia globale che richiede attenzione accademica e clinica. Alcune ricerche hanno evidenziato gli effetti benefici in questo contesto anche dello zafferano (Crocus sativus L.) e diversi studi randomizzati e controllati (RCT) ne hanno valutato l’effetto nella riduzione del peso corporeo, analizzati e sintetizzati in questa recente revisione sistematica con metanalisi.

Seguendo le linee guida PRISMA, sono stati ricercati in diversi database medico-scientifici gli studi RCT condotti su una popolazione da individui obesi e ne sono stati selezionati 25. La metanalisi ha mostrato una diminuzione non statisticamente significativa del peso, dell’indice di massa corporea (IMC), della circonferenza vita e fianchi e una diminuzione statisticamente significativa del rapporto vita-fianchi (p = .01). La glicemia a digiuno ha mostrato una riduzione significativa nei soggetti con sindrome metabolica ed è stata riscontrata una variazione non statisticamente significativa del livello di emoglobina glicata.

Nonostante alcune limitazioni correlate principalmente all’eterogeneità degli studi inclusi nella review, le evidenze attualmente disponibili indicano che la supplementazione con zafferano esplica effetti positivi e promettenti su alcuni fattori cardiometabolici nei soggetti in sovrappeso e obesi. Sono necessarie ulteriori ricerche ed evidenze di alta qualità per ottenere risultati più completi e generalizzabili.

Fonte:
Tahmasbi F, Araj-Khodaei M, Mahmoodpoor A, Sanaie S. Effects of saffron (Crocus sativus L.) on anthropometric and cardiometabolic indices in overweight and obese patients: A systematic review and meta-analysis of randomized controlled trials. Phytother Res. 2022 Jul 22.

Olio essenziale di Citrus aurantium e turbe del sonno

Questo studio clinico randomizzato ha analizzato l’impatto dell’aromaterapia con olio essenziale di arancio amaro (Citrus aurantium L.) in donne in gravidanza che presentavano disturbi del sonno, abbastanza comuni in questa fase. Il trial è stato condotto su 68 donne in stato di gravidanza (28-34 settimane) con disturbi del sonno, arruolate nei centri sanitari di Jiroft (Iran) nel 2021 e suddivise in un gruppo di intervento e un gruppo di controllo placebo. Alle donne del primo gruppo sono state somministrate cinque gocce di olio essenziale di Citrus aurantium da inalare respirando normalmente per 20 minuti, mentre il gruppo di controllo ha ricevuto un placebo. L’intervento è stato effettuato due volte al giorno per un mese.

La qualità del sonno è stata valutata prima dell’intervento e dopo un mese. Per la raccolta dei dati sono stati utilizzati un questionario demografico e il Pittsburgh Sleep Quality Index (PSQI). Il valore P<0,05 è stato considerato come statisticamente significativo. Prima dell’intervento i punteggi medi e la deviazione standard della qualità del sonno delle gestanti nei gruppi di intervento (9,89±3,00) e placebo (8,12±2,53) non erano significativamente diversi (P=0,10). Un mese dopo l’intervento, il punteggio è risultato significativamente più basso nel gruppo di intervento (4,37±1,85) rispetto al gruppo placebo (8,48±2,62) (P<0,001). Questi risultati indicano che l’aromaterapia per inalazione di olio essenziale di Citrus aurantium può migliorare la qualità del sonno in gravidanza e pertanto può essere utilizzata per alleviare questi disturbi.

Fonte:
Mohammadi F, Moradi M, Niazi A, Jamali J. The Impact of Aromatherapy with Citrus Aurantium Essential Oil on Sleep Quality in Pregnant Women with Sleep Disorders: A Randomized Controlled Clinical Trial. Int J Community Based Nurs Midwifery. 2022 Jul;10(3):160-171.

 

 

Le intuizioni di Ildegarda

Mariella Di Stefano

La fitoterapia affonda le sue radici in tradizioni millenarie tramandate oralmente o in opere scritte, a lungo dimenticate e di recente sempre più spesso riscoperte e passate al vaglio della ricerca scientifica, con il supporto delle più avanzate modalità tecnologiche. L’obiettivo è quello di porre le basi per lo sviluppo di preparati, e quindi interventi per la salute, più mirati, personalizzati, olistici. Ripercorrere in chiave moderna il patrimonio dei saperi tradizionali, in taluni casi strutturati, può fornire dunque strumenti importanti per una conoscenza contemporanea delle piante medicinali come risorsa per il benessere.

Le opere e il pensiero di Ildegarda di Bingen (1098-1179), donna straordinaria per i suoi tempi e tuttora considerata la più celebre delle scienziate medievali, sono una fonte preziosa in questa direzione. Spaziando dalla medicina alle scienze naturali, nell’ambito naturalistico fu autrice di due trattati enciclopedici che raccolgono l’intero sapere botanico e medico della sua epoca: Physica, il Libro delle medicine semplici, e Causae et curae, il Libro delle cause e dei rimedi. Ispirandosi alla teoria ippocratica dei Quattro Elementi, la badessa di Bingen concepì idee di sorprendente modernità sull’impiego delle piante, elaborando anche una visione di salute e malattia che prefigura sotto molti aspetti il concetto contemporaneo di medicina olistica e personalizzata. Molti dei suoi rimedi sono ancora usati nella fitoterapia contemporanea come, ad esempio, la menta per alleviare alcuni disturbi digestivi o l’achillea contro l’epistassi.

In questa prospettiva è interessante un recentissimo articolo di Sabrina Melino ed Elisabetta Mormone (Front. Neurosci., 25 May 2022) che analizza l’approccio e la teoria umorale di Ildegarda per individuare al suo interno concetti che potrebbero essere un riferimento anche per la moderna medicina basata sull’evidenza. Secondo le autrici, infatti, la visione olistica ildegardiana del rapporto tra organismo e ambiente potrebbe prefigurare un approccio ‘visionario’ all’endocrinologia moderna, mentre gli ormoni sessuali, e gli estrogeni in particolare, rappresenterebbero un esempio di “interfaccia biodinamica”, in quanto fattori in grado di mediare la trasmissione di messaggi tra corpo umano e ambiente e viceversa e di modificarsi in risposta agli stimoli provenienti dall’interno come dall’esterno dell’organismo. I recettori degli estrogeni si trovano in regioni cerebrali coinvolte nella regolazione emozionale e cognitiva e sono implicati nella regolazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene e nella regolazione epigenetica delle risposte agli stimoli fisiologici, ormonali e sociali.

In questo scenario dunque, nella complessa interazione tra diversi umori e flegmi riconosciuti come genere-specifici e regolati dall’ambiente, si potrebbe intravedere il primo tentativo di descrivere la moderna medicina olistica di genere. Così come l’anticipazione del concetto che assegna un ruolo centrale all’endocrinologia in alcune malattie genere-specifiche, valorizzando la funzione degli ormoni come strumento di comunicazione e di rielaborazione degli stimoli che ciascuna persona riceve dal macrocosmo. Di questa modernità intuitiva di Ildegarda di Bingen d’altra parte scrivevano, già nel 2017, anche Bruno Brigo e coll. In un articolo pubblicato su Lancet Neurology evidenziavano, infatti, come nei suoi scritti fosse presente una dettagliata rappresentazione del morbo di Parkinson, molti secoli prima della sua descrizione e, insieme a essa, il ruolo che la curcuma può svolgere in questo contesto. Un’anticipazione del potenziale ruolo di neuroprotezione svolto dalla curcumina, che diversi studi sperimentali hanno esplorato con risultati promettenti. Il tandem tradizione e innovazione, tante volte evocato per lo sviluppo delle piante medicinali e a noi particolarmente caro, mai come in questo caso diventa concreto e foriero di originali approfondimenti e intuizioni per il futuro del settore.

Attività antinfiammatoria del timolo

Il timo (Thymus vulgaris) è una piccola pianta erbacea diffusa nelle regioni a clima temperato usata in cucina per le sue qualità aromatizzanti ma anche in ambito salutistico. Presenta foglie piccole lanceolate dai bordi arrotondati, lo stelo è legnoso e i rami sono ascendenti. I fiori sono di colore bianco-rosa riuniti in folte infiorescenze. L’olio essenziale di timo in particolare contiene diverse sostanze, soprattutto fenoli e tra queste il timolo a cui sono state attribuite attività antibatteriche, specie contro i principali germi responsabili delle affezioni del tratto respiratorio, e antiossidanti. Studi recenti hanno anche dimostrato che esplica proprietà antinfiammatorie e cicatrizzanti.

Il punto sulle ricerche in vitro e in vivo

Una recente review sistematica con metanalisi brasiliana ha fatto il punto sulle ricerche in vitro e in vivo condotte sul timolo come agente antinfiammatorio e/o cicatrizzante con riferimento 36 pubblicazioni scientifiche selezionate nelle banche dati online PubMed, Web Of Science e Scopus. La metanalisi, ovvero l’analisi quantitativa, è stata eseguita esclusivamente per gli studi in vitro e in vivo che hanno valutato le proprietà antinfiammatorie del timolo (15). Negli studi in vitro sono stati osservati risultati significativi dell’attività antinfiammatoria per l’interleuchina 2; per gli studi in vivo sono stati riscontrati invece risultati significativi di questa attività per interleuchina 1 e 17, per il fattore di necrosi tumorale α, la mieloperossidasi, l’aspartato aminotransferasi e la proteina C-reattiva, che presentavano livelli più elevati nei gruppi di controllo. Il timolo, conclude la ricerca, svolge pertanto una significativa attività antinfiammatoria grazie alla quale contribuisce a migliorare i problemi dell’apparato digerente e respiratorio, le affezioni cardiovascolari, i danni cutanei e le ustioni. Sono necessarie ulteriori ricerche per chiarirne la relazione dose-risposta e il meccanismo d’azione.

Fonte:

Gabbai-Armelin PR, Sales LS, Ferrisse TM, De Oliveira AB, De Oliveira JR, Giro EMA, Brighenti FL. A systematic review and meta-analysis of the effect of thymol as an anti-inflammatory and wound healing agent: A review of thymol effect on inflammation and wound healing: A review of thymol effect on inflammation and wound healing. Phytother Res. 2022 Jul 18.

Unict, nasce il Centro Interdipartimentale di Ricerca in Nutraceutica e Prodotti Salutistici

A Catania, presso il dipartimento universitario di Scienze del Farmaco e della Salute è stato istituito il Centro Interdipartimentale di Ricerca in Nutraceutica e Prodotti Salutistici (Cernut). Il Centro ha come scopo principale quello di promuovere ricerche multidisciplinari su integratori alimentari, “functional food”, probiotici e sulle proprietà nutraceutiche degli alimenti e delle piante attraverso un approccio scientifico che ne dimostri i possibili benefici per la salute umana. Naturalmente la ricerca e gli studi nei confronti di altri prodotti a valenza salutistica, come i cosmetici innovativi, sono anch’essi tra gli obiettivi del Cernut. Afferiscono al Centro numerosi docenti e ricercatori da vari dipartimenti dell’ateneo di Catania, ognuno dei quali mette a disposizione le proprie skill ed expertise. L’attuale direttore del Centro è il professor Luca Vanella, mentre responsabile scientifico è il professor Rosario Pignatello.

Le principali linee di ricerca

Al Cernut si punta alla caratterizzazione analitica degli ingredienti attivi e all’identificazione del ruolo e degli effetti dei composti health promoting a valenza nutraceutica nei contesti di wellness, aging, nutrigenomic e medicina preventiva. I ricercatori si avvalgono di modelli sperimentali in silico, in vitro e in vivo e di studi mirati per il rilascio controllato e il targeting di sostanze bioattive. Sul sito è consultabile una pagina delle pubblicazioni più recenti.

Le finalità del Cernut

Tra gli scopi dell’istituzione rientrano:

  • riunire numerosi esperti in ricerca di base e ricerca clinica, i cui risultati possono contribuire a migliorare la qualità della vita e lo stato di salute della popolazione;
  • collaborare con Aziende, Istituzioni ed Enti di Ricerca pubblici e privati nel settore della nutraceutica e della salute;
  • promuovere l’educazione e la divulgazione scientifica, tramite l’organizzazione di iniziative ed eventi e la pubblicazione di articoli e approfondimenti scientifici.

Il sito web del Cernut è accessibile al seguente link.