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Struccante all’acqua efficace e delicato

ER_cos_gen15_HELANÈ concepito come una crema, meglio di un sapone ed è dolce come un latte. Infatti appartiene alla Linea Dolcezza di Helan lo Struccante Integrale all’Acqua, un latte riequilibrante per il trattamento quotidiano di pulizia del viso. È un’emulsione fluida (98% di ingredienti di origine naturale) con una base composta esclusivamente da cere e oli vegetali, tra cui un’alta percentuale (10%) di olio di mandorle dolci a elevata affinità cutanea, che deterge efficacemente ma delicatamente, rispettando le pelli più sensibili. Nella composizione sono stati inseriti inoltre miele (addolcente), propoli (dermopurificante) e acqua aromatizzata di amamelide (lievemente astringente). Dunque, tanta delicatezza nell’azione struccante, ma anche tanta efficacia nell’eliminare eccessi di secrezioni, le impurità e il trucco, nel purificare senza dilatare i pori, nell’idratare e illuminare la pelle. Si applica in modo semplice, direttamente con le mani, su viso e collo e si elimina in un attimo con un abbondante risciacquo. In tubo da 150 ml.

 

Fiale fortificanti per i capelli femminili

ER_cos_gen15_LERBOLARIOCon una composizione ricca di sostanze dall’azione fortificante-antiossidante affiancate da altri ingredienti energizzanti-tonificanti e protettivi, Folta Chioma Trattamento Intensivo Anticaduta per Lei è stato creato da L’Erbolario per aiutare la prevenzione della caduta dei capelli femminili. Presentata in fiale monouso, la soluzione si avvale di sostanze attive come: estratto di achillea rosa che promuove il microcircolo capillare superficiale cutaneo; estratto di capelvenere, antiossidante; oligoelementi (zinco, rame e magnesio) per sostenere la struttura cheratinica dei capelli; complesso Stimucap (acido linoleico coniugato da girasole) per una fibra capillare più forte e vigorosa; fitocomplesso da fiori di farfara e corteccia di china ad azione dermopurificante ed energizzante del cuoio capelluto. Per la fragranza sono utilizzati numerosi oli essenziali scelti perché stimolano la microcircolazione del cuoio capelluto. La formulazione non contiene parabeni, siliconi, conservanti ed è stata testata in vivo e in vitro; la tollerabilità cutanea è stata clinicamente testata ed è stato monitorato il contenuto di 7 metalli per minimizzare i rischi di allergia. Confezione da 12 fiale da 6 ml.

 

Uncaria nella stomatite da protesi

241432SDCCMYK35In questo studio clinico è stata valutata l’efficacia del gel con Uncaria tomentosa (artiglio del gatto) nella stomatite da protesi. Nello studio sono stati coinvolti 50 pazienti con stomatite da protesi che sono stati assegnati random a uno dei tre gruppi di trattamento: miconazolo 2%, placebo o gel con U. tomentosa 2%. Il grado di stomatite è stato valutato all’ingresso nello studio, dopo 1 settimana di trattamento e 1 settimana dopo il trattamento. L’efficacia clinica di ogni trattamento è stata misurata sulla base della classificazione di Newton. In ognuno dei momenti di valutazione sono stati ottenuti campioni micologici dalla mucosa palatina e dalla protesi allo scopo di stabilire l’entità del fenomeno (valutato in unità formanti colonie: UFC/mL) e l’identificazione fungina. Nel corso della sperimentazione sono stati identificati varie specie di Candida; la gravità della stomatite da protesi è diminuita in tutti i gruppi (P <0.05). Dopo una settimana di trattamento è stata registrata per tutti i gruppi una riduzione significativa di CFU/ml (P <0.05) che si è mantenuta dopo 14 giorni (p> 0.05). Relativamente all’identificazione dei patogeni, C. albicans è risultato il microrganismo più diffuso, seguito da C. tropicalis, C. glabrata e C. krusei, indipendentemente dal gruppo e dal momento di valutazione. Il gel a base di Uncaria tomentosa ha determinato gli stessi effetti del trattamento con gel al miconazolo 2%. Gli autori della sperimentazione ritengono che il gel a base di U. tomentosa possa essere un trattamento topico coadiuvante per la stomatite da protesi.

Ricerca realizzata da associati a: Department of Dentistry, Ponta Grossa State University (UEPG), Ponta Grossa, Paraná, Brasile.

Tay LY, Jorge JH, Herrera DR, Campanha NH, Gomes BP, Andre Dos Santos F. Evaluation of different treatment methods against denture stomatitis: A randomized clinical study. Oral Surg Oral Med Oral Pathol Oral Radiol 2014, Jul;118(1):72-7.

Labbra riparate e ultralucide

ER_cos_feb15_PEDRINIPer prendersi cura delle labbra, proteggendole e nutrendole a lungo, Pedrini Cosmetici presenta Lepo Lip Repair – Olio Riparatore Labbra, protettivo e ultralucido. È un olio-gloss agli oli di borragine e argan, super nutriente e ad azione riparatrice che sfrutta la sinergia di questi due pregiati oli vegetali altamente idratanti e ristrutturanti. L’olio ha una texture morbida e confortevole, assolutamente non appiccicosa, e garantisce labbra immediatamente morbide, perfettamente idratate e brillanti.

 

Botanicals, superare la situazione di stallo

IMG_0453Per ragioni di natura storica in Europa convivono politiche diversificate in materia di prodotti per la salute e l’iter di armonizzazione avviato negli ultimi anni deve confrontarsi con le legislazioni nazionali.

Ciò accade anche nel campo dei botanicals, i prodotti a base di erbe. Un mercato che secondo la European Federation of Health Products Manufacturers Associations – EHPM vale 2,5 miliardi di euro in Europa (su un mercato totale degli integratori di 9 miliardi) e che ammonta a oltre 2 milioni di euro in Italia. Questo stesso settore negli Stati Uniti cresce ininterrottamente da 10 anni, riporta l’America Botanical Council, e ha raggiunto la cifra record di 6 miliardi di dollari (2013), con un incremento del 7.9%; ed è interessante notare che l’aumento più marcato si registra proprio nei punti vendita specializzati rispetto alla grande distribuzione.

Tornando ai botanicals del Vecchio Continente, sono diversi i problemi irrisolti. Sappiamo, ad esempio, che per questa categoria di prodotti l’esame delle indicazioni salutistiche, o claims, è stato sospeso in attesa che siano definiti in maniera chiara i criteri con cui procedere, mentre i claims presentati sono stati quasi tutti rifiutati.

Il nodo del problema è capire, e su questo punto il dibattito è in corso, se anche per gli integratori alimentari a base di piante debbano applicarsi tout court i criteri del Regolamento 1924 del 2006. Secondo questa norma europea l’efficacia del claim deve essere dimostrata con studi clinici – il che non è richiesto neanche ai medicinali vegetali di origine tradizionale per i quali, paradossalmente, basta la tradizione d’uso – o se invece per questi prodotti, data la loro specificità, si possa concordare un percorso diverso. Un quadro cioè di regole adeguate che risponda ai requisiti di qualità e sicurezza e contempli, tra i criteri per avvalorare le attività fisiologiche dei prodotti vegetali e rivendicarne le indicazioni salutistiche, anche la tradizione d’uso. Su questo punto il dibattito è in corso: se n’è parlato di recente a Bruxelles, in un meeting cui hanno partecipato industria e rappresentanti istituzionali, compreso il ministero della Salute italiano.

L’altro grande tema riguarda le liste di piante autorizzate per i prodotti non medicinali. Anche in questo caso la disomogeneità regna sovrana, ma la Commissione europea ha già detto che non ritiene necessario armonizzare la materia. La logica vorrebbe, invece, che in un mercato interconnesso com’è quello comunitario ci fosse un’omogeneità di base. Anche, semplicemente, per rendere più fluida la circolazione dei prodotti, visto che il principio del mutuo riconoscimento viene applicato in modo parziale e non da tutti gli Stati.

Il primo importante tentativo di armonizzazione della materia è stata la lista Belfrit, che nasce dall’azione coordinata di Belgio, Italia e Francia. Adottata in Italia con un decreto ministeriale lo scorso marzo (DM 27/3/2014), è oggi in vigore insieme alla lista precedente e include circa un migliaio di piante per le quali esistono dati di sicurezza ed efficacia, anche sull’uso tradizionale. La lista Belfrit presenta qualche novità, ad esempio l’inserimento degli oli essenziali e di droghe vegetali come i semi di ippocastano e la radice di Pygeum. Registra però anche assenze importanti rispetto all’elenco nazionale: uva ursina, ananas gambo, Aloe vera gel e quasi tutti i gemmoderivati.

A che punto siamo? Conclusa la raccolta dei dati utili per valutare il reinserimento di piante e loro parti presenti soltanto nella lista nazionale ma non in quella Belfrit, è il momento di portare avanti un lavoro che, alla fine, dovrebbe fornire un unico elenco di piante efficaci, sicure e radicate nella tradizione d’uso nazionale ed europea.

A oggi, tuttavia, è difficile dire se gli sforzi verso una maggiore uniformità realmente porteranno, come si auspica, a risultati nel breve-medio periodo. Ad esempio, a una lista unificata sembrano poco interessati Gran Bretagna, Germania e paesi del Nord Europa, dove molte piante della lista Belfrit sono già catalogate come medicinali.

 

 

Bacopa monnieri migliora la performance cognitiva

BrainstormingBacopa monnieri è una pianta originaria dell’India, tradizionalmente utilizzata per sviluppare funzioni cerebrali e capacità di apprendimento, migliorare memoria e concentrazione, oltre che per aumentare la resistenza fisica e vari altri scopi. A fini terapeutici si utilizzano tutta la pianta essiccata, le foglie e i gambi. I componenti responsabili delle proprietà di Bacopa m. sono alcaloidi, saponine, steroli; altri costituenti identificati sono l’acido betullico, lo stigmasterolo, il beta-sitosterolo, alcuni bacosidi e bacosaponine. Si pensa che i bacosidi A siano responsabili degli effetti sulle funzioni cognitive.

Dato che l’impiego terapeutico primario è il miglioramento della funzione cognitiva, la maggior parte delle ricerche sono state focalizzate sul meccanismo alla base di questa proprietà.

Una recente metanalisi pubblicata sul Journal of Ethnopharmacology ha esplorato l’efficacia sulla funzione cognitiva.

Sono stati ricercati nelle banche dati AMED, Cochrane Central of clinical trial, WHO registry, Thai Medical Index, Index Medicus Siriraj gli studi pubblicati fino al giugno 2013 usando come parole chiave (MeSh terms) le denominazioni scientifiche e il nome comune della pianta e i termini performance cognitiva e memoria. Potevano essere inclusi nella metanalisi gli studi clinici sull’uomo randomizzati in doppio cieco, che prevedessero la somministrazione di estratti di Bacopa m. per un minimo di 12 settimane, senza contemporanea assunzione di altri farmaci.

La qualità metodologica degli studi è stata giudicata secondo i criteri di valutazione del bias della Cochrane e le scale di Jadad. Nove studi rispondevano a questi requisiti (per un totale di 518 soggetti) ed erano tutti con un basso rischio di bias e di alta qualità.

La metanalisi su 437 soggetti ha mostrato un miglioramento delle funzioni cognitive valutato tramite una riduzione (con significatività statistica, p<0.001) nell’esecuzione del Trail B test, test neuropsicologico di attenzione visiva e cambiamento di compito, e una riduzione del tempo di reazione connesso a una scelta, anche in questo caso con significatività statistica (p<0.001).

La conclusione degli autori è che questa pianta ha un buon potenziale nel miglioramento delle funzioni cognitive, in particolare sulla velocità dell’attenzione. Per confermare questi promettenti risultati, occorre realizzare ulteriori ricerche mettendo a confronto Bacopa m. con i farmaci utilizzati in questo contesto clinico e con preparati standardizzati.

Fonte: Kongkeaw C, Dilokthornsakul P, Thanarangsarit P, Limpeanchob N, Norman Scholfield C. Meta-analysis of randomized controlled trials on cognitive effects of Bacopa monnieri extract. J Ethnopharmacol. 2014; 151(1):528-35.

 

 

Proprietà dei polifenoli in dermatologia

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I polifenoli hanno mostrato, sia in vivo sia in vitro, alcune interessanti proprietà che hanno portato allo sviluppo di trattamenti innovativi anche per alcuni disturbi di tipo dermatologico.

Ricercatori della University of California-Sacramento, con l’obiettivo di fornire un quadro esauriente dei lavori scientifici che hanno valutato le proprietà e l’efficacia dei polifenoli in dermatologia e di fare luce su nuovi prodotti e sulle prove scientifiche che ne comprovano l’utilizzo, hanno condotto una rassegna sistematica sui database di PubMed ed Embase fino al luglio 2014.

Gli abstract dei trial clinici identificati sono stati valutati da due ricercatori indipendenti che hanno stabilito se potevano essere inclusi nella rassegna.

Sono stati individuati in totale 356 abstract, dei quali 17 corrispondevano ai criteri di inclusione della ricerca. Negli studi presi in esame, i polifenoli erano assunti sia per os sia in applicazione locale. Prove di efficacia di qualità alta secondo i parametri della ricerca hanno stabilito che i polifenoli del tè verde possono essere efficaci nel trattamento delle verruche ano genitali.

Evidenze di grado minore indicano inoltre che i polifenoli possono giovare anche a persone con alopecia, acne vulgaris, infezioni micotiche, iperpigmentazione cutanea e fotoinvecchiamento cutaneo. La conclusione della ricerca è che i polifenoli possono essere utili ed efficaci per alcune condizioni dermatologiche; nuovi studi sono necessari per confermare questi risultati.

 

Fonte: Tuong W, Walker L, Sivamani RK. Polyphenols as novel treatment options for dermatological diseases: A systematic review of clinical trials. J Dermatolog Treat. 2014 Nov 26:1-17. [Epub ahead of print]

 

Effetti della camomilla sulla sindrome premestruale

Sono stati confrontati gli effetti dell’estratto di camomilla, verso trattamento con  acido mefenamico, sull’intensità dei sintomi della sindrome premestruale. Si è trattato di uno studio clinico randomizzato e in doppio-cieco che ha coinvolto 90 studentesse ospitate presso strutture residenziali. Per due mesi consecutivi le partecipanti hanno compilato quotidianamente dei questionari finalizzati a definire l’intensità della sindrome premestruale. Ottenuta una diagnosi definitiva di sindrome premestruale, le partecipanti sono state divise in due gruppi che hanno assunto rispettivamente capsule con 100 mg di camomilla o con 250 mg di acido mefenamico (tre volte al giorno). Dopo due cicli di trattamento la riduzione dell’intensità dei sintomi emotivi (irritabilità, rabbia, depressione, aumento dell’appetito e perdita della concentrazione) è risultata significativamente più alta (p<0,001) fra coloro che avevano assunto estratto di camomilla (per i due cicli, rispettivamente: 30,1 ± 26,6% e 33,4 ± 25,3%) rispetto a quella trattati con acido mefenamico (11,6 ± 25,7% e 10,7 ± 26,8%). Mentre relativamente alla riduzione dei sintomi fisici (gonfiore addominale, stanchezza, tensione mammaria, mal di testa) non sono emerse differenze significative fra i due trattamenti (p>0,05). Gli autori della sperimentazioni concludono osservando che il consumo di camomilla sembra essere più efficace dell’acido mefenamico nell’alleviare l’intensità dei sintomi emotivi connessi alla sindrome premestruale.

Sharifi F, Simbar M, Mojab F, Majd HA. Comparison of the effects of matricaria chamomila (chamomile) extract and mefenamic acid on the intensity of premenstrual syndrome. Complement Ther Clin Pract 2014, Feb;20(1):81-8.

Il giuggiolo migliora il profilo lipidico in bimbi obesi

bimba obesaSono stati valutati gli effetti del frutto di giuggiolo (Zizyphus jujuba) sul controllo della dislipidemia in adolescenti obesi. Si è trattato di uno studio clinico randomizzato, in triplo-cieco e controllato verso placebo che ha coinvolto 86 adolescenti obesi di età compresa tra 12 e 18 anni, con dislipidemia: elevati livelli di colesterolo-LDL (c-LDL) o colesterolo totale (CT) o trigliceridi (TG) o ridotti livelli di colesterolo HDL (c-HDL) [c-LDL o CT o TG pari o superiori al 95° percentile o c-HDL inferiore al 5° percentile (per età e genere specifico)]. I partecipanti allo studio sono stati assegnati random ai due gruppi di trattamento che hanno ricevuto le medesime raccomandazioni relativamente a una corretta alimentazione e all’attività fisica. Il gruppo attivo ha assunto 5 grammi di polvere di frutta di giuggiolo (in bustina) tre volte al giorno per un mese, mentre il gruppo di controllo ha assunto la stessa quantità di una polvere placebo. La glicemia a digiuno, CT, c-LDL, c-HDL e TG sono stati misurati all’inizio e alla fine. Lo studio è stato completato da 70 partecipanti (51% maschi, età media 14 +/- 2 anni). I due gruppi non differivano in termini di età, genere, peso e indice di massa corporea (BMI). Dopo il periodo di supplementazione i livelli serici di CT sono notevolmente diminuiti (195 +/- 37 mg/dl nei controlli verso 170 +/- 29 mg/dl nel gruppo attivo, P = 0.007), così come il c-LDL (114 +/- 38 mg/dl nei controlli e 104 +/- 22 mg/dl nel gruppo attivo, p = 0,004). Le variazioni dell’indice BMI e di altri parametri non differivano in termini statisticamente significativi. Gli autori della ricerca ritengono che i risultati suggeriscano che il trattamento con giuggiolo è generalmente ben tollerato e può avere potenziali effetti favorevoli sul profilo lipidico. Secondo gli autori lo stile di vita sano è certamente il cardine per controllare l’obesità infantile, ma questo nutraceutico può essere considerato un utile trattamento complementare.

Sabzghabaee AM, Khayam I, Kelishadi R, Ghannadi A, Soltani R, Badri S, Shirani S. Effect of zizyphus jujuba fruits on dyslipidemia in obese adolescents: A triple-masked randomized controlled clinical trial. Med Arh 2013;67(3):156-9.

Preparato a base di lavanda efficace nell’ansia

lavandaLe preparazioni a base di lavanda sono ampiamente utilizzate per trattare gli stati d’ansia, varie preparazioni sono state sperimentate in questi anni e, fra queste, il preparato Silexan (capsule con 80 mg di olio di lavanda) è uno di quelli maggiormente studiati e ci può quindi restituire il potenziale di efficacia delle buone e stabili preparazioni a base di lavanda. Sono stati esaminati gli studi clinici che hanno valutato l’efficacia, la sicurezza e la tollerabilità di Silexan come ansiolitico e il suo potenziale di interazioni farmacologiche. In questa revisione della letteratura sono stati inclusi sette studi, quattro dei quali hanno avuto una durata di 6 o 10 settimane. Dalla valutazione dei risultati è emerso che in pazienti con ansia subsindromica o con disturbo d’ansia generalizzato (GAD) l’effetto ansiolitico di Silexan era evidente dopo 2 settimane. I pazienti trattati con Silexan hanno ottenuto una riduzione del punteggio totale HAMA (Hamilton Anxiety Scale) compresa fra 10.4 ± 7.1 e 12.0 ± 7.2 punti alla settimana 6 e tra 11.8 ± 7.7 e 16.0 ± 8.3 punti alla settimana 10. La riduzione del punteggio totale HAMA (basale verso fine trattamento) è risultata significativamente superiore al trattamento placebo in pazienti con ansia subsindromica e paragonabile al trattamento con lorazepam (somministrato alla dose iniziale) in pazienti con GAD. Silexan ha inoltre determinato chiari benefici sui sintomi tipici di co-morbilità presenti in pazienti con ansia quali i disturbi del sonno, disturbi somatici o la ridotta qualità della vita. Fatta eccezione per lievi sintomi gastrointestinali, il trattamento è risultato privo di effetti collaterali e non ha causato interazioni farmacologiche (per quanto è stato valutato) o sintomi di astinenza a dosaggi giornalieri compresi fra 80 o 160 mg.

Revisione della letteratura realizzata da associati a: Department of Psychiatry and Psychotherapy, Medical University of Vienna, Vienna, Austria.

Kasper S. An orally administered lavandula oil preparation (silexan) for anxiety disorder and related conditions: An evidence based review. Int J Psychiatry Clin Pract 2013, Nov;17 Suppl 1:15-22.