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OE di lavanda e ansia da stress lavorativo

I Pronto Soccorso sono luoghi di lavoro stressanti che comportano per gli operatori carichi di lavoro eccessivi e forti pressioni anche sul piano psicologico, ulteriormente accentuati dall’affollamento di queste strutture sanitarie, criticità riscontrata a livello internazionale. L’esposizione a lungo termine a questi molteplici fattori di stress può determinare livelli di ansia talvolta significativi negli operatori impegnati del Pronto Soccorso.

Questo recente studio realizzato in Turchia ha valutato in modo specifico l’effetto dell’aromaterapia sull’ansia correlata all’affollamento in un gruppo di operatori sanitari impegnati nei dipartimenti di emergenza.

L’affollamento è stato misurato simultaneamente con due scale validate, una oggettiva (National Emergency Department Overcrowding Scale) e l’altra (Health Care Workers’ Crowding Perception Evaluation Form) di tipo soggettivo. Il livello di ansia di stato e di tratto è stato misurato nei diversi livelli di affollamento del Pronto Soccorso secondo la percezione degli operatori. Quando l’affollamento percepito raggiungeva il livello di sovraffollamento grave, è stata applicata l’aromaterapia con olio essenziale (OE) di lavanda.

Il livello di ansia è stato misurato prima e dopo l’intervento aromaterapico, che è stato ripetuto 3 volte in giorni diversi. I dati hanno mostrato una correlazione positiva statisticamente significativa tra il livello di ansia di stato e l’affollamento percepito (p < 0.001).

L’aromaterapia con OE di lavanda ha mostrato è stata efficace in modo significativo nel ridurre l’ansia legata al sovraffollamento (p < 0,05).

Sulla base di questi risultati e sulla scorta di precedenti studi pubblicati in letteratura internazionale, gli autori concludono che nelle strutture di Pronto Soccorso, l’aromaterapia con olio essenziale di lavanda può essere utilizzata come metodo complementare per ridurre l’ansia legata al sovraffollamento.

Le ricerche dovranno verificare questo effetto causale dell’OE di lavanda sulla riduzione dell’ansia legata al sovraffollamento in questo specifico contesto.

 

 

Fonte: Şimşek P, Çilingir D. The Efficacy of Lavender Aromatherapy in Reducing the Overcrowding-Related Anxiety in Health Care Workers. Adv Emerg Nurs J. 2021 Jul-Sep 01;43(3):225-236.

 

Alghe e cromo contro la sindrome metabolica

Doctor treats a woman with overweight - obesity concept

 

Un italiano su cinque soffre di sindrome metabolica e ha un rischio elevato di malattie come diabete, steatosi epatica e in genere patologie cardiovascolari. Alimentazione sregolata e scarsa attività fisica sono i principali imputati della diffusione di questa sindrome.
Un recente studio italiano pubblicato sulla rivista internazionale Journal of Diabetes Research ha valutato l’effetto sulla sindrome metabolica di un preparato nutraceutico contenente due alghe marine, Ascophyllum nodosum e Fucus vesiculosus, insieme a cromo picolinato.

Lo studio

Lo studio longitudinale, retrospettivo e osservazionale è stato condotto tra medici di base, nutrizionisti e specialisti di varie discipline e ha valutato l’impatto di 180 giorni di somministrazione del nutraceutico su peso corporeo, circonferenza vita, glicemia a digiuno, emoglobina glicata, profilo lipidico e livelli di pressione sanguigna.
La probabilità di subire un primo evento cardiovascolare maggiore (infarto del miocardio o ictus) nell’arco di dieci anni è stata stimata utilizzando le carte di rischio del Progetto Cuore Italiano.

Sono stati arruolati 505 pazienti da 282 medici. Dopo 6 mesi di trattamento con la miscela di alghe e cromo, il peso corporeo è stato ridotto in media di 7,3 kg, la circonferenza vita di 7,5 cm, la glicemia a digiuno di 16,3 mg/dl, l’emoglobina glicata dello 0. 55%, la pressione sanguigna sistolica e diastolica rispettivamente di 7.1 mmHg e 4.2 mmHg, il colesterolo LDL di 18.2 mg/dL e i trigliceridi di 39 mg/dL. Il colesterolo HDL è invece aumentato in modo statisticamente significativo.

La miscela di alghe marine e di cromo è stata efficace su tutti i componenti che caratterizzano la sindrome metabolica (eccessiva circonferenza vita, ipertensione arteriosa, alterata glicemia a digiuno o insulino-resistenza e alterati valori di colesterolo).

Questo studio real life ha mostrato pertanto che la supplementazione di un preparato a base di alghe e cromo influisce su tutte le componenti della sindrome metabolica, determinando una significativa riduzione del rischio cardiovascolare del 27%.

Fonte: Rossi MC, Petrelli M. Effectiveness of Ascophyllum nodosum and Fucus vesiculosus on Metabolic Syndrome Components: A Real-World, Observational Study. J Diabetes Res. 2021 Sep 30;2021:3389316.

Il cumino migliora il profilo lipidico

Clogged arteries, Cholesterol plaque in artery. 3d illustration

 

Il cumino (Cuminum cyminum L.) è una pianta erbacea originaria della Siria. I suoi semi sono simili a quelli del finocchio e dell’anice, ma sono più piccoli e più scuri. Non va confuso neanche con il carvi (Carum carvi), che presenta frutti simili ma con un aroma completamente diverso. La spezia è stata usata fin dall’antichità e i suoi semi, ritrovati nel sito siriano di Tell ed-Der, vengono fatti risalire al secondo millennio a.C. Altri ritrovamenti archeologici risalgono all’età del Nuovo Regno dell’Antico Egitto.

Originariamente coltivato nell’Iran e nelle regioni mediterranee, il cumino è menzionato nella Bibbia ed era noto anche nell’antica Grecia e ai Romani.

Un gruppo di ricerca iraniano ha valutato l’effetto dell’integrazione di questa spezia sul profilo lipidico e sui parametri antropometrici selezionati con una review sistematica e metanalisi, pubblicata su Phytotherapy Research.

Una ricerca sistematica è stata effettuata sulle banche dati PubMed, Scopus, Web of Science, ed Embase fino a maggio 2021 e, sulla base di otto studi randomizzati e controllati, ha prodotto i seguenti risultati. La supplementazione di cumino può abbassare l’indice di massa corporea (BMI) e il colesterolo totale (TC) e, dopo la correzione per i bias di pubblicazione, il cumino si è dimostrato efficace nel ridurre la circonferenza vita, il colesterolo LDL e i livelli di trigliceridi (TG).

Fonte: Tavakoli-Rouzbehani OM, Faghfouri AH, Anbari M, Nikpayam O, PourMirzaei Olyaei H, Alizadeh M. Efficacy of Cuminum Cyminum supplementation on lipid profile and anthropometric parameters: A systematic review and meta-analysis of randomized controlled clinical trials. Phytother Res. 2021 Nov 25.

 

Perilla frutescens, rimedio caldo e pungente

Reflection in mirror of teenage girl feeling sick

 

Perilla frutescens, comunemente conosciuta come perilla, sesamo selvatico o basilico cinese, è una pianta erbacea annuale della famiglia delle Lamiaceae. Originaria del Sud-est asiatico e degli altipiani indiani, viene ampiamente coltivata in Cina, Giappone, Corea, Taiwan, Vietnam e India. Sia le sue foglie che i suoi semi sono utilizzati per ottenere prodotti a uso salutistico, mentre in ambito alimentare viene aggiunta ai cibi come aromatizzante.

La perilla è riportata nei classici della medicina tradizionale cinese già dall’anno 500 ed è presente nella farmacopea fitoterapica cinese con tre diversi rimedi, ciascuno con indicazioni diverse: zǐ sū ye (foglie di perilla), zǐ sū geng (gambo di perilla), e zǐ sū zi (seme di perilla). Gli impieghi tradizionali più comuni includono il trattamento della nausea e del vomito associati alla gravidanza e il sostegno alla fertilità.

La pianta viene tuttora utilizzata in medicina cinese per trattare i disturbi dell’apparato respiratorio e digerente ed è classificata come un rimedio pungente e caldo, che “allevia le superfici”.  Secondo la MTC le foglie pungenti sono indicate per l’asma, il raffreddore e i disturbi ad esso correlati come naso chiuso, tosse e mal di testa.

La perilla sembra avere delle potenzialità nell’ambito di intossicazioni alimentari, influenza e infezioni delle vie aeree e sono stati pubblicati alcuni studi clinici sulle sue proprietà antiallergiche, antiossidanti, cardioprotettive, neuroprotettive e antidepressive.

Altre applicazioni d’uso dei prodotti a base di Perilla frutescens includono il trattamento dei sintomi delle allergie stagionali e delle afte.

Le prove di efficacia di questi impieghi non sono ancora definitive e sono quindi necessari ulteriori studi per valutare i benefici associati all’assunzione di Perilla frutescens.

 

Fonte.American Botanical Council, Herbal Gram.

 

 

Helan 1a classificata per l’Eco-design degli imballaggi

Cosmetic bottle containers with green herbal leaves, Blank label package for branding mock-up, Natural organic beauty product concept.

 

Helan s.r.l. si è classificata al 1° posto, tra ben 326 progetti presentati, all’edizione 2021 del Bando CONAI per l’Eco-design degli imballaggi con il prodotto Açai, Lino e Jojoba fluid della linea Capelvenere.


Un ulteriore riconoscimento è andato al Sapone Liquido per le mani della Linea Dolcezza, che si è classificato alla posizione 107, secondo i criteri di valutazione del bando stesso.

Il Bando era aperto a tutte le aziende consorziate che hanno rivisto il proprio packaging in ottica di innovazione e sostenibilità ambientale, agendo su almeno una delle seguenti leve: riutilizzo, risparmio di materia prima, ottimizzazione della logistica, facilitazione delle attività di riciclo, utilizzo di materiale riciclato, semplificazione del sistema imballo e ottimizzazione dei processi produttivi. Tutte le candidature sono state valutate mediante l’EcoTool CONAI che, attraverso uno studio LCA semplificato, permette di analizzare il bilancio energetico in termini di risparmio idrico, elettrico e di riduzione di emissione della CO2.
“L’ottenimento di questo prestigioso risultato – ha dichiarato l’azienda ligure – è per noi motivo di grande orgoglio ed è stato possibile grazie al costante impegno che mettiamo nel realizzare i nostri prodotti per Voi clienti in ogni passo della filiera e credendo fortemente nella nostra filosofia aziendale che ci guida dal 1976″.

Estratti vegetali e stomatite aftosa

Close up of Asian woman with aphtha on lip

La stomatite aftosa ricorrente consiste in piccole lesioni sintomatiche che si manifestano nel cavo orale e hanno solitamente inizio durante l’infanzia e ricorrono spesso. Lesioni orali, stress e alcuni alimenti possono scatenare un attacco.

Questa revisione sistematica ha valutato gli effetti di alcuni preparati a base di erbe nella stomatite aftosa ricorrente (SAR).

È stata effettuata una ricerca in PubMed, Scopus, ISI Web of Science e Google Scholar fino a luglio 2021 per identificare gli studi clinici randomizzati che hanno studiato gli effetti delle erbe medicinali su questo problema. Sono stati individuati 33 articoli (n: 2.113), di cui 30 avevano un’alta qualità in base alla scala Jadad.

Ventidue studi su 30 hanno mostrato che i preparati erboristici hanno diminuito in modo statisticamente significativo il dolore associato alla stomatite aftosa rispetto al gruppo di controllo o al placebo. In 17 studi su 25 che hanno valutato le dimensioni dell’afta, i preparati a base di erbe hanno ridotto in modo statisticamente significativo la dimensione delle ulcere rispetto al gruppo di controllo o al placebo.

In 15 studi su 18 che hanno valutato invece il tempo di guarigione, gli estratti vegetali hanno ridotto, sempre in modo statisticamente significativo, il tempo di guarigione nei gruppi di intervento rispetto al placebo o ai gruppi di controllo. Pochi eventi avversi sono stati riportati soltanto in quattro studi.

I risultati della revisione indicano che le piante medicinali e alcune sostanze fitochimiche sono agenti efficaci e sicuri per il trattamento della stomatite aftosa ricorrente.

 

Fonte: Shavakhi, M., Sahebkar, A., Shirban, F., & Bagherniya, M. (2021). The efficacy of herbal medicine in the treatment of recurrent aphthous stomatitis: A systematic review of randomized clinical trials. Phytotherapy Research, 1– 14.

 

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Attività della quercetina in ambito oncologico

3d illustration of a cancer cell and lymphocytes

La quercetina è un importante costituente di vari prodotti e viene sempre più studiata anche per le potenzialità in campo oncologico, in particolare per la sua capacità di interagire con diversi bersagli molecolari e di evocare un ampio spettro di attività chemiopreventive e anticancro.

I tumori allo studio

Questa revisione realizzata da ricercatori italiani presenta le sue potenzialità contro una vasta gamma di tumori (polmone, ovaio, prostata, mammella, colon-retto e vescica). Gli autori hanno anche evidenziato gli studi che hanno associato la quercetina con farmaci antitumorali standard somministrandola con tecniche innovative, includendo una descrizione del suo meccanismo d’azione, la farmacocinetica e il profilo di sicurezza.

Sulla quercetina sono stati eseguiti molti studi in vitro e in vivo che hanno documentato la sua capacità di indurre effetti anticancro su diversi tumori attraverso diversi meccanismi e il suo grande potenziale nel campo oncologico, spiegano gli autori. Tuttavia, a causa del complesso metabolismo, questa sostanza può non raggiungere le concentrazioni adeguate per ottenere effetti farmacologici nei tessuti bersaglio.

La nanoformulazione

Sono stati sviluppati quindi approcci basati sulla nanoformulazione (liposomi, microemulsione, nanoparticelle e nanoparticelle lipidiche solide) per ottenere una migliore biodisponibilità di questa sostanza, come ad esempio l’incapsulamento della quercetina in micelle biodegradabili che ne hanno migliorato la dispersione in acqua e l’attività antitumorale in vivo.

Un aspetto cruciale nel campo oncologico è l’identificazione di composti capaci di esercitare i loro effetti sulle cellule tumorali in modo selettivo, senza cioè danneggiare quelle sane. Ciò che emerge dai pochi studi su cellule umane normali è che la quercetina è in grado di bloccare la proliferazione o indurre l’apoptosi sulle cellule tumorali a concentrazioni (< 50 µM) senza o con pochi effetti sulle cellule sane. Tuttavia, commentano gli autori, la sicurezza della quercetina non è ancora del tutto chiara.

Si tratta – conclude l’articolo – di un composto ben studiato che svolge un’ampia gamma di attività biologiche e ha come caratteristica peculiare la capacità di interagire con più bersagli cellulari e di modulare l’attività di diverse vie di segnalazione. Agendo con un meccanismo d’azione pleiotropico, multilivello e sinergico potrebbe rappresentare un’utile strategia per affrontare patologie complesse come il tumore.
Ulteriori studi in vivo e studi clinici rigorosi sono tuttavia necessari per valutare la sua sicurezza ed efficacia e garantire la piena comprensione delle sue potenzialità.

Fonte: S. Adorisio, M. P. Argentieri, P. Avato, et al. The molecular basis of the anticancer properties of quercetin. Pharmadvances Volume 3, issue 3, 2021: 496-520.

Curcumina, coenzima Q10 ed emicrania

Tired stressed old mature business woman suffering from headache at work. Upset sick senior middle aged lady massaging head feeling migraine from overwork or menopause using computer at home office.

L’emicrania è un disturbo neurovascolare che può essere invalidante, caratterizzato da un aumento dei livelli di citochine pro-infiammatorie e biomarcatori di stress ossidativo. È stato evidenziato che la curcumina e il coenzima Q10 (CoQ10) possono esercitare effetti neuroprotettivi attraverso la modulazione dell’infiammazione e dello stress ossidativo.

Sulla scorta di queste osservazioni, uno studio randomizzato in doppio cieco con controllo placebo ha valutato gli effetti dell’associazione di curcumina in nanoformulazione e CoQ10 sui sintomi dell’emicrania e sulla qualità della vita di soggetti che soffrono di questo problema.

Vi hanno partecipato 100 uomini e donne (età media: 32 anni) con emicrania episodica sulla base dei criteri dell’International Headache Society (IHS). I soggetti sono stati divisi in modo casuale in quattro gruppi: (1) associazione di nano-curcumina (80 mg) più CoQ10 (300 mg); (2) nano-curcumina (80 mg); (3) CoQ10 (300 mg); (4) gruppo di controllo (nano-curcumina e CoQ10 placebo), insieme ai farmaci profilattici standard per 8 settimane.

Frequenza, gravità e durata degli attacchi di emicrania, i risultati del diario della cefalea (HDR) e il grado di disabilità del disturbo con riferimento a questionari per l’emicrania sono stati valutati al basale e alla fine dello studio.

Novantuno dei 100 partecipanti iniziali hanno completato lo studio. I risultati hanno mostrato un effetto significativo della nano-curcumina e del CoQ10 su frequenza, gravità, durata degli attacchi di emicrania e diario della cefalea rispetto agli altri gruppi (valori tutti statisticamente significativi: P <0,001).

Il gruppo che aveva assunto la curcumina in nanoformulazione più il CoQ10 aveva, inoltre, un punteggio migliore in questionari specifici dell’emicrania a fine dello studio rispetto agli altri gruppi (P <0,001). Non sono stati segnalati effetti collaterali.

Questi risultati suggeriscono un possibile effetto sinergico della curcumina in nanoformulazione e del coenzima Q10 sull’emicrania.

 

Fonte: Parohan M, Sarraf P, Javanbakht MH, Foroushani AR, Ranji-Burachaloo S, Djalali M. The synergistic effects of nano-curcumin and coenzyme Q10 supplementation in migraine prophylaxis: a randomized, placebo-controlled, double-blind trial. Nutr Neurosci. 2021 Apr;24(4):317-326.