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Integratore per il benessere della prostata

La prostatite e l’ipertrofia prostatica benigna sono fra le patologie più diffuse nella popolazione maschile rispettivamente fra i 30 e i 50 anni e gli over 50.
Dai laboratori di ricerca Alta Natura® nasce l’integratore alimentare Prostanova a base di Epilobio per la funzionalità della prostata e Serenoa per il drenaggio dei liquidi corporei e il funzionamento delle vie urinarie; con Zinco (contribuisce alla normale fertilità e riproduzione oltre che al mantenimento dei normali livelli di testosterone nel sangue) e Selenio (contribuisce alla normale spermatogenesi). Arricchito con Licopne e Flowens®, estratto secco di Cranberry che veicola l’intero fitocomplesso del frutto. https://www.altanatura.it/prodotto/prostanova/

OE di Lavanda, le possibili adulterazioni

 

 

 

 

 

 

 

L’olio essenziale (OE) di lavanda si ottiene per distillazione in corrente di vapore delle cime fiorite di Lavandula angustifolia, un piccolo arbusto originario dell’area mediterranea che produce i caratteristici fiori di colore viola-blu. Quest’olio essenziale è ampiamente utilizzato per contenere l’ansia e favorire il sonno e la sua efficacia e sicurezza sono state documentate in studi diversi clinici. L’olio essenziale di lavanda è anche impiegato per la preparazione di cosmetici e prodotti destinati alla cura personale e della casa.

A causa del costo relativamente elevato dell’olio essenziale di lavanda, è stata segnalata la sua sostituzione con altre specie di lavanda a più basso costo. Uno degli adulteranti più citati è l’olio di lavandino (Lavandula × intermedia), anche se questa sostituzione viene considerata come ‘accettabile’ da alcune autorità internazionali. Altri esempi di adulterazione della lavanda includono l’aggiunta non dichiarata di altri oli essenziali, o frazioni di olio essenziale ricche in linalolo, come l’olio essenziale di legno di Ho (ottenuto da un chemiotipo di canfora ricco in linalolo, Cinnamomum camphora) e di eucalipto (Eucalyptus globulus). Le frazioni di olio essenziale sono parti dell’olio che possono essere separate dal resto mediante varie fasi di lavorazione, ad esempio distillazione frazionata. Infine sembra abbastanza comune anche l’adulterazione dell’OE di lavanda con una miscela di componenti purificati o sintetici, come linalolo e linalil acetato, o diluenti non volatili.

Stefan Gafner, direttore tecnico del Botanical Adulterants Prevention Program dell’American Botanical Council (ABC), ha così commentato: “Diversi coltivatori di lavanda e produttori di OE di lavanda hanno sollevato preoccupazioni sulla presenza sul mercato di materiali adulterati a un costo relativamente basso” auspicando che questo programma possa costituire una risorsa utile per contrastare questo fenomeno.

 

Fonte: Botanical Adulterants Prevention Bulletin.

 

 

 

 

Funghi Shiitake e funzione immunitaria

 

 

 

 

 

 

 

I funghi medicinali sono stati oggetto di ricerche, per lo più sperimentali ma anche piccoli studi clinici, in molte aree e sono utilizzati tra l’altro per sostenere la funzione immunitaria o nel supporto in caso di infezioni virali e altre condizioni di salute.

Un articolo pubblicato sulla rivista Alternative and Complementary Therapies  ha dedicato uno speciale alle diverse varietà di funghi medicinali riferendo lo stato attuale della ricerca per le principali varietà disponibili.

Per quanto riguarda ad esempio il fungo shiitake (Lentinula edodes) molto usato nella cucina orientale e in medicina tradizionale cinese per il suo elevato valore nutrizionale, un trial clinico al quale hanno partecipato 52 giovani adulti sani dai 21 ai 41 anni, l’assunzione di questi funghi essiccati all’interno della dieta (5-10 g al giorno) per quattro settimane ha determinato significativi effetti immunitari. Sono, infatti, aumentati in modo statisticamente significativo le cellule Natural Killer e un sottoinsieme di Cellule T (P <0,0001 e P <0,0001); entrambi i tipi di cellule hanno mostrato una maggiore capacità di esprimere i recettori di attivazione. Sono, inoltre, diminuiti i livelli di proteina C-reattiva e si sono modificati i livelli sierici di diverse citochine e chemochine, con una diminuzione delle chemochine infiammatorie e un aumento di interleuchina -4, -10, -1a e del fattore di necrosi tumorale.

Un ulteriore studio clinico realizzati su soggetti anziani in buona salute ha analizzato l’integrazione di un estratto di shiitake (2,5 mg al giorno). I partecipanti sono stati suddivisi mediante randomizzazione in due gruppi, ricevendo l’estratto di shiitake oppure un placebo al giorno per sei settimane; dopo un periodo di washout di quattro settimane, è stato effettuato il crossover a trattamento oppure placebo per altre sei settimane.

La supplementazione con l’estratto di shiitake ha determinato un modesto aumento dei livelli circolanti dei linfociti B.

 

 

Fonte: Khara Luciu. Medicinal Mushrooms: Current Use in Clinical Practice. Alternative and Complementary Therapies Vol. 26, No. 3.

 

 

Iss: recente documento sugli integratori alimentari

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli integratori alimentari “possono essere usati per migliorare lo stato di benessere dei soggetti sani, ma il loro utilizzo a scopo terapeutico è improprio e potenzialmente pericoloso per la salute. Ciò è ancora più vero nei confronti di una malattia nuova come Covid-19″.
Lo precisa l’Istituto superiore di sanità (Iss), che nell’ultimo rapporto “Integratori alimentari o farmaci? Regolamentazione e raccomandazioni per un uso consapevole in tempo di Covid-19”, che contiene chiarimenti sul ruolo differente degli integratori e dei farmaci e fornisce raccomandazioni sul loro uso consapevole e informato rispetto alle loro funzioni, proprietà e interazioni con farmaci.

Nell’ambito dell’emergenza Covid-19 – scrivono gli autori del rapporto – le proposte di utilizzo degli integratori alimentari hanno creato una forte aspettativa da parte della popolazione. “Tale aspettativa non presenta tuttavia dei riscontri oggettivi sia in merito all’efficacia (che necessita di essere studiata in sperimentazioni cliniche) che alla sicurezza d’uso”, precisa l’Istituto.

Di seguito le principali raccomandazioni dell’Istituto:

  • Gli integratori non devono mai essere intesi come sostituti di una dieta varia ed equilibrata né di uno stile di vita sano.
  • Prima della loro assunzione si consiglia di consultare preventivamente il medico se non si è in buona salute e se si è in trattamento con farmaci per evitare controindicazioni o la possibilità di interazioni.
  • Gli integratori non devono essere assunti per periodi prolungati né in dosi superiori a quelle consigliate in etichetta.
  • Diffidare di integratori reperibili al di fuori dei comuni canali commerciali, quali ad esempio la rete Internet, e propagandati per proprietà ed effetti “miracolosi” sulla salute.
  • Tenere sempre presente che gli integratori sono concepiti per contribuire al benessere e non per la cura o la prevenzione di condizioni patologiche che vanno trattate con i farmaci.
  • In caso di effetti indesiderati o inattesi sospendere l’assunzione, informare il medico o il farmacista e segnalare l’evento avverso tramite VigiErbe (vigierbe.it).

 

Fonte: Gruppo di Lavoro ISS Farmaci COVID-19. Integratori alimentari o farmaci? Regolamentazione e raccomandazioni per un uso consapevole in tempo di COVID-19. Versione del 31 maggio 2020. Roma: Istituto Superiore di Sanità; 2020. (Rapporto ISS COVID-19 n. 51/2020)

Melissa e parametri cardiometabolici

Lemon balm sprig isolated on white

Studi recenti hanno indicato un effetto benefico dell’assunzione della melissa (Melissa officinalis) su diverse malattie croniche; questi dati, tuttavia, non erano stati ancora sottoposti a revisione sistematica.

Ha colmato il gap un gruppo di ricercatori iraniani che ha realizzato una revisione sistematica con metanalisi degli studi randomizzati controllati (RCT) condotti per valutare l’effetto dell’assunzione di melissa e focalizzati su diversi parametri cardiometabolici.

A tale scopo i ricercatori hanno effettuato una ricerca sulle banche dati internazionali MEDLINE, Scopus, EMBASE, Web of Science e Cochrane Central Register of Controlled Trials  e alla fine della ricerca ha considerato ammissibili in quanto rispondenti ai criteri di inclusione sette RCT.

Analizzando gli studi si è visto che l’assunzione di melissa è associata a una riduzione del colesterolo totale e della pressione arteriosa sistolica mentre non sono stati cambiamenti statisticamente significativi per i valori dei trigliceridi, del colesterolo LDL e HDL, della pressione arteriosa diastolica e della glicemia a digiuno. Non sono stati segnalati eventi avversi importanti.

Il gruppo di studio ha precisato che alcune ricerche presentavano dei limiti sul piano metodologico e ha concluso che i preparati a base di melissa sono sicuri ed esplicano un effetto benefico sul colesterolo totale e sulla pressione arteriosa sistolica.

Sono tuttavia necessari studi randomizzati e controllati di qualità per trarre conclusioni definitive circa gli effetti della melissa sui parametri cardiometabolici.

 

 

Fonte: Javad Heshmati, Mojgan Morvaridzadeh, Mahdi Sepidarkish et al.  Effects of Melissa Officinalis (Lemon Balm) on Cardio-Metabolic Outcomes: A Systematic Review and Meta-Analysis. Phytother Res. 2020 Jul 2.doi: 10.1002/ptr.6744.

 

 

Polifenoli nella protezione dai raggi UV

 

 

 

 

 

 

 

Questo studio clinico randomizzato e controllato in doppio cieco con controllo placebo è stato condotto per valutare gli effetti della applicazione continua dei polifenoli di mela sulle condizioni della pelle del viso e sulla pigmentazione indotta dall’irradiazione ultravioletta (UV) in donne sane.
Vi hanno partecipato 59 donne (età 20-39 anni) che sono state suddivise in modo causale in due gruppi: il gruppo sperimentale ha ricevuto compresse contenenti polifenoli della mela (300 o 600 mg / die), mentre al secondo gruppo è stato dato un placebo, consistente in compresse a base di amido. Dopo 12 settimane sono stati rilevati questi risultati: la sostanza sperimentale ha impedito in modo statisticamente significativo la pigmentazione cutanea indotta da raggi UV (misurata con questi parametri: valore dell’eritema, della melanina, valore L), anche se non è stata osservata in modo chiaro una relazione dose-dipendente.
Non sono state rilevate invece differenze statisticamente significative tra i due gruppi in termini di contenuto e perdita d’acqua transepidermica (TEWL, transepidermal water loss).
Questo studio – conclude il team di ricerca giapponese – ha dimostrato che i polifenoli della mela e i loro principali composti attivi, le procianidine, esplicano diversi benefici per la salute tra cui, come riscontrato in questo trial clinico, una riduzione sulla pigmentazione cutanea indotta dall’irradiazione UV in donne sane, che risultano pertanto protette dallo stress ossidativo causato da tale irradiazione.
Nel discutere in che modo le procianidine esercitano i loro benefici, il team di ricerca ha ipotizzato che svolgano un ruolo significativo le proprietà antiossidanti delle procianidine. “I risultati hanno suggerito che la riduzione dello stress ossidativo e l’attività antiossidante dei polifenoli della mela – aggiungono – hanno determinato l’inibizione della melanogenesi indotta dall’irradiazione UV, in sintonia con quanto rilevato con studi precedenti”.

Fonte: Toshihiko Shoji et al. Administration of Apple Polyphenol Supplements for Skin Conditions in Healthy Women: A Randomized, Double-Blind, Placebo-Controlled Clinical Trial. Nutrients. 2020 Apr 13;12(4):1071.

Integratori alimentari, ultima indagine FederSalus

Choice between vitamins from supplements or from vegetables and fruits

A fine 2019 il mercato degli integratori alimentari, il principale mercato in Europa, ha raggiunto in Italia un valore di circa 3,6 miliardi di euro, in crescita del 3,6% a valore rispetto al 2018. Farmacista e medico restano il punto di riferimento per i consumatori.

È quanto emerge dalla quinta indagine di settore “La filiera italiana dell’integratore alimentare” condotta dal Centro Studi FederSalus in collaborazione con IQVIA e implementata in quest’edizione con le ricerche di Elite- Borsa Italiana e Intesa San Paolo. ELITE Borsa Italiana ha condotto per FederSalus l’analisi di bilancio di un campione selezionato di 153 aziende specializzate in produzione e commercializzazione di integratori alimentari che evidenzia un aumento degli investimenti, passati da un valore medio di circa 400 milioni di euro nel 2015 a circa 600 milioni di euro nel 2018.

Una punta di diamante

“Il comparto degli integratori alimentari rappresenta in Italia una punta di diamante sia a livello di consumi sia di produzione, tra le eccellenze che possono agganciare la ripresa economica e sulle quali auspichiamo il sostegno delle istituzioni”, ha detto il neopresidente di FederSalus Andrea Zanardi (nella foto).

I dati raccolti dal Centro Studi FederSalus e certificati da IQVIA mostrano un settore solido, dinamico e capace di innovare, si legge sul sito dell’Associazione. In questa fase difficile il consumatore ha incluso l’integratore alimentare tra gli acquisti fondamentali, riconoscendone un ruolo nel mantenimento della salute e del benessere. Si ricorda che l’indagine non ha riguardato le erboristerie.

Secondo altre analisi Iqvia aggiornate a fine 2019 il mercato europeo degli integratori alimentari vale 13,2 miliardi di euro. L’Italia – con 3,6 miliardi (valore prezzi al pubblico, +3,6% rispetto al 2018) – rappresenta il primo mercato con una quota del 27%. Seguono, sul podio, Germania (18%) e Francia (8%).

Aumenta il fatturato

Le rilevazioni del Centro Studi di FederSalus stimano un fatturato industriale 2018 delle aziende della filiera italiana degli integratori alimentari di circa 3,7 miliardi di euro, aumentato per il 75% delle aziende intervistate. La produzione è stata realizzata principalmente da aziende di produzione in conto terzi, prevalentemente in Italia. L’occupazione nel settore si attesta a circa 22.000 addetti, in aumento per il 53% delle aziende intervistate.

L’utilizzo degli integratori in Italia coinvolge il 65% della popolazione adulta (32 milioni di italiani) con logiche d’impiego molto articolate.

Nel mese di marzo 2020 rispetto a marzo 2019 l’impatto dell’emergenza COVID-19 è stato positivo o nullo per circa i 2/3 delle aziende, dato che il mercato degli integratori ha registrato una crescita del 5,3% a valore e del 3,2% in unità rispetto allo stesso mese del 2019. Ad aprile invece i dati si invertono: il fatturato rispetto allo stesso mese del 2019 è negativo per circa i 2/3 delle aziende, in relazione all’andamento del mercato in calo rispetto allo stesso mese dell’anno scorso.

Fonte: FederSalus

 

Il tè protegge dalla sindrome metabolica

 

 

 

 

 

 

 

La sindrome metabolica è caratterizzata dalla contemporanea presenza di almeno tre alterazioni metaboliche ed emodinamiche che rappresentano un fattore di rischio per l’insorgenza di malattie cardiovascolari e tumori. Questa condizione è diffusa in tutto il mondo e rappresenta uno dei maggiori rischi per la salute umana; a oggi non è stata ancora definita una terapia efficace e risolutiva e si lavora molto sulla prevenzione e sull’adozione di corretti stili di vita.

Per approfondire questo argomento di grande rilevanza per la salute è stata progettata da un team di ricercatori cinesi una revisione sistematica della letteratura scientifica con metanalisi incentrata sugli studi clinici randomizzati (RCT), che hanno valutato gli effetti del consumo di tè in questa condizione.

A tal fine è stata condotta una ricerca sulle banche dati medico-scientifiche internazionali PubMed ed EMBASE da gennaio 2000 ad agosto 2019 e sono stati individuati gli studi clinici controllati e randomizzati sul tè che avessero dimostrato un fattore di impatto di almeno 1 o più sulla sindrome metabolica.

La metanalisi ha mostrato che il consumo di tè di tutti i tipi esercita degli effetti benefici sulla pressione diastolica; risultati analoghi riguardano l’azione del tè sull’indice di massa corporea (BMI).

Inoltre, la ricerca ha evidenziato che il consumo di tè nero esercita un’azione protettiva sulla pressione arteriosa sistolica, che il tè verde riduce l’incidenza del diabete e abbassa il livello di colesterolo LDL (colesterolo ‘cattivo’).

Questi dati hanno indotto gli autori a concludere che il consumo di tè esplica effetti protettivi sulla sindrome metabolica.

È tuttavia necessario per il futuro, aggiungono gli autori, esplorare ulteriormente con studi mirati i meccanismi protettivi esercitati su questa condizione dai diversi tipi di tè.

 

Fonte: Wei Liu, Chunpeng Wan, Yingjie Huang, Mingxi Li. Effects of Tea Consumption on Metabolic Syndrome: A Systematic Review and Meta-Analysis of Randomized Clinical Trials. Phytother Res. 2020 Jun 24.doi: 10.1002/ptr.6731. Online ahead of print.

 

 

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Isoflavoni della soia e rischio cardiovascolare

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le malattie cardiovascolari sono comuni nei soggetti sottoposti a dialisi peritoneale. Questo studio, pubblicato di recente su Phytotherapy Research, è stato progettato per valutare gli effetti degli isoflavoni della soia su alcuni marker di infiammazione sistemica e vascolare e sullo stress ossidativo in questa categoria di individui.

Si tratta di uno studio clinico randomizzato nel quale 40 persone in dialisi peritoneale sono state suddivise in modo casuale, mediante randomizzazione, in due gruppi: il gruppo sperimentale e il gruppo placebo.

Il gruppo sperimentale ha ricevuto 100 mg di isoflavoni di soia al giorno per 8 settimane, mentre il gruppo placebo ha ricevuto il placebo corrispondente. Al basale e alla fine dell’ottava settimana sono stati misurati diversi parametri dell’infiammazione e dello stress ossidativo quali la proteina Creattiva ad alta sensibilità (PCR-hs), un forte fattore predittivo di malattie cardiovascolari, la CAM-1 intracellulare (ICAM-1) e vascolare (VCAM-1), la E-selectina e la malondialdeide.

La VCAM-1 sierica è diminuita in modo statisticamente significativo nel gruppo isoflavoni alla fine dell’ottava settimana rispetto alla baseline (p = 0,01), mentre non è stato osservato nessun cambiamento significativo nel gruppo placebo. L’ICAM-1 è diminuita sia nel gruppo isoflavoni sia in quello placebo, tuttavia la sua riduzione è risultata significativamente più alta nel gruppo sperimentale rispetto al gruppo placebo (p = 0,02).

Non sono state rilevate differenze statisticamente significative tra i due gruppi nei valori sierici di E-selectina, malondialdeide e proteina C-reattiva ad alta sensibilità.

La conclusione di questo studio è che gli isoflavoni della soia riducono la CAM-1 intracellulare (ICAM-1) e vascolare (VCAM-1), che costituiscono due fattori di rischio cardiovascolare, nel questo campione di soggetti preso in esame.

Fonte: Zahra Yari, Hadi Tabibi, Iraj Najafi et al. Effects of Soy Isoflavones on Serum Systemic and Vascular Inflammation Markers and Oxidative Stress in Peritoneal Dialysis Patients: A Randomized Controlled Trial. Phytother Res. 2020 May 17.doi: 10.1002/ptr.6729.