Soia, benefici e qualche cautela

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La soia o soja (Glycine max (L.) Merr.) è una pianta erbacea della famiglia delle Leguminose. Coltivata per i baccelli e semi commestibili, è un alimento molto comune tra le popolazioni dell’Asia orientale. Da diversi anni gli alimenti preparati con i semi di soia – tofu, latte di soia, miso e salsa di soia – sono diventati popolari in tutto il mondo, mentre alcuni suoi componenti come gli isoflavoni, che sviluppano un’azione similestrogenica,  hanno un ampio impiego salutistico.

Il sito tematico Herbs, curato dal Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York, in una recente newsletter ha fatto il punto della situazione della ricerca.

La soia è stata studiata particolarmente per i suoi effetti sui sintomi della menopausa, anche se le prove di efficacia non sono a oggi considerate definitive e sono ritenuti contrastanti anche i risultati nel rallentare la perdita di densità ossea.

Più consistenti invece risultano le prove di efficacia circa i benefici per il sistema cardiovascolare; è stato dimostrato infatti che riduce i livelli di colesterolo totale e LDL e ha anche avuto effetti benefici sulla pressione sanguigna nelle donne in post-menopausa e negli adulti sani.

Sembra che la soia possa ridurre il rischio di carcinoma della prostata, del polmone e dell’endometrio, ma alcuni studi hanno mostrato che potrebbe aumentare il rischio di ispessimento del rivestimento dell’utero. In uno studio condotto su un’ampia popolazione, l’assunzione di cibo a base di soia è stata associata a ridotta mortalità e recidiva nelle persone con carcinoma mammario, indipendentemente dall’uso di tamoxifene.

È stato segnalato che la genisteina, l’isoflavone maggiormente presente, migliora la glicemia a digiuno, i livelli di insulina e la resistenza all’insulina nelle donne in post- menopausa. La genisteina ha anche dimostrato effetti antiproliferativi in ​​diverse linee cellulari, tra cui carcinoma mammario, carcinoma prostatico, carcinoma rinofaringeo, neuroblastoma ecc.

Studi sugli animali hanno però mostrato che antagonizza gli effetti del tamoxifene sul carcinoma mammario estrogeno-dipendente e che gli integratori a base di soia potrebbero ridurre l’efficacia degli inibitori delle aromatasi utilizzati nella terapia del tumore al seno, pertanto anche se la rilevanza sull’uomo deve essere ancora determinata, le persone con tumore dovrebbero consultare il medico prima di assumere integratori a base di soia.

Tra gli effetti collaterali sono stati segnalati in letteratura flatulenza e reazioni allergiche.

 

 

Fonte: Herbs Memorial Sloan Kettering Cancer Center of New York

 

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