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LA CITTA’ DEI SEMPLICI 2015

La prossima edizione a Roma il 7 e 8 novembre

Si terrà il 7 e l’8 novembre prossimo a Roma LA CITTA’ DEI SEMPLICI, la manifestazione del settore e dei prodotti erboristici ideata e promossa da Unerbe-Confesercenti.

L’evento sarà ospitato nei locali della Scuola della Scienza e della Tecnica del Comune di Roma di Viale Glorioso 5, unica in Italia, tra le scuole comunali, a tenere un corso di erboristeria e tecniche fitoterapiche. La scuola, che taglia quest’anno il traguardo dei trenta anni di attività, festeggerà questo anniversario proprio ospitando la manifestazione dedicata alle erbe officinali, alla diffusione del loro utilizzo, alla promozione di un uso regolamentato e consapevole, guidato da professionisti del settore. Il programma include incontri, lezioni e seminari rivolti al pubblico e un convegno rivolto agli operatori del settore. Nell’occasione si parlerà di un riconoscimento importante: la Giunta della Regione Lazio nel nuovo Testo Unico del Commercio ha approvato il Testo di Legge per il settore erboristico, dove si definisce la figura dell’erboristeria e dell’erborista professionale.

Di seguito il programma

Sabato 7 novembre
• ore 11.00: Le piante nella tradizione medica mediterranea.
• ore 12.00: Spezie fonte di salute.
• ore 15.00: Le piante del territorio nazionale come volano di sviluppo.
• ore 16.00: Endemismi ed esotismi, cosa scegliere.
• ore 17.00: Differenze tra preparazioni da pianta fresca e da pianta secca.

Domenica 8 novembre
• ore 10.00 Convegno di settore: Filiera controllata e nuova Legge Regionale. Per un’erboristeria d’eccellenza al servizio del consumatore.
• ore 11.30: Piante spontanee nell’alimentazione umana; una risorsa a costo zero.
• ore 12.30: Frutta e buoi dai paesi tuoi. L’importanza della filiera corta nell’alimentazione di oggi.
• ore15.00: Gemmoderivati: nuove frontiere nell’uso degli estratti.
• ore 16.00: Non solo porcini: i funghi salutistici.

Laboratori
Nei locali della scuola sarà possibile assistere a laboratori pratici di fitopreparazione e confrontarsi con professionisti e appassionati. Particolare attenzione sarà rivolta a bambini e ragazzi con specifiche attività sia teoriche sia pratiche con attività di laboratorio.
Dalle ore 15 alle 18 del 7 novembre, anche i visitatori potranno cimentarsi nella preparazione di un prodotto erboristico e ciascuno potrà tenere e utilizzare il prodotto preparato. Domenica 8 novembre, dalle 10 alle 18 il laboratorio sarà aperto a tutti, con attività che avranno inizio ogni ora. Si terranno infine mostre e degustazioni di tisane e tè.

Info:
Tel. 06/44250267,

https://www.unerbe.it

e-mail: info@confesercentiroma.it

 

Erba volant, apprendere l’innovazione dalle piante

erbavolantDagli adesivi ispirati all’edera alle persiane ispirate alla strelitzia: uno sguardo trasversale e curioso sulle piante come fonte di innovazione attraverso la biomimetica, la disciplina che unisce l’osservazione di prati e boschi alle tecnologie sostenibili. Il metodo per studiare e imitare la natura garantendo all’uomo innovazioni efficaci e sostenibili.

Questo affascinante argomento è al centro del libro “Erba volant – Imparare l’innovazione dalle piante”, scritto da Renato Bruni, professore associato in Botanica/Biologia Farmaceutica presso il Dipartimento di Scienze degli Alimenti dell’Università di Parma, e appena uscito per la casa editrice Codice.

In nove racconti-saggi che hanno per protagonista una società di consulenza molto particolare, Renato Bruni mostra come gli insegnamenti del regno vegetale possono venire incontro ad alcune esigenze dell’uomo contemporaneo.

Ad esempio, le felci da appartamento che assorbono sostanze nocive diventano un modello per la depurazione dell’aria. Se ne erano accorti anche gli scienziati della Nasa che negli anni Ottanta stavano cercando un sistema funzionale per depurare gli angusti spazi pieni di materiale plastico in cui dovevano vivere gli astronauti da benzene, formaldeide e altre sostanze dannose conosciute come Voc (Volatile organic compounds). Gli studi condotti hanno mostrato che molte comuni piante d’appartamento, tra cui Scindapsus aureus più noto come Pothos, erano in grado di ripulire l’ambiente in poche ore da quelle sostanze.

E ancora gli adattamenti sviluppati da alcune piante per resistere nei deserti forniscono idee per raccogliere acqua piovana e conservare i vaccini senza frigorifero. In altri campi, osservare il regno vegetale può aiutare a progettare reti per lo scambio d’informazioni, a pianificare nuovi approcci al marketing, a sviluppare architetture leggere ecosostenibili, a ottenere la fotosintesi artificiale.

L’innovazione difensiva delle piante non si limita alla chimica, ma include la scienza dei materiali. L’epidermide del fagiolo di Lima, ricoperta da microscopiche appendici (tricomi), è in grado di intrappolare le zampe di diverse specie di insetto e forse in futuro si potranno produrre pellicole con la stessa microscopica struttura da utilizzare come difesa contro gli insetti nocivi.

Piante medicinali per la stipsi: una rassegna

dismenorreaLa stipsi affligge a livello globale circa il 15% della popolazione adulta ed è causata per lo più da uno stile di vita inadeguato, in questo caso si parla di stipsi funzionale, da alcune patologie oppure dall’assunzione di determinati farmaci. Quali che siano le sue cause, il disturbo può essere fonte di grande disagio, essendo associata spesso a sintomi fastidiosi quali dolori e distensione addominali, perdita dell’appetito e nausea.

E proprio sulla stipsi è stata pubblicata in ottobre sulla rivista Phytotherapy Research una rassegna che ha messo a fuoco il ruolo delle piante medicinali in questo disturbo.

D’altra parte, si legge nell’abstract, l’utilità e il valore di alcune delle misure terapeutiche abitualmente impiegate contro la stipsi, quali ad esempio un’aumentata assunzione di liquidi, l’attività fisica, una dieta ricca di fibre e il ricorso agli integratori alimentari sono ancora oggetto di discussione.

La gestione della stipsi può essere affidata quindi non soltanto ai farmaci di sintesi, affermano gli autori, ma anche, e con buon esito, ai nutraceutici e ad alcune piante medicinali.

Proprio queste ultime sono l’oggetto della rassegna che descrive l’azione specifica sviluppata da alcune delle erbe più comunemente utilizzate a tal fine come la senna, la cascara, la frangola, l’aloe e il rabarbaro.

Fonte: Cirillo C, Capasso R. Constipation and Botanical Medicines: An Overview. Phytother Res. 2015 Oct;29(10):1488-93.

Revisione del Regolamento sui claims

ginkgo1Il 7 ottobre 2015 la Commissione europea (CE) ha comunicato che procederà a una revisione del Regolamento comunitario 1924/2006 che disciplina la complessa materia delle indicazioni nutrizionali e sulla salute (i cosiddetti claims), rendendo nota anche la tabella di marcia di questo processo.

La valutazione, che coinvolge i 28 Stati membri dell’Unione Europea, riguarderà soltanto due aspetti del regolamento, e cioè i profili nutrizionali e le indicazioni sulla salute di piante e di loro derivati. In questo contesto, se necessario, si estenderà anche ad altri temi normativi, come i requisiti di sicurezza per l’utilizzo di piante e derivati negli alimenti.

Sono esclusi di conseguenza tutti gli altri aspetti della norma: si considera infatti prematura una valutazione del regolamento nella sua interezza in questa fase, dato che l’elenco delle indicazioni sulla salute autorizzate è entrato in vigore soltanto nel dicembre 2012.

Nell’ambito della revisione avrà luogo una consultazione pubblica, ha annunciato la Commissione, nella seconda metà del 2016 e ci sarà anche una consultazione specifica per gli stakeholder.

La notizia è stata accolta positivamente dai produttori europei del settore, i quali si aspettano che con questa attività di revisione si riesca a superare la situazione di impasse e a definire una struttura regolatoria praticabile per gli integratori a base di piante.

La valutazione scientifica sull’impiego delle indicazioni salutistiche per i botanicals, infatti, è stata temporaneamente sospesa per decisione della Commissione Europea nel 2010, vista la difficoltà nell’applicazione dei criteri previsti dal regolamento comunitario.

La maca riduce la disfunzione sessuale indotta da antidepressivi

maca disfunzione sessuale trattamento farmacologico della depressioneSono stati valutati gli effetti della radice di maca (Lepidium meyenii) sulla disfunzione sessuale indotta da trattamenti farmacologici antidepressivi (AISD) nelle donne. Nello studio sono state coinvolte 45 pazienti ambulatoriali di genere femminile (età media di 41,5 ± 12,5 anni) con diagnosi di disfunzione sessuale indotta da SSRI/SNRI. Si è trattato di uno studio clinico in doppio cieco e controllato verso placebo della durata di 12 settimane durante il quale le pazienti hanno assunto radice di maca (3,0 g/die). La funzionalità sessuale è stata valutata attraverso ASEX (Arizona Sexual Experience Scale) e MGH-SFQ (Massachusetts General Hospital Sexual Function Questionnaire). 45 delle 57 donne che si sono presentate consecutivamente sono state incluse nello studio e 42 (30 in pre-menopausa e 12 in post-menopausa) sono risultate eleggibili per la valutazione “intent-to-treat” (versione modificata) in quanto sottoposte ad almeno una visita dopo l’inizio del trattamento. Alla fine del trattamento i tassi di remissione erano più elevati fra le donne trattate con maca rispetto al trattamento placebo; questo in base a un punteggio totale ASEX ≤ 10 (9,5% per la maca verso 4,8% per il placebo), al raggiungimento di un punteggio MGH-SFQ ≤ 12 (30,0% per maca verso 20,0% per il placebo) e al raggiungimento di un punteggio MGH-SFQ ≤ 8 (9,5% per la maca verso 5,0% per il placebo). I tassi di remissione più elevati, sempre per la maca verso placebo, sono risultati associati allo stato post-menopausale. La maca è stata ben tollerata. Secondo gli autori della sperimentazione la radice di maca può alleviare la disfunzione sessuale indotta da antidepressivi nelle donne in postmenopausa. I risultati della ricerca possono essere visionati integralmente e gratuitamente sul sito della rivista che li ha pubblicati.

Ricerca realizzata da associati a: Depression Clinical and Research Program, Department of Psychiatry, Massachusetts General Hospital, Boston, MA, USA.

Dording CM, Schettler PJ, Dalton ED, Parkin SR, Walker RS, Fehling KB, et al. A double-blind placebo-controlled trial of maca root as treatment for antidepressant-induced sexual dysfunction in women. Evid Based Complement Alternat Med 2015;2015:949036.

Nozze d’argento per il brevetto E.P.I.D.

logo epid 25Ricorre quest’anno il 25° anniversario dalla nascita del brevetto E.P.I.D. (Estratto di Propoli Idrodispersibile Decerata), l’estratto idroalcolico standardizzato classificato dalle più recenti ricerche scientifiche come prodotto d’eccellenza. Giuseppe Maria Ricchiuto, fondatore di Specchiasol, fu il primo a rendersi conto dei limiti della propoli nella sua forma grezza e il primo a sviluppare, già dagli anni Settanta, un metodo di elevata purificazione. L’estratto ottenuto fu brevettato nel 1990 con il nome di E.P.I.D. e impiegato sia in campo nutraceutico sia in campo cosmetico. Specchiasol dunque è stata la prima azienda a introdurre l’estratto purificato di propoli in Italia. Ma il brevetto E.P.I.D. non è stato soltanto pioniere della propoli purificata in Italia. Studi recenti, infatti, hanno classificato l’indice di qualità della propoli E.P.I.D. come nettamente superiore grazie alle materie prime scelte accuratamente e a un metodo di purificazione esclusivo. La propoli E.P.I.D. è disponibile in ben 27 referenze e in diversi formati: spray orale, spray nasale, sciroppi, compresse, bustine orosolubili, tavolette, caramelle ed estratti puri anche non alcolici. E per i più piccoli E.P.I.D. Junior, una linea interamente dedicata.

 

Uso del cumino in donne in sovrappeso e obese

obesità e sovrappesoSono stati valutati gli effetti della polvere di cumino sulla composizione corporea e sul profilo lipidico nelle donne in sovrappeso e obese. In questo studio clinico randomizzato, in singolo cieco e controllato della durata di 3 mesi sono state coinvolte 100 donne in sovrappeso od obese di età compresa fra 20 e 60 anni. Le donne sono state assegnate random a 1 dei 2 gruppi sperimentali: quelle in trattamento attivo hanno assunto 3 g/die di cumino in polvere con yogurt (ai due pasti principali) e quelle in trattamento di controllo solo yogurt. Per tutti i pazienti è stato attivato un programma di counselling per favorire la perdita di peso. Una serie di parametri antropometrici e biochimici sono stati determinati prima e dopo l’intervento. I due gruppi non differivano relativamente a peso corporeo (79,43 ± 1,29 verso 76,70 ± 1,20; p=0,30), BMI (31,93 ± 5.55 verso 30,29 ± 4.15; p=0,12), circonferenza vita (96,95 ± 7,44 verso 93,73 ± 8,04; P=0,055), massa magra (48.05 ± 3.98 verso 47.62 ± 4,76; p=0,65), massa grassa (31,40 ± 9,93 verso 29,60 ± 8,01; p=0,34) e sua percentuale (38,70 ± 5,70 verso 37,57 ± 4,09; p=0,28). Non differivano significativamente neppure relativamente a trigliceridi (p=0,92), colesterolo totale (p=0,84), colesterolo LDL (p=0,54), colesterolo HDL (p=0,38) e glicemia a digiuno (p=0,04). La valutazione statistica ha riguardato 88 persone che hanno completato lo studio. Dall’analisi dei risultati è emerso che il cumino in polvere ha ridotto i livelli sierici del colesterolo a digiuno (p=0,005), dei trigliceridi (p=0,02) e del colesterolo LDL (p=0.001), mentre ha aumentato quelli di colesterolo HDL (p=0,049). Sono inoltre risultati significativamente ridotti il peso corporeo (p=0,005), l’indice di massa corporea (p=0,005), la circonferenza vita (p=0,005), la massa grassa (p=0,005) e la sua percentuale (p=0,005). Il trattamento non ha avuto alcun effetto sulla glicemia a digiuno (p=0,18) e sulla massa magra (p=0,48). Gli autori osservano che l’assunzione di cumino in polvere ha determinato un miglioramento sia dei parametri antropometrici che di quelli biochimici in donne in sovrappeso od obese.

Zare R, Heshmati F, Fallahzadeh H, Nadjarzadeh A. Effect of cumin powder on body composition and lipid profile in overweight and obese women. Complement Ther Clin Pract 2014, Nov;20(4):297-301.

Benefici dell’ibisco sulla pressione sistolica e diastolica

ibiscus- Isola MadreL’ibisco (Hibiscus sabdariffa) è una pianta selvatica tropicale ricca di acidi organici, polifenoli, antociani, polisaccaridi e costituenti volatili che sono benefici per il sistema cardiovascolare. Viene comunemente consumato per il trattamento dell’ipertensione arteriosa, ma le evidenze ottenute da studi randomizzati e controllati non hanno restituito una valutazione definitiva. Per tale ragione è stata realizzata questa revisione sistematica della letteratura e meta-analisi dei risultati degli studi RCT disponibili. Sono state interrogate le banche dati biomediche PubMed, Cochrane Library Scopus ed EMBASE (fino a luglio 2014) allo scopo di identificare RCT e indagare l’efficacia della supplementazione con H. sabdariffa sulla pressione sistolica (SBP) e diastolica (DBP). Due revisori hanno estratto, indipendentemente, i dati dagli studi; la sintesi dei dati quantitativi e l’analisi statistica di meta-regressione sono stati realizzati utilizzando un modello a effetti fissi, l’analisi di sensibilità è stata realizzata con metodo LOO (leave-one-out). La valutazione degli studi ha portato alla selezione di 5 ricerche includibili in una valutazione di meta-analisi; queste hanno coinvolto complessivamente 390 partecipanti assegnati random ai gruppi attivi supplementati con H. sabdariffa (n = 225) o ai gruppi placebo (n = 165). Dalla valutazione di meta-regressione è emerso che H. sabdariffa riduce in termini statisticamente significativi la pressione SBP (differenza media ponderata -7,58 mmHg; intervallo di confidenza 95% -IC95%- fra -9,69 e -5,46; p <0,00001) e DBP (DMP – 3.53 mmHg; IC95% fra -5,16 e -1,89; p <0,0001). Questi effetti erano inversamente associati ai valori pressori basali e sono risultati robusti nell’analisi di sensitività. Gli autori ritengono che quanto emerso dalla meta-analisi evidenzi un effetto significativo di H. sabdariffa nel ridurre sia la pressione sistolica che diastolica. Sono necessari altri studi clinici ben disegnati allo scopo di convalidare questi risultati.

Revisione della letteratura realizzata da associati a vari Istituti, fra questi: Department of Hypertension, Chair of Nephrology and Hypertension, Medical University of Lodz, Polonia.

Serban C, Sahebkar A, Ursoniu S, Andrica F, Banach M. Effect of sour tea (hibiscus sabdariffa L.) On arterial hypertension: A systematic review and meta-analysis of randomized controlled trials. J Hypertens2015 Jun;33(6):1119-27.

Pre-diabete, Aloe vera può migliorare glicemia e profilo lipidico

aloe veraLa condizione di pre-diabete è in crescita nella popolazione mondiale (si stimano per il 2030 470 milioni di casi) e rappresenta un importante fattore di rischio per sviluppare il diabete di tipo 2. Gli autori di questo studio hanno valutato gli effetti dell’uso di Aloe vera sul profilo lipidico e glicemico in soggetti con pre-diabete. Si è trattato di uno studio clinico randomizzato, in doppio cieco e controllato verso placebo che ha coinvolto 72 persone con sintomi di pre-diabete, assegnate random a uno dei tre gruppi sperimentali: Aloe vera 300 mg (AL300), Aloe vera 500 mg (AL500) e placebo (PL) due volte al giorno. La glicemia a digiuno (FBS), l’emoglobina glicata (HbA1C) e il profilo lipidico sono stati valutati al basale e alle settimane 4 e 8. I criteri di inclusione prevedevano una glicemia a digiuno compresa tra 100 e 125 mg/dl; HbA1C tra 5,7-6,4; trigliceridi (TG) tra 200-150 mg/dl;  HDL-C inferiore a 35 mg/dl; LDL-C tra 130 e 160 mg/dl; BMI tra 25-30; nessun utilizzo di un qualsiasi ipolipemizzante negli ultimi due mesi. Dalla sperimentazione è emerso che alla settimana 4 i livelli della glicemia a digiuno sono diminuiti significativamente nel gruppo con AL300 rispetto al gruppo placebo (p = 0,001); nello stesso gruppo alla settimana 8 sono risultati ridotti significativamente i livelli di HbA1c (p = 0,042). Solo nel gruppo con AL500 alla settimana 8 sono diminuiti in termini significativi i livelli di colesterolo totale e di colesterolo LDL (rispettivamente p <0,001 e p = 0,01), mentre sono migliorati quelli del colesterolo HDL (p = 0,004). Nello stesso gruppo (AL500) alla settimana 4 sono risultati significativamente ridotti i livelli dei trigliceridi (p <0,045). Gli autori della sperimentazione ritengono che in pazienti pre-diabetici l’utilizzo di estratto a base di Aloe Vera può migliorare la glicemia (dalla settimana 4) e il profilo lipidico (dalla settimana 8). I risultati della ricerca possono essere visionati integralmente e gratuitamente sul sito della rivista che li ha pubblicati.

Ricerca realizzata da associati a vari Istituti, fra questi: Atherosclerosis and Coronary Artery Research Center, Birjand University of Medical Sciences, Birjand, Iran.

Alinejad-Mofrad S, Foadoddini M, Saadatjoo SA, Shayesteh M. Improvement of glucose and lipid profile status with aloe vera in pre-diabetic subjects: A randomized controlled-trial. J Diabetes Metab Disord 2015;14:22.

Dai botanicals alla fitocosmesi

Glass bank with transparent gel on which set of drops of water

Glass bank with transparent gel on which set of drops of water

Il Master in Scienza e Tecnologia Cosmetiche del Dipartimento di Farmacia (DIFARMA) dell’Università degli Studi di Salerno insieme alla Società Italiana di Fitochimica organizza il 23 ottobre il workshop “Dai Botanicals alla Fitocosmesi: nuove prospettive”.

Il seminario è incentrato sullo scambio di esperienze e competenze tra il mondo industriale e accademico e rappresenta un momento di confronto sulle innovazioni e le prospettive nella cosmesi naturale intesa come scienza multidisciplinare che vede la complementarità tra conoscenze normative, gestionali, fitochimiche, tossicologiche, tecnologiche.

L’obiettivo è mettere a confronto nuove idee e tecnologie innovative con aspetti di ricerca scientifica nell’ambito del panorama normativo comunitario.

I relatori si confronteranno su aspetti che vanno dall’analisi del mercato dei cosmetici a connotazione naturale, alla valutazione di efficacia e sicurezza dei botanicals, alla rassegna di matrici vegetali di uso consolidato fino a tracciare le attuali tendenze della ricerca scientifica in ambito fitocosmetico.

Il programma è articolato in due parti: nella I sessione sono previsti interventi sulle caratteristiche del mercato dei cosmetici a connotazione naturale, mentre la II sessione pomeridiana propone interventi sull’impiego dei botanicals nei cosmetici affrontando anche il tema della qualità e sicurezza, con focus sulla valorizzazione dei prodotti a base di argan e gli oli essenziali in fitocosmesi.

La partecipazione è gratuita; per iscrizione e ulteriori informazioni visitare il sito https://www.difarma.unisa.it

Scarica il programma

https://web.unisa.it/uploads/rescue/87/302/WORKSHOP_FITOCOSMESI_UNISA.pdf