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Crema mani nutriente setificante

ER_cos_gen16_OFICINEDurante l’inverno, uno dei sintomi ricorrenti e più fastidiosi è la secchezza delle mani, che bruciano, prudono e presentano un antiestetico aspetto ruvido. È per risolvere questo fastidio che Oficine Clemàn ha creato la nuova Sublime Crema Mani della linea Tesori Moreschi. Estratti di rosa del Marocco e di cumino si prendono cura delle mani con una texture soffice e cremosa. Nella sua confezione comoda da portare sempre con sé (50 ml), la formula offre una protezione e idratazione costante per prevenire i danni del freddo e l’insorgere di fastidiosi tagli e screpolature. Ha una fragranza dolcemente speziata.

 

Social forum, tecnologie digitali & co.

IMG_0453Quello appena trascorso è stato per Facebook “l’anno dell’ascesa dell’impero”. La società fondata nel 2004 da Mark Zuckerberg, all’epoca uno studente di informatica poco più che ventenne, oggi è il più grande social network al mondo. Ad agosto 2015 ha toccato la cifra record di 1 miliardo di utenti contemporaneamente attivi, mentre sono 1 miliardo e mezzo quelli che navigano mensilmente, in crescita del 13% rispetto al 2014. Quotato in Borsa nel 2012, il social network per antonomasia ha chiuso il terzo trimestre 2015 con un utile netto di 891 milioni di dollari su un fatturato di 4,5 miliardi. Se fosse uno Stato – è stato detto – con quasi metà della popolazione mondiale iscritta alla piattaforma, sarebbe il più popoloso. Questi dati, di cui non è facile tenere una mappatura aggiornata, documentano una realtà di fatto: i social network, nati negli Stati Uniti “soltanto” nel 1997, fanno ormai parte della quotidianità di centinaia di milioni di persone in tutto il mondo. Le applicazioni del Web 2.0 sono diventate uno strumento sempre più importante per la discussione e il confronto e i nuovi media interattivi hanno cambiato linguaggi, modelli di fruizione e aspettative dei fruitori. Registrano risultati significativi anche piattaforme come Twitter e Instagram e i social network di tipo professionale, che offrono servizi dedicati per incrementare la visibilità e la reputazione on line, gestire e sviluppare la rete dei contatti professionali e aumentare le opportunità di business. Tutto ciò mentre l’informazione/comunicazione on line si è affermata come un settore cruciale al quale occorre prestare la massima attenzione, quale che sia il proprio campo di attività. Anche in materia di salute e benessere. Una recente ricerca realizzata da Gfk Eurisko riferisce, ad esempio, che Internet è considerata un’utile fonte di informazione in quest’ambito dal 74% degli italiani e diventa il secondo riferimento dopo il medico. Si cercano informazioni soprattutto sui siti, mentre blog e forum sono utilizzati mediamente da 1 utente su 4, in particolare dai più giovani. Ed è molto positiva la valutazione del canale web, considerato facile da consultare, utile e affidabile e preferito ai media tradizionali in particolar modo dalle persone “attente alla salute”. La nostra rivista intende stare, con la sua specificità, dentro questo fermento ed entrare sempre di più in sintonia con questa realtà, che abbiamo “fotografato” con la nostra inchiesta mensile, dedicata alla diffusione dei social forum fra gli erboristi. Nella duplice modalità di “piazza” per la discussione interna alla categoria e di strumento, versatile e diretto, per comunicare con la clientela. Abbiamo rilevato una presenza in crescita, declinata in forme varie, che soprattutto fra i giovani erboristi sta superando la scarsa dimestichezza con le tecnologie, che permane nel segmento più maturo della categoria. Aumentano dunque i gruppi tematici, alcuni con qualche migliaio di iscritti, così come le pagine Facebook dei singoli punti vendita, utilizzate non soltanto come vetrina per far conoscere al pubblico prodotti e novità, ma come interfaccia e strumento di comunicazione con i clienti. Con il nuovo anno, quindi, apriremo una pagina Facebook. Parallelamente il sito de l’Erborista già in funzione sarà potenziato con nuovi contenuti e rubriche, per garantire un aggiornamento costante sulle tematiche a valenza scientifica e professionale e sugli aspetti commerciali e di mercato. Saremo dunque a fianco dell’erborista con il nostro strumento di sempre, la rivista su carta, e con quelli più nuovi che, di fatto, rappresentano presente e futuro della comunicazione. Vorrei chiudere con un’informazione di servizio che riguarda i prodotti a base di chetoni di lampone, dei quali abbiamo già parlato nell’editoriale di giugno 2015. Una recente nota del Ministero della Salute ha chiarito quali estratti si possono considerare fonti naturali di chetoni di lampone, fissando per gli estratti idroalcolici il titolo in chetoni in 50 mg/kg (ppm), pari allo 0.005%. A questo limite dovranno perciò adeguarsi le imprese a partire dalle produzioni avviate dal 2016.

 

 

 

Nuovi studi sulle proprietà dell’Astragalo

Una rassegna sistematica a cura di ricercatori coreani, appena pubblicata, ha valutato l’azione antitumorale della radice di astragalo, una delle erbe più comunemente utilizzate in Asia orientale, e dei suoi componenti. Questa pianta erbacea perenne viene impiegata da sempre nella Medicina Tradizionale Cinese come tonico e rafforzante dell’energia vitale. È stata effettuata come di prassi una ricerca sulle principali banche dati elettroniche sugli studi preclinici e clinici relativi agli effetti antitumorali dell’astragalo. Due revisori indipendenti hanno valutato 92 studi eleggibili, hanno estratto da questi tutti i dati e valutato la qualità metodologica delle sperimentazioni cliniche. Gli studi sono stati suddivisi in: ricerche in vitro e in vivo, studi sperimentali e studi clinici; sono stati analizzati saponine, polisaccaridi, flavonoidi e l’intero estratto. Negli studi preclinici è stato segnalato che la radice di astragalo esplica un’azione inibitoria sulla crescita tumorale, effetti immunomodulatori e di attenuazione degli effetti negativi degli agenti citotossici nonché un’azione chemiopreventiva. Le saponine sono apparse come i principali costituenti e hanno contribuito direttamente alla soppressione della crescita tumorale attraverso l’attivazione di entrambe le vie apoptiche intrinseca ed estrinseca, la modulazione della via di segnalazione intracellulare e altri meccanismi. I flavonoidi hanno soppresso la crescita tumorale attraverso meccanismi simili a quelli delle saponine. I polisaccaridi hanno mostrato effetti immunomodulatori contribuendo alla riduzione del tumore in modelli animali. È stato inoltre osservato che il fitocomplesso e i polisaccaridi della radice di astragalo migliorano la qualità della vita e la mielosoppressione, nonché altre reazioni avverse indotte dalle terapie citotossiche. Questa la conclusione cui sono giunti gli autori della rassegna: i polisaccaridi, le saponine e i flavonoidi della radice di astragalo e l’intero fitocomplesso mostrano una documentata azione antitumorale negli studi preclinici. Ciò ne evidenzia la potenziale applicazione come trattamento complementare in ambito oncologico. Si suggerisce inoltre di sviluppare ulteriormente la ricerca e di migliorare la qualità dei protocolli di studio in futuro.

Fonte: Jung Y, Jerng U, Lee S.A Systematic Review of Anticancer Effects of Radix Astragali. Chin J Integr Med. 2015 Dec 7. [Epub ahead of print]

 

Diabete in gravidanza e allattamento al seno

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Per le donne che durante la gravidanza sono colpite dal diabete mellito gestazionale, l’allattamento al seno comporta un dimezzamento del rischio di sviluppare entro due anni dal parto il diabete di tipo 2. A questa conclusione è arrivato uno studio prospettico di coorte realizzato presso la Kaiser Permanente di Oakland in California e appena pubblicato sugli Annals of Internal Medicine. Lo studio ha preso in esame 1.035 donne che hanno avuto un diabete mellito gestazionale tra il 2008 e il 2011. Le donne sono state sottoposte al test di tolleranza orale al glucosio 6-9 settimane dopo il parto e poi una volta l’anno per due anni: il test ha rilevato un diabete di tipo 2 nel 12% delle donne. I ricercatori hanno considerato i potenziali fattori confondenti fra cui etnia, livello di istruzione, indice di massa corporea prima della gravidanza, trattamento del diabete gestazionale, risultati del test di tolleranza orale al glucosio ed età di gestazione alla diagnosi di diabete mellito gestazionale e hanno osservato un’associazione inversa tra la durata dell’allattamento al seno e il rischio di una diagnosi di diabete di tipo 2. La conclusione degli autori di questo lavoro è quindi che il latte materno porta benefici non solo al bambino ma anche alle donne con diabete mellito gestazionale, prevenendo il rischio di ammalarsi dopo il parto di questa malattia.

Fonte: Gunderson EP, Hurston SR, Ning X, Lo JC, Crites Y, et al. Lactation and Progression to Type 2 Diabetes Mellitus After Gestational Diabetes Mellitus: A Prospective Cohort Study. Ann Intern Med. 2015 Dec 15;163(12):889-98

E-commerce e integratori

black laptop with cut out screen isolated on white background

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Gli acquisti on line degli integratori alimentari in Italia sono ancora contenuti, anche se in crescita costante dal 2012, ha segnalato una ricerca condotta dalla Nielsen per Federsalus. Infatti nel terzo trimestre del 2015 solo 110.000 consumatori hanno acquistato integratori alimentari sul web, in particolare donne tra 35 e 49 anni con un livello socio economico elevato. I prodotti più richiesti in rete sono quelli legati ad alimentazione e dieta (34%), pelle, capelli e occhi (32%), integratori per lo sport (30%), benessere circolatorio (29%) e recupero di tono ed energia (26%). La ricerca ha evidenziato, inoltre, che in media chi acquista on line spende 1,5 volte di più di chi compra attraverso i canali tradizionali. A sostenere la scelta di comprare gli integratori alimentari sul web è in primo luogo la consapevolezza di contare su prezzi più convenienti (50%), seguita dall’opportunità di avere a disposizione una gamma più vasta di prodotti specifici (37%), dalla possibilità di effettuare l’acquisto senza limiti di orari (30%) e di avvantaggiarsi della consegna a domicilio (27%). Al contrario, l’impossibilità di avere una comunicazione diretta con il venditore e il timore di inserire i propri dati personali sui siti per effetture il pagamento sono le classiche barriere che scoraggiano i consumatori ad acquistare on line.

 

Vitamina D, le carenze tra i più piccoli

Child 3.5 years did not want to eat breakfast.La carenza di vitamina D riguarda oltre un bambino italiano su 2, con punte massime nella fase neonatale e dell’adolescenza, dove si arriva a percentuali del 70%. Le conseguenze di questa ipovitaminosi possono importanti, dato che ad esempio nel neonato la vitamina D aiuta a prevenire il rachitismo. In generale questa vitamina aiuta a migliorare la densità ossea, mentre nuove ricerche scientifiche suggeriscono un suo ruolo positivo in malattie come il diabete mellito 1, l’asma e nelle infezioni respiratorie ricorrenti. Sul tema della vitamina D e della relativa ipovitaminosi i pediatri della Società Italiana di Pediatria (SIP) e della Società Italiana di Pediatria Preventiva e sociale (SIPPS), in collaborazione con la Federazione dei Medici Pediatri, hanno realizzato una conferenza e definito un documento di Consensus. Tale documento fornisce le raccomandazioni mirate alla prevenzione dell’ipovitaminosi D in età pediatrica, individuando i soggetti a rischio e indicando le modalità di profilassi/trattamento. Il primo fattore di rischio, segnalano i pediatri, è la scarsa esposizione solare, principale fonte di approvvigionamento della vitamina D. Tra i suggerimenti vi è innanzitutto l’invito a svolgere attività fisica e giochi all’aperto, ma anche un cambiamento negli stili di vita e dell’alimentazione, che preveda ad esempio la colazione con il latte. Tra le raccomandazioni anche quella di effettuare una  profilassi con vitamina D per tutti i neonati per tutto il primo anno di vita, indipendentemente dall’allattamento al seno, e da 1 a 18 anni solo in bambini e ragazzi a rischio.

 

 

Aggiornamento sui chetoni di lampone

4.1.1

4.1.1

Con una nota emanata il 4 dicembre 2015, il Ministero della Salute ha chiarito alcuni aspetti riguardanti l’utilizzo dei chetoni di lampone impiegati negli integratori alimentari.  Nella tradizione alimentare ed erboristica italiana i frutti di lampone sono consumati freschi oppure sotto forma di sciroppo, succo o gelatina piuttosto che in forma di estratti. Il lampone in frutto (Rubus idaeus L) è già contemplato negli allegati del decreto del 27 marzo 2014 che ha aggiornato il decreto ministeriale del 9 luglio 2012 sulle sostanze e i preparati vegetali ammessi all’uso negli integratori. Secondo le norme in vigore, quindi, i preparati e gli estratti di frutto di lampone che hanno fatto registrare una storia di consumo tradizionale possono essere impiegati negli integratori come ingredienti con il titolo di chetoni che ne deriva, mentre i chetoni tal quali non possono essere utilizzati come ingredienti poiché si devono considerare come novel food. Secondo i dati disponibili il tenore naturale di chetoni nel frutto è molto basso, tra 0,009 e 4,3 mg/kg, si legge nella nota ministeriale, che continua: “…sulla base delle notifiche pervenute e considerando che in pubblicità si arriva a rivendicare un elevato tenore di chetoni per prodotti privi in etichetta di indicazioni sulla titolazione dell’estratto impiegato come ingrediente, si è ritenuto di dover definire il tenore di chetoni ammissibile per la sua derivazione naturale in estratti che, per la loro tipologia e il conseguente profilo compositivo, non si configurano come novel food”. Si conclude perciò che “tenuto conto della variabilità nelle piante del contenuto di sostanze ad effetto nutritivo o fisiologico, per essere considerato di derivazione naturale il tenore di chetoni negli estratti idroalcolici di frutto di lampone non deve risultare superiore a 50 mg/kg (0,005%)”. Di conseguenza le aziende dovranno conformare i prodotti a queste indicazioni a partire dalle produzioni avviate dal 2016.

Roma: master in medicine naturali

DSCN0217Il master di primo livello, attivato per l’anno accademico 2015-2016 presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Tor Vergata (Roma 2), è aperto ai laureati in Igiene dentale, Infermieristica, Infermieristica pediatrica, Ostetricia, Fisioterapia, Scienze Motorie, Dietista, Tecniche Erboristiche, Scienze Biologiche, Farmacia. l’equipollenza di altri titoli di studio è stabilita dal Dipartimento di Scienze Cliniche e Medicina Traslazionale su proposta del Collegio dei docenti. Ha la durata di 18 mesi e si articola in 3 semestri che danno agli iscritti 60 crediti formativi universitari (CFU) pari a un totale di 1500 ore di impegno complessivo per lo studente, di cui 456 ore di attività didattica frontale (lezioni teoriche impostate tradizionalmente tramite proiezione di diapositive e video proiezione, laboratorio guidato, esercitazioni guidate). Le restanti ore sono dedicate a stage o tirocini presso strutture selezionate dal Collegio dei docenti del Master in Italia e altri paesi della comunità europea, seminari monografici per l’approfondimento di specifici argomenti, discussione collegiale di casi clinici, redazione di un progetto o di un elaborato, nonché allo studio e alla preparazione individuale. La finalità del Master è rappresentata dalle esigenze culturali di approfondimento in questo settore e per offrire un’opportunità di aggiornamento professionale, nel campo delle medicine naturali.

Info:
Segreteria didattica Master: tel. 3297993793

www.uniroma2.it

e-mail cerroni@uniroma2.it, segreteriamaster@uniroma2.it

 

Nature immaginate

abocaChe cosa hanno in comune la doppia elica del DNA e la foto della Terra vista dalla Luna? E da dove arriva l’immagine della fecondazione assistita che abbiamo visto sui giornali o in televisione?

Il libro Nature immaginate, edizioni Aboca, raccoglie numerosi esempi che dimostrano come la dimensione visuale abbia avuto un impatto significativo sulle concezioni e percezioni sociali e culturali della natura. Sono molte le immagini diventate una convenzione visiva – e talvolta una vera e propria icona – su temi quali, ad esempio, l’evoluzione umana o la struttura dell’atomo.

Arricchito da circa 250 fotografie e illustrazioni a colori, il volume ripercorre la storia di ogni immagine documentadone l’impatto sociale e culturale attraverso la pittura, il cinema, il fumetto, la comunicazione pubblicitaria.

Gli autori del volume sono Massimiano Bucchi, professore di Sociologia della Scienza e Comunicazione della Scienza presso l’Università di Trento, ed Elena Canadelli, assegnista di ricerca in Storia della Scienza all’Università di Padova.

Benefici della curcumina sulla sindrome premestruale

dismenorreaIl termine di sindrome premestruale (SPM) si riferisce a una vasta gamma di sintomi fisici o emotivi che si manifestano in genere da 5 a 11 giorni prima dell’inizio del ciclo mestruale mensile. L’esatta causa di questo problema non è stata identificata, ma si stima che possa interessare fino al 75% delle donne. Si ritiene che la SPM sia correlata a fattori sociali, culturali, biologici e psicologici. Un recente studio randomizzato e controllato in doppio cieco verso placebo ha evidenziato per la prima volta i benefici della curcumina in questa condizione. La ricerca ha riguardato 70 studentesse iraniane di medicina di età compresa fra 18 e 34 anni, in buona salute e con cicli della durata di 21-35 giorni. Le donne non assumevano farmaci, non consumavano alcol e non fumavano né avevano riferito eventi stressanti negli ultimi 3 mesi. I criteri di inclusione erano la presenza di SPM e di almeno 5 dei 19 sintomi che caratterizzano questa sindrome secondo il DMS-IV ((Diagnostic and Statistical Manual for Mental Disorders, il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali prodotto dall’Associazione degli psichiatri americani). Le donne sono state divise mediante randomizzazione in due gruppi – placebo (35) e curcumina (35) – simili sia per gli aspetti socio-demografici sia per i punteggi riguardanti i sintomi fisici, comportamentali, dell’umore e totali. Ogni donna ha ricevuto 2 capsule per 7 giorni prima del ciclo e 3 dopo, per 3 cicli mestruali successivi e ha compilato quotidianamente un questionario relativo ai sintomi. Hanno completato lo studio 63 donne. Alla fine di questo periodo, nel gruppo di donne che hanno assunto la curcumina, i punteggi fisici, comportamentali e dell’umore sono diminuiti in modo statisticamente significativo (tutti P<0.0001), mentre in quello placebo è diminuita la media dei punteggi riguardanti i sintomi fisici, ma non quelli comportamentali e dell’umore. Il punteggio generale totale è sceso in modo significativo nel gruppo curcumina (P<0.0001), ma non in quello placebo (P=0.58). I risultati di questo piccolo studio mostrano quindi che la curcumina è più efficace del placebo nel ridurre i sintomi tipici della sindrome premestruale. Si ritiene che queste attività siano mediate dall’azione di modulazione dei neurotrasmettitori e dall’effetto antinfiammatorio della curcumina.

Fonte: Khayat S, Fanaei H, Kheirkhah M, Moghadam ZB, Kasaeian A, Javadimehr M. Curcumin attenuates severity of premenstrual syndrome symptoms: A randomized, double-blind, placebo-controlled trial. Complement Ther Med. 2015;23(3):318-324.