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Integratori vegetali anche per pet

DSCN5764I consumatori attenti alla salute non solo utilizzano i prodotti a base di erbe per il proprio benessere ma, sempre di più, si rivolgono ad essi anche per i loro animali domestici. Molte erbe utilizzate negli integratori alimentari sono presenti, infatti, in prodotti per animali da compagnia, soprattutto cani e gatti. Evidenzia questo fenomeno in crescita il sito dell’American Botanical Council (ABC) precisando che il mercato dei “supplementi per animali” si compone di due grandi categorie: gli integratori in sé e le linee di alimenti rafforzati contenenti ingredienti di origine vegetale. Nel 2014 questo segmento di mercato è cresciuto del 12% rispetto all’anno precedente: i dati si riferiscono ai prodotti venduti in negozi del naturale, mass market e negozi per animali, escludendo la vendita on line. Fra i prodotti più venduti, al primo posto gli integratori di clorofilla/Chlorella, utilizzati per sostenere principalmente l’apparato digerente e la salute orale. Abbastanza popolari in questo segmento di mercato risultano essere anche olio e semi di lino e camomilla (Matricaria recutita). Negli Stati Uniti, dunque, il mercato dei prodotti a base di erbe destinati agli animali punta decisamente verso un trend di crescita complessiva, sostenuta dall’interesse crescente di un numero maggiore di persone e dall’introduzione di nuovi prodotti in questo settore.

 

Vendesi erboristeria

Chat iconMilano. Vendesi attività ultraventennale di erboristeria per raggiunta età della pensione. Situato in zona 9, in ottima posizione poiché in una piazza limitrofa alla zona di mercato settimanale, scuola, poste, chiesa, il negozio è composto da due vetrine e ampio spazio vendita e due retri di cui uno adibito a studio per consulenza naturopatica o altro. Oltre duemila clienti fidelizzati con tessera sconti. Affitto interessante.

Per informazioni: tel. 026430217, dopo le 15,30.

 

L’altea allevia l’ingorgo mammario

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Uno studio condotto da ricercatori iraniani, molto attivi nell’ultimo periodo nella ricerca in fitoterapia, ha valutato l’azione di impacchi con foglie di Altea sull’ingorgo mammario, un problema che riguarda un certo numero di donne durante il puerperio. In particolare i ricercatori hanno considerato l’azione di impacchi a base di altea associati con impacchi caldi (applicati sul seno prima dell’allattamento) e freddi (posti dopo la poppata) per migliorare la sintomatologia del problema. Si tratta di un piccolo studio che ha coinvolto quaranta donne affette da questo disturbo che sono state divise in due gruppi: il gruppo sperimentale e un gruppo di controllo. Entrambi hanno ricevuto interventi di routine e gli impacchi caldi e freddi alternati, mentre il gruppo sperimentale ha ricevuto anche gli impacchi a base di foglie di altea. I trattamenti per tutte le donne sono stati in totale 6 per due giorni. Dall’analisi dei risultati si è visto che nel gruppo sperimentale sono migliorati in modo statisticamente significativo (P < .001) tutti i punteggi relativi alla gravità del disturbo. Si è osservata inoltre una relazione significativa con il tempo (P < .001). La conclusione di questa piccola ricerca è dunque positiva e dice che gli impacchi di foglie di Altea in associazione con altri interventi di routine possono migliorare l’ingorgo mammario.

Fonte: Khosravan S, Mohammadzadeh-Moghadam H, Mohammadzadeh F, Fadafen SA, Gholami M. The Effect of Hollyhock (Althaea officinalis L) Leaf Compresses Combined With Warm and Cold Compress on Breast Engorgement in Lactating Women: A Randomized Clinical Trial. J Evid Based Complementary Altern Med. 2015 Nov 23.

 

Scuola di profumeria

Fotolia_64094369_XXLAccademia Tecniche Nuove in collaborazione con l’università di Ferrara presenta il Percorso di Alta Formazione professionale in modalità blended suddiviso in 2 step:

1) Dalle materie prime alle fragranze – formazione a distanza (Fad); 5 moduli propedeutici alla formazione residenziale.

2) Dalle fragranze al profumo – formazione residenziale (in aula); 4 incontri nella giornata di domenica.

Sede delle lezioni: Accademia Tecniche Nuove, Via Eritrea, 21, Milano.

Date (domeniche): 10 aprile 2016, 8 maggio 2016, 29 maggio 2016, 12 giugno 2016.
Orario: dalle 9.00 alle 18.00.
Il corso residenziale è a numero chiuso, massimo 30 partecipanti.

Direttore e docente del corso: prof. Stefano Manfredini.
Coordinatori didattici e docenti: dottor Giovanni D’Agostinis; dott.ssa Claudia Scattolini.
Docente: dottor Elio Davide Mantovani.

Per accedere al corso: cliccare qui.

Piante del Tibet, un seminario a Firenze

Locandina-Medicina-TibetanaLa medicina tradizionale tibetana, con i suoi suoni, i suoi silenzi e la antica sua cultura. Quanto e come è proiettata verso la cultura e la medicina occidentali? Quanto e come è possibile un incontro con il nostro concetto di salute e di malattia? E quali sono le piante della medicina tibetana? Hanno per loro il nostro stesso valore? Offrirà una risposta a questi interrogativi il seminario sulla medicina tibetana che si terrà a Firenze, all’interno del Master di Medicina integrativa, il 17 dicembre, dalle ore 10.00 alle ore 17.00. Il seminario, aperto anche agli esterni, è tenuto da Alessandro Boesi, tibetologo ed esperto della materia, il quale così sintetizza alcuni contenuti: “La somministrazione di farmaci ha sempre avuto un ruolo cruciale nella medicina tibetana. Tuttavia le sostanze medicinali non sono impiegate singolarmente ma combinate in preparazioni complesse, i cui ingredienti vengono scelti secondo proprietà terapeutiche individuali e capacità di eseguire azioni coordinate e sinergiche”.

Nell’occasione sarà presentato il volume “Piante medicinali del Tibet. Un antico manoscritto di scienza della guarigione” ISMEO Edizioni.

Di seguito il programma della giornata

Introduzione: Fabio Firenzuoli

Moderatore: Vittorio Mascherini
Alle radici dell’arte della guarigione: le piante spontanee nell’alimentazione dei tibetani
Moderatore: Alfredo Vannacci
Il cibo come medicina: come si può conciliare con la medicina occidentale?
Moderatore: Luigi Gori
Differenze e similitudini con la medicina tradizionale cinese. Fondere il corpo e la mente.
Moderatore: Eugenia Gallo
Il potere terapeutico alle sostanze naturali: criteri e principi. Piante medicinali del Tibet: un antico manoscritto di scienza della guarigione

 

Giovedì 17 Dicembre 2015 ore 10- 17
Villa La Quiete – Firenze
Ingresso libero

www.cerfit.it

 

Cosmetici: l’export trascina la crescita dei fatturati

Kosmetik UtensilienL’Indagine congiunturale del Centro Studi di Cosmetica Italia rileva una ripresa nel segno della stabilità per l’industria cosmetica italiana. A fine 2015 il fatturato globale del settore supera i 9.700 milioni di euro per un trend positivo superiore al 4%. Accanto ad alcuni segnali positivi provenienti dal mercato interno, le esportazioni hanno inciso in modo significativo sulla crescita dei fatturati avvicinandosi ai 3.700 milioni di euro con +10,5%.

Osservando da vicino i canali di distribuzione si conferma ancora una volta l’impermeabilità dell‘erboristeria all’andamento ancora rallentato del mercato cosmetico: lo attesta la crescita del 3% per il II semestre 2015 (il valore di mercato supera i 430 milioni di euro), seguito dal +2% delle previsioni di inizio 2016. Anche la farmacia conferma una crescita dell’1,8% nel periodo considerato per un valore di mercato superiore ai 1.800 milioni di euro.

 

Cioccolato e salute riproduttiva

Pregnant woman in bed thinkingUna revisione sistematica pubblicata sul Journal of Agricultural and Food Chemistry, e realizzata presso l’Università di Perugia, ha messo in evidenza gli effetti benefici dell’integrazione di cacao e derivati, come il cioccolato, in gravidanza, specificando però che sono necessarie ulteriori ricerche in quest’ambito, perché gli studi esistenti hanno dato risultati contrastanti. La revisione ha esplorato i diversi componenti del cacao e del cioccolato e riassunto le prove disponibili in letteratura circa il ruolo di cacao e cioccolato sulla salute umana, e in particolare su quella riproduttiva. “… I componenti bioattivi di cacao potrebbero contribuire a ridurre le difficoltà riproduttive attraverso azioni direttamente esercitate sull’endotelio vascolare e sulla circolazione”, hanno ipotizzato gli autori Eleonora Brillo e Gian Carlo Di Renzo del Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia dell’Università perugina. Sulla base della revisione degli studi, si può affermare che alcuni prodotti del cacao hanno effetti positivi sulla salute umana nelle diverse fasi della vita. Le donne sembrano essere particolarmente favorite dal consumo dei prodotti a base di cacao, che può rappresentare anche una buona fonte supplementare di energia durante la gravidanza. “Attualmente è possibile concludere che il consumo moderato di cioccolato fa bene alla salute umana” – hanno scritto gli autori dello studio – Il cioccolato può essere utilizzato anche nella dieta delle donne incinte poiché nessun effetto negativo è stato riscontrato nella salute sia materna sia del feto. Al contrario, sono stati osservati effetti positivi”. Hanno poi precisato che le donne in gravidanza possono beneficiare di un apporto calorico aggiuntivo dalla decima alla tredicesima settimana di gestazione e potrebbero preferire i cibi ad alto contenuto di antiossidanti a causa dello stress ossidativo che si presenta in questo periodo della gravidanza. Nella revisione sistematica si legge inoltre che il cioccolato come parte di una dieta equilibrata, può “infondere benessere psicologico sia alla donna incinta sia al futuro bambino”.

Fonte: Eleonora Brillo, Gian Carlo Di Renzo. Chocolate and Other Cocoa Products: Effects on Human Reproduction and Pregnancy. J. Agric. Food Chem. 2015, 63, 9927−9935.

Alimenti a fini medici speciali: pubblicate linee guida EFSA

familienapothekeL’Autorità europea sulla sicurezza alimentare (EFSA) ha da poco pubblicato le “Linee guida sugli alimenti a fini medici speciali” (AFMS), dopo aver sottoposto dal luglio scorso la bozza del documento alla consultazione pubblica degli operatori. Acquisite queste osservazioni, sono state diffuse le Linea guida, che forniscono indicazioni sulla preparazione del dossier tecnico scientifico che può essere richiesto agli operatori nel momento in cui la Commissione Europea sarà chiamata a decidere, consultando l’EFSA, se un determinato prodotto rientra o meno in questa categoria. Da luglio 2016 infatti scatteranno le nuove regole per produrre e commercializzare i prodotti per la gestione dietetica del paziente secondo il nuovo Regolamento 609/13, regolamento che si applica anche agli AFMS. Questo tema è stato al centro del seminario FederSalus “Alimenti a fini medici speciali: il corretto approccio regolatorio e scientifico alla luce del nuovo quadro normativo (Reg. 609/13)”, tenutosi a Milano il 25 novembre. In coerenza alla pubblicazione del Regolamento N. 609/2013, il Ministero della Salute, ha detto Bruno Scarpa, ha modificato le linee guida sugli AFMS dettando numerose precisazioni, anche in riferimento alle indicazioni salutistiche (health claims) che non si possono utilizzare per questi prodotti, destinati al trattamento dietetico di persone con disturbi o in stato patologico. La Commissione europea dovrà poi decidere se un prodotto classificato come AFMS da uno Stato membro rientri effettivamente in questa categoria. Il seminario ha evidenziato le novità introdotte dal Regolamento, partendo da una ricerca sui valori e volumi del mercato nazionale di questi prodotti, e sono stati approfonditi i riferimenti alla situazione normativa nazionale ed europea. Le questioni scientifiche sono state delineate a partire dalla relazione di Carlo Agostoni dell’Università Milano – EFSA Working Group, che ha approfondito la “filosofia” dell’EFSA per la redazione del dossier scientifico. Infine, Alberto Martina (Università Pavia) ha parlato dell’importate ruolo che gli alimenti “funzionali” possono svolgere nella gestione anche di patologie sistemiche come quelle dell’apparato gastroenterico.

 

Estratto di ibisco riduce la pressione arteriosa

A bright, red heart is surrounded by several black arrows all pointing towards it. Isolated on white.

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L’ibisco (Hibiscus sabdariffa) è una malvacea arbustiva originaria dall’Asia minore; dai suoi calici si ottiene un infuso gradevole ricco di antociani, acidi organici (malico e citrico), flavonoidi e fibre. La pianta è ampiamente consumata anche in Nigeria come bevanda rinfrescante e come agente antipertensivo, dopo che diversi studi ne hanno evidenziato queste proprietà. Un gruppo di ricercatori ha voluto approfondire l’effetto del consumo di ibisco sulla pressione sanguigna (BP) e sugli elettroliti di nigeriani affetti da ipertensione da lieve a moderata e confrontarlo con quello dell’idroclorotiazide (HCTZ), un diuretico ampiamente utilizzato per contrastare l’ipertensione arteriosa. Sono state reclutate 80 persone che avevano ricevuto una nuova diagnosi di ipertensione di grado lieve–moderato, non ancora trattate per questo problema e afferenti a una clinica ospedaliera universitaria nigeriana, e 75 di esse hanno completato lo studio. I partecipanti alla ricerca sono stati divisi casualmente (randomizzazione) nei tre gruppi A, B e C: il gruppo A ha ricevuto il placebo; il gruppo B ha assunto idroclorotiazide mentre il gruppo C ha ricevuto un estratto di ibisco. Il trattamento è durato per 4 settimane. La pressione arteriosa e gli elettroliti sierici e urinari sono stati misurati all’inizio dello studio, settimanalmente durante la fase di trattamento e 1 settimana dopo la sua sospensione. Alla fine del trattamento, sia il farmaco sia l’ibisco hanno ridotto in modo statisticamente significativo (P <0.001) i valori della pressione sistolica, diastolica, la pressione arteriosa media e la concentrazione sierica di Na + rispetto al placebo. Dopo la sospensione del trattamento, il calo della pressione arteriosa e dei valori di Na + nel gruppo “ibisco” sono stati significativi rispetto al gruppo idroclorotiazide, dove si sono ripristinati i valori basali. Non sono stati segnalati effetti secondari durante lo studio. La conclusione di questa piccola ricerca è che l’ibisco può essere considerato un agente antipertensivo più efficace dell’idroclorotiazide in soggetti con ipertensione lieve-moderata e che la sua assunzione non ha causato uno squilibrio elettrolitico. Si è visto poi che l’ibisco esplica un’azione più duratura rispetto al farmaco. Le prove hanno dimostrato inoltre che Hibiscus sabdariffa può avere più meccanismi d’azione e non agire soltanto come diuretico. Studi precedenti avevano dimostrato, infatti, che la pianta sembra agire come vasodilatatore e diuretico, sopprime l’assorbimento dei ioni calcio e inibisce l’enzima di conversione dell’angiotensina (ACE). I limiti di questo studio sono dati principalmente dalla piccola dimensione del campione, oltre che da aspetti legati al protocollo sperimentale, come ad esempio l’assenza del doppio cieco. Gli autori raccomandano anche di quantificare i tipi e le concentrazioni di antociani nell’estratto di ibisco.

Fonte: Nwachukwu DC, Aneke E, Nwachukwu NZ, Obika L, Nwagha UI, Eze AA. Effect of Hibiscus sabdariffa on blood pressure and electrolyte profile of mild to moderate hypertensive Nigerians: a comparative study with hydrochlorothiazide. Niger J Clin Pract. November-Decem

Integratori: internazionalizzare la filiera italiana

ein Stapel von Medikamenten vor weißem Hintergrund mit Textfreiraum

ein Stapel von Medikamenten vor weißem Hintergrund mit Textfreiraum

Tra il 2009 e il 2014, il mercato degli integratori ha raddoppiato il suo volume d’affari in tutto il mondo, raggiungendo la soglia di 66 miliardi di dollari (dati Euromonitor). Le prospettive di crescita maggiore riguardano il mercato asiatico e americano, e in particolare paesi come Corea del Sud, Giappone, Stati Uniti e Cina, con trend unici per opportunità di sviluppo. L’internazionalizzazione rappresenta oggi una fondamentale leva per crescere.  Know how, tecnologia e qualità dell’industria italiana sono standard di riferimento nei mercati internazionali. Su questo tema FederSalus, in collaborazione con Sogecos Bologna Fiere, organizza un evento per la presentazione del programma Internazionalizzazione della filiera italiana, dedicato ai soci dell’associazione. L’iniziativa si svolgerà a Milano l’11 dicembre 2015 dalle 10.30 alle 13.00 presso l’Hotel Felice Casati in Via F. Casati n. 18 con l’obiettivo di:

  1. approcciare i mercati internazionali
  2. valorizzare la filiera italiana
  3. abbattere i costi organizzativi
  4. ottimizzare la logistica

Il programma della giornata si articola come segue:

  • Panoramica del mercato internazionale: dati e trend
  • Presentazione del programma Internazionalizzazione della filiera italiana (FederSalus – Sogecos Bologna Fiere)
  • Aspetti organizzativi e logistici
  • Domande e risposte

Info: https://www.federsalus.it/