Home Blog Pagina 46

SANA 2023, presentata la 35° edizione del Salone Internazionale del Biologico e del Naturale

A cura di Lorena Tedesco

Si è tenuta nella mattinata del 22 giugno, a Milano, la conferenza stampa di presentazione del SANA, 35° Salone Internazionale del Biologico e del Naturale, organizzato da BolognaFiere in collaborazione con FederBio, AssoBio e Cosmetica Italia, che andrà in scena a BolognaFiere dal 7 al 10 settembre. Una manifestazione dal carattere sempre più internazionale e B2B che tocca temi ormai centrali in ogni ambito, che spaziano dal biologico alla sana alimentazione, dalla moda sostenibile alla cosmesi green, dalla blockchain alle soluzioni contro gli sprechi, senza trascurare i nuovi percorsi legati alla sostenibilità e alla salvaguardia ambientale.

L’edizione 2023 del Salone si contraddistingue per il suo carattere totalmente B2B: un’importante opportunità di incontro e confronto tra produttori, distributori, buyer, istituzioni e organismi di controllo per restare aggiornati sulle ultime novità e trend di mercato. L’area Organic & Natural Food sarà protagonista, dal 7 al 9 settembre, e presenterà i migliori prodotti per un’alimentazione biologica, salutare e sostenibile, a filiera controllata, nei padiglioni 29 e 30; mentre le aree Care & Beauty e Green Lifestyle, dedicate rispettivamente ai prodotti e cosmetici naturali e bio per la cura del corpo (compresi integratori ed erbe officinali) e alle soluzioni e servizi per vivere tempi e spazi della quotidianità in modo sostenibile, resteranno aperte anche domenica 10 settembre, nei padiglioni 21 e 22.

Tra internazionalizzazione e progetti speciali

I punti di forza di questa 35ª edizione sono un’impronta più internazionale grazie al sostegno e alla collaborazione con l’Agenzia ICE, per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, e alcune importanti novità. Oltre alla realizzazione della Veg Area, con uno spazio espositivo dedicato al mondo veg, realizzata in collaborazione con V Label Italia, un’altra importante iniziativa di SANA, organizzata in collaborazione con “l’Erborista” (rivista specializzata del Gruppo Tecniche Nuove) e giunta ormai al quinto anno, è La Via delle Erbe, che proporrà un palinsesto di sette lezioni magistrali e che avrà come protagoniste le “erbe bianche”, con un’attenzione specifica a quelle che apportano benefici all’apparato digerente. Inaugura, poi, l’Osservatorio Erboristico realizzato in collaborazione con Nomisma, per un approfondimento, dati alla mano, sul mercato erboristico italiano. Tra i progetti speciali, si segnalano Rivoluzione Bio, gli Stati generali del biologico, organizzati in collaborazione con FederBio e AssoBio, e realizzati con Nomisma, e Sanatech, il Salone professionale dedicato alla filiera agroalimentare, zootecnica e del benessere biologico ed ecosostenibile, promosso da BolognaFiere con il supporto di FederBio Servizi e in collaborazione con Avenue Media, che prevede un approfondimento sulla blockchain.

I momenti salienti

La conferenza stampa si è aperta con l’intervento di Domenico Lunghi, Direttore Manifestazioni Dirette Bologna Fiere, che ha presentato le iniziative e i progetti dell’edizione 2023 del salone e ha passato poi la parola a Francesca Zadro, Responsabile del progetto TrackIT Blockchain, a cura dell’Agenzia ICE, finalizzato ad accompagnare le PMI nel processo di registrazione dei dati di filiera, al fine di rafforzare e proteggere il valore dei prodotti Made in Italy sui mercati esteri, combattendo la contraffazione e favorendo il tracciamento dei prodotti. Il servizio di tracciamento della filiera basato su blockchain è erogato da 9 partner tecnologici a 470 aziende; il tasso di adesione più alto è stato segnato dal comparto agroalimentare/bevande/vini, con il 70%, con un’adesione del 44,4% da parte delle regioni del Sud, più alta rispetto al Nord (39%) e al Centro (16,6%).

Domenico Lunghi e Claudia Castello

Qualche numero

La parola poi è passata a Emanuele Di Faustino, Responsabile Industria, Retail e Servizi di Nomisma, che ha illustrato il ruolo e l’andamento dell’export bio made in Italy. I dati indicano una performance positiva del nostro export bio: nel 2022 le vendite di prodotti agroalimentari italiani bio all’estero hanno raggiunto i 3,4 miliardi di euro, con una crescita del 16% rispetto al 2021; una crescita che si evidenzia anche sul lungo periodo (+181% rispetto al 2012, quasi triplicata). Di Faustino ha poi presentato l’evento Rivoluzione Bio 2023 e l’Osservatorio SANA come strumento di raccordi di dati e informazioni.

Segnali positivi

Sono intervenuti poi Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio, e Roberto Zanoni, Presidente di AssoBio, che hanno sottolineato i segnali positivi che hanno interessato il mercato bio negli ultimi mesi, con un andamento che rimarca una ripresa forte, in termini sia di valore, sia di volumi. Notevole l’importanza del segmento fuoricasa, dove i consumi nel mercato bio sono stati anche superiori al 30%.

Il trend nella cosmesi

Una progressiva crescita dell’attenzione del consumatore verso i temi della naturalità e della sostenibilità è stata osservata anche nel mondo della cosmesi, come ha sottolineato Laura Pedrini, Presidente del Gruppo Cosmetici Erboristeria di Cosmetica Italia – Associazione nazionale imprese cosmetiche. I prodotti caratterizzati da questo orientamento rappresentano infatti il 25% dei consumi cosmetici nel nostro Paese, con un valore di circa 2,9 miliardi di euro.

Quinto anno per “La Via delle Erbe”

Mariella Di Stefano

Ha preso poi la parola Mariella Di Stefano, Direttore Scientifico de “l’Erborista” e coordinatrice del progetto “La Via delle Erbe”, co-organizzato da Tecniche Nuove. Promossa da SANA in collaborazione con la rivista l’Erborista (Gruppo editoriale Tecniche Nuove), l’edizione 2023 de “La Via delle Erbe” propone un viaggio a 360° nel mondo delle erbe officinali e delle loro applicazioni a sostegno della salute e del benessere. Protagoniste di questa edizione sono le piante officinali contraddistinte da fiori di colore bianco e, in particolare, quelle in grado di apportare benefici all’apparato digerente e alleviarne i disturbi, anche attraverso il riequilibrio del sistema nervoso e la gestione dello stress. Un problema molto sentito nella popolazione, tanto che circa il 30-40% degli italiani soffre di disturbi digestivi, in progressivo aumento in tutti i Paesi industrializzati. L’evento ha al suo centro sette lezioni magistrali di elevato valore scientifico e professionale, rivolte agli erboristi e agli operatori che si occupano di salute e benessere, tenute da esperti di fitoterapia ed erboristeria. Il percorso di aggiornamento scientifico e professionale con gli esperti sarà arricchito anche quest’anno da una mostra, con una decina di pannelli dedicati, in cui si illustreranno usi, proprietà e applicazioni salutistiche delle erbe e saranno esposti prodotti per il benessere e la salute formulati proprio con queste piante. Protagoniste dei pannelli piante officinali della tradizione erboristica italiana ed europea, ma anche specie botaniche provenienti dalle culture di altri continenti e ormai diffuse anche in Europa. Saranno presentati, infine, i dati dell’Osservatorio Erboristeria riguardanti le dinamiche del mercato erboristico nel nostro Paese e le caratteristiche dei consumatori.

Interventi conclusivi

A concludere la conferenza sono stati Claudio Vercellone, CEO Avenue Media e coordinatore Sanatech, che ha presentato l’ampio programma di eventi, anticipando le ultime tendenze, gli sviluppi tecnologici e le soluzioni utili alle aziende agricole protagoniste della conversione bio, e Claudia Castello, Exhibition Manager di SANA, che ha sottolineato quanto sia fondamentale creare rete attraverso la piattaforma di SANA al fine di accrescere l’interesse verso il tema del biologico e della sostenibilità.

Vi aspettiamo al SANA , dal 7 al 10 settembre per “La Via delle Erbe”!
Per maggiori informazioni: www.sana.it

Aglio e indici di salute cardiometabolica

L’aglio (Allium sativum, famiglia della Alliaceae) è una pianta officinale dotata di numerose proprietà salutistiche, da secoli utilizzata in medicina popolare: è una fonte di antiossidanti e contiene i precursori di una molecola, l’allicina, caratterizzata da funzione antibatterica, antivirale e antimicotica. L’allicina, inoltre, esplica effetti benefici nell’ambito della salute cardiovascolare in quanto, riducendo la rigidità dei vasi sanguigni, contribuisce a migliorare la pressione arteriosa. Alcuni studi hanno anche suggerito che l’aglio potrebbe aiutare a ridurre l’incidenza del tumore dello stomaco. Diversi studi preclinici ne hanno rilevato inoltre gli effetti benefici sulle malattie cardiovascolari, ma i risultati complessivi della ricerca scientifica non sono definitivi e sono continuamente sottoposti a verifica.

Questa recente ricerca pubblicata su Phytotherapy Research ha valutato nello specifico il ruolo dell’aglio nella sindrome metabolica. È noto che i soggetti che presentano sindrome metabolica (MetS) sono a maggior rischio di malattie cardiovascolari e che le alterazioni a carico del microbiota intestinale possono essere coinvolte nella patogenesi di questa sindrome.  Alcuni studi hanno inoltre ipotizzato che l’aglio contribuisca a migliorare il tempo di transito intestinale e il rischio cardiovascolare. Con questi presupposti questo studio clinico randomizzato controllato in doppio cieco ha valutato l’effetto dell’integrazione di aglio in polvere sul tempo di transito intestinale, sul prodotto di accumulo lipidico (LAP) e su alcuni indici cardiometabolici in soggetti con sindrome metabolica. Lo studio è durato 3 mesi e vi hanno partecipato 90 persone che sono state assegnate in modo casuale (randomizzazione) al gruppo di trattamento (1.600 mg/dì di aglio in polvere) o al gruppo di controllo (sostanza placebo). A tutti i partecipanti allo studio è stato chiesto di seguire le comuni raccomandazioni dietetiche salutari durante il periodo di follow-up.

Gli outcome primari dello studio comprendevano il tempo di transito intestinale, l’indice LAP, l’indice cardiometabolico (CMI), l’indice di aterogenicità del plasma (AIP), l’indice di rischio Castelli I (CRI-I) e l’indice di rischio Castelli II (CRI-II). Di seguito i risultati: l’aglio in polvere rispetto al placebo ha migliorato il tempo di transito intestinale (p = .001), l’indice LAP (p < .001), l’indice cardiometabolico (p < .001), l’indice di aterogenicità del plasma, l’indice di rischio di Castelli I e l’indice di rischio di Castelli II. Secondo questa ricerca, pertanto, la supplementazione di aglio in polvere contribuisce a migliorare il tempo di transito intestinale, l’indice LAP e gli indici della salute cardiometabolica oggetto di verifica.

Fonte: Sangouni AA, Alizadeh M, Jamalzehi A, Hosseinzadeh M, Parastouei K. Garlic supplementation improves intestinal transit time, lipid accumulation product and cardiometabolic indices in subjects with metabolic syndrome: A randomized controlled trial. Phytother Res. 2023 Jun;37(6):2305-2314. 

 

Zafferano e benessere mentale in menopausa

Le trasformazioni che caratterizzano la fase della menopausa possono essere associate in alcune donne a disturbi dell’umore e della sfera psicologica, quali ad esempio ansia e depressione. Per questo il miglioramento dello stato di benessere complessivo delle donne in menopausa è una delle sfide del sistema di salute, al quale anche la ricerca scientifica offre il suo contributo. Le piante officinali come lo zafferano (Crocus sativus L.), individuate come promettenti a seguito di effetti benefici preliminari dimostrati nei casi di depressione, rappresentano una risorsa non farmacologica rilevante per migliorare i sintomi dell’umore e la resilienza allo stress. In questo contesto un recente studio clinico randomizzato, condotto nel 2021 in Iran, ha valutato l’effetto di un infuso di zafferano (Crocus sativus L., Iridaceae) sullo stato di benessere mentale di un campione di donne in post-menopausa.

Vi hanno partecipato 72 donne che sono state suddivise con randomizzazione in due gruppi: il gruppo di intervento e un gruppo di controllo. Nel primo caso le partecipanti hanno assunto una volta al giorno un infuso preparato con filtri da 30 mg di stimmi essiccati di zafferano in 300 ml di acqua bollente mentre le donne del gruppo di controllo hanno ricevuto una sostanza placebo. Lo stato di benessere è stato misurato con l’Oxford Happiness Questionnaire, un questionario validato con più item che valuta il benessere mentale attraverso il punteggio della felicità. Le partecipanti allo studio hanno ricevuto istruzioni su come assumere la tisana evitando nel contempo il ricorso ad altre piante medicinali La durata dell’intervento è stata di 6 settimane. I risultati t-test a campioni accoppiati hanno mostrato che il punteggio medio di felicità nel gruppo di intervento è aumentato in modo statisticamente significativo (p < 0,001) da 42,93 ± 8,54 a 61,58 ± 8,24; nel gruppo di controllo non è emersa una differenza significativa tra il punteggio medio alla baseline e alla fine dello studio (p = 0,861).

L’assunzione di un infuso con stimmi essiccati di zafferano ha avuto quindi un effetto positivo sulla riduzione della depressione aumentando il punteggio del benessere mentale misurato con l’Oxford Happiness Questionnaire. I ricercatori raccomandano di utilizzarlo come un trattamento complementare in queste condizioni e auspicano che vengano realizzare altri studi clinici su diversi gruppi di popolazione per definire in modo più netto i benefici dello zafferano su depressione e il benessere mentale.

Fonte: Delam H, Keshtkaran Z, Shokrpour N, Eidi A, Bazrafshan MR. The effect of Crocus sativus L. (saffron) herbal tea on happiness in postmenopausal women: a randomized controlled trial. BMC Complement Med Ther. 2023 Jun 1;23(1):176. 

Materia aromatica

Questo testo si rivolge ai professionisti che lavorano con i materiali aromatici, siano essi droghe secche o loro derivati, come i distillati o vari tipi di estratti. È un riferimento pensato sia per erboristi, aromaterapeuti, farmacisti e medici, sia per profumieri, tecnici alimentari e chiunque possa essere interessato alle piante aromatiche e ai loro utilizzi.

La prima parte, di carattere generale, dopo aver tracciato una panoramica storica dell’utilizzo delle piante aromatiche da parte dell’uomo e aver esaminato i metodi utilizzati per ottenere i prodotti aromatici, si sofferma
sull’esame della chimica degli aromi e della fisiologia dell’olfatto, chiudendosi con un’utile rassegna dei dati clinici relativi agli oli essenziali.

La seconda parte è strutturata come un dizionario dei materiali aromatici. Le 446 monografie comprendono una descrizione e definizione botanica e tassonomica, le zone originarie e le zone di produzione più importanti; i vari tipi di estratti che si possono trovare sul mercato, le rese estrattive, i metodi di estrazione, un accenno alla loro chimica, alle loro indicazioni di utilizzo in campo profumiero, alimentare, e, quando possibile, medicinale, incluse le eventuali cautele di utilizzo.

https://www.tecnichenuove.com/prodotto/materia-aromatica/

MARCO VALUSSI

Marco Valussi si è laureato in Fitoterapia e si è specializzato nello studio degli oli essenziali.

Dal 1996 ha pubblicato più di 100 articoli tecnico scientifici su piante medicinali, fitoterapia, oli essenziali ed etnobotanica. Ha al suo attivo più di 15 pubblicazioni su riviste scientifiche, ed è membro del comitato scientifico della rivista L’Erborista. Con Tecniche Nuove ha pubblicato: Il grande manuale dell’aromaterapia e Oli essenziali: istruzioni per l’uso. È docente presso vari master universitari e lavora come consulente per aziende, ONG e per le associazioni professionali.

 

Vendesi erboristeria

Vendesi attività commerciale Erboristeria ben avviata nel centro storico di Imperia Oneglia. Ottimo affare, prezzo interessante causa trasferimento immediato.
Contattare solo se veramente interessati: Tel. 347 1668112.

Indagine sul mercato italiano degli integratori

Nell’ultimo anno il 73,3% degli italiani (soprattutto adulti tra i 35 e i 54 anni, con una leggera prevalenza delle donne) ha utilizzato integratori alimentari almeno una volta; l’82,8% li ha usati almeno una volta nel corso della propria vita. Gli integratori sono considerati come un “buon aiuto per tutti” (71,3%), ma anche “un supporto per mangiare sano e per fare movimento” (71,3%) e per “sostenere il benessere psicofisico” (64,5%). Lo studio “Lo scenario degli integratori, tra benessere e star bene” – commissionato da Integratori & Salute a Future Concept Lab – ha fotografato le esperienze e le aspettative per il futuro degli italiani rispetto al mondo degli integratori, evidenziando i comportamenti e le percezioni per l’ambito del benessere. Gli integratori sono utilizzati in particolare nel sostegno delle difese immunitarie (30,1%), come complemento energetico (26,3%), come aiuto per le ossa e le articolazioni (24,4%), per integrare diete vegane e vegetariane (22%), per normalizzare l’intestino (22%), per migliorare la digestione (20,8%) e la gestione dell’insonnia (20,2%).

Per acquistare un integratore alimentare, gli italiani si affidano principalmente al consiglio del medico (48,4%) e del farmacista (36,3%). Lo studio mostra che si rivolge all’erboristeria il 9,1% del campione testato, mentre effettua acquisti online sui siti specializzati in salute il 22,4% degli intervistati. Gli integratori alimentari sono definiti soprattutto come un “aiuto per colmare le carenze dell’organismo”, ma anche come “un supporto per rafforzare l’abitudine a mangiare sano e a fare movimento” e “sono per tutti, per un benessere complessivo”. Appare quindi chiara l’opinione che gli italiani hanno di questi prodotti, ovvero di sostegno al benessere e non come sostituto dei farmaci, e l’idea dei bisogni che soddisfano. Riguardo alle aspettative per il futuro, gli italiani sono convinti che la ricerca scientifica metterà a disposizione nuovi preparati per vivere più a lungo e in salute (60,5%) e che saranno predisposti prodotti sempre più innovativi e utili al mantenimento dello stato di salute grazie al contributo della scienza (55,6%). Nel 2022 il comparto degli integratori alimentari ha superato i 4 miliardi di euro di fatturato; l’Italia copre il 26% del valore totale dello stesso, che in Europa supera i 13 miliardi di euro.

Endometriosi: supporto delle sostanze di origine naturale

L’endometriosi è una malattia ginecologica benigna causata dall’impianto di cellule endometriali normalmente presenti nella cavità uterina, al di fuori di questa. Questa anomalia determina uno stato infiammatorio cronico a livello della pelvi, sia a carico dell’apparato genitale sia degli organi circostanti (vescica e intestino). Si manifesta con dolori di intensità variabile – che si aggravano soprattutto nella fase mestruale – e talvolta anche difficoltà di concepimento, peggiorando in maniera significativa la qualità di vita delle donne che ne sono affette. Risulta abbastanza frequente nella popolazione generale e interessa il 10-20% delle donne in età fertile; è praticamente assente in età pre-puberale e dopo la menopausa.

Le principali opzioni di trattamento prevedono la somministrazione di FANS, terapia combinata estrogeno-progestinica, inibitori dell’aromatasi, progestinici ecc. Tuttavia negli ultimi anni si stanno valutando anche i possibili interventi complementari. Una recente review ha sintetizzato le principali informazioni circa l’impiego di sostanze di origine naturale e di integratori in questa condizione sulla base dei risultati di studi in vitro, su animali e clinici. La review ha evidenziato gli effetti positivi di diverse sostanze e integratori sia sui sintomi dell’endometriosi sia a livello preventivo. I risultati più promettenti hanno riguardato la vitamina D, la curcumina e la vitamina E per il loro ruolo preventivo e gli omega 3 e l’acido alfa-lipoico per l’effetto sul dolore associato all’endometriosi.

Per la vit. D, ad esempio, una recente metanalisi ha dimostrato che le donne con endometriosi avevano livelli di vitamina D più bassi rispetto ai controlli ed è stata osservata una relazione negativa tra i livelli di vitamina D e la gravità della malattia. Studi in vivo hanno registrato livelli di vitamina E più bassi nelle pazienti con endometriosi. La review ha esaminato anche il ruolo di curcumina e quercetina: gli studi clinici sugli effetti della supplementazione di curcumina hanno riportato una sottoregolazione della via di segnalazione del fattore di crescita endoteliale vascolare (VEGF) e una diminuzione dei livelli sierici di CA 125 e di prostaglandina E2 (PGE2) e ciò ha fatto ipotizzare che questa sostanza possa svolgere un ruolo positivo nel trattamento dell’endometriosi. Sono emersi effetti anti-estrogenici e progestinici anche per la quercetina che, di nuovo, fanno ipotizzare un suo ruolo nel trattamento di questa condizione.

Alcuni studi hanno confermato che l’uso regolare di acido lipoico, naturalmente presente in spinaci, broccoli e pomodori, ha migliorato in modo significato i sintomi del dolore associati all’endometriosi. Gli acidi grassi polinsaturi omega 3 sono stati ampiamente studiati sull’endometriosi e gli studi sugli animali hanno riportato una riduzione del dolore associato a questa condizione; inoltre l’aggiunta di oli di pesce alla dieta ha ridotto le dimensioni delle lesioni della malattia in modelli di endometriosi. Dopo un’attenta revisione della letteratura, gli autori concludono quindi che livelli più bassi di vitamina D, zinco e vitamina E comportano un rischio maggiore di endometriosi. Il magnesio, la curcumina, il resveratrolo e l’epigallo-catechina gallato sono risultati utili, negli studi sugli animali, in relazione ai loro effetti antiangiogenici mentre omega 3 e acido alfa-lipoico hanno migliorato il dolore associato all’endometriosi in studi effettuati sull’uomo.

Lo studio è disponibile in open access.

Fonte: Yalçın Bahat P, Ayhan I, Üreyen Özdemir E, İnceboz Ü, Oral E. Dietary supplements for treatment of endometriosis: A review. Acta Biomed. 2022 Mar 14;93(1):e2022159. 

Equiseto e PEA nel dolore neuropatico

Le neuropatie periferiche sono una condizione medica in cui i nervi del sistema nervoso periferico si danneggiano e non funzionano correttamente. I sintomi comuni includono dolore, intorpidimento, formicolio, debolezza e perdita di tono muscolare, problemi di equilibrio e difficoltà nella coordinazione dei movimenti. Nel caso di lesioni ai nervi periferici degli arti superiori, si ha un netto peggioramento della qualità di vita e una importante perdita delle funzioni sensoriale e motoria. Le neuropatie periferiche e i loro sintomi sono abitualmente trattati con terapie farmacologiche standard, ad esempio con i farmaci antinfiammatori non steroidei; questi medicinali tuttavia possono causare dipendenza o intolleranza e alterare il risultato positivo del trattamento. Per questo motivo negli ultimi anni sono state sviluppate diverse ricerche con l’obiettivo di individuare ricerca preparati innovativi da fonti naturali per attenuare il dolore correlato alle neuropatie periferiche.

Tra le varie sostanze antiossidanti l’attenzione dei ricercatori si è concentrata sull’equiseto (Equisetum arvense), una pianta contenente diverse sostanze alcaloidi, insieme a minerali, vitamine, flavonoidi, tannini, saponine. L’equiseto esplica anche un’attività antinfiammatoria ed è stato usato tradizionalmente nel trattamento del dolore e del gonfiore articolari associati all’artrite. Viene utilizzato inoltre per le sue proprietà remineralizzanti e neuroprotettive. Questo recente studio, curato da ricercatori italiani, ha valutato in vitro i benefici sul dolore neuropatico di un integratore alimentare composto da equiseto e palmitoiletanolamide (PEA), una sostanza quest’ultima dotata di proprietà antinfiammatorie e analgesiche che può essere utile nel trattamento del dolore cronico. La biodisponibilità di questa associazione è stata preliminarmente analizzata in una barriera intestinale 3D che simulava l’assunzione orale al fine di analizzarne l’assorbimento e la biodistribuzione ed escludere la citotossicità.

Successivamente per studiare gli effetti biologici dell’integratore durante i meccanismi chiave che determinano la neuropatia periferica. è stato realizzato un modello di tessuto nervoso in 3D I risultati hanno mostrato che l’associazione equiseto/palmitoiletanolamide ha attraversato con successo la barriera intestinale e ha raggiunto il sito bersaglio, modulando il meccanismo di recupero del nervo dopo la lesione e offrendo la risposta iniziale di riduzione del dolore. È emerso inoltre un buon profilo di assorbimento durante la digestione nel tratto intestinale, senza danneggiarne l’epitelio e mantenendone la corretta fisiologia. Lo studio offre dunque i risultati preliminari circa l’efficacia sulla neuropatia periferica dell’associazione equiseto e palmitoiletanolamide delineando un nuovo e potenziale approccio al problema. Questa sperimentazione – scrivono i ricercatori – ‘fornisce importanti indicazioni sugli effetti dei nutraceutici nell’alleviare le condizioni del dolore neuropatico’.

Fonte: Ruga S, Galla R, Ferrari S, Invernizzi M, Uberti F. Novel Approach to the Treatment of Neuropathic Pain Using a Combination with Palmitoylethanolamide and Equisetum arvense L. in an In Vitro Study. International Journal of Molecular Sciences. 2023; 24(6):5503. 

Aggiornamento Cochrane su mirtillo rosso e infezioni urinarie

Le infezioni del tratto urinario si riscontrano mediamente nel 30% della popolazione femminile, oltre ad alcune categorie fragili (pazienti oncologici in chemio e radioterapia). Si stima che una donna su tre con più di 18 anni avrà un’infezione del tratto urinario e che molte di esse avranno infezioni ricorrenti. La ricorrenza del tasso di queste infezioni è del 24% entro 6 mesi. Inoltre l’aumento della resistenza antimicrobica e gli effetti collaterali degli antibiotici rafforzano la richiesta di trattamenti naturali. Una percentuale dal 70 al 95% di queste infezioni viene correlato ad Escherichia coli. Il cranberry (Vaccinium macrocarpon, Ericaceae), noto anche come mirtillo rosso o americano, è una delle alternative impiegate per la prevenzione di queste infezioni, anche se gli studi clinici effettuati hanno dato spesso risultati contrastanti. Assume quindi particolare importanza la recente pubblicazione della quinta revisione sistematica della Cochrane su questo aspetto che – quelle del 1998, 2003, 2004, 2008 e 2012 – fa il punto sull’efficacia del mirtillo rosso americano.

L’obiettivo della revisione è stato quello di valutare l’efficacia dei prodotti a base di mirtillo rosso nella prevenzione delle infezioni del tratto urinario in popolazioni sensibili. Sono stati analizzati tutti gli studi randomizzati controllati (RCT) condotti su preparati contenenti mirtillo rosso, mettendoli a confronto con placebo, nessun trattamento specifico o altri interventi (antibiotici, probiotici) nella prevenzione delle infezioni del tratto urinario. La qualità degli studi è stata valutata utilizzando il ‘Cochrane risk of bias assessment tool’. Questo aggiornamento della Cochrane include 26 nuovi studi, per un totale di 50 studi e 8.857 partecipanti. Di questi, 45 studi hanno confrontato prodotti a base di mirtillo rosso con placebo o con nessun trattamento specifico e in 26 ricerche è stata effettuata anche la metanalisi.

Di seguito i principali risultati. I prodotti a base di mirtillo rosso hanno ridotto il rischio di queste infezioni con un’evidenza di certezza moderata (6.211 partecipanti: RR 0,70, 95% CI da 0,58 a 0,84; I² = 69%). Quando gli studi sono stati suddivisi in gruppi in base all’indicazione di trattamento, i prodotti a base di mirtillo rosso hanno ridotto il rischio di infezioni urinarie nelle donne con infezioni ricorrenti (8 studi, 1555 partecipanti: RR 0,74, 95% CI 0,55-0,99; I² = 69%), nei bambini (5 studi, 504 partecipanti: RR 0,46, 95% CI 0,32 a 0,68; I² = 21%) e nelle persone con una suscettibilità alle queste infezioni a seguito di intervento (6 studi, 1434 partecipanti: RR 0,47, 95% CI 0,37 a 0,61; I² = 0%).

Il numero degli effetti collaterali è risultato basso e confrontabile con quelli correlati all’assunzione di un placebo, anche in caso di assunzione prolungata. Non è emersa una chiara relazione tra la compliance al trattamento e il rischio di infezioni del tratto urinario ripetute. Questi dati supportano dunque l’uso di prodotti a base di mirtillo rosso per ridurre il rischio di infezioni urinarie sintomatiche e verificate con coltura nelle donne con infezioni ricorrenti, nei bambini e nelle persone suscettibili ad esse in seguito a interventi. Il meccanismo d’azione del mirtillo rosso sembra correlato alla presenza delle proantocianidine, sostanze di natura polifenolica contenute ad alti livelli nei mirtilli rossi (e in succhi e integratori derivati), che inibiscono l’adesione alle cellule che rivestono la vescica di Escherichia coli, uno dei batteri maggiormente responsabili di questo tipo di infezioni. Le ricadute sono potenzialmente positive sia in termini di miglioramento della qualità della vita delle persone sia della salute pubblica, scrivono gli autori della revisione nelle conclusioni.

Fonte: Cranberries for preventing urinary tract infections Williams G, Hahn D, Stephens JH, Craig JC, Hodson EM. Cochrane Database Syst Rev. 2023 Apr 17;4(4):CD001321. doi: 10.1002/14651858.CD001321.pub6.

Il melograno e le sue molteplici proprietà salutistiche

Il melograno (Punica granatum L.) è stato utilizzato tradizionalmente in diversi ambiti della salute, dalle patologie cardiache, alle turbe metaboliche, per sostenere la fertilità maschile ecc. La ricerca moderna – sintetizzata in questo recente articolo che ha passato in rassegna l’impiego in etnomedicina, le attività farmacologiche, la fitochimica e i meccanismi molecolari – ha mostrato che il melograno esplica attività antitumorale, antinfiammatoria, antiulcera, antidepressiva, cardioprotettiva, antiossidante. I composti bioattivi variano in base alle cultivar, alle condizioni climatiche e alla posizione geografica. È stato inoltre osservato che i benefici salutistici differivano in base alla parte della pianta e al metodo di estrazione utilizzato. La corteccia è ricca di tannini, proantociani, antociani e terpenoidi con dimostrate proprietà antinfiammatorie ed è stata utilizzata per fermare le emorragie nasali, alleviare mal di gola, ulcere e raucedine. I fiori, contenenti tannini, terpeni, terpenoidi, flavonoidi e oli organici, sono stati usati per trattare disturbi cardiovascolari, diabete e alcune infezioni di origine batterica. Alcaloidi, flavonoidi e tannini sono prevalenti nelle foglie, cui sono state attribuite proprietà antibatteriche, antinfiammatorie, anticolinesterasiche e citotossiche; le foglie sono state utilizzate per ottimizzare il livello ematico di colesterolo e la gestione del peso corporeo.

I semi contengono antociani, tannini, acidi grassi, flavonoidi e steroli ed esplicano attività antimicrobiche, antitumorali e antiossidanti. In medicina tradizionale la buccia del frutto (contenente alcaloidi, antociani, antocianidine, tannini, flavonoidi, fenoli, proantocianidine, steroli, terpeni e xanthonoidi) è usata invece per l’azione antiproliferativa, antinfiammatoria, antiossidante e antitumorale, mentre il consumo di succo è stato associato alla riduzione dell’affaticamento e a una migliore qualità della vita. I meccanismi di azione del melograno coinvolgono principalmente le vie di segnalazione del fattore nucleare eritroide 2 (Nrf2), del fattore nucleare kappa B (NF-kB) e delle protein chinasi attivate da mitogeni (MAPK). L’attività in ambito antitumorale è stata studiata in modelli animali che hanno mostrato come gli estratti di buccia di melograno interferiscano con la proliferazione delle cellule tumorali.

Il melograno è stato studiato anche per i suoi effetti antivirali e la ricerca ha mostrato che esplica attività antivirale contro il norovirus umano e attività inibitoria contro la sindrome respiratoria acuta da SARS-CoV-2. Diversi studi clinici ne hanno poi valutato le proprietà antidiabetiche osservando, tra l’altro, che un estratto acquoso della buccia inibisce lo stress ossidativo da iperglicemia. Inoltre estratti metanolici delle foglie hanno migliorato il profilo lipidico, normalizzato la concentrazione di albumina sierica e abbassato i valori glicemici. Altri studi hanno mostrato che il melograno esplica proprietà androgene, che possono essere prese in considerazione nel trattamento dell’infertilità maschile. Il consumo di melograno potrebbe migliorare infine il microbiota intestinale e quindi contribuire alla prevenzione di problemi emergenti come obesità e diabete. Ad oggi, dal melograno sono stati isolati composti attivi quali alcaloidi, antocianidine, tannini, flavonoidi, fenoli, proantocianidine, steroli, terpeni, terpenoidi, xantonoidi, acidi grassi, acidi organici, lignani, saccaridi e vitamina C.

Fonte: Maphetu N, Unuofin JO, Masuku NP, et al. Medicinal uses, pharmacological activities, phytochemistry, and the molecular mechanisms of Punica granatum L. (pomegranate) plant extracts: A review. Biomed Pharmacother. September 2022;153:113256. doi: 10.1016/j.biopha.2022.113256.