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Benefici del melograno per le donne in menopausa

Contribuisce ad alleviare diversi sintomi della menopausa tra cui le vampate di calore e migliora alcuni parametri metabolici come il colesterolo HDL: i dati di una recente revisione sistematica con metanalisi, “Pomegranate effects on the health aspects of women during peri- and postmenopause: A systematic review and meta-analysis“.

Il melograno (o melagrana) è il frutto di Punica granatum, una specie della famiglia delle Lythraceae che si ritiene sia originaria della Persia, coltivata a scopo commerciale in vaste regioni dell’India, in Iran, nel Caucaso e nell’area mediterranea.

Azione salutistica generale

Il melograno costituisce una buona fonte di fibre solubili e insolubili che migliorano la digestione e contribuiscono a proteggere la salute dell’intestino. Si ritiene, inoltre, che conferisca benefici in termini di riduzione del peso, di controllo del colesterolo, di miglioramento delle difese immunitarie e della circolazione e di protezione dai tumori (in particolare da quello della prostata).

Il suo consumo regolare è stato associato anche al contrasto dell’iperplasia prostatica benigna e del diabete. Gli ellagitannini contenuti nel succo del frutto aiuterebbero a contrastare l’azione di radicali liberi e quindi a ridurre il rischio cardiovascolare.

Nei sistemi di medicina tradizionale dell’Asia, del Mediterraneo e dell’Africa il melograno è incluso nelle farmacopee ufficiali come rimedio per il trattamento di diverse condizioni di salute e veniva usato per abbassare la febbre e contrastare diarrea, emorragie, dissenteria e infezioni parassitarie e microbiche.

La review sistematica

Questa recente revisione sistematica con metanalisi ha fatto il punto sulle prove di efficacia circa gli effetti del melograno sulla salute delle donne durante e dopo la menopausa.

La ricerca delle fonti è stata effettuata sulle banche dati medico-scientifiche PubMed, Web of science, Cochrane, Scopus e Google Scholar fino alla fine del 2022, senza limitazioni di lingua o tipo di studio.

Sono state perciò incluse le varie tipologie di ricerca clinica (studi clinici randomizzati, pre-post, case report e serie di casi); la qualità degli studi RCT è stata valutata con il Cochrane RoB 2.0 tool.

Alla luce delle evidenze attualmente disponibili in letteratura scientifica internazionale, il melograno contribuisce a migliorare in modo significativo la gravità delle vampate di calore e vari sintomi della menopausa e a ridurre l’ormone follicolostimolante (FSH).

Inoltre l’assunzione di preparati a base di melograno migliora in modo statisticamente significativo il livello del colesterolo HDL, ma non del colesterolo LDL, mentre non influisce su indice di massa corporea e peso.

Il melograno aiuta pertanto a ridurre diversi sintomi della menopausa ma, come scrivono gli autori nelle conclusioni, sono necessari ulteriori studi rigorosi sul piano metodologico e con campioni di dimensioni maggiori per stabilire in maniera più solida gli altri benefici clinici per le donne in menopausa.

Studio: Moeini R, Shirafkan H, Gorji N. Pomegranate effects on the health aspects of women during peri- and postmenopause: A systematic review and meta-analysis. Phytother Res. 2023 Nov 6.

Qualità del sonno e aromaterapia

È acclarato che i disturbi del sonno hanno effetti negativi sulla salute, con conseguente riduzione del benessere, aumento della stanchezza e riduzione delle prestazioni.

Si stima che oltre la metà delle persone malate di tumore, dal 60 al 65%, dorma male o salti addirittura la notte. Il dolore fisico, l’ospedalizzazione, i farmaci e le varie terapie, oltre all’impatto psicologico della malattia, disturbano infatti la qualità e quantità del sonno. In particolare, nel caso dei malati ospedalizzati che ricevono terapie oncologiche, il miglioramento del comfort notturno è in grado di influire positivamente sul benessere e sugli esiti di salute, portando anche a una riduzione della durata stessa della degenza.

Diversi lavori scientifici hanno dimostrato che l’impiego degli oli essenziali per inalazione (aromaterapia) contribuisce a migliorare la quantità e la qualità del sonno: un’ulteriore conferma arriva da un recente studio clinico che ha valutato specificatamente se l’aromaterapia migliori il comfort notturno, il benessere e la qualità del sonno nei pazienti ospedalizzati affetti da cancro.

Si è trattato di uno studio pilota quasi sperimentale con un disegno a braccio singolo pre/post-test. Le misure di outcome sono state individuate nel World Health Organization-Five Well-Being Index, una misura unidimensionale del benessere psicologico, e nel Pittsburgh Sleep Quality Index, una scala di autovalutazione del sonno.

Allo studio hanno partecipato 34 malati oncologici ricoverati in ospedale: dopo le sessioni di aromaterapia, i ricercatori hanno riscontrato un miglioramento statisticamente significativo dei punteggi medi del benessere e della qualità del sonno.

Venti partecipanti su 22 hanno descritto un’esperienza positiva con l’aromaterapia, evidenziando tra i benefici un sonno migliore, rilassamento, effetti calmanti e riduzione della nausea.

Fonte: Phillips LA, Kilani M, Mendelson S, Bindler RJ. Using Aromatherapy to Improve Nighttime Comfort in Hospitalized Patients With Cancer: A Pilot Study. Clin J Oncol Nurs. 2023 Jul 20;27(4):389-396.

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Curcuma e parametri glicemici e metabolici

Questa recente umbrella review, ossia condotta su revisioni sistematiche e metanalisi – pubblicata sulla rivista internazionale PLoS One – ha fatto il punto sulle evidenze scientifiche riguardanti la curcuma (Curcuma longa) e i relativi composti bioattivi sui parametri glicemici e metabolici di soggetti con diabete di tipo 2, prediabete, e sindrome metabolica. Parallelamente è stata condotta anche un’analisi di sottogruppi delle diverse forme di preparazione della curcuma.

Lo studio è stato effettuato esclusivamente su studi clinici randomizzati controllati (RCT) confrontati con un placebo o con trattamento standard. Le ricerche delle fonti sono state effettuate nei database medico-scientifici MEDLINE, Embase, The Cochrane Central Register of Control Trials e Scopus fino a settembre 2022.

Gli outcome primari di efficacia erano l’emoglobina glicata (HbA1C) e la glicemia a digiuno (FBG).

Sono stati inclusi nell’umbrella review quattordici revisioni sistematiche con metanalisi di 61 studi randomizzati, di cui 28 recenti.

Gli studi più recenti hanno mostrato – a seguito della supplementazione di curcuma – una riduzione statisticamente significativa della glicemia a digiuno e dell’emoglobina glicata.

I valori della glicemia a digiuno e dell’emoglobina glicata sono diminuiti dopo l’assunzione di tutte le forme di preparazione di curcuma, così come i livelli degli altri parametri metabolici.

I risultati delle analisi di sensibilità e di sottogruppo sono risultati coerenti con quelli dell’analisi principale.

La supplementazione di curcuma, scrivono gli autori nelle conclusioni, contribuisce a migliorare i parametri metabolici e glicemici del diabete di tipo 2, alleviando anche le condizioni correlate, inclusi pre-diabete e sindrome metabolica.

Fonte: Pathomwichaiwat T, Jinatongthai P, Prommasut N, Ampornwong K, Rattanavipanon W, Nathisuwan S, Thakkinstian A. Effects of turmeric (Curcuma longa) supplementation on glucose metabolism in diabetes mellitus and metabolic syndrome: An umbrella review and updated meta-analysis. PLoS One. 2023 Jul 20;18(7):e0288997.

L’astragalo, un “rimedio superiore”

L’astragalo (Astragalus membranaceus famiglia delle Fabacee) è una pianta erbacea perenne originaria delle zone montagnose della Cina settentrionale e fa parte da secoli delle risorse terapeutiche della medicina tradizionale cinese (MTC), in particolare associata con altre erbe nella formulazione di ricette fitoterapiche. Il suo nome cinese è Huang Qi, energia gialla, a causa della sua funzione di tonico. In MTC è considerato un “rimedio superiore”, la cui assunzione regolare mantiene in equilibrio l’organismo e le sue principali funzioni.

Dell’astragalo si utilizza come droga la radice cilindrica ottenuta da piante di almeno 4 anni; tra i componenti rilevano saponine triterpeniche (astragalosidi), polisaccaridi e flavonoidi (kaempferolo, quercetina ecc.).

Oggi, a partire dall’impiego tradizionale, l’astragalo viene utilizzato in numerosi preparati e integratori alimentari proposti per migliorare diverse condizioni di salute, tra cui infezioni delle vie respiratorie superiori, rinite allergica, asma, sindrome da stanchezza cronica ecc. Viene utilizzato anche per rafforzare e regolare il sistema immunitario, mentre il suo uso topico sembra migliorare la guarigione delle ferite.

Pur avendo un’ampia traduzione d’uso, gli studi clinici di qualità che ne hanno vagliato le attività sono molto limitati. Una revisione del 2013, condotta tuttavia su studi di bassa qualità, ha rilevato per esempio che l’assunzione di astragalo può essere associata a un minor rischio di infezioni del tratto respiratorio superiore nei bambini con sindrome nefrosica rispetto al solo trattamento con prednisone.

L’astragalo può essere considerata una pianta sicura se viene assunta in modo appropriato. Tra i possibili effetti collaterali dell’uso orale sono stati segnalati eruzione cutanea, prurito e rari sintomi a livello gastrico. La pianta può interagire con i farmaci immunosoppressivi riducendone l’efficacia. In assenza di dati di sicurezza specifici, si consiglia di non assumere durante la gravidanza e l’allattamento.

Fonte: National Center for Complementary and Integrative Health

https://www.nccih.nih.gov/health/herbsataglance

Appuntamento a Norimberga per Vivaness 2024

VIVANESS 2023

Dal 13 al 16 febbraio 2024, il Centro Esposizioni di Norimberga riunirà nuovamente le competenze dell’industria internazionale della cosmesi biologica e naturale e della cura della persona. A VIVANESS non solo sarà possibile sperimentare prodotti innovativi e scoprire concetti di nutrizione e cosmesi sostenibili, ma anche ampliare i propri orizzonti, scambiare idee con persone che la pensano allo stesso modo e lasciarsi ispirare da esperti di spicco durante i congressi VIVANESS e BIOFACH.

 

Futuro sostenibile con i prodotti biologici

I prodotti biologici sono la chiave per un mondo migliore. Uniamoci per proteggere il clima, creare soluzioni sostenibili e dare forma a un futuro degno di essere vissuto per le generazioni future. Solo insieme è possibile aprire la strada a un sistema alimentare più sostenibile e a un’industria della cosmesi e della cura personale più naturale.


Perché visitare Vivaness 2024 

A VIVANESS 2024 sarà possibile trascorrere quattro giorni immersi nel mondo della bellezza naturale, sperimentare le ultime tendenze ed esplorare concetti sostenibili nell’industria cosmetica.

Ecco sei buoni motivi per visitare la fiera:

  • Il meglio dei cosmetici naturali e per la cura della persona: VIVANESS offre un programma dinamico e una vasta gamma di cosmetici naturali, prodotti per il benessere, prodotti per la casa e molto altro ancora.
  • Molto più di un semplice networking: i più importanti attori dell’industria della cosmesi naturale e della cura della persona si riuniscono a VIVANESS offrendo l’opportunità di creare legami duraturi con produttori, venditori ed espositori dell’intera catena del valore.
  • Scambio di conoscenze e formazione professionale avanzata: numerosi eventi, sezioni speciali, conferenze e, non ultimo, l’ampio VIVANESS Congress invitano a scambiare idee e a partecipare alle discussioni. Vieni a farti ispirare!
  • Global perspective: tutto il mondo si riunisce a Norimberga. Esplorate le opportunità commerciali internazionali e incontrate produttori e distributori provenienti da un’ampia varietà di Paesi.
  • Natural quality: tutti i prodotti cosmetici esposti sono certificati in base a rinomati standard di cosmesi naturale o soddisfano i nostri criteri di approvazione per i prodotti cosmetici non certificati.
  • On site e online: l’innovativo concetto di fiera abbina le interazioni vis-à-vis in fiera con i vantaggi del mondo digitale. Sulla piattaforma “VIVANESS digital” è possibile seguire gli eventi congressuali in live stream o on-demand, mentre l’app VIVANESS consente di tenere d’occhio la mappa della fiera e gli espositori.

Trends e novità a VIVANESS

Presso il Novelty Stand nel padiglione 3C, sarà possibile testare in prima persona prodotti di bellezza innovativi e votare i preferiti, per assegnare il premio Best New Product Award. Una boccata d’aria fresca sarà possibile presso lo stand Young Innovative Companies Pavillion dove giovani aziende di cosmesi biologica e naturale e per la cura della persona presenteranno i loro innovativi prodotti. Nell’area speciale BREEZE, sempre nel padiglione 3C, saranno presenti start-up internazionali e marchi di nicchia. Non è ancora abbastanza? La nostra serata BlueNight vi invita a festeggiare con noi e fare networking in un ambiente informale.

Aree speciali e highlight

Venite a scoprire tutto ciò che VIVANESS 2024 ha da offrire, vi aspettano ancora una volta numerosi highlight e le ultime tendenze dell’industria della cosmesi naturale e della cura della persona.

Per ulteriori informazioni, potete contattare la NürnbergMesse Italia e le referenti italiane di BIOFACH / VIVANESS:

Laura Marchesi
✉️laura.marchesi@nm-italia.it
+39 346 265 1200

Michelle Mauri
✉️michelle.mauri@nm-italia.it
+39 351 637 3897

Aloe e trattamento delle ustioni

Il trattamento topico delle ustioni ha come obiettivo la prevenzione dell’infezione e la guarigione delle ferite, riducendo gli effetti a lungo termine e la morbilità derivanti dalle ustioni stesse.

La sulfadiazina d’argento (SSD) è il principale trattamento topico utilizzato per le ustioni di secondo e terzo grado: la sua efficacia è attribuita alle proprietà antibatteriche. La crescente resistenza antimicrobica pone tuttavia alcuni limiti al suo utilizzo, senza considerare che a questo trattamento sono stati attribuiti effetti avversi indesiderati, tra cui ritardo nella guarigione delle ferite, leucopenia, tossicità epatica e renale e dermatite allergica da contatto.

È stato dimostrato che il gel di aloe vera (Aloe vera, Asphodelaceae) previene le ulcere cutanee e tratta le ustioni, le ferite postoperatorie e croniche. Le proprietà antibatteriche e antinfiammatorie contribuiscono alle sue proprietà cicatrizzanti.

Studi scientifici hanno anche dimostrato che i composti bioattivi dell’aloe facilitano la sintesi del collagene promuovendo il processo di guarigione delle ferite.

Questa recente revisione sistematica con metanalisi (A systematic review and meta-analysis comparing burn healing outcomes between silver sulfadiazine and aloe vera) ha confrontato i risultati sulla guarigione delle ustioni di secondo e terzo grado dell’applicazione topica di sulfadiazina d’argento e di gel di aloe.

Con una ricerca condotta sulle banche dati medico-scientifiche PubMed e Ovid MEDLINE fino al 2020, sono stati individuati 33 articoli e sette di essi sono stati inclusi nella metanalisi. Dei sette studi, quattro sono stati condotti in Iran e gli altri in Pakistan, Turchia e Porto Rico. Quattro studi hanno utilizzato modelli animali e tre erano studi clinici sull’uomo, tra cui uno studio comparativo e due studi randomizzati e controllati.

Il primo studio ha riguardato 50 pazienti con diagnosi di ustioni di secondo grado: tutti i pazienti hanno iniziato il trattamento con una cefalosporina di terza generazione. L’aloe ha accelerato in modo statisticamente significativo la riepitelizzazione rispetto al controllo (P < 0,0001), con una durata significativamente più breve per il completo sollievo dal dolore (P < 0,01). Inoltre, in sei dei 25 pazienti del gruppo SSD si sono formate cicatrici ipertrofiche o contratture rispetto a uno solo del gruppo trattato con Aloe.

Un altro studio ha arruolato 30 pazienti con ustioni di secondo grado in diverse parti del corpo. Ogni paziente è stato trattato con crema di aloe (polvere di gel di aloe allo 0,5%) o SSD (1%) su ciascuna ferita. Il tempo medio di guarigione è stato significativamente più breve nei soggetti trattati con aloe rispetto a quelli trattati con SSD (P <0,0001).

Lo studio finale incluso nella revisione sistematica ha confrontato una crema a base di erbe composta da gel di aloe e oli essenziali di Lavandula stoechas (Lamiaceae) e Pelargonium roseum (Geraniaceae) con SSD (1%) in soggetti con diagnosi di ustioni di secondo grado. Il gruppo trattato con crema alle erbe includeva 56 pazienti e quello SSD ne comprendeva 55. La gravità del dolore è migliorata significativamente a 14 giorni in entrambi i gruppi rispetto al basale (P < 0,001), con un miglioramento significativamente maggiore a 7 e 14 giorni nel gruppo crema a base di erbe (P = 0,014 e P = 0,05, rispettivamente).

Dai risultati è emerso che, in generale, l’aloe accelera la guarigione delle ustioni più della sulfadiazina d’argento.

Gli autori concludono che l’aloe vera migliora l’epitelizzazione delle ferite da ustione e il dolore, con minori effetti collaterali. Le sue proprietà antibatteriche sono efficaci e paragonabili a quelle della sulfadiazina d’argento.

Fonte: Levin NJ, Erben Y, Li Y, Brigham TJ, Bruce AJ. A systematic review and meta-analysis comparing burn healing outcomes between silver sulfadiazine and aloe vera. Cureus. October 2022;14(10):e30815.

Flavonoidi e antibioticoresistenza

Negli ultimi decenni, la resistenza agli antibiotici è stata valutata dall’OMS come uno dei rischi più gravi per la salute umana. Tra i fattori che hanno contribuito all’emergere di questo fenomeno, è stato segnalato anche l’uso inappropriato di antibiotici nella medicina umana, in zootecnia, nei servizi igienico-sanitari e nel settore alimentare.

I germi multiresistenti sono microrganismi resistenti all’azione di molteplici antibiotici, in grado di causare le stesse medesime infezioni sostenute dai germi antibiotico-sensibili, con cui condividono la stessa virulenza e le stesse modalità di trasmissione. Considerando il numero limitato di trattamenti attualmente efficaci, l’antibioticoresistenza è diventato un problema importante per la salute pubblica.

L’attenzione della ricerca si sta rivolgendo anche al potenziale ricorso ai flavonoidi – composti polifenolici metaboliti secondari delle piante ampiamente presenti nel mondo vegetale – come una delle possibili opzioni per ridurre questo problema. Alcuni studi hanno mostrato infatti che i composti vegetali secondari hanno un effetto antibatterico, anche contro i microrganismi resistenti.

A tale proposito una recente review narrativa (Potential of Flavonoids as Promising Phytotherapeutic Agents to Combat Multidrug-Resistant Infections) fa il punto sugli studi riguardanti le potenzialità dei flavonoidi nel contrasto alle infezioni multiresistenti.

La ricerca sistematica delle fonti è stata condotta sui database elettronici PubMed, Scopus e Google Scholar; sono stati incluso gli studi che hanno esaminato l’attività antimicrobica dei flavonoidi contro batteri resistenti.

Secondo la maggior parte delle ricerche pubblicate i flavonoidi – e in particolare quercetina, kaempferolo, apigenina e luteolina, che risultano anche quelli maggiormente studiati – sono efficaci contro i microrganismi resistenti. Alcuni di essi hanno anche dimostrato di agire in sinergia con gli antibiotici di sintesi.

Secondo la ricerca i flavonoidi agiscono sull’espressione genetica dei batteri, inibiscono gli enzimi microbici e bloccano l’integrità delle membrane cellulari microbiche. La ricerca ha inoltre rilevato che sono sostanze sicure e con una bassa tossicità.

I flavonoidi costituiscono quindi – è questa la conclusione dei ricercatori – una promettente risorsa per il trattamento delle infezioni multiresistenti, da valutare in modo approfondito con ulteriori studi.

Fonte: Pathak D, Mazumder A. Potential of Flavonoids as Promising Phytotherapeutic Agents to Combat Multidrug-Resistant Infections. Curr Pharm Biotechnol. 2023 Nov 27.

Serenoa repens e alopecia androgenetica

L’alopecia androgenetica è la forma più comune di caduta di capelli nell’uomo. Serenoa repens (famiglia delle Arecaceae) è un albero nano coltivato in alcune parti del Nord America: l’olio estratto dalle sue bacche contiene l’85-90% di acidi grassi (acido oleico, caprilico, stearico, palmitico, linoleico) e fitosteroli (β-sitosterolo, campestrolo), cui si attribuiscono le proprietà della pianta di inibizione dell’azione del diidro-testosterone a livello prostatico.

La Serenoa inibisce in modo competitivo l’attività della 5α-reduttasi e limita la conversione del testosterone in diidrotestosterone (DHT); grazie alle proprietà antiandrogeniche è utilizzato, sia come integratore alimentare che come farmaco, in caso di iperplasia prostatica benigna e anche di perdita dei capelli.

A tale proposito un recente studio clinico (Oral and Topical Administration of a Standardized Saw Palmetto Oil Reduces Hair Fall and Improves the Hair Growth in Androgenetic Alopecia Subjects – A 16-Week Randomized, Placebo-Controlled Study) in doppio cieco controllato con placebo, a quattro bracci, ha valutato la sicurezza e l’efficacia di un preparato a base di olio di Serenoa repens (saw palmetto) –  titolato al 2-3% β-sitosterolo – in soggetti che presentavano alopecia androgenetica di grado lieve – moderato.

Ottanta soggetti sani, maschi e femmine di età compresa tra 18 e 50 anni, sono stati assegnati in modo casuale (1:1:1:1) a ricevere: capsule da 400 mg di un preparato a base di Serenoa repens, oppure 5 ml di una formulazione topica contenente il 20% del preparato oppure il rispettivo placebo una volta al giorno. Lo studio è durato 16 settimane.

Gli endpoint primari includevano il conteggio dei capelli caduti (pull test) e l’autovalutazione di efficacia percepita. La valutazione oggettiva è stata eseguita utilizzando il punteggio di valutazione fotografica globale; la densità, lo spessore e il rapporto anagen/telogen sono stati valutati con fototricogramma.

Alla fine dello studio, le formulazioni orali e topiche a base di Serenoa hanno ridotto la caduta dei capelli rispettivamente fino al 29% (p<0,001) e al 22,19% (p<0,01) rispetto al basale.

La foltezza dei capelli è aumentata rispettivamente del 5,17% e del 7,61% nei due gruppi Serenoa (orale e topico) (p <0,001). L’assunzione per via orale del preparato a base di SR ha determinato, inoltre, una marcata riduzione dei livelli sierici di diidrotestosterone (DHT) rispetto al placebo (p<0,001).

Durante lo studio non sono stati osservati effetti avversi gravi e le formulazioni topiche hanno mostrato una buona tollerabilità cutanea auto-valutata. Tutti i principali parametri di funzionalità epatica ed ematologici non hanno subito variazioni di rilievo.

Si ricorda tuttavia che in letteratura sono presenti alcuni casi di epatossicità successivi all’assunzione di preparati contenenti Serenoa e ciò suggerisce di evitare il suo impiego nei soggetti affetti da patologie epatiche.

In conclusione, il trattamento per 16 settimane con formulazioni orali e topiche di Serenoa repens si è mostrato efficace nell’arresto della caduta dei capelli. Il preparato ha inibito in modo statisticamente significativo l’attività della 5α-reduttasi e quindi ridotto l’accumulo di diidrotestosterone. Questi dati indicano la possibilità di un impiego della pianta in formulazioni funzionali e cosmetiche.

Fonte: Sudeep HV, Rashmi S, Jestin TV, et al. Oral and Topical Administration of a Standardized Saw Palmetto Oil Reduces Hair Fall and Improves the Hair Growth in Androgenetic Alopecia Subjects – A 16-Week Randomized, Placebo-Controlled Study. Clin Cosmet Investig Dermatol. 2023 Nov.

Consumo di pomodoro e pressione arteriosa

I pomodori, ortaggi tipici della dieta mediterranea, si caratterizzano per l’elevato contenuto in minerali, vitamine liposolubili e soprattutto licopene, un carotenoide cui sono state attribuite proprietà antiossidanti e antinfiammatorie.

Nuove prove di efficacia, riguardo i benefici dei pomodori, sono emersi dall’analisi osservazionale dei dati dello studio spagnolo sulla dieta mediterranea (Association between tomato consumption and blood pressure in an older population at high cardiovascular risk: observational analysis of PREDIMED trial) denominato “PREDIMED”, un trial randomizzato e controllato ha valutato l’effetto di un intervento basato sulla dieta mediterranea in soggetti che presentavano un elevato rischio cardiovascolare.

La suddivisione della popolazione esaminata in base all’assunzione giornaliera di pomodoro ha permesso innanzitutto di rilevare tra i consumatori regolari di questo ortaggio una maggiore adesione alla dieta mediterranea e un maggiore consumo di frutta e verdura nell’alimentazione quotidiana.

L’analisi dei risultati, raccolti nel corso di tre anni di osservazione, ha mostrato inoltre una correlazione lineare inversa favorevole tra il consumo di pomodori e i valori della pressione sistolica e diastolica nei soggetti con ipertensione di I grado (non in quelli con ipertensione di grado superiore).

La valutazione separata dei dati relativi soltanto alle persone che non avevano una diagnosi di ipertensione all’inizio dello studio ha mostrato una riduzione del 36% del rischio di sviluppare questo disturbo tra coloro che consumavano in media 110 g di pomodori al giorno.

Trattandosi di uno studio osservazionale non è possibile definire dei rapporti di causalità tra l’assunzione alimentare e parametri di salute, tuttavia questi dati suggeriscono che il consumo di pomodoro, all’interno della dieta mediterranea, svolge un ruolo favorevole sia nella prevenzione che nella gestione dell’ipertensione.

Questi effetti protettivi sembrano correlati con l’azione antiossidante, antitumorale e antinfiammatoria attribuita ad alcuni composti del pomodoro, come per esempio il licopene e altri flavonoidi, l’acido ascorbico e il potassio, che esplica un effetto di stabilizzazione dei valori pressori.

Fonte: Murcia-Lesmes D, Domínguez-López I, Laveriano-Santos EP, et al. Association between tomato consumption and blood pressure in an older population at high cardiovascular risk: observational analysis of PREDIMED trial. Eur J Prev Cardiol. 2023 Nov.