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Erbe in supporto dei disturbi della pelle

Bambini e adolescenti soffrono spesso di disturbi della pelle tra cui dermatite atopica e dermatite da pannolino, che talvolta causano notevoli disagi ai bambini stessi e ai loro genitori.

I trattamenti convenzionali, come cortisonici topici, sono i più comuni anche se possono essere utilizzati per brevi periodi a causa degli effetti collaterali associati all’uso a lungo termine.

Secondo recenti indagini statistiche circa il 50% dei genitori preferisce rivolgersi a preparati di origine naturale, sui quali, tuttavia, la letteratura scientifica è ancora limitata; in particolare non sono state effettuate revisioni sistematiche in materia.

Supplisce a tale carenza una recente review (Phytotherapy in pediatric skin disorders – a systematic literature review) pubblicata su Complementary Therapies Medicine che ha fatto il punto sui risultati della ricerca su efficacia e sicurezza dei fitoterapici per i disturbi della pelle di bambini e adolescenti.

Dopo una ricerca sui database medico-scientifici PubMed, EMBASE e CINAHL sono stati selezionati 7 studi clinici – condotti in Italia, Svezia, Corea del Sud, Francia, Finlandia e Spagna – che hanno analizzato gli effetti dei preparati fitoterapici sulla dermatite atopica su 630 bambini di età compresa tra 0 e 17 anni. Cinque studi hanno riguardato l’olio di enotera (Oenothera biennis, Onagraceae), assunto in capsule oppure applicato come emolliente; due studi hanno esaminato l’effetto dell’olio di semi di ribes nero (Ribes nigrum, Grossulariaceae). Gli studi sull’olio di enotera hanno dimostrato miglioramenti significativi dei sintomi dopo 4-20 settimane di trattamento e uno di essi ha mostrato un miglioramento significativo solo con una dose giornaliera più elevata (320 mg contro 160 mg) dopo otto settimane.

Gli effetti profilattici delle capsule di olio di semi di ribes nero per la dermatite atopica nei neonati sono stati studiati nelle donne in gravidanza e in allattamento. L’olio di semi di ribes nero rispetto al placebo ha ridotto la gravità della dermatite atopica a 12 mesi, ma non sono state osservate differenze significative nella prevalenza del disturbo tra i due gruppi a 24 mesi. Non sono stati osservati effetti collaterali avversi gravi.

Tre studi – che hanno coinvolto 215 bambini (età 0-3 anni) – hanno analizzato gli effetti di calendula (Calendula officinalis), aloe vera e camomilla (Matricaria chamomilla) sulla dermatite da pannolino. Tra questi uno studio che ha confrontato l’efficacia di un unguento contenente camomilla e aloe vera, ha dimostrato un miglioramento simile dei sintomi della dermatite dopo sei giorni.

Altri studi hanno analizzato gli effetti di pomate a base di amamelide americana (Hamamelis virginiana), olio di oliva (Olea europaea), erba di San Giovanni (Hypericum perforatum) e neem (Azadirachta indica) nel trattamento di escoriazioni e ferite su 1.513 bambini (0-11 anni).

L’applicazione dell’unguento di amamelide e all’olio d’oliva ha migliorato in modo significativo le lesioni cutanee e l’infiammazione, mentre uno studio circa l’efficacia dell’erba di San Giovanni e dell’olio di neem ha mostrato che l’associazione delle due piante è potenzialmente efficace nel trattamento di ustioni dei tessuti molli.

Le capsule di enotera sono risultate il trattamento più sicuro ed efficace per la dermatite atopica, mentre non sono state fornite raccomandazioni specifiche per il miglior trattamento per la dermatite da pannolino.

Tutti i trattamenti sono stati ben tollerati e non sono stati associati a effetti collaterali importanti, conclude la revisione sottolineando che sono necessari ulteriori studi clinici per consolidare questi risultati.

Fonte: Kloter E, Albanese F, Schweighoffer R, Wolf U. Phytotherapy in pediatric skin disorders – a systematic literature review. Complement Ther Med. June 2023;74:102942.

Il Gruppo editoriale Tecniche Nuove acquisisce la digital agency Mazzmedia

Il Gruppo editoriale Tecniche Nuove SpA ha rafforzato la sua presenza nel campo omnichannel acquisendo il 100% del capitale di Mazzmedia srl, dal socio di maggioranza Francesco Fiori e da Samuele Marazzita, Tommaso Dozio, Federico Anelli.

Mazzmedia è una digital agency con competenze nell’elaborazione di strategie di comunicazione multicanale, che spaziano dalla strategia digitale alla creatività, dallo sviluppo tecnologico al digital marketing. L’agenzia è nota per la sua capacità di rispondere prontamente alle esigenze della clientela, offrendo servizi quali la pianificazione di mix di canali, campagne pubblicitarie crossmediali, nonché ricerche e analisi di mercato. La leadership di Mazzmedia rimane invariata: Francesco Fiori continuerà a ricoprire il ruolo di Amministratore Delegato, Tommaso Dozio quello di Sales Director, Samuele Marazzita sarà l’Head of UX Designer e Federico Anelli sarà l’Head of Technology.

Ivo A. Nardella, presidente e AD Tecniche Nuove SpA

«Questa importante acquisizione, segue una strategia di crescita per linee esterne avviata da tempo e completa il posizionamento del nostro gruppo come leader nell’offerta di comunicazione multicanale B2b – dichiara Ivo Alfonso Nardella, Presidente e AD di Tecniche Nuove Spa – La conferma del gruppo dirigente che ha reso Mazzmedia una struttura di primo livello tra le web agency è un segnale di continuità di gestione e ci permetterà di sviluppare nuovi servizi, tra cui quelli basati su AI, nel settore editoriale e di comunicazione per le imprese e i segmenti professionali che sono nel portfolio del Gruppo».

«Sono lieto di annunciare ufficialmente il perfezionamento dell’acquisizione di MazzMedia da parte del prestigioso Gruppo Tecniche Nuove, storico leader nella creazione di contenuti e formati editoriali indirizzati principalmente ad aziende e professionisti del settore B2B. – dichiara Francesco Fiori – L’integrazione con il Gruppo Tecniche Nuove rappresenta un passo estremamente significativo per MazzMedia, offrendoci un’opportunità straordinaria di potenziare le nostre capacità e risorse. Sono profondamente convinto che questa unione costituisca un’ulteriore concreta possibilità di crescita per tutti i nostri clienti».

«Questa nuova integrazione – commenta Francesca Ferilli membro del cda – sarà un asset anche per Senaf la società parte del Gruppo TN che si occupa di organizzare e realizzare fiere ed eventi espositivi dedicati ai diversi settori del mondo industriale e produttivo, come MecSpe SAIE Cosmofarma ed Exposanità».

Aggiunge l’advisor e imprenditore Davide Maggi: «Quella tra Tecniche Nuove e Mazzmedia è un’operazione che permette al Gruppo di crescere in innovazione e consolidare una unit digitale ad alto livello di professionalità, già maturato da Mazzmedia. Sono felice di aver accompagnato Ivo Nardella e il Gruppo, già mio socio in altre operazioni a questo nuovo traguardo».

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Aromaterapia con OE di menta e limone in menopausa

Molte donne durante la fase della menopausa e della post-menopausa lamentano sintomi fisici e psicologici.

Questo studio clinico in doppio cieco con controllo placebo (The effect of aromatherapy massage with lemon and peppermint essential oil on menopausal symptoms: A double-blinded, randomized placebo controlled clinical trial) ha vagliato nello specifico l’effetto del massaggio aromaterapico effettuato con olio essenziale (OE) di menta piperita e di limone sui sintomi della menopausa di 63 donne in menopausa e post-menopausa.

Le partecipanti sono state suddivise mediante randomizzazione in tre gruppi: gruppo menta piperita (n=21), limone (n=21) e gruppo placebo (n=21).

Gli oli essenziali di menta piperita e di limone dei gruppi di intervento sono stati diluiti con olio di mandorle dolci all’1,5%; nel gruppo placebo è stato utilizzato olio di mandorle dolci puro.

Ogni partecipante ha ricevuto un massaggio su mani e braccia con l’olio selezionato 2 volte a settimana per 4 settimane, in sedute di 30 minuti.

I sintomi della menopausa sono stati valutati prima e dopo il massaggio aromaterapico con la Menopause Symptoms Rating Scale (MRS).

L’olio essenziale di menta piperita si è rivelato più efficace dell’OE di limone. Entrambi si sono mostrati efficaci sui sintomi somatici (p <0,05), mentre per quelli della sfera psicologica è stato efficace soltanto l’OE di limone (p = 0,011) e per i sintomi urogenitali solo l’olio essenziale di menta piperita (p = 0,001).

La ricerca ha dunque indicato che il massaggio aromaterapico con OE di menta piperita e OE di limone migliora i sintomi della menopausa, con una maggiore efficacia di quello di menta piperita.

Fonte: Şerife İrem Döner, Hafize Dağ Tüzmen, Büşra Duran, Füsun Sunar. The effect of aromatherapy massage with lemon and peppermint essential oil on menopausal symptoms: A double-blinded, randomized placebo controlled clinical trial. Explore (NY). 2023 Sep 1310.1016/j.explore.2023.09.001.

La cannella nel controllo glicemico

Diversi studi hanno valutato l’effetto ipoglicemizzante della cannella (Cinnamomum verum J.Presl, sin. C. zeylanicum Blume) nei soggetti con diabete mellito (DM) di tipo II, ma i risultati sono stati ad oggi contrastanti.

Il diabete mellito di tipo 2 è una malattia metabolica caratterizzata da un difetto della secrezione insulinica che può peggiorare nel tempo fino a determinare una condizione di insulinoresistenza. Per secoli anche la medicina tradizionale è stata utilizzata come alternativa e/o come integrazione nel trattamento di questa malattia, indicando in qualche modo che alcuni dei composti bioattivi isolati dalle piante sono in grado di esplicare un’attività antidiabetica e in particolare di abbassare i livelli ematici di glucosio.

Negli ultimi anni sono cresciute le evidenze scientifiche che la cannella possa esercitare degli effetti benefici sul diabete mellito di tipo 2 migliorando gli indici glicemici e lipidici.

Origini e componenti della cannella

La cannella (Cinnamomum verum Presl, Famiglia Lauraceae) è una pianta originaria dell’Asia meridionale e sudorientale, attualmente coltivata nello Sri Lanka, nelle Isole Seychelles, nell’India sudorientale, in Indonesia e in Sud America.

I suoi principali componenti sono la cinnamaldeide, i polimeri della procianidina di tipo A, l’acido cinnamico e la cumarina. La droga è data dalla corteccia del fusto e dei rami privata delle parti più esterne ed essiccata.

Per la presenza di polifenoli nel fitocomplesso la cannella costituisce una fonte potenziale di sostanze antiossidanti e antinfiammatorie naturali, esercita un’attività antiradicalica, regola i livelli di IL-1 e IL-6, della proteina C-reattiva e del fattore di necrosi tumorale alfa che possono contribuire a proteggere dallo stress ossidativo agendo in modo benefico sul diabete.

Lo studio

Questa revisione sistematica e metanalisi di studi randomizzati e controllati (RCT) ha valutato gli effetti della supplementazione di cannella nella gestione del controllo glicemico in soggetti con diabete mellito di tipo II.

La ricerca delle fonti è stata effettuata sulle principali banche dati medico-scientifiche internazionali, tra cui Scopus, Web of Sciences, PubMed, Embase e la Cochrane Library, fino a dicembre 2022.

I risultati di 24 RCT hanno mostrato che la supplementazione di cannella ha determinato una riduzione statisticamente significativa della glicemia a digiuno (p < 0. 001), della valutazione del modello omeostatico (HOMA, Homeostatic Model Assessment) e del controllo glicemico. p< 0.001), dell’Homeostatic Model Assessment for Insulin Resistance (p< 0,001) e dell’emoglobina glicata (p = 0,011) rispetto ai gruppi di controllo che non hanno assunto tale sostanza. Per contro la cannella non ha modificato in modo statisticamente significativo i livelli sierici di insulina (p = 0,058).

Complessivamente questi risultati mostrano che gli indicatori di controllo glicemico sono diminuiti in modo statisticamente significativo con l’assunzione di cannella facendo ipotizzare che questa spezia possa avere un potenziale clinico come trattamento aggiuntivo per la gestione del diabete di tipo II.

Fonte: Moridpour AH, Kavyani Z, Khosravi S, et al. The effect of cinnamon supplementation on glycemic control in patients with type 2 diabetes mellitus: An updated systematic review and dose-response meta-analysis of randomized controlled trials. Phytother Res. 2024 Jan;38(1):117-130.

Gel di Aloe e dolore da ulcere

L’aloe vera è considerato un agente che favorisce la guarigione delle ferite con un buon rapporto costo/efficacia e un profilo di rischio minimo.

Una revisione sistematica degli studi ne ha dimostrato, tra l’altro, i benefici mostrando che favorisce una rapida guarigione delle ferite, migliorando l’integrità della pelle, aumentandone l’idratazione e prevenendo la formazione di ulcere.

Più di recente è stata indagata anche la sua attività sul dolore delle ulcere da pressione con uno studio clinico randomizzato in doppio cieco condotto presso l’ospedale di Arak, nel centro dell’Iran, da maggio 2020 ad aprile 2022.

Sessantasette pazienti con questo problema sono stati suddivisi ai fini della ricerca in due gruppi: il gruppo sperimentale (N:33) e il gruppo di controllo (N:34).

Per il primo gruppo le ulcere sono state dapprima pulite con soluzione fisiologica e poi è stato applicato in modo uniforme il gel di Aloe vera; nel gruppo di controllo le ulcere sono state prima lavate con soluzione fisiologica standard e successivamente è stata applicata una benda di cotone sterile tenuta in posizione con una fascia in cotone. Per valutare il livello di dolore è stata utilizzata una scala visiva del dolore (VAS).

I risultati hanno mostrato che il punteggio medio del dolore in entrambi i gruppi aveva una tendenza alla diminuzione, ovvero che entrambe le medicazioni hanno ridotto il dolore da ulcera da pressione (P < 0,001). Tuttavia la medicazione con il gel di Aloe vera è stata maggiormente efficace nel ridurre il dolore delle ulcere da pressione, con una differenza statisticamente significativa rispetto al gruppo di controllo.

Per questa ragione, concludono gli autori della ricerca, è preferibile ricorrere ad essa per ridurre il dolore durante il cambio di medicazione nei soggetti con ulcere da pressione.

Fonte: Malek Hosseini A, Rostam Khani M, Abdi S, Abdi S, Sharifi N. Comparison of aloe vera gel dressing with conventional dressing on pressure ulcer pain reduction: a clinical trial. BMC Res Notes. 2024 Jan 16;17(1):25.

Withania e riduzione dello stress

Chiamata anche Ashwagandha, la withania (Withania somnifera) è una pianta tradizionale indiana citata negli antichi testi ayurvedici sin dal I sec. a. C., dove è classificata come un rimedio che “promuove il ringiovanimento e migliora la performance fisica e mentale”.

I suoi principali costituenti sono lattoni steroidei (withanolidi), sitoindosidi, withaferina, withaferinile, colina, alcaloidi (tropine-pseudotropina, anaferina, withasonmina, somniferina, scopolamina), aminoacidi, sostanze ad azione antibatterica.

La withania viene usata anche per trattare infiammazioni, problemi muscolo-scheletrici, come sedativo per ansia e insonnia e per favorire la concentrazione. La medicina tradizionale attribuisce alle radici di withania, inoltre, proprietà emmenagoghe e facilitanti il concepimento. Considerata una pianta adattogena, contribuisce a ridurre l’affaticamento, migliora l’attenzione, tonifica l’organismo rilassando il sistema nervoso e migliorando la gestione dello stress correlato agli stati ansiosi. Si ritiene che possa rafforzare i meccanismi di difesa antiossidanti.

L’attuale letteratura scientifica ne conferma le proprietà neuroprotettive e antifatica, che la rendono un utile sostegno nello stress correlato ad ansia e insonnia, nei casi di astenia, tensione, calo del tono umorale, in particolare se associato a deficit cognitivo iniziale. La pianta, infatti, è utilizzata spesso per aiutare la memoria e le prestazioni mentali.

Una recente revisione sistematica (Effects of Withania somnifera on Cortisol Levels in Stressed Human Subjects: A Systematic Review) ha valutato l’impatto della supplementazione di withania sui livelli di cortisolo di soggetti stressati, attraverso un’analisi critica degli studi clinici condotti al riguardo entro il maggio 2023.

La valutazione è stata effettuata seguendo le linee guida PRISMA (Preferred Reporting Items for Systematic Reviews and Meta-Analyses) e dopo aver effettuato una ricerca delle fonti nei database medico-scientifici EMBASE, PubMed, Google Scholar, CENTRAL e Scopus.

Dei 4.788 articoli identificati, nove studi rispondevano ai criteri di selezione e hanno mostrato che l’integrazione di withania riduce la secrezione di cortisolo, senza determinare effetti avversi significativi.

In conclusione, dunque, l’assunzione di breve durata di withania ha un effetto di riduzione dello stress negli individui stressati. Poiché gli effetti a lungo termine di questa supplementazione non sono ancora del tutto definiti, si consiglia di assumere i preparati a base di withania sotto controllo medico o comunque di personale esperto. 

Fonte: Della Porta M, Maier JA, Cazzola R. Effects of Withania somnifera on Cortisol Levels in Stressed Human Subjects: A Systematic Review. Nutrients. 2023; 15(24):5015.

Nigella sativa e neuropatia diabetica

La neuropatia diabetica è una delle complicanze più comuni del diabete. I farmaci di sintesi attualmente disponibili sul mercato hanno spesso effetti collaterali che ne limitano l’uso per i pazienti diabetici, la maggioranza dei quali appartiene alla fascia di età più alta.

Dai semi della pianta medicinale Nigella sativa (comunemente nota come cumino nero) si ricava un olio, i cui componenti principali sono p-cimene (circa 37%) e timochinone (circa 14%), utilizzato in più condizioni di salute.

Secondo la medicina tradizionale persiana, N. sativa esplica effetti benefici sul dolore neuropatico e sui disturbi neurologici. Più di recente, una review degli studi scientifici pubblicati in letteratura ha mostrato che l’assunzione di N. sativa, in varie modalità, può aiutare i soggetti con diabete riducendo l’appetito, l’assorbimento intestinale del glucosio, la gluconeogenesi epatica, i livelli di zucchero nel sangue, nonché i valori di colesterolo e trigliceridi.

Lo studio

In questo studio clinico in doppio cieco (Topical Nigella sativa L. product: a new candidate for the management of diabetic peripheral neuropathy), Khodaie e colleghi hanno valutato l’effetto di somministrazioni topiche di N. sativa per otto settimane (follow up dopo 2, 4 e 8 settimane di trattamento) su 120 soggetti con neuropatia diabetica.

I partecipanti allo studio sono stati divisi in tre gruppi. Il primo gruppo ha ricevuto una somministrazione topica di un unguento a base di N. sativa, al secondo gruppo è stato somministrato un placebo topico e il terzo ha ricevuto capsule di gabapentin da 300 mg.

La preparazione a base di nigella è stata così realizzata: 100 grammi di semi di N. sativa sono stati bolliti per 20 minuti in un litro di acqua distillata; dopo raffreddamento e filtrazione, il preparato è stato condensato con evaporatore rotante e l’estratto concentrato è stato usato per preparare un unguento al 10% di N. sativa.

La neuropatia diabetica è stata valutata prima e dopo il trattamento con il Michigan Neuropathy Screening Instrument (MNSI); un punteggio ≥ 2.5 indica la presenza di suddetto problema.

Tra i soggetti che hanno ricevuto il prodotto topico a base di N. sativa, l’intensità dei sintomi correlati al disturbo è risultata ridotta per tutti i sintomi. In particolare, è stata riscontrata una diminuzione statisticamente significativa del dolore epidermico (che si verifica quando le coperte toccano le zone interessate) e del dolore alle gambe in movimento soltanto nel gruppo che ha ricevuto il prodotto a base di N. sativa e non negli altri due gruppi. La somministrazione di N. sativa non ha causato effetti collaterali specifici, dimostrandosi quindi sicura ed efficace nel controllo dei sintomi.

Gli autori riportano come limite principale dello studio il fatto che sia stato effettuato durante la pandemia di COVID-19; infatti, per ridurre il rischio di infezione, tutti i follow-up, ad eccezione della prima visita, sono stati effettuati telefonicamente. L’uso topico del preparato è particolarmente vantaggioso per quei soggetti che hanno difficoltà ad assumere farmaci per via orale.

Fonte: Khodaie SA, Nikkhah H, Namiranian N, Abotorabi M, Askari M, Khalilzadeh SH, Khatibi Aghda A, Kamalinejad M. Topical Nigella sativa L. product: a new candidate for the management of diabetic peripheral neuropathy. Inflammopharmacology. 2023 Nov 13.

OE di menta e infezioni gastriche

Le infezioni da Helicobacter pylori sono ampiamente diffuse nella popolazione mondiale e risultano associate a varie condizioni di salute, incluse ulcere gastriche e carcinoma dello stomaco. Nella maggior parte dei casi tali infezioni sono asintomatiche.

Il trattamento standard prevede il ricorso ad antibiotici come il metronidazolo o l’azitromicina, ai quali tuttavia molti ceppi di H. pylori sono diventati resistenti.

Diversi studi indicano, inoltre, che le preparazioni a base di piante medicinali possono esplicare un’interessante attività antimicrobica, mostrando in particolare l’attività in questo ambito degli oli essenziali (OE) di menta, una pianta che peraltro è stata usata come trattamento tradizionale per varie problematiche gastrointestinali.

In questo studio (Composition and Anti-Helicobacter pylori Properties of Essential Oils Obtained from Selected Mentha Cultivars), gli OE ottenuti dalle foglie e dai fiori di cinque cultivar di Mentha × piperita e M. spicata sono stati esaminati mediante gascromatografia-spettrometria di massa.

Lo studio ha selezionato quattro diversi chemiotipi di menta: il chemiotipo del mentolo (M. × piperita “Multimentha” e M. × piperita “Swiss”), quello dell’ossido di piperitenone (M. × piperita “Almira”), del linalolo (M. × piperita “Granada”), e il chemiotipo carvone (M. spicata “Marocchino”). Gli OE sono stati ricavati dalle foglie e dai fiori separatamente.

La composizione chimica degli OE provenienti da fiori e foglie di menta era comparabile, con l’eccezione della cultivar svizzera. Il mentolo è risultato il componente più abbondante nelle foglie mentre il mentone era più abbondante nei fiori.

Tutti gli OE di menta testati hanno mostrato un’attività inibitoria contro H. pylori (MIC50/90 31,3-250 mg/L/62,5-500 mg/L).

Questi risultati indicano che l’attività degli OE dipende dal chemiotipo di menta e che i composti mentolo e carvone mostrano l’attività più elevata. Gli OE ricchi di mentolo e carvone presentano una forte attività anti-H. pylori, mentre gli OE classificati nei chemiotipi del linalolo e dell’ossido di piperitenone mostrano un’attività moderata.

Gli OE di menta, grazie alla loro varietà di composti, esplicano un’attività antimicrobica che sembra dipendere dall’insieme dei costituenti. Su queste basi gli OE di menta potrebbero essere considerati dei potenziali rimedi per il trattamento dell’infezione da H. pylori.

Dall’interazione sinergica e additiva tra i composti più attivi degli OE e gli antibiotici potrebbe derivare un nuovo trattamento anti-Helicobacter p. di origine vegetale, pur essendo necessarie ulteriori ricerche per determinare le modalità di dosaggio e le formulazioni più efficaci e sicure.

Fonte: Piasecki B, Korona-Głowniak I, Kiełtyka-Dadasiewicz A, Ludwiczuk A. Composition and Anti-Helicobacter pylori Properties of Essential Oils Obtained from Selected Mentha Cultivars. Molecules. 2023 Jul 27;28(15):5690.

Menopausa… meno paura!

Menopausa… meno paura: basta una consonante per cambiare il significato di una parola, basta un’intuizione per cambiare la qualità della vita. Il libro già dal titolo dichiara il suo intento di smitizzare i luoghi comuni legati da sempre alla menopausa grazie a un’informazione corretta ed equilibrata.

Nel 2000 il libro è stato un testo veramente pionieristico: di menopausa si parlava poco e solo attribuendole una valenza negativa. Per fortuna la ricerca è progredita, così come la consapevolezza verso un concetto di salute basato anche sul miglioramento del proprio stile di vita.

Nella nuova edizione la curatrice, dr.ssa Enrica Campanini, ha raccolto e coordinato il contributo di diverse professioniste impegnate nell’ambito della salute. Ne è scaturito un garbato manifesto ricco di indicazioni utili per affrontare la menopausa grazie a una lettura critica sulle possibilità terapeutiche esistenti sia naturali che di sintesi.

Con il contributo di: Sonia Baccetti, Lucia Baglioni, Stefania Biondo, Franca Carboni, Mariella Di Stefano, Ilaria Filipazzi, Letizia Greco, Bastiana Madau, Annalisa Olivotti, Stefania Piloni, Marinella Salerno, Antonella Traversi

LE AUTRICI HANNO DEVOLUTO I PROVENTI DERIVANTI DALLA VENDITA DI QUESTO LIBRO AL PROGETTO “NO EARLY MARRIAGE – NO AL MATRIMONIO PRECOCE”

https://www.tecnichenuove.com/libri/menopausa-meno-paura