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Mirto e reflusso gastrointestinale

620Uno studio clinico randomizzato in doppio cieco controllato verso trattamento attivo (omeprazolo) ha valutato l’efficacia di una formulazione a base di mirto (Myrtus communis) sul reflusso gastroesofageo. Lo studio è durato 6 settimane e ha coinvolto 45 persone, assegnate con criterio casuale a uno dei tre gruppi sperimentali: 1000 mg/die di estratto acquoso liofilizzato di bacche di mirto (gruppo A), 20 mg/die di omeprazolo (gruppo B) e omeprazolo + estratto di mirto (gruppo C). I risultati sono stati valutati considerando la variazione dei punteggi relativi alla scala sintomatica sul reflusso gastroesofageo FSSG. Il lavoro ha mostrato che in tutti i gruppi sono diminuiti in modo significativo rispetto ai valori basali sia i punteggi relativi alla componente dispeptica sia a quella di reflusso. Sono stati rilevati cambiamenti significativi anche nei punteggi FSSG relativi ai sintomi di dispepsia simil-motoria e di reflusso acido. E’ uno studio pilota e pertanto per definire meglio il profilo di efficacia del trattamento si richiedono altri studi con un disegno sperimentale più strutturato e con una maggiore numerosità campionaria, precisano gli autori.

Fonte: Zohalinezhad ME, Hosseini-Asl MK, Akrami R, Nimrouzi M, Salehi A, Zarshenas MM. Myrtus communis L. Freeze-Dried Aqueous Extract Versus Omeprazol in Gastrointestinal Reflux Disease: A Double-Blind Randomized Controlled Clinical Trial. J Evid Based Complementary Altern Med. 2016 Jan;21(1):23-9.

 

Disturbo depressivo e curcumina

Beautiful purple Saffron Crocus flowers

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Ricercatori australiani avevano già evidenziato con una pubblicazione sul Journal of Affective Disorders gli effetti antidepressivi di curcumina e zafferano su individui affetti da depressione grave. Tuttavia, gli studi presentavano diversi problemi metodologici, quali un disegno sperimentale inadeguato, campioni di piccole dimensioni, breve durata del trattamento e dosaggi di intervento simili. Inoltre, gli effetti antidepressivi combinati di curcumina e zafferano erano rimasti poco chiari. Per questo motivo presso la Murdoch University di Perth è stato condotto uno studio randomizzato in doppio cieco controllato con placebo, utilizzando l’estratto di curcumina BCM-95. In totale 123 individui che presentavano un disturbo depressivo maggiore sono stati assegnati a una delle quattro condizioni di trattamento: placebo, estratto di curcumina a basso dosaggio (250 mg), estratto di curcumina ad alto dosaggio (500 mg), oppure estratto di curcumina a basso dosaggio più zafferano (15 mg) per 12 settimane. Gli outcome sono stati valutati con l’Inventory of Depressive Symptomatology self-rated version (IDS-SR30) e lo Spielberger State-Trait Anxiety Inventory (STAI). Lo studio ha rilevato che i tre trattamenti farmacologici hanno determinato notevoli miglioramenti rispetto al gruppo placebo e sono stati associati con miglioramenti significativamente importanti dei sintomi depressivi rispetto al placebo (p = .031) e con parametri superiori nello stato STAI  (P <.001) e nei relativi punteggi STAI- (p = .001 ). I trattamenti farmacologici attivi sono risultati più efficaci nelle persone con depressione atipica rispetto al resto dei pazienti (tassi di risposta del 65% contro il 35% rispettivamente, p = .012). Non sono state riscontrate differenze tra le diverse dosi di curcumina o con l’associazione curcumina+ zafferano. I risultati di questo studio suggeriscono che l’aggiunta di zafferano non migliora l’efficacia della curcumina in basse dosi e che aumentando la dose di curcumina i risultati del trattamento non migliorano. Questi dati suggeriscono che lo studio non aveva un potere sufficiente per rilevare le differenze di gruppo o che esiste un effetto antidepressivo massimale (ceiling) di queste spezie, che può essere raggiunto con la somministrazione di curcumina a basso dosaggio. Sono necessari tuttavia nuovi studi su campioni più numerosi per esaminare l’efficacia delle diverse dosi di curcumina e la combinazione di zafferano e curcumina, prendendo in considerazione anche la qualità e la biodisponibilità dei preparati.

Fonte: Peter D. Drummonda, et al. Efficacy of curcumin, and a saffron/curcumin combination for the treatmentof major depression: A randomised, double-blind, placebo-controlled study. Journal of Affective Disorders, https://dx.doi.org/10.1016/j.jad.2016.09.047

Consumo regolare di mirtilli e colesterolo

mirtilliIl consumo regolare di mirtilli, frutti di bosco ricchi in polifenoli, contribuisce a ridurre in modo significativo i livelli di colesterolo LDL e ad aumentare quelli di colesterolo HDL. Lo afferma un nuovo studio pubblicato su Nutrition Research. Lo studio ha coinvolto 36 uomini e donne sani che hanno consumato 150 g di mirtilli al giorno per sei settimane; a seguito di ciò è stata osservata una diminuzione statisticamente significativa dei livelli di colesterolo totale (6%), LDL (7%) e dei trigliceridi (27%), mentre i livelli di colesterolo HDL sono aumentati del 6%. Oltre ai miglioramenti del profilo lipidico del sangue, il consumo di mirtillo risulta associato anche a miglioramenti nei livelli di glucosio ematico (9%), albumina (5%) e gamma-glutamiltransferasi nel fegato (9%) rispetto ai livelli registrati all’inizio dello studio (baseline). Quando i partecipanti allo studio sono stati divisi in base al genere, sono stati osservati miglioramenti significativi di tutti i parametri misurati negli uomini, fatta eccezione per il colesterolo LDL, che è leggermente aumentato. Lo studio non prevedeva un gruppo di controllo e questo aspetto viene indicato come un limite dagli stessi autori. “Questa ricerca dimostra che anche un breve periodo di consumo regolare di mirtilli selvatici interi è associato a un miglioramento del profilo lipidico nell’uomo. I risultati ottenuti confermano l’ipotesi alla base del protocollo stesso che il consumo di mirtilli può avere effetti benefici sulla riduzione del rischio cardiovascolare, diminuendo colesterolo LDL e trigliceridi e aumentando il colesterolo HDL”, hanno concluso i ricercatori.

Fonte: M. Habanova et al. Intake of bilberries (Vaccinium myrtillus L.) reduced cardiovascular diseases risk factors through positive influences in lipoprotein profiles. Nutrition Research. Published online ahead of print, doi: 10.1016/j.nutres.2016.11.010.

Melatonina e salute del cuore nella terza età

LebenserinnerungenL’invecchiamento è un processo complesso e progressivo che implica il deterioramento fisiologico e metabolico di tutti gli organi e dell’organismo nel suo complesso. Le malattie cardiovascolari sono una delle cause più comuni di mortalità e morbilità tra gli anziani in tutto il mondo. La maggior parte dei disturbi cardiovascolari legati all’età, tuttavia, può essere influenzata da comportamenti modificabili, come una dieta sana ricca di frutta e verdura, l’abbandono del fumo, una maggiore attività fisica e la riduzione dello stress. In particolare il ruolo della dieta nella prevenzione di vari disturbi è un fattore consolidato che svolge un ruolo sempre maggiore nella popolazione geriatrica. La melatonina, una molecola naturale secreta dall’epifisi, è una indolamina alla quale sono attribuite molteplici azioni, tra cui quella antiossidante, e che è stata individuata in un ampio numero di specie vegetali, tra cui prodotti vegetali commestibili (vino, olio d’oliva, birra ecc.) e piante medicinali. Un gruppo di ricercatori, anche italiani (Università degli studi di Brescia), in questa rassegna pubblicata sulla rivista Ageing Res Rev, fa notare che la melatonina, assunta da fonti alimentari o tramite supplementazione, può apportare benefici salutistici correlati alle sue molteplici proprietà ed è in grado di contrastare varie condizioni patologiche. Fra queste quelle legate ai disturbi cardiovascolari, processi di carcinogenesi, malattie neurologiche e dell’invecchiamento. La rassegna presenta dunque una sintesi delle attività della melatonina contro le alterazioni e i problemi cardiaci legati all’età, con un focus particolare sull’infarto del miocardio e sul danno cardiaco da ischemia/riperfusione.

Fonte: Favero G, Franceschetti L, Buffoli B, Moghadasian MH, Reiter RJ, Rodella LF, Rezzani R. Melatonin: Protection against age-related cardiac pathology. Ageing Res Rev. 2016 Nov 22. pii: S1568-1637(16)30240-9. doi: 10.1016/j.arr.2016.11.007.

 

 

Coenzima Q10 e sindrome metabolica

obesitLa sindrome metabolica (SM), una condizione caratterizzata da obesità centrale, ipertensione e alterazioni nel metabolismo del glucosio e dell’insulina, è collegata a un aumento del rischio sia del diabete di tipo 2 sia di malattie cardiovascolari. Il Coenzima Q10 (CoQ10), una sostanza presente in ogni cellula del corpo umano, è essenziale nei processi per la produzione di energia cellulare. E’ stato osservato che il livello di questa sostanza diminuisce con l’età e in particolare con l’uso di statine e ciò potrebbe spiegare fra l’altro i dolori muscolari e il senso di debolezza che alcune persone riportano come effetto collaterale di quei farmaci. Il CoQ10 ha inoltre funzioni antiossidanti. Secondo un nuovo studio pubblicato sulla rivista indicizzata in PubMed European Journal of Nutrition, la supplementazione per otto settimane di 100 mg di CoQ10 è associata a un miglioramento della concentrazione plasmatica della capacità antiossidante totale (TAC). Hanno partecipato allo studio 60 persone di età compresa tra 40 e 85 anni che presentavano sindrome metabolica e che sono state assegnate in modo casuale a ricevere il CoQ10 o un placebo per otto settimane. Il lavoro, realizzato da ricercatori dell’Università di Medicina di Kashan (Iran), ha inoltre rilevato che la supplementazione di CoQ10 è associata a miglioramenti significativi dei livelli di insulina sierica, di insulino-resistenza (misurata mediante valutazione del modello omeostatico: HOMA-IR) e la funzione delle cellule beta (HOMA-B). I risultati hanno mostrato fra i partecipanti al gruppo sperimentale miglioramenti significativi nei livelli di insulina, HOMA-IR e HOMA-B; si è rilevata inoltre la tendenza a migliori livelli di glutatione e un calo di quelli di malondialdeide, un marker di stress ossidativo. Non sono state osservate variazioni nei livelli di glucosio ematico a digiuno e dei livelli di colesterolo dei marcatori di infiammazione.

Fonte: F. Raygan et al. The effects of coenzyme Q10 administration on glucose homeostasis parameters, lipid profiles, biomarkers of inflammation and oxidative stress in patients with metabolic syndrome. European Journal of Nutrition. Volume 55, Number 8, Pages 2357-2364

Proprietà del bergamotto: recente rassegna sistematica

Bergamot fruit on white background

Bergamot fruit on white background

Citrus bergamia, comunemente noto come bergamotto, è una pianta della famiglia delle Rutacee originaria dell’Italia meridionale e in particolare della Calabria. Nella medicina popolare italiana, è stato usato per vari disturbi, tra cui febbre, mal di gola, infezioni della bocca e della pelle, delle vie respiratorie e delle vie urinarie. Le preparazioni ottenute da questa pianta sono l’olio essenziale (OE) e il succo di bergamotto. Il primo è utilizzato in profumi, cosmetici e per la riduzione dello stress. La sua applicazione in aromaterapia ha inoltre recentemente ricevuto attenzione per ridurre i sintomi di lievi disturbi dell’umore e dell’ansia indotta da stress e per facilitare l’induzione del sonno; inoltre, l’OE di bergamotto è stato segnalato per la sua attività antimicrobica. Al succo di bergamotto sono attribuite proprietà ipolipemizzanti, ipoglicemizzanti, antiossidanti e antinfiammatorie; dati ottenuti su modelli animali sperimentali di danno renale e vascolare hanno mostrato l’azione vasoprotettiva dei costituenti del bergamotto. Una recente revisione sistematica sulla farmacologia di Citrus bergamia, pubblicata su Phytotherapy Research, ha valutato gli studi scientifici sulle applicazioni cliniche della pianta. Sono stati selezionati dieci articoli: sei di questi descrivono gli effetti dell’OE di bergamotto sullo stress, tre gli effetti della frazione polifenolica del succo nell’iperlipidemia e uno gli effetti dell’OE nella psoriasi cronica. L’analisi ha indicato che l’impiego dell’OE in aromaterapia può essere sicuro e utile per ridurre i sintomi dello stress. Uno studio suggerisce poi il suo potenziale ruolo di supporto nella fototerapia con UV contro la psoriasi. Infine, l’integrazione con polifenoli da succo di bergamotto riduce i lipidi plasmatici e migliora il profilo delle lipoproteine in caso di iperlipidemia moderata. Poiché gli studi passati in rassegna non sono sempre di buona qualità metodologica e riguardano piccoli gruppi di persone, sono però necessari altre ricerche su larga scala e dal disegno rigoroso per definire il ruolo di C.bergamia nell’ambito curativo, hanno concluso gli autori di questa rassegna.

Fonte: Mannucci C, Navarra M, Calapai F, Squeri R, Gangemi S, Calapai G. Clinical Pharmacology of Citrus bergamia: A Systematic Review. Phytother Res. 2016 Oct 17. doi: 10.1002/ptr.5734. [Epub ahead of print]

 

 

 

Nuovo Consiglio Direttivo in Federsalus

marco-testaMarco Testa (Vemedia Pharma Srl) è il nuovo Presidente FederSalus, Associazione Nazionale Produttori e Distributori di Prodotti salutistici. Laureato in Business Administration e in Economia e Commercio, ha conseguito un MBA e un Dottorato in Business & Management, a indirizzo farmaco-economico, presso l’Università di Torino. Vanta una ventennale esperienza, in ruoli di crescente responsabilità, in ambito farmaceutico e healthcare, maturata in importanti gruppi multinazionali del settore. Ha ricoperto la carica di Vicepresidente FederSalus dal 2015 e di Consigliere delegato alla comunicazione e media relations dal 2014. Nel corso del suo mandato, Marco Testa sarà affiancato dai Vicepresidenti Antonino Santoro (Difass Srl) e Andrea Costa (SIIT Srl). Riconfermati nel Consiglio Direttivo Franco Bianco (Equilibra Srl), Walter Bertin (Labomar Srl), Floriana Raso (Loacker Remedia Srl), Cristina Tosi (Pegaso Srl) cui si aggiungono i nuovi eletti Francesco Nicotra (EPO Srl), Alessandro Sertorio (Farmaceutici Procemsa Spa), Andrea Zanardi (Meda Pharma Spa/Mylan Spa) Cinzia Pranzoni (Pasquali Srl).  Rosanna Zancani (Scharper Spa) rieletta nel ruolo di Tesoriere. I prossimi anni saranno all’insegna della continuità del percorso intrapreso per affermare una nuova categoria di prodotto, a metà strada tra il farmaco e l’alimento, di cui va riconosciuta una specifica identità regolatoria anche a beneficio del Sistema Sanitario Nazionale.

Il comparto degli integratori alimentari – ha affermato Marco Testa – è ormai una solida realtà industriale, il secondo comparto per fatturato in farmacia dopo il farmaco su prescrizione, ma ha ancora la necessità di essere sostenuto, valorizzato e sviluppato.  Il compito di FederSalus resta innanzitutto quello di qualificare il settore, focalizzando i nostri progetti sulla qualità dei prodotti, sia reale che percepita, potendo interpretare al meglio le esigenze del comparto soprattutto grazie alla nostra peculiare capacità di rappresentare, unici nel settore, tutta la filiera dell’integratore alimentare”.

 

 

Un viaggio attraverso gli odori fra scienza e fantasia

conferenza3_AAG_ultima.pptxIl tema degli odori sarà al centro della conferenza organizzata a Pisa dall’associazione “Amici dei Georgofili” e che si svolgerà il 19 dicembre prossimo, alle 17:00, presso la Gipsoteca di Piazza S. Paolo all’Orto a Pisa. A parlare di questo affascinante tema sarà il Prof. Paolo Pelosi, che è stato docente e ricercatore di chiara fama presso la Facoltà di Agraria dell’Università di Pisa. L’aroma di cornetti appena sfornati e del caffè tostato ci guidano prepotentemente verso una pasticceria. Il maschio di una farfalla svolazza frenetico in cerca della femmina. Che cosa hanno in comune questi fenomeni? Molto più di quanto sospetteremmo, se li osservassimo a livello microscopico. In ambedue i casi siamo difronte a fenomeni di riconoscimento molecolare: proteine specifiche situate all’interno del nostro naso o sulle antenne di un insetto svolgono il compito di decifrare i messaggi criptati nelle strutture chimiche di odori e feromoni ed inviarli al cervello. Senza che ce ne rendiamo conto, l’olfatto influenza le nostre scelte alimentari, ci spinge inesorabilmente verso quella pasticceria e ci fa spendere tanto per un vino d’annata. Certamente, senza la percezione degli odori ci mancherebbero molte delle gioie e dei piaceri quotidiani, ma non avremmo problemi di sopravvivenza. Diverso è il ruolo dell’olfatto nella maggior parte degli altri animali. Dai mammiferi agli insetti, dai pesci ai serpenti, l’olfatto è essenziale per riconoscere il partner della propria specie, individuare la preda o sfuggire al predatore, selezionare il cibo ed evitare situazioni di pericolo. Decifrare il codice olfattivo di una specie animale può essere eccitante come riuscire a leggere una scrittura antica e, come il mitico Re Salomone,  ci fornisce uno strumento per ascoltare i messaggi amorosi delle farfalle o le informazioni che si scambiano le api e le formiche nelle loro comunità.

 

 

Uso degli integratori fra i “nuovi senior”

senior couple skiing

senior couple skiing

Oggi in Italia su oltre 13 milioni di persone nella fascia d’età 55 – 75 anni, 2 milioni e mezzo (circa il 20%) sono i cosiddetti “nuovi senior”, un nuovo segmento demografico in continuo cambiamento in materia di stili di vita ed esigenze, e considerati l’anello forte della catena generazionale, dal momento che offrono un sostegno ai genitori anziani, ma anche ai figli, sempre più precari rispetto alle generazioni precedenti.

Una recente ricerca GFK Eurisko per conto di FederSalus ha messo a fuoco i consumi per la salute e l’utilizzo di integratori alimentari di questa tipologia di persone. Sono soggetti attivi, dediti alla cura di sé e alla promozione del benessere personale e si caratterizzano per stili di vita più salutari: praticano infatti sport o attività fisica, non fumano e bevono meno alcolici. Sono inoltre più attenti all’alimentazione, scegliendo più ingredienti freschi, una dieta più equilibrata con più cibi naturali.

A conferma di questi atteggiamenti, utilizzano più degli altri preparati salutistici: 4 su 10 infatti integrano l’alimentazione con vitamine, sali minerali o probiotici.

Anche per questa nuova fascia della popolazione, gli integratori si confermano una scelta consapevole per il mantenimento del proprio benessere – ha detto Isabella Cecchini, del Dipartimento di ricerche sulla salute di GfK Eurisko – ma anche una soluzione ai piccoli disturbi in diverse aree. Da quella più tradizionale per recuperare tono/energia, alle aree più specialistiche per la prevenzione in area cardiovascolare e metabolica fino alla prevenzione dei disturbi legati all’invecchiamento e alla menopausa.

Infine, dalla fotografia di GFK Eurisko si è visto che i “nuovi senior” amano le innovazioni tecnologiche, utilizzano Internet, lo smartphone e anche (29%) le App per la salute, principalmente per controllare l’alimentazione, l’attività fisica, i ritmi fisiologici e favorire la gestione dello stress.

Foglie e radici di Withania per il dolore articolare

Girl with sore foot on gray background

Girl with sore foot on gray background

Gli estratti di radice di Withania somnifera (Ashwagandha) sono noti per gli effetti analgesici, anti-infiammatori e condroprotettivi. Precedenti documentazioni hanno mostrato che l’estratto acquoso delle radici e delle foglie di questa pianta contiene elevate percentuali di glicosidi withanolidi e, di conseguenza, può esercitare una migliore azione analgesica, anti-infiammatoria e condroprotettiva rispetto all’estratto di sola radice.

Gli autori indiani di questo recente studio hanno valutato l’efficacia e la tollerabilità di un estratto acquoso standardizzato di radici più foglie di W. somnifera in 60 persone affette da disturbi e dolore al ginocchio. Si è trattato di uno studio clinico randomizzato in doppio cieco durante il quale i partecipanti hanno assunto 250 mg, 125 mg dell’estratto oppure un placebo, due volte al giorno, per 12 settimane.

La valutazione (basale, a 4, 8, 12 settimane e al termine dello studio) è stata fatta utilizzando una versione modificata dell’indice sull’osteoartrite WOMAC, l’indice sul gonfiore del ginocchio KSI e la scala analogica visiva (VAS).

La tollerabilità è stata valutata mediante l’incidenza degli effetti avversi nei gruppi di trattamento. Alla fine delle 12 settimane, rispetto alla baseline e al placebo, sono state osservate riduzioni significative della media dei punteggi WOMAC e KSI nel gruppo trattato con W. somnifera 250 mg (p <0.001) e 125 mg (p <0.05).

I punteggi VAS per il dolore, la rigidità e la disabilità articolare sono stati significativamente ridotti dal trattamento con 250 mg (p <0.001) e 125 mg (p <0.01) di W. somnifera.

L’efficacia è stata dimostrata precocemente (a 4 settimane) nel gruppo trattato con 250 mg. e tutti i trattamenti sono stati ben tollerati.

La conclusione di questa ricerca è che entrambe le dosi di un estratto acquoso di W. somnifera hanno prodotto una riduzione significativa delle variabili misurate, con una risposta migliore e più precoce nel gruppo di persone che hanno assunto 250 mg. dell’estratto.

Infine, la risposta terapeutica sembra essere dose-dipendente e priva di disturbi gastrointestinali significativi.

 

Fonte: Ramakanth GS, Uday Kumar C, Kishan PV, Usharani P. A randomized, double blind placebo controlled study of efficacy and tolerability of Withania somnifera extracts in knee joint pain. J Ayurveda Integr Med. 2016 Jul – Sep;7(3):151-157.