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Crema contorno occhi anti-age con probiotici e prebiotici

er_cos_gen17_oficineAmavital Skin Reminder è la linea anti-age realizzata da Oficine Clemàn per contrastare i segni dell’invecchiamento con probiotici e prebiotici che aiutano la “memoria cellulare” della cute, attivando le naturali difese contro le aggressioni esterne. Amavital Skin Reminder Crema Contorni Occhi Premium attenua le rughe d’espressione e rende meno evidenti borse e occhiaie. È una formula ad alto potere tonificante e riattivante della circolazione: un bioflavonoide, un dipeptide, un lipopeptide e una miscela di estratti botanici che simula l’azione del retinolo. Un mix che rende la pelle più fresca e distesa già alla prima applicazione.

 

I benefici del magnesio

020110_1252_0007L’assunzione di integratori alimentari a base di magnesio è associata alla riduzione del rischio di ictus, diabete e insufficienza cardiaca e della mortalità per tutte le cause, ma non alla riduzione delle malattie cardiovascolari. Lo scrive una metanalisi pubblicata sulla rivista BMC Medicine da ricercatori cinesi dell’Università Zhejiang di Hangzhou. Gli autori di questa ricerca hanno consultato la letteratura pubblicata sull’argomento sulle principali banche dati internazionali e individuato 40 studi prospettici di coorte che, nel periodo 1999-maggio 2016, hanno coinvolto oltre un milione di persone, con un follow-up compreso tra 4 e 30 anni. Sono stati riscontrati 7.678 casi di malattie cardiovascolari (CVD), 6.845 casi di coronaropatie (Chd), 701 di insufficienza cardiaca, 14.775 casi di ictus, 26.299 di diabete di tipo 2 e circa 11.000 decessi per tutte le cause. Tutti gli studi, ad eccezione di uno, prevedevano la valutazione dell’assunzione di magnesio tramite un questionario validato. Questi i risultati: il magnesio non appare associato con il rischio di malattie cardiovascolari, ma i livelli più alti di assunzione della sostanza sono correlati a una riduzione del 22% del rischio di insufficienza cardiaca (RR: 0,78; 95% CI, 0,69-0,89) e del 7% del rischio di ictus (RR: 0,93; 95% CI, 0,89-0,97). E’ stata osservata inoltre una riduzione importante per il rischio di diabete di tipo 2 (95% CI, 0,77-0,86). Secondo gli autori la metanalisi “fornisce dimostrazioni epidemiologiche a favore del potenziale effetto protettivo dell’assunzione di magnesio rispetto a ictus, scompenso cardiaco, diabete e mortalità per tutte le cause, confermando i benefici correlati a questa sostanza”. La ricerca è stata finanziata dalla Fondazione nazionale cinese delle scienze naturali.

Fonte: Xuexian Fang, Kai Wang, Dan Han, Xuyan He et al. BMC Med 2016; 14:210 7 december 2016. https://bmcmedicine.biomedcentral.com/articles/10.1186/s12916-016-0742-z

Crema bio per pelli sensibili

er_cos_gen17_pedriniIn particolare pensata per la pelle delicate, facilmente irritabili, tendenzialmente iper-reattive e atopiche, Lepo Eco Bio Sensitive Crema Pelli Delicate e Sensibili è arricchita con ingredienti vegetali altamente funzionali dall’azione calmante e lenitiva. È un cosmetico naturale e biologico certificato creato da Pedrini Cosmetici utilizzando come ingredienti funzionali estratti di ribes nero, lichene islandico e cardiospermum, burro di karité, oli di jojoba, mandorle dolci e girasole, tocoferolo e acido ialuronico. Formato da 50 ml. Certificata anche VeganOK.

Chi sale e chi scende

Negli ultimi anni un numero crescente di studi scientifici sta confermando azioni e proprietà delle piante medicinali tramandate dalla tradizione etnobotanica e popolare, fornendo così basi sempre più solide per l’impiego di queste risorse per il benessere.

Spulciando qua e là nelle riviste internazionali si legge, ad esempio, che un recente studio sull’echinacea ha evidenziato, sulla base di un’ampia documentazione, buone prove di efficacia di questa pianta nelle infezioni respiratorie, soprattutto per gli interventi acuti di breve e media durata. Secondo un’altra ricerca gli estratti di finocchio e i loro componenti attivi potrebbero aprire prospettive interessanti per la prevenzione delle complicazioni del diabete, mentre la soia, di norma passata al vaglio dei ricercatori per i disturbi della menopausa, ha mostrato interessanti proprietà anti-infiammatorie, attraverso l’inibizione di sostanze chimiche pro-infiammatorie. Ricercatori coreani hanno poi approfondito le potenzialità dei principali componenti dello zenzero, una pianta efficace in molte condizioni, nel trattamento della dermatite allergica e dell’eczema. E lo zenzero emerge anche come galattagogo.

Più controversa invece una ricerca sul mirtillo americano (Vaccinium macrocarpon), noto anche come cranberry, un arbusto originario dell’America del Nord impiegato in particolare per le infezioni ricorrenti delle vie urinarie (IVU). Non è certo il primo studio su questa pianta, da anni utilizzata anche in Italia. Diversi lavori (uno dei più recenti è datato settembre 2016) ne hanno rilevato l’efficacia nella prevenzione delle cistiti ricorrenti, attraverso un meccanismo d’azione che sembra correlato alla capacità delle proantocianine del fitocomplesso di inibire l’adesione dei batteri patogeni alle pareti cellulari. Una revisione sistematica della Cochrane Collaboration del 2012 aveva però ridimensionato notevolmente l’utilità del mirtillo americano in questo ambito.

Sulla stessa scia si pone uno studio uscito lo scorso novembre su Jama, la rivista dei medici statunitensi, secondo cui l’assunzione di integratori di mirtillo americano non comporta differenze significative rispetto al placebo nelle infezioni del tratto urinario.

L’indagine, condotta su 185 donne residenti in case di riposo, è stata affiancata sullo stesso numero di Jama da un editoriale che invita i sanitari a mettere in soffitta la pianta e a utilizzare altri metodi per questa tipologia di infezioni. Subito si è messo in moto il dibattito: qualcuno ha fatto notare che la ricerca, pur essendo ben disegnata nell’insieme, non è però ineccepibile, poiché è stato valutato solo un estratto di mirtilli e non diversi tipi (a fronte di una grande variabilità delle formulazioni), su un gruppo di persone relativamente piccolo e con un controllo placebo, e non con i farmaci normalmente impiegati in questi casi. Gli stessi autori hanno poi rilevato fra i possibili problemi dello studio il ricorso a capsule e non al succo, una scelta funzionale a una maggiore compliance dei pazienti, che non sempre amano il sapore acidulo di questa bacca. In questo modo, però, è stato ridotto l’apporto di acqua, che gioca invece un ruolo importante per l’esito della terapia.

Altri esperti hanno aggiunto che questo studio non è rappresentativo dei campioni di popolazione che abitualmente assumono il mirtillo americano per le infezioni urinarie, cioè donne comuni con precedenti di cistite, ma ha riguardato persone molto anziane (età media 86 anni) che, in maggioranza, non soffrivano di infezioni urinarie ricorrenti. Molti perciò hanno giudicato sbrigativo e perentorio l’editoriale con cui Lindsay E. Nicolle esorta ad abbandonare per sempre il mirtillo americano per questi problemi.

Quali riflessioni? Scienza è sinonimo di ricerca continua all’interno di un percorso aperto, dove ogni acquisizione deve essere sempre sottoposta a nuovi controlli, eventuali rettifiche e rielaborazioni. La ricerca scientifica è quindi per definizione incompatibile con ogni pretesa di staticità.

Sappiamo che prima di essere accettati come prove di efficacia, i risultati di uno studio scientifico devono essere confermati con altri studi di qualità su ampi gruppi di persone, da abbinare a nuove revisioni, e questo naturalmente deve applicarsi anche alle ricerche che riportano risultati negativi.

 

Saponetta eco-bio 100% vegetale

er_cos_gen17_milmilÈ il profumo dei fiori di zagara a dare la fragranza a questa saponetta vegetale certificata eco-bio, realizzata per l’igiene personale di tutta la famiglia. La Saponetta Mondonaturale appartiene alla linea Zagara di Mil Mil 76, a pH fisiologico, certificata eco-bio e VeganOK, è adatta anche a soggetti intolleranti ai comuni saponi industriali. Si ottiene da oli di cocco, di girasole e di colza senza l’impiego, come per tutte le referenze della linea Zagara, di ingredienti animali, coloranti, SLS/SLES, formaldeide e cessori di formaldeide, PEG, alcol, DEA, TEA, EDTA, parabeni, isotiazolinoni, glicoli, siliconi, oli minerali. Formato 100 g.

 

Oli di marula e argan in spray per capelli crespi

er_cos_gen17_naturlabL’olio di marula (Sclerocarya birrea) si utilizza come nutriente e antiossidante, sia per il corpo sia per i capelli. Questo olio, affiancato da quello di argan, costituisce la pregiata composizione dello Spray per Capelli Anti-crespo Ultra leggero che Naturlab presenta nella linea denominata, appunto, Olio di Marula. Per capelli crespi e difficili, lo spray disciplina, idrata e ristruttura il capello dandogli brillantezza e setosità. La formula, non grassa e di facile assorbimento, adatta a tutti i tipi di capelli, ammorbidisce senza appesantire. Inoltre, protegge dall’umidità e dall’effetto elettrostatico.

 

Formula originale in crema anti-età

er_cos_gen17_avdreformPer combattere in modo intensivo i segni dell’età, la formula di Ganozone Crema utilizza una composizione particolare di ingredienti. A.V.D. Reform ha formulato questa crema con olio di girasole ozonizzato, reishi, burro di karité, olio di jojoba e altri ingredienti ad azione emolliente, idratante e nutriente. Le sue proprietà antiossidanti contribuiscono a proteggere la pelle dal danno ossidativo accelerandone il naturale processo di rinnovamento e attenuano la formazione delle macchie cutanee legate all’età e allo stress ossidativo. Inoltre rende la pelle  tonica e luminosa. Non contiene parabeni, siliconi, ftalati e prodotti di origine animale. In flacone da 50 ml con dosatore.

 

Ancora sulla Withania…

Organic Ashwagandha (Withania somnifera) roots. Macro close up background texture. Top view.Si ritiene che il disturbo ossessivo-compulsivo (OCD), caratterizzato da pensieri ossessivi seguiti da azioni o compulsioni stressanti, ripetitive e invadenti, sia collegato a un difetto nel sistema serotoninergico. La terapia farmacologica consiste nella somministrazione di inibitori della ricaptazione della serotonina (SSRI) che tuttavia sono considerati poco efficaci, dato che il 40-60% dei pazienti non risponde al trattamento. In medicina ayurvedica l’ashwagandha (Withania somnifera, Solanaceae) è considerata una pianta rigenerante e rivitalizzante. Le sue radici, utilizzate per migliorare la salute fisica e mentale, hanno proprietà ansiolitiche e antidepressive dovute alla presenza di witanolidi bioattivi e degli alcaloidi witanina e sonniferina.

Con questo studio randomizzato in doppio cieco, controllato con placebo realizzato in Iran è stata verificata l’efficacia dell’estratto di radice di ashwagandha come terapia aggiuntiva per il trattamento dei sintomi del disturbo ossessivo-compulsivo. L’estratto somministrato è stato preparato nel laboratorio della Facoltà di Farmacia di Mashhad in Iran; le capsule da 250 mg sono state riempite con una miscela di estratto in polvere (30 mg) e lattosio per il gruppo di trattamento, o solo di lattosio per il gruppo placebo.

Trenta pazienti con diagnosi di OCD secondo il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali sono stati arruolati e assegnati in modo casuale al gruppo trattamento (n = 15; 1 maschio e 14 femmine) o al placebo (n = 15; 2 maschi e 13 femmine).

Il regime di trattamento era di 4 capsule al giorno; ma per evitare effetti gastrointestinali avversi, i pazienti sono stati istruiti a prendere 1 capsula al giorno e per poi aumentare gradatamente (1 capsula al giorno) il dosaggio. Alla fine delle 6 settimane, il trattamento è stato ridotto nella stessa maniera.

La gravità dei sintomi del disturbo è stata valutata in tutti i pazienti con la Yale-Brown Obsessive Compulsive Scale (Y-BOCS), una scala in 10 item da 0 (nessun sintomo) a 40 (sintomi estremi), completata da ogni paziente al basale e dopo 6 settimane.

Dall’inizio alla fine dello studio, il punteggio medio è diminuito da 26 a 14 nel gruppo di trattamento e da 18 a 16 in quello placebo, con una differenza significativa tra i due gruppi (P <0.001). Non sono stati riportati effetti avversi.

E’ il primo tentativo di studiare l’effetto dell’estratto di radice di ashwagandha nel disturbo-ossessivo compulsivo. Gli autori, riconosciuti alcuni limiti dello studio quali la breve durata e la mancanza di analisi fitochimica dell’estratto (che avrebbe contribuito a identificare i principi attivi responsabili degli effetti benefici osservati), hanno concluso che “l’estratto di W. somnifera può essere utile come coadiuvante sicuro ed efficace degli inibitori della ricaptazione di serotonina nel trattamento di questo disturbo”.

 

Fonte: Jahanbakhsh SP, Manteghi AA, Emami SA, et al. Evaluation of the efficacy of Withania somnifera (ashwagandha) root extract in patients with obsessive-compulsive disorder: a randomized double-blind placebo-controlled trial. Complement Ther Med. 2016;27:25-29.

 

La camomilla contro l’ansia

chamomile with leaves on a white background

chamomile with leaves on a white background

I trattamenti convenzionali per il disturbo d’ansia generalizzato (GAD) sono spesso associati a effetti collaterali sostanziali, dipendenza e/o sindrome da astinenza. Per questa ragione la ricerca si concentra anche su altre soluzioni, in questo caso sulle proprietà in quest’ambito di una pianta molto comune come la camomilla (Matricaria chamomilla L.). Già un precedente studio controllato sull’uso dell’estratto di camomilla aveva evidenziato un’efficacia significativa del preparato rispetto al placebo, avanzando l’ipotesi che questa pianta possa esercitare un’attività ansiolitica negli individui che presentano il disturbo d’ansia generalizzato. Gli autori di questo studio hanno dunque ipotizzato che il trattamento con estratto di camomilla possa ridurre in maniera significativa la gravità di tale disturbo,  associandosi anche a un buon profilo di tollerabilità. E’ stato perciò condotto un trial aperto in due fasi randomizzato e controllato contro placebo per la prevenzione delle ricadute del disturbo d’ansia ricorrente e i soggetti che presentavano tale disturbo in forma da moderata a grave hanno ricevuto un trattamento in aperto con un estratto di camomilla (1500 mg/die) per un massimo di 8 settimane. Gli outcome primari erano la frequenza della risposta clinica e del cambiamento nei punteggi dei sintomi sulla scala GAD-7 entro l’ottava settimana. Gli esiti secondari includevano il cambiamento nel tempo sulla Hamilton Rating Scale for Anxiety, sull’Anxiety Inventory Beck e sul Psychological General Well Being Index. Sono state esaminate anche la frequenza degli eventi avversi del trattamento e la sua eventuale sospensione precoce. Su 179 partecipanti allo studio, il 58,1% (95% CI: 50,9% al 65,5%) soddisfaceva i criteri stabiliti per la risposta mentre il 15,6% ha interrotto prematuramente il trattamento. Un miglioramento significativo nel corso del tempo è stato osservato anche sul punteggio sulla scala GAD-7 (β = -8.4 [95% CI = -9.1 a -7.7]). Una percentuale simile di soggetti ha mostrato una riduzione statisticamente significativa e valutazioni clinicamente significative degli outcome secondari di ansia e benessere. Gli eventi avversi si sono verificati nell’11,7% dei partecipanti, ma sono stati di lieve entità. La conclusione è che l’estratto di camomilla ha determinato una riduzione clinicamente significativa dei sintomi del disturbo d’ansia generalizzato nelle 8 settimane di osservazione, con un tasso di risposta paragonabile a quello osservato durante la terapia ansiolitica farmacologica convenzionale e con un profilo favorevole degli eventi avversi. Futuri studi comparativi di efficacia tra camomilla e farmaci convenzionali contribuiscono a definire il rapporto ottimale rischio/beneficio di queste terapie per i pazienti con disturbo d’ansia generalizzato.

Fonte: John R Keefe, Jun J Mao, Irene Soeller, Qing S Li, Jay D Amsterdam. Short-term open-label chamomile (Matricaria chamomilla L.) therapy of moderate to severe generalized anxiety disorder. Phytomedicine, Volume 23, Issue 14, Pages 1699-1705 (15 December 2016).

L’olio di nigella riduce i marker dell’infiammazione

nigella sativa in a vegetable gardenL’infiammazione è uno dei meccanismi primari nello sviluppo delle complicanze metaboliche. Obesità e infiammazione sono collegate e la perdita di peso può aiutare a ridurre l’infiammazione. Il cumino nero (Nigella sativa, famiglia Ranunculaceae) è una pianta comune in Medio Oriente, tradizionalmente impiegata per il trattamento di condizioni associate con l’infiammazione e le malattie metaboliche. Si ipotizza che il timochinone (TQ), uno dei composti bioattivi del cumino nero, sia responsabile delle sue proprietà antinfiammatorie, antiossidanti e ipoglicemizzanti. Anche se le attività antinfiammatorie di Nigella sativa sono state osservate su modelli animali, gli studi clinici sugli effetti di questa pianta sui parametri infiammatori sono relativamente scarsi. Lo scopo di questo studio clinico in doppio cieco controllato con placebo di recente pubblicazione è stato dunque determinare gli effetti dell’olio di Nigella in combinazione con una dieta ipocalorica sui biomarker di infiammazione sistemica di donne obese. Poiché il TQ è liposolubile, in questo primo studio clinico che ha valutato gli effetti di cumino nero associato con una dieta ipocalorica sui marcatori dell’infiammazione, è stato utilizzato olio di cumino nero invece di un preparato acquoso. Sono state arruolate 90 donne in condizioni di obesità di età compresa fra 25 e 50 anni, divise tramite randomizzazione in un gruppo di intervento (n = 45) e un gruppo placebo (n = 45). Ottantaquattro donne (gruppo di intervento = 43; placebo = 41) hanno completato lo studio. Ciascun gruppo ha ricevuto: (1) una dieta ipocalorica e 3 g al giorno di olio di NS oppure (2) una dieta ipocalorica e 3 g al giorno di placebo per 8 settimane. Nel gruppo di intervento non sono stati segnalati effetti collaterali correlati alla supplementazione di olio di NS. Questi i risultati: l’olio di cumino nero determina un calo dei livelli sierici del fattore di necrosi tumorale-alfa (-40,8% verso -16,1%, P = .04) e della proteina C-reattiva ad alta sensibilità (-54,5% verso -21,4%, P = .01) rispetto al gruppo placebo. Non ci sono stati cambiamenti significativi nei livelli di interleuchina-6 (-8,6 vs -2,4%, p = 0,6) nel gruppo trattato rispetto al gruppo placebo. Gli autori della ricerca hanno dunque concluso che la supplementazione di olio di NS combinata con una dieta ipocalorica contribuisce a modulare i biomarker di infiammazione sistemica nelle donne obese, ma che sono necessari ulteriori studi per chiarire l’efficacia di tale preparato come terapia aggiuntiva per migliorare i parametri infiammatori nei soggetti obesi.

Fonte: Mahdavi R, Namazi N, Alizadeh M, Farajnia S. Nigella sativa oil with a calorie-restricted diet can improve biomarkers of systemic inflammation in obese women: A randomized double-blind, placebo-controlled clinical trial. J Clin Lipidol. September-October 2016;10(5):1203-1211.