Lo zafferano (Crocus sativus) è una fonte di fitochimici con molti benefici per la salute. Gli autori di questo studio hanno valutato la capacità dello zafferano di promuovere le prestazioni fisiche e mentali, il suo effetto ergogenico, considerando in particolare la forza muscolare, la funzione polmonare e il tempo di reazione; tutti fattori di particolare importanza per le prestazioni dell’atleta. Ventotto studenti universitari maschi sani sono stati assegnati random al gruppo con zafferano (n = 14) o a quello di controllo (n = 15). Il gruppo sperimentale ha assunto stigma di zafferano essiccato (300 mg/die per 10 giorni) e il gruppo di controllo un prodotto analogo placebo. Dopo una sessione di familiarità con i test, sono stati valutati (prima e dopo il periodo di studio) i parametri antropometrici, i tempi di reazione (visivi e audio) e le forze massime isometriche e isotoniche su panca strumentata come pressa per gambe (“leg press”). La valutazione dei dati raccolti ha evidenziato che 10 giorni di supplementazione con zafferano sono stati in grado di aumentare significativamente la forza isometrica (10,1%; p <0.0001; dimensione dell’effetto (EF) = 0.432) e la forza isotonica (6,1%; p <0.0001; EF=0,662 ), nonché i tempi di reazione visiva (p <0.05; EF=0,217) e audio (p <0.05; EF=0,214). L’effetto ergogenico dello zafferano può contribuire ad aumentare la biogenesi mitocondriale nel muscolo e avere un effetto positivo sulla corteccia motoria, fattori che possono spiegare la migliore prestazione in termini di tempi di reazione visiva e audio. Secondo gli autori gli effetti dello zafferano possono essere correlati anche a un miglioramento della perfusione sanguigna del muscolo e alla facilitazione del trasporto di ossigeno. Ricerca realizzata da associati a: Department of Physical Education and Sports Science, University of Mohaghegh Ardabili, Ardabil, Iran.
Meamarbashi A, and Rajabi A. Potential Ergogenic Effects of Saffron. J Diet Suppl. 2016;13(5):522-9.


La fitoterapia è un’opzione per le donne che soffrono di sindrome premestruale. Gli autori di questo studio hanno valutato gli effetti di un estratto di radice di Valeriana officinalis sull’intensità dei sintomi tipici della sindrome premestruale. Si è trattato di uno studio clinico in doppio cieco che ha coinvolto 100 studentesse di un’università iraniana con sindrome premestruale. Le studentesse sono state assegnate random al gruppo con valeriana o a quello con placebo. Negli ultimi sette giorni di tre cicli mestruali consecutivi le partecipanti hanno assunto, quotidianamente, due pillole con estratto di valeriana o placebo. Le pazienti hanno compilato un questionario sulle variabili demografiche e sono state sottoposte ad aggiornamento progressivo della diagnosi di sindrome premestruale; hanno inoltre compilato quotidianamente un questionario finalizzato a valutare la gravità dei sintomi. I risultati delle valutazioni, che sono state implementate prima e dopo il primo, secondo e terzo ciclo mestruale, sono stati fra loro confrontati e sottoposti ad analisi di significatività statistica. Dalla valutazione dei risultati ottenuti è emersa una differenza statisticamente significativa relativamente alla gravità dei sintomi premestruali afferenti alla sfera emotiva, comportamentale e fisica a favore del gruppo in trattamento attivo con valeriana (P <0,001). Nel gruppo di controllo non è emersa alcuna differenza significativa nelle variabili misurate. Gli autori dello studio ritengono che i risultati ottenuti dimostrino che l’estratto di radice di valeriana può ridurre i sintomi emotivi, fisici e comportamentali associati alla sindrome premestruale. Ricerca realizzata da associati a vari istituti, fra questi: School of Nursing and Midwifery, Tehran University of Medical Sciences, Teheran, Islamic Republic of Iran.




Come noto l’osteoartrosi è uno dei più comuni disturbi muscolo-scheletrici che può portare a degenerazione articolare e può avere un forte impatto sulla qualità della vita dei pazienti. Una serie di studi in vitro e sperimentali ha suggerito che il succo di melagrana, una importante e ricca fonte di antiossidanti, può avere un ruolo protettivo sulla degenerazione osteoartrosica attraverso la mitigazione dell’infiammazione a carico della cartilagine. Allo scopo di ottenere un dato preliminare gli autori di questo studio hanno reclutato 38 pazienti con osteoartrosi al ginocchio che sono stati assegnati random al gruppo che ha assunto succo di melagrana o al gruppo di controllo. Lo studio ha avuto una durata di 6 settimane nel corso delle quali sono stati valutati i segni clinici, lo stato infiammatorio e antiossidante. I risultati sono stati valutati considerando le variazioni di punteggio dell’indice WOMAC (Western Ontario and McMaster Universities Osteoarthritis index). Altra valutazione ha riguardato le metalloproteinasi di matrice (MMP) che si attivano grazie alla liberazione di mediatori infiammatori che partecipano al quadro eziologico dell’osteoartrosi. A livello della cartilagine articolare le metalloproteinasi sono enzimi che partecipano alla degradazione della matrice extracellulare; in particolare la metalloproteinasi di matrice 13 (MMP-13) è coinvolta in questo processo. L’analisi dei risultati ottenuti ha evidenziato che l’assunzione del succo di melagrana ha ridotto in termini statisticamente significativi il punteggio WOMAC totale (p=0,01) e quello relativo ai sottodomini rigidità (p=0.00) e funzionalità fisica (p=0,01). Inoltre, sempre nel gruppo con melagrana, sono risultati significativamente diminuiti (verso gruppo di controllo) i livelli sierici di MMP-13 (p=0,02), mentre sono risultati aumentati quelli della glutatione perossidasi (p=0,02). Gli autori della sperimentazione ritengono che, sulla base dei risultati ottenuti, si possa concludere che l’assunzione di succo di melagrana può migliorare la funzionalità fisica e la rigidità articolare, ridurre il danno alla cartilagine e aumentare lo stato antiossidante in pazienti con osteoartrosi al ginocchio.







