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Integratori alimentari, cresce l’acquisto online

ein Stapel von Medikamenten vor weißem Hintergrund mit Textfreiraum

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Cresce la vendita di integratori su Internet. Nel 2015, infatti, si è rilevato, rispetto all’anno precedente, un incremento del 20% e risulta dunque acquistato on line 1 integratore su 10.

In via generale, il mercato degli integratori conferma il trend di crescita e ha raggiunto nei primi mesi dell’anno un giro di affari di 2,3 miliardi di euro con un incremento del 7,3%.

Sono i risultati diffusi dall’Osservatorio PoolPharma Research, che evidenzia inoltre che l’Italia è il primo paese per vendite in Europa. In generale, sono oltre 170 milioni le confezioni di integratori vendute (dati 2015 IMS Health Incorporated) e secondo l’ultima comunicazione di Eurisko-Federsalus, l’utilizzo di integratori multivitaminici negli ultimi 15 anni è raddoppiato; oggi ne fanno uso 8 italiani su 10.

Secondo un’indagine dell’Unione nazionale consumatori (Unc) in collaborazione con l’Associazione italiana industrie prodotti alimentari (Aiipa), il 30% dei cittadini acquista questi prodotti sul web o esprime l’intenzione di farlo, mentre 1 consumatore su 4 segue il consiglio del farmacista.

Sono stati riportati anche dati che riguardano la contraffazione di questi prodotti: sette integratori su dieci acquistati sui canali illegali sarebbero contraffatti.

 

Cosmetici green sempre più diffusi

close-up of a facial cream (2)Secondo la società di ricerche di mercato Kline & Company del New Jersey (Stati Uniti) il mercato cosmetico naturale globale ammonta a più di 13 miliardi di dollari e l’Europa detiene un quinto del mercato.

Importanti mercati di sbocco sono quello tedesco con 920 milioni di euro, quello francese con circa 400 milioni di euro e quello italiano con stimati 410 milioni di euro (2014). E il business è in continua crescita, perché nonostante la crisi, gli italiani non hanno smesso di prendersi cura di sé e lo fanno in modo sempre più naturale.

Conferma questo trend anche il Beauty Report curato da Ermeneia per Cosmetica Italia in occasione dell’assemblea dell’Associazione nazionale delle imprese cosmetiche.

Infatti dal report, presentato al Parco della Biodiversità di Expo, è emerso che quasi 1 consumatore su 4 sceglie esplicitamente il prodotto bio/naturale (23,6%), mentre più di 1 consumatore su 10 (13,9%) si considera attento alle modalità di produzione con riferimento al rispetto dei princìpi etici e alla protezione dell’ambiente.

Secondo il Beauty Report, in testa alle caratteristiche più apprezzate oggi dal consumatore, con il 53,4% di risposte, c’è il ‘buon rapporto tra prezzo e qualità del prodotto’; seguono ‘essere un prodotto necessario’ (29%) ed ‘essere un prodotto adeguatamente e credibilmente testato’’ (27,8%). Quasi ‘a pari merito’ si piazzano: ‘essere un prodotto naturale e/o bio’, quarto con il 23,6%, come anche ‘essere un prodotto che riporta la scritta ‘senza’ oppure ‘non contiene’ per alcuni specifici ingredienti’ (6° posto con il 20,4%). Al settimo posto con il 13,9%, c’è inoltre una voce che fa riferimento alle modalità di produzione che rispettano principi etici e della protezione ambientale. Questo conferma – si legge nel rapporto di Cosmetica Italia – un trend salutistico presente da tempo nei consumatori.

 

Probiotici, da uno studio italiano nuove speranze contro l’asma allergica

asma allergicaL’Osservatorio AIIPA (Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari – Area Integratori Alimentari) segnala uno studio italiano pubblicato su Allergy, Asthma & Immunology Research che rivela come una combinazione di Lactobacillus salivarius LS01 e Bifidobacterium breve BR03 possa contribuire a equilibrare il sistema immunitario nelle persone con asma allergica.

È stato scoperto che i due ceppi avrebbero la capacità di inibire la crescita di alcuni agenti patogeni e diminuire la produzione di composti pro-infiammatori. “L. salivarius LS01 e B. breve BR03 hanno mostrato promettenti proprietà probiotiche e attività immunomodulante benefiche, che aumentano quando i due ceppi sono impiegati in combinazione nella stessa formulazione”, sottolineano gli autori dello studio, condotto dall’Università di Milano e dall’ IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi del capoluogo lombardo.

Probiotici e risposta immunitaria

Secondo la definizione ufficiale della FAO e OMS, i probiotici sono “organismi vivi che, somministrati in quantità adeguata, apportano un beneficio alla salute dell’ospite”.

Nello studio i ricercatori milanesi evidenziano che la prevalenza delle malattie allergiche nei paesi industrializzati è aumentata significativamente negli ultimi anni. Numerosi studi indicherebbero una ridotta incidenza di allergie nei bambini trattati con specifici ceppi probiotici in grado di diminuire la produzione di citochine Th2, mantenendo la produzione di Th1 stabile; questo dato rafforzerebbe l’ipotesi che i ceppi probiotici potrebbero essere utilizzati nel trattamento di malattie allergiche. Gli autori concludono sottolineando la necessità di ulteriori studi per valutare in modo più ampio l’impatto clinico di LS01 e BR03 in soggetti affetti da asma allergica, al fine di sviluppare un bioterapia in grado di migliorare i sintomi.

Fonte: Allergy, Asthma & Immunology Research – July 2015, Volume 7, Number 4, Pages 409-413, “Immunomodulatory Effects of Lactobacillus salivarius LS01 and Bifidobacterium breve BR03, Alone and in Combination, on Peripheral Blood Mononuclear Cells of Allergic Asthmatics” – 

Authors: L. Drago, E. De Vecchi, A. Gabrieli, R. De Grandi, M. Toscano.

Consumi nel canale erboristeria a +2,4% nel 2014

 

cosmetica greenAll’interno del Parco della Biodiversità a Expo si è svolto il 1° luglio scorso il convegno Cosmetica green: tendenze globali e mercato nazionale organizzato dal Gruppo Cosmetici Erboristeria di Cosmetica Italia.

Dopo gli indirizzi di saluto del presidente del Gruppo, Antonio Argentieri, è stata Cecilia Anselmi (Dipartimento di Biotecnologie, Chimica e Farmacia dell’Università di Siena) a proporre una riflessione sulla biodiversità nella cosmesi nel presente e nel futuro mettendo in relazione alcuni ingredienti con la biodiversità nazionale e globale.

Il sociologo Enrico Finzi ha in modo efficace descritto il rapporto, in continua espansione nonostante la crisi socio-economica, tra gli Italiani e i prodotti di derivazione naturale. Accanto ai punti di forza e debolezza di questa categoria di prodotto, Finzi ha sottolineato la valenza socio-culturale del vissuto e dell’uso dei prodotti a derivazione naturale.

Il punto sui dati economici relativi al canale erboristeria è stato invece affidato a Gian Andrea Positano, Responsabile Centro Studi di Cosmetica Italia: con un valore prossimo ai 420 milioni di euro e una crescita del 2,4% nel 2014, le previsioni per il primo semestre 2015 del canale erboristeria indicano un ulteriore segno positivo di 3 punti percentuali. Una conferma della salute del canale che sembra non risentire della congiuntura negativa, grazie alle scelte di acquisto dei consumatori sempre più decise e orientate a concetti salutistici e naturalistici.

«Analizzando il profilo del cliente dell’erboristeria, sia a livello nazionale che internazionale, emerge una tipologia di consumatore fedele al canale – ha commentato Positano – Al primo posto nelle motivazioni di acquisto troviamo infatti l’importanza dell’addetto alle vendite e l’attenzione agli ingredienti dei prodotti. L’attenzione verso prodotti che insistono su concetti green ribadisce inoltre la crescita di una coscienza ecologica e attenta al prodotto a connotazione naturale che trova nell’offerta dell’erboristeria un evidente riscontro».

Luca Nava nominato Direttore generale di Cosmetica Italia

Luca Nava
Luca Nava
Luca Nava

Luca Nava, già Direttore dell’Area tecnico-normativa dell’associazione nazionale delle imprese cosmetiche, subentra nella direzione generale a Maurizio Crippa che lascia per raggiunti limiti di età.

Laureato in Scienze Biologiche, Nava è in Cosmetica Italia dal 2007, dopo aver maturato una lunga esperienza in contesti multinazionali del settore, sia in Italia che all’estero, ricoprendo ruoli di crescente responsabilità in differenti ambiti: dalla ricerca e sviluppo agli affari regolatori, fino alla comunicazione e relazioni esterne.

«Con orgoglio raccolgo la sfida di questa nuova opportunità – ha commentato il neo direttore generale – Le attività della direzione generale proseguiranno in continuità e coerenza rispetto alle tre aree strategiche (appartenenza, rappresentanza e servizi) individuate dal piano triennale della Presidenza. In particolare, credo fortemente nella capacità dell’Associazione di essere un luogo di confronto, dibattito e crescita: una vera e propria “casa” per gli associati. Per questo un’attenzione particolare sarà rivolta alla qualità dei servizi offerti alle imprese, caratterizzati da un clima interno ben descritto dalla parola personal touch».

«Nello specifico – ha aggiunto Luca Nava – punteremo su una comunicazione interna ed esterna sempre più diretta e al passo con le nuove tecnologie. Svilupperemo, inoltre, e faremo conoscere sempre più la nostra».

Che ruolo hanno i prodotti cosmetici nella nostra società?

Cosmetica Italia – Associazione nazionale imprese cosmetiche – ha realizzato un cortometraggio per raccontare un mondo, che non è solo quello “della bellezza”

Le voci dei consumatori e gli autorevoli pareri del sociologo Enrico Finzi, del professore Umberto Veronesi e del filosofo Stefano Zecchi si uniscono a quelle del presidente Fabio Rossello e del team di Cosmetica Italia per raccontare l’universo della bellezza e del benessere che riguarda ognuno di noi durante l’arco dell’intera esistenza.

Altre evidenze sui benefici dello zenzero sul diabete

ZenzeroSono stati valutati gli effetti dello zenzero sullo stato glicemico, sul profilo lipidico e su alcuni marker infiammatori in pazienti con diabete di tipo 2. Si è trattato di uno studio clinico in doppio cieco e controllato verso placebo che ha coinvolto 70 persone con diabete di tipo 2 che sono state assegnate random al gruppo con zenzero o di controllo che hanno assunto, rispettivamente, 1600 mg/die di zenzero o 1600 mg/die di farina di frumento (placebo) per 12 settimane. Prima dello studio e alla sua conclusione è stata valutata la glicemia, i lipidi, la proteina C reattiva (CRP), la prostaglandina PGE2 e il fattore di necrosi tumorale (TNF). Dalla sperimentazione è emerso che lo zenzero ha ridotto significativamente (verso placebo) la glicemia a digiuno, l’emoglobina glicosilata (HbA1C), l’insulina, l’indice HOMA (modello di valutazione omeostatica della resistenza all’insulina), i trigliceridi, il colesterolo totale, i livelli di CRP e PGE₂ (p <0.05). Tra i due gruppi non sono state registrate differenze significative relativamente al TNF e al colesterolo HDL e LDL (p> 0,05). Gli autori della sperimentazione concludono osservando che lo zenzero ha migliorato la sensibilità all’insulina e alcune frazioni di profilo lipidico, e inoltre ridotto CRP e PGE₂ in pazienti diabetici tipo 2; per queste ragioni ritengono che lo zenzero possa essere considerato un trattamento efficace per la prevenzione delle complicanze del diabete. Diversi altri studi iraniani hanno documentato i benefici dello zenzero nel diabete di tipo 2, sono ora auspicabili i risultati di studi realizzati anche in altri contesti.

Ricerca realizzata da associati a: Department of Nutrition, School of Nutritional Sciences and Dietetics, Tehran University of Medical Sciences, Tehran, Iran.

Arablou T, Aryaeian N, Valizadeh M, Sharifi F, Hosseini A, Djalali M. The effect of ginger consumption on glycemic status, lipid profile and some inflammatory markers in patients with type 2 diabetes mellitus. Int J Food Sci Nutr 2014, Jun;65(4):515-20.

Benefici dello zafferano sulla sindrome metabolica

zafferanoLe proteine da shock termico (HSP; heat shock proteins) sono sintetizzate nelle cellule quando queste sono esposte ad elevate temperature o altre forme di stress e hanno lo scopo di proteggere le proteine cellulari esposte a danno, ma in condizioni particolari una prolungata esposizione a HSP può essere indicativa e/o causa di varie condizioni patologiche. Infatti, livelli elevati di HSP sono risultati collegati – fra l’altro – a più elevati livelli di infiammazione e a un più elevato rischio di sindrome metabolica, un importante fattore di rischio cardiovascolare. Studi recenti hanno evidenziato una serie di potenzialità dei costituenti dello zafferano nel trattamento dell’aterosclerosi. Gli autori di questa sperimentazione hanno realizzato uno studio clinico finalizzato a testare gli effetti dello zafferano sui titoli anticorpali HSP in pazienti con sindrome metabolica. Si è trattato di uno studio clinico randomizzato e controllato verso placebo della durata di 12 settimane che ha coinvolto 105 persone con sindrome metabolica che sono state assegnati random a uno dei tre gruppi sperimentali: il gruppo attivo ha assunto 100 mg/die di zafferano in capsule; il gruppo di controllo placebo ha assunto capsule placebo e il gruppo di controllo senza placebo non ha assunto nulla. Gli anticorpi contro le proteine da shock termico 27, 60, 65 e 70 sono stati determinati in tutti i pazienti prima (settimana 0), durante (alla settimane 6) e dopo la conclusione del trattamento (alla settimana 12). Alla settimana 12 lo zafferano ha prodotto una diminuzione significativa dei livelli di AntiHSP27 e AntiHSP70. Ricerche sperimentali hanno collegato livelli anomali di HSP27 e HSP70 all’aterosclerosi e alla sindrome metabolica. Gli autori della sperimentazione sottolineano il fatto che lo zafferano è stato in grado di ridurre i livelli di marcatori di autoimmunità in pazienti con sindrome metabolica; ritengono inoltre che questi risultati possano in parte spiegare i benefici segnalati per lo zafferano ed essere indicativi dei potenziali benefici di questo rimedio.

Shemshian M, Mousavi SH, Norouzy A, Kermani T, Moghiman T, Sadeghi A, et al. Saffron in metabolic syndrome: Its effects on antibody titers to heat-shock proteins 27, 60, 65 and 70. J Complement Integr Med 2014, Mar;11(1):43-9.

Momordica charantia nel diabete di tipo 2

zucca amaraIn India e in Cina la zucca amara (Momordica charantia) è un ortaggio piuttosto popolare che viene utilizzato anche come rimedio fitoterapico per i suoi effetti benefici sulla salute, sul diabete in particolare ma non solo. Gli autori di questa recensione descrivono gli effetti anti-diabetici della zucca amara documentati in letteratura e discutono relativamente agli aspetti ancora poco chiari da esplorare per definire compiutamente un quadro di efficacia-sicurezza del trattamento del diabete di tipo 2 con prodotti a base di zucca amara. Le analisi relative ai composti bioattivi presenti nella zucca amara hanno dimostrato che è ricca di nutrienti e di sostanze fitochimiche che hanno effetti anti-diabetici documentati. I succhi, le polveri, gli estratti e una serie di composti isolati sono stati testati sia in vitro che in vivo. La zucca amara aumenta la secrezione di insulina dal pancreas, diminuisce l’assorbimento intestinale di glucosio e aumenta l’assorbimento e l’utilizzazione dello stesso nei tessuti periferici. Gli studi clinici su pazienti con diabete di tipo 2 sono di tipo pilota, carenti sul piano della progettazione e/o dei risultati, ma alcuni di questi segnalano effetti anti-diabetici e un adeguato profilo di sicurezza. Gli autori della revisione osservano quindi che in futuro studi preclinici ben disegnati aiuteranno a capire meglio la varietà di zucca amara che meglio si presta all’utilizzo antidiabetico, il dosaggio, la preparazione e la durata ottimale del trattamento.

Revisione della letteratura realizzata da associati a: Justus Liebig University, International Nutrition, Giessen, Germania.

Habicht SD, Ludwig C, Yang RY, Krawinkel MB. Momordica charantia and type 2 diabetes: from in vitro to human studies. Curr Diabetes Rev. 2014;10(1):48-60.

Il dentifricio alla magnolia migliora la gengivite

dentifricio alla magnoliaSono stati valutati gli effetti clinici sulla placca e sulle gengiviti dell’utilizzo di un dentifricio contenente estratto di magnolia (0,3%). Si è trattato di uno studio a gruppi paralleli, in doppio cieco, stratificato e randomizzato della durata di 6 mesi realizzato in Svezia. Nello studio sono state coinvolte 94 persone, 46 assegnate al gruppo di test che hanno spazzolato i denti con un dentifricio contenente estratto di magnolia (0,3%) e altre 48 assegnate al gruppo di controllo che hanno spazzolato i loro denti con un dentifricio placebo. Placca e gengiviti sono stati valutati al basale e a 3 e 6 mesi. Dalla sperimentazione è emersa una riduzione significativamente maggiore delle gengiviti nel gruppo con magnolia verso il gruppo di controllo (0,26 ± 0,11 verso 0,11 ± 0,12; P <0,001). Sempre nel gruppo con magnolia è stato rilevato un aumento maggiore del numero totale di unità gengivali sane (Indice Gengivale = 0) verso il controllo (149% verso 31%) e una riduzione maggiore delle unità gengivali infiammate (IG = 2/3; 60% verso 30%). Inoltre, in siti che presentavano simili quantità di placca sono stati osservati meno segni clinici di infiammazione gengivale nel gruppo con magnolia rispetto al gruppo di controllo. Dalla sperimentazione è emerso che l’utilizzo (non sorvegliato) per sei mesi di un dentifricio contenente estratto di magnolia (0,3%) ha comportato (verso controllo con solo spazzolamento e dentifricio placebo) una riduzione significativamente maggiore della gengivite.

Ricerca realizzata da associati a: Specialist Clinic for Periodontology, Public Dental Service, Uddevalla Hospital, Uddevalla, Svezia.

Hellström MK, Ramberg P. The effect of a dentifrice containing magnolia extract on established plaque and gingivitis in man: A six-month clinical study. Int J Dent Hyg 2014;12(2):96-102.