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Hamamelis virginiana per il benessere della pelle

Hamamelis virginiana (HV) è una pianta officinale rinomata per le sue secolari applicazioni dermatologiche. Una recente review ha esplorato in dettaglio le proprietà farmacologiche e le potenziali applicazioni cosmetologiche degli estratti derivati dalle sue foglie e dalla sua corteccia.

Questi tessuti vegetali sono ricchi di composti bioattivi fondamentali, tra cui acidi fenolici, flavonoidi e, in particolare, tannini. La ricchezza fitochimica di Hamamelis virginiana si traduce in un ampio spettro di attività, tra cui proprietà antimicrobiche, antiossidanti, antinfiammatorie e di promozione della guarigione delle ferite.

Gli studi analizzati hanno impiegato diversi tipi di estratti, come quelli acquosi, metanolici, etanolici o in glicole propilenico. L’efficacia antibatterica è stata dimostrata contro un’ampia varietà di patogeni: batteri come Staphylococcus epidermidis o ceppi batterici resistenti come MRSA, mentre come antimicotico gli estratti di HV si sono dimostrati efficaci contro diverse specie di Candida.

Le attività antinfiammatorie sono state investigate in modelli cellulari, dove un estratto glicolico della corteccia, usato a concentrazioni tra 0,5 e 50 µg/mL, ha soppresso diversi mediatori infiammatori, nei cheratinociti umani.

Le prove in vivo supportano l’uso cosmetico, come dimostrato dalla capacità di una lozione contenente il 10% di distillato di HV di ridurre l’eritema indotto dai raggi UV.

Inoltre, è stato riscontrato che una formulazione semi-solida contenente l’1% di procianidine previene efficacemente la dermatite da contatto irritativa.

Questi risultati incoraggianti confermano Hamamelis virginiana e i suoi estratti come risorse multifunzionali per la salute della pelle.

 

Wójciak M, Pacuła W, et al. Hamamelis virginiana L. in Skin Care: A Review of Its Pharmacological Properties and Cosmetological Applications. Molecules. 2025 Jun 26; 30(13):2744. doi: 10.3390/molecules30132744

 

Melograno e gestione della steatosi epatica non-alcolica

La malattia epatica cronica più diffusa per la quale attualmente non esiste un trattamento provato è la steatosi epatica non alcolica (NAFLD).

Un trial clinico randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo ha indagato l’efficacia dell’estratto di buccia di melograno su pazienti affetti da NAFLD. Lo studio è durato 10 settimane e ha coinvolto 46 pazienti con diagnosi di NAFLD, divisi in un gruppo di intervento e un gruppo placebo (23 per gruppo); 42 pazienti hanno completato la sperimentazione. Il dosaggio giornaliero per il gruppo di intervento era di 1000 mg di estratto di buccia di melograno, come parte di una dieta a basso contenuto calorico.

I risultati hanno evidenziato che, rispetto al gruppo placebo, il gruppo melograno ha mostrato una riduzione significativamente superiore dei livelli di trigliceridi, di ALT (alanina aminotransferasi) e AST (aspartato transferasi), nonché di hs-CRP (proteina C-reattiva ad alta sensibilità).

Inoltre, si è verificato un aumento significativamente maggiore dei livelli di colesterolo HDL. Questi risultati suggeriscono un effetto favorevole dell’estratto di buccia di melograno sugli enzimi epatici, sul profilo lipidico e sull’infiammazione nei pazienti con NAFLD. Tuttavia, non sono state osservate differenze statisticamente significative tra i due gruppi nelle variazioni di colesterolo e LDL, ALP (fosfatasi alcalina), GGT (gamma glutamil transferasi) o nel grado di steatosi epatica.

In conclusione, l’integrazione di estratto di buccia di melograno, in combinazione con una dieta ipocalorica, può influenzare positivamente la funzionalità epatica e il profilo lipidico.

 

Baghdadi G, Shidfar F, et al. Effect of Pomegranate Peel Consumption on Liver Enzymes, Lipid Profile, Liver Steatosis, and Hs-CRP in Patients With Non-alcoholic Fatty Liver Disease: A Double-Blind, Placebo- Controlled, Randomized Clinical Trial. Phytother Res. 2025 Feb;39(2):619-629. doi: 10.1002/ptr.8404.

 

 

Efficacia antinfiammatoria della camomilla

La camomilla è un’erba medicinale largamente riconosciuta e classificata dall’OMS come parte della medicina tradizionale, complementare e integrativa. Una revisione sistematica e meta-analisi ha approfondito la sua efficacia clinica come potenziale agente antinfiammatorio e antimicrobico, analizzando i dati di 11 studi clinici randomizzati.

Sono stati esaminati sei esiti specifici, tra cui i livelli di gravità del dolore e l’infiammazione della mucosa. I risultati hanno dimostrato che la camomilla esercita un effetto statisticamente significativo, evidenziando una riduzione della gravità del dolore e una diminuzione della severità della mucosite orale.

Questi risultati suggeriscono il potenziale della camomilla come agente analgesico e protettivo per l’integrità della mucosa e la guarigione delle ferite. Tuttavia, la meta-analisi non ha riscontrato un effetto antimicrobico significativo, dato che gli studi analizzati si basavano principalmente sull’indice di placca, una misura clinica inadeguata a quantificare il carico microbico.

Gli studi inclusi hanno impiegato la camomilla in diverse forme e dosaggi, a seconda dell’applicazione clinica. Per la mucosite orale, è stato utilizzato un gel orale (1 mL applicato 3 volte/die prima dei pasti). Per la parodontite, sono stati utilizzati collutori con estratti di camomilla, con risciacqui da 15 mL 2 volte/die.

La camomilla è stata impiegata anche sotto forma di crema (0,5 g di crema all’1,3% 2 volte/die) per ridurre il dolore da episiotomia, o come estratto non specificato (3 gocce) per la rinosinusite cronica.

In sintesi, la camomilla si conferma un agente promettente per l’alleviamento del dolore e il recupero da lesioni tissutali, offrendo una valida alternativa naturale ai trattamenti standard. La sua efficacia antinfiammatoria è ampiamente attribuita al suo componente più bioattivo, l’apigenina.
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Valmy J, Greenfield S, et al. Anti-inflammatory effect of chamomile from randomized clinical trials: a systematic review and meta-analyses. Pharm Biol. 2025 Dec;63(1):490-502. doi: 10.1080/13880209.2025.2530995. Epub 2025 Jul 15.

 

Diete ipocaloriche vs. Dieta Mediterranea

La prevalenza del sovrappeso e dell’obesità sta aumentando a livello globale, essendo quasi triplicata negli ultimi decenni e raggiungendo dimensioni epidemiche in tutto il mondo.

Un trial clinico randomizzato a bracci paralleli, della durata di 3 mesi, ha investigato l’effetto di diverse diete ipocaloriche rispetto alla Dieta Mediterranea (MedDiet) in adulti affetti da obesità. Lo studio ha incluso 160 partecipanti (70.6% donne, età media 45.7 anni), ripartiti in 5 gruppi: MedDiet (controllo), Dieta Chetogenica (KD), Time-Restricted Eating precoce (eTRE) e tardivo (lTRE), Digiuno a Giorni Alterni modificato (mADF).

Tutti i regimi alimentari prevedevano una restrizione calorica, personalizzata per ottenere un deficit energetico di 600 kcal/giorno. KD consisteva in una dieta a bassissimo contenuto di carboidrati (5% delle calorie) e ad alto contenuto di grassi (65% delle calorie), con l’uso di pasti sostitutivi commerciali per il primo pasto. Il gruppo mADF alternava giorni di alimentazione normocalorica a giorni di digiuno modificato (consumo di 400-800 kcal/giorno), forniti tramite pasti sostitutivi commerciali.

I risultati hanno indicato che KD, mADF e TRE sono state più efficaci per la perdita di peso rispetto a MedDiet a restrizione calorica. In 3 mesi, KD ha mostrato una differenza nella perdita di peso di -3.78 kg rispetto al gruppo di controllo, mADF di -3.14 kg e lTRE di -2.27 kg.

KD e mADF hanno, inoltre, raggiunto i livelli di chetonemia più elevati durante il periodo di prova. Non sono state rilevate differenze significative tra i gruppi nella maggior parte dei fattori di rischio cardiometabolico, anche se KD, mADF e lTRE sono state associate a miglioramenti più pronunciati nella perdita di massa grassa o in alcuni parametri della pressione arteriosa rispetto a MedDiet.

Questi dati suggeriscono che le diete con maggiore potenziale chetogenico, come KD e mADF, potrebbero rappresentare strategie nutrizionali superiori per la gestione a breve termine dell’obesità.

Martínez-Montoro JI, et al. Effect of a ketogenic diet, time- restricted eating, or alternate-day fasting on weight loss in adults with obesity: a randomized clinical trial. BMC Med. 2025 Jul 1;23(1):368. doi: 10.1186/s12916-025-04182-z

Ashwagandha e Shatavari per ridurre i sintomi della menopausa

Uno studio prospettico, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo e a gruppi paralleli, ha valutato gli effetti dell’integrazione dietetica con estratti acquosi standardizzati di radici e parti aeree di Shatavari (Asparagus racemosus – AR) e radici di Ashwagandha (Withania somnifera – WS), o la loro combinazione, sui sintomi della menopausa, disfunzione vascolare, turnover osseo e concentrazioni sieriche di marcatori di stress infiammatorio e ossidativo nelle donne in postmenopausa.

Lo studio è durato complessivamente 24 settimane e ha coinvolto 127 donne in postmenopausa (età compresa tra 40 e 55 anni). Le partecipanti sono state assegnate casualmente a 6 gruppi: placebo, AR 250 mg o 500 mg, WS 250 mg o 500 mg, o una combinazione di 250 mg WS + 250 mg AR. La posologia prevedeva l’assunzione di due capsule al giorno.

Tutti i gruppi che hanno ricevuto gli estratti hanno mostrato una riduzione significativa e dose-dipendente dei sintomi della menopausa e un miglioramento della funzione vascolare rispetto al placebo. La supplementazione ha inoltre ridotto i marcatori di riassorbimento osseo (CTX-1, RANKL) e aumentato l’osteoprotegerina, migliorando così la salute ossea.

Anche i marcatori infiammatori e di stress ossidativo sono diminuiti, mentre sono aumentati glutatione e ossido nitrico, a supporto di un miglior equilibrio redox. WS ha mostrato benefici più marcati rispetto ad AR, soprattutto alla dose di 500 mg, che ha portato a un aumento significativo della densità minerale ossea lombare. Nel complesso, gli effetti positivi sembrano mediati dalla riduzione dell’infiammazione e dello stress ossidativo.

 

Pingali U, Nutalapati C, Wang Y. Ashwagandha and Shatavari Extracts Dose- Dependently Reduce Menopause Symptoms, Vascular Dysfunction, and Bone Resorption in Postmenopausal Women: A Randomized, Double-Blind, Placebo-Controlled Study. J Menopausal Med. 2025 Apr;31(1):21-34. doi: 10.6118/jmm.24025

 

Astragali Radix: dalla MTC alla moderna Fitoterapia

Una recente review riassume in modo esaustivo i progressi nella ricerca su Astragali Radix (AR), rimedio erboristico derivato dalle radici essiccate di Astragalus membranaceus o A. membranaceus var. mongholicus. Tradizionalmente impiegata nella Medicina Tradizionale Cinese per tonificare il qi, AR è stata ampiamente utilizzata per trattare la debolezza generale e migliorare la vitalità.

Gli studi farmacologici moderni hanno validato una vasta gamma di proprietà biologiche, tra cui effetti anti-tumorali, antiossidanti, cardioprotettivi, immunomodulatori, antinfiammatori, anti-diabetici e neuroprotettivi. I principali costituenti attivi includono saponine (come astragaloside IV) e flavonoidi (come calicosina e formononetina).

L’astragaloside IV ha mostrato di mitigare lo stress ossidativo e di avere effetti protettivi. Studi in vivo in diversi modelli animali hanno dimostrato che questo attivo attenua il danno renale e protegge la funzione cardiaca, mentre la formononetina esercita effetti neuroprotettivi e riduce il danno epatico, anche grazie alla sua azione antinfiammatoria.

La calicosina inibisce la proliferazione delle cellule tumorali e allevia la steatosi epatica nei modelli animali. Inoltre, i polisaccaridi funzionano come immunomodulatori che rafforzano la capacità antiossidante, riducendo i livelli di malondialdeide e aumentando l’attività degli enzimi antiossidanti in modelli tumorali.

Infine, la review sottolinea l’importanza crescente di metodologie avanzate come la progettazione di farmaci assistita da computer (computer-aided drug design – CADD) e l’intelligenza artificiale per accelerare la scoperta e l’ottimizzazione di farmaci a base di AR, facilitando l’integrazione della MTC con la medicina moderna.

 

Jin X, Zhang H, et al. From Traditional Efficacy to Drug Design: A Review of Astragali Radix. Pharmaceuticals (Basel). 2025 Mar 14;18(3):413. doi: 10.3390/ph18030413.

 

Alghe bioattive: soluzione naturale per la guarigione delle ferite

L’interesse crescente verso approcci ecologici e sostenibili nella cura delle ferite ha portato a considerare le risorse marine, in particolare le alghe, come fonte ricca di agenti bioattivi.

Questi organismi vegetali contengono una varietà di composti, tra cui polisaccaridi, proteine, fenoli e acidi grassi essenziali, che possiedono molteplici proprietà benefiche per il processo di guarigione.

Le principali attività evidenziate dagli studi analizzati in una recente review riguardano le proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche, cruciali per prevenire infezioni e ridurre l’infiammazione e il dolore associati alla ferita. Inoltre, le alghe sono note per la loro attività antiossidante, grazie a sostanze come l’astaxantina presente in Haematococcus pluvialis o il b-carotene in Dunaliella salina, che mitigano lo stress ossidativo nelle cellule danneggiate.

Cruciale per la riparazione tissutale è la capacità delle alghe di favorire la proliferazione e la migrazione cellulare. Estratti di alghe promuovono la divisione cellulare e migliorano la formazione della matrice extracellulare, essenziale per la rigenerazione del tessuto.

Il Fucoidan, derivato da alghe brune come Fucus vesiculosus, promuove la sintesi del collagene e la proliferazione dei fibroblasti. Le alghe rosse, come Chondrus crispus e Gelidium, sono ricche di carragenina e agar, utilizzati per creare idrogel che mantengono un ambiente umido e modulano la risposta infiammatoria, accelerando la guarigione. Chlorella è apprezzata per il contenuto di proteine e vitamine, che migliorano la salute della pelle e potenziano la sintesi del collagene.

Le alghe sono dunque una base promettente per formulazioni per la cura delle ferite, come idrogel e preparati topici.

 

Aher AA, Thitame SN, et al. Bioactive Algae in Wound Healing: Natural Solutions for Modern Medicine. J Pharm Bioallied Sci. 2025 May;17(Suppl 1):S20-S23. doi: 10.4103/jpbs.jpbs_1639_24.

Curcumina e sintomi gastrointestinali in pazienti con obesità grave

I sintomi gastrointestinali, tra cui reflusso, gonfiore, dispepsia, dolore allo stomaco e modelli intestinali alterati, sono comunemente riportati in individui con grave obesità e possono avere un impatto significativo sulla qualità della vita.

Un recente studio clinico pilota in doppio cieco, randomizzato e controllato con placebo ha indagato il potenziale ruolo della curcumina nel miglioramento della salute gastrointestinale in 31 donne affette da obesità grave (BMI ≥ 40 kg/m²) che erano in procinto di sottoporsi a chirurgia bariatrica.

La durata dell’intervento è stata di 13 settimane, durante le quali le partecipanti hanno ricevuto quotidianamente un integratore di curcumina (curcuminoidi 98,75%) al dosaggio di 1500 mg al giorno, erogato in 6 capsule da 250 mg, istruendo le pazienti ad assumerle dopo i pasti ad alto contenuto di grassi (pranzo e cena) per mitigarne la bassa biodisponibilità. Il gruppo placebo ha ricevuto invece 1500 mg di amido di mais.

Al termine dell’intervento, i risultati hanno mostrato che il gruppo curcumina presentava una riduzione significativa del punteggio totale sulla Gastrointestinal Symptom Rating Scale (GSRS) rispetto al gruppo placebo. I miglioramenti specifici più evidenti sono stati rilevati nell’eruttazione e nella costipazione.

Inoltre, l’integrazione di curcumina ha portato a una riduzione del BMI e della circonferenza del collo. Questi risultati suggeriscono che l’integrazione di curcumina potrebbe rappresentare una promettente strategia aggiuntiva per alleviare alcuni sintomi gastrointestinali e migliorare le misure antropometriche nelle donne con obesità grave.

Kattah FM, Figueiredo N, et al. Curcumin Supplementation Improves Gastrointestinal Symptoms in Women with Severe Obesity: A Double-Blind, Randomized, Placebo-Controlled Trial-A Pilot Study. Nutrients. 2025 Jun 20;17(13):2064. doi: 10.3390/nu17132064

Proprietà salutistiche dei prodotti naturali

Il Corso di perfezionamento in Proprietà salutistiche dei prodotti naturali, proposto dall’Università degli Studi di Milano (online da gennaio a marzo 2026) e coordinato dal prof. Mario Dell’Agli, è aperto a tutti i laureati interessati ad approfondire le proprie conoscenze in relazione all’utilizzo e alla produzione dei prodotti di origine naturale.

In particolare, possono beneficiarne i laureati dei Corsi di Laurea afferenti alle Facoltà di Scienze del Farmaco, Scienze Agrarie e Alimentari, Medicina e Chirurgia, Medicina Veterinaria, Scienze Biologiche, Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali e Scienze Motorie.

Il corso intende fornire una preparazione professionale nel settore dell’utilizzo e della produzione delle piante officinali, medicinali e dei prodotti di origine naturale a scopo salutistico e terapeutico. Il programma prevede l’approfondimento delle conoscenze relative alle caratteristiche fitochimiche e farmacologiche delle piante medicinali e dei prodotti di origine naturale.

Saranno fornite nozioni di carattere integrativo riguardanti la patologia e le possibili interazioni tra gli stessi prodotti di origine naturale, i farmaci e gli alimenti.
Gli argomenti trattati nel corso si legano a vari settori professionali e produttivi.

Tra questi vi sono le professioni sanitarie (Farmacista, Medico-chirurgo, Biologo nutrizionista, Biotecnologo) e i laureati in Scienze e Tecnologie Erboristiche, le figure professionali che a vario titolo operano nelle aziende farmaceutiche e produttrici di integratori alimentari, come pure nell’ambito normativo-regolatorio, di informazione e divulgazione di conoscenze nell’ambito della fitoterapia e dei prodotti di origine naturale.

Il programma didattico del corso, che sarà erogato in modalità on-line, prevede l’approfondimento delle conoscenze relative alle caratteristiche fitochimiche e farmacologiche delle piante medicinali e dei prodotti di origine naturale. Saranno fornite nozioni di carattere integrativo riguardanti la patologia e le possibili interazioni tra gli stessi prodotti di origine naturale, i farmaci e gli alimenti.

Nel corso sarà dato spazio anche all’uso tradizionale delle piante medicinali, che offre sempre spunti alla moderna ricerca scientifica, e per questo alcune lezioni saranno dedicate all’Etnofarmacologia, alla Medicina Tradizionale Cinese e a quella Ayurvedica.

Lezioni specifiche saranno dedicate all’uso dei prodotti naturali in pediatria e nell’anziano, in gravidanza e durante l’allattamento, nella pratica sportiva e in medicina veterinaria. Inoltre, due lezioni saranno dedicate agli oli essenziali e ai funghi medicinali.

Avvicinare il mondo accademico a quello della produzione industriale rientra nell’obiettivo del corso: anche in questa sesta edizione è previsto il coinvolgimento di diverse importanti aziende del settore, che hanno già confermato il loro supporto, in modo da approfondire le metodologie di trasformazione delle materie prime vegetali in prodotti salutistici e conoscere, più nel dettaglio, l’iter industriale che porta alla produzione e commercializzazione di un prodotto di origine naturale.

Informazioni tecniche

Il corso si svolgerà in modalità on-line e prevede 88 ore di lezioni, che si terranno da metà gennaio a marzo 2026 nelle giornate di venerdì pomeriggio e sabato; al corso è riconosciuto un totale di 11 CFU ed è accreditato ECM per 50 crediti. Al termine del corso è previsto un test finale di valutazione dell’apprendimento.
La quota per l’iscrizione è di € 1100,00; è previsto il conferimento di due borse di studio a copertura della quota, che saranno assegnate in base alla graduatoria di merito.
Il bando e le modalità per l’iscrizione sono disponibili a questo link: https://www.unimi.it/it/corsi/corsi-post-laurea-e-formazione-continua/master-e-perfezionamento/catalogo-corsi-di-perfezionamento/aa-2025/2026-proprieta-salutistiche-dei-prodotti-naturali-lz5
Per maggiori informazioni inviare una email a: CDP.farmacognosia@unimi.it – Sito web: https://farmacognosia.unimi.it/corso-di-perfezionamento/

Aromaterapia alla lavanda in chirurgia odontoiatrica

Uno studio clinico randomizzato e in doppio cieco è stato condotto per misurare gli effetti dell’aromaterapia sul controllo dell’ansia, del dolore e della qualità della vita in seguito alla rimozione chirurgica dei terzi molari mandibolari inferiori.

Lo studio ha incluso 32 pazienti, dei quali 16 assegnati casualmente al gruppo di aromaterapia e 16 al gruppo placebo.

Ai pazienti del gruppo di aromaterapia sono state somministrate 2 gocce di olio essenziale di lavanda diluite in 100 mL di acqua tramite un diffusore, che veniva acceso 30 minuti prima dell’ingresso del paziente nella sala operatoria e utilizzato durante l’intervento. Il gruppo placebo ha ricevuto 100 mL di acqua distillata. Gli esiti sono stati misurati prima dell’intervento e 7 giorni dopo l’operazione.

Non sono state riscontrate differenze tra i due gruppi riguardo al dolore, il cui picco è stato osservato 2 ore dopo l’intervento in entrambi i casi. Tuttavia, lo studio ha dimostrato risultati favorevoli nel ridurre l’ansia e i parametri emodinamici.

Il gruppo aromaterapia ha mostrato una significativa riduzione della pressione diastolica durante l’intervento e, a differenza del gruppo di controllo, non ha registrato variazioni significative nel polso durante l’intervento e nel periodo post-operatorio.

La riduzione dell’ansia e il miglioramento dei parametri emodinamici suggeriscono che l’aromaterapia con olio essenziale di lavanda può essere un fattore nel migliorare la qualità della vita post-chirurgica.

 

Matos YR, Nascimento MFDS, et al. Aromatherapy on Anxiety, Pain, and Quality of Life Following Surgery of Mandibular Third Molars: A Randomized, Double-Blind Clinical Trial. J Oral Maxillofac Surg. 2025 Jun;83(6):748-756. doi: 10.1016/j.joms.2025.03.003