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Omega-3 EPA/DHA ad alto assorbimento da olio di pesce

Integratore alimentare a base di acidi grassi omega-3 (EPA/DHA), Nutriva Omega 3 TG di Cabassi & Giuriati, è un olio concentrato ricavato da pesci di origine norvegese (sardina, sgombro, aringa). È una fonte naturale di omega-3 in forma naturale di trigliceridi a garanzia di un migliore assorbimento; gli acidi grassi essenziali omega-3 contenuti nel pesce hanno una notevole importanza come regolatori dei livelli plasmatici di trigliceridi. Il prodotto è privo di zuccheri, sale, amido, latte e lattoderivati, glutine, lievito, coloranti e aromi artificiali, OGM. L’olio è ottenuto con un processo di filtrazione a freddo, condotta a basse temperature e sottovuoto, per garantire l’assenza di contaminanti eventualmente presenti nell’ambiente marino. In confezione da 90 softgel ciascuna dal contenuto medio di 1000 mg di olio di pesce EPA/DHA.

 

Piante officinali e artrosi del ginocchio

Una formulazione speciale a base di rosa canina (Rosa canina L.), estratto di foglie di ortica (Urtica dioica L.) ed estratto della radice di artiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens DC. Ex Meisn.) è stata valutata nel controllo del dolore da artrosi del ginocchio. L’artrosi del ginocchio è una malattia cronica degenerativa sempre più diffusa che interessa non solo la cartilagine, ma anche il tessuto osseo sottostante, che subisce modificazioni fisiologiche legate all’invecchiamento. I sintomi includono dolore articolare che compare con il carico e che peggiora dopo un periodo di attività e la riduzione della capacità di movimento articolare. È stato condotto uno studio parallelo randomizzato, controllato con placebo in doppio cieco di 12 settimane: vi hanno partecipato novantadue persone che hanno assunto quotidianamente con modalità casuale 40 ml del preparato (n = 46) oppure un placebo (n = 44). Sono stati misurati i punteggi sulla scala ​​WOMAC (Western Ontario and McMaster Universities Arthritis Index), i punteggi riguardanti la qualità della vita a e il consumo di farmaci analgesici a 0, 6 e 12 settimane. Statisticamente, i punteggi iniziali sulla scala WOMAC non differivano tra i due gruppi. Alla fine del periodo di studio è emersa invece una differenza statisticamente significativa a favore del preparato a base di piante medicinali in tutti i parametri considerati; rispetto al placebo anche la qualità della vita fisica e mentale è migliorata in maniera significativa ed è emersa nel gruppo sperimentale una tendenza alla riduzione del consumo di analgesici. Il preparato è risultato sicuro e ben tollerato. Nella valutazione finale dell’efficacia, sia i medici (p <0,001) sia i pazienti (p <0,001) hanno classificato questa formulazione superiore al placebo.

Fonte: Moré, Gruenwald J, Pohl U, Uebelhack R. A Rosa canina – Urtica dioica – Harpagophytum procumbens/zeyheri Combination Significantly Reduces Gonarthritis Symptoms in a Randomized, Placebo-Controlled Double-Blind Study. Planta Medica 2017; 83(18): 1384 – 1391.

 

 

 

Capsule di reishi biologico e neuroinfiammazione

Coltivato in Spagna secondo gli standard europei di prodotto biologico, l’integratore funzionale Bio-Ganoderma di Freeland contiene 570 mg di fungo Ganoderma lucidum micronizzato in una capsula. Un’elevata concentrazione, quindi, che apporta polisaccaridi e triterpeni. Questi agiscono sulla modulazione del sistema immunitario, riducendo sensibilmente la produzione di fattori pro-infiammatori e citotossici derivanti dalla microglia (ossido di azoto, TNF-α, IL-1β), risultando particolarmente utile in caso di patologie infiammatorie a carico della rete neurale. Inoltre, la pianta intera ha un ottimo contenuto di adenosina, nucleoside ad attività antinfiammatoria e miorilassante in grado di influenzare attivamente la funzionalità del sistema nervoso centrale. Confezione da 60 capsule.

 

Omega-3 solo da fonti vegetali

Per ottenere un apporto nutrizionale corretto di grassi omega-3, Naturando ricorre a una formulazione solo da fonti vegetali presentando l’integratore Omega 3 Vegan a base di olio di semi di lino e chia, fonti di ALA, e con vitamina E. Questi componenti mettono in grado l’integratore alimentare di favorire il metabolismo dei lipidi, i normali livelli di colesterolo nel sangue e la funzionalità delle membrane cellulari. E di proteggere inoltre le cellule dallo stress ossidativo. L’olio di lino è la fonte vegetale più ricca di omega-3 e la più utile per mantenere una dieta bilanciata anche nell’alimentazione vegana. La forma liquida (150 ml) rende Omega 3 Vegan utilizzabile anche aggiungendolo ad altre bevande o alle alternative vegetali allo yogurt.

 

Tisana detossinante con piante bio

Le piante officinali con il maggiore potenziale detossinante sono miscelate nell’integratore alimentare Detox Sana di Laboratori Biokyma. Esclusivamente di origine biologica, le piante della linea Sana sono selezionate per la qualità, proprio per questo non necessitano di alcun tipo di aroma. Ortica e bardana favoriscono il drenaggio dei liquidi in eccesso, agendo positivamente anche sull’eliminazione delle scorie metaboliche dei tessuti connettivi; il tarassaco, grazie alla presenza di principi amari, coadiuva la corretta funzione epatica; la curcuma agisce favorevolmente attenuando lo stress ossidativo. Tutti i filtri della linea Sana sono incartati singolarmente in bustine salvaroma, non contengono punti metallici e non sono trattati con colle o sbiancanti.

 

Una camomilla al giorno aiuta a riposare meglio

L’assunzione quotidiana di un estratto di camomilla (Matricaria recutita) contribuisce a migliorare la qualità del sonno negli anziani. Lo afferma un recente studio clinico controllato e randomizzato in singolo cieco, pubblicato sulla rivista internazionale Complementary Therapies in Medicine. “I risultati di questo studio mostrano che l’uso dell’estratto di camomilla può migliorare in maniera significativa la qualità del sonno degli anziani – hanno scritto i ricercatori –  e data l’alta prevalenza dei disturbi del sonno nella terza età e gli effetti avversi di molti farmaci standard, l’estratto di camomilla può essere un approccio sicuro per promuovere il sonno in questa categoria di persone”. L’insonnia è uno dei disturbi più diffusi fra la popolazione e colpisce in modo particolare le donne di mezza età. Le vendite dei farmaci ipnotici crescono del 30% all’anno negli Stati Uniti e si stima che toccheranno 732 milioni di dollari nel 2018 (Euromonitor International). Tuttavia, diverse ricerche di mercato hanno mostrato che molti consumatori preferirebbero affrontare questi problemi con preparati origine naturale, quali camomilla, melatonina, valeriana, luppolo, melissa, passiflora ecc. Il nuovo studio ha confermato l’efficacia della camomilla sul sonno degli anziani. Vi hanno partecipato 60 persone (età media: 70 anni) che hanno ricevuto in modo casuale 400 mg al giorno (2 capsule da 200 mg) di un estratto di camomilla oppure un placebo (farina di frumento) per 28 giorni consecutivi. Alla fine di questo periodo la qualità del sonno, che era bassa in entrambi i gruppi all’inizio dello studio, è stata misurata con il Pittsburgh Sleep Quality Index ed è risultata migliorata in modo significativo rispetto al gruppo placebo. Non è aumentata invece la durata del sonno, probabilmente a causa del breve periodo di intervento. La conclusione degli autori di questa piccola ricerca è che “l’estratto di camomilla può migliorare in modo significativo la qualità del sonno tra le persone anziane e rappresenta dunque una modalità sicura per promuovere il sonno e migliorare la qualità di vita in questa fascia d’età”.

Fonte: M. Adib-Hajbaghery and S. Nesa Mousavi. The effects of chamomile extract on sleep quality among elderly people: A clinical trial. Complementary Therapies in Medicine;​​ December 2017, Volume 35, Pages 109-114.

 

Contro nausea e vomito in ogni situazione

È efficace nel contrastare i sintomi della nausea in ogni occasione: da cinetosi, nella sindrome premestruale, nei disturbi intestinali e in gravidanza. È Repri Naus, prodotto da Alta Natura in gocce somministrabili anche ai bambini. La sua efficacia si basa principalmente sul potassio citrato e sugli estratti di zenzero (sono 3, fluido, secco e glicerico). A questi ingredienti funzionali il prodotto affianca: camomilla e.s., melissa e.s., l-alanina e vitamine B2, B6 e B1, quest’ultima coinvolta nel metabolismo energetico di carboidrati, proteine e grassi. In flacone da 30 ml.

Piante medicinali della Basilicata

Un interessante lavoro etnobotanico, condotto tramite 58 interviste sul campo, ha passato in rassegna gli impieghi medicinali di alcune piante locali della media valle dell’Agri in Basilicata, una regione che vanta 437 specie di erbe officinali autoctone. Le persone intervistate hanno riferito di essere a conoscenza di proprietà attribuite dalla medicina popolare solo per 6 specie vegetali comuni nel territorio. Fra queste i semi di finocchio (Foeniculum vulgare) sono stati segnalati per l’azione sui processi digestivi, a conferma di quanto era già emerso in una precedente ricerca etnobotanica riguardante la stessa area che riportava l’utilizzo di un infuso di semi di finocchio, insieme ad altre piante, per favorire l’espulsione dei gas intestinali. Le parti aeree (foglie e steli) della liquirizia (Glycyrrhiza glabra) sono state menzionate per la prevenzione dell’eccessiva sudorazione dei piedi e i bulbi del cipollaccio, o lampascione (Leopoldia comosa L.), per lenire le infiammazioni dell’occhio, sfregandoli sulle tempie. Con i fiori di sambuco (Sambucus nigra L.) insieme a quelli di camomilla si prepara un decotto per alleviare il mal di stomaco, mentre l’acqua di cottura di alcune piante selvatiche commestibili, come l’asparago selvatico (Asparagus acutifolius) e la cicoria (Cichorium intybus), viene utilizzata rispettivamente per il benessere dei reni e del fegato. Alcune specie botaniche delle quali si riportavano gli impieghi medicinali in un articolo di Capasso et al., ad esempio l’alloro (Laurus nobilis) e l’origano (Origanum vulgare), sono state citate per il solo impiego alimentare, senza relazione con potenziali proprietà “curative”, indicando che nel corso degli anni queste conoscenze tradizionali si sono via via perse. Gli autori dello studio hanno poi confrontato i dati emersi dalle interviste con altri studi etnobotanici condotti pochi anni fa in Basilicata sia tra gli italiani sia tra le comunità di albanesi rilevando che, per molte specie menzionate nell’attuale ricerca per il solo uso alimentare, si indicavano delle applicazione “curative”. Fra queste la vitalba (Clematis vitalba) per afte e infiammazioni del cavo orale, il carciofo selvatico (Cynara cardunculus) come antireumatico e digestivo, il giuggiolo (Ziziphus jujuba Mill.) per l’azione lenitiva sul mal di gola, Rubus spp. e il prugnolo selvatico (Prunus spinosa) per l’attività epato-protettiva e il cardo mariano (Sylibum marianum) come lassativo.

Fonte: Sansanelli S, Ferri M, Salinitro M et al. Ethnobotanical survey of wild food plants traditionally collected and consumed in the Middle Agri Valley (Basilicata region, southern Italy. Journal of Ethnobiology and Ethnomedicine 201713:50.

 

Azione antiobesità dello Zenzero

Nonostante i suoi benefici fossero noti nella medicina tradizionale, da molti anni la ricerca scientifica focalizza le proprie attenzioni sulle proprietà dello zenzero (Zingiber officinale Roscoe) in diversi ambiti, valutando di recente anche gli effetti sull’obesità. Ad esempio, un lavoro pubblicato nel maggio 2017 sulla rivista Annals of the New York Academy of Sciences, analizzati 60 studi in vitro, in vivo e sull’uomo, osservava che lo zenzero può esplicare effetti positivi contro sovrappeso, obesità, oltre che su sindrome metabolica e diabete di tipo 2.  Si è ipotizzato che il composto responsabile dell’azione anti-obesità sia il 6-gingerolo, in grado di alterare le attività e l’espressione di enzimi coinvolti nel metabolismo lipidico. Tuttavia questa specifica azione della pianta e il suo meccanismo d’azione non erano ancora stati sottoposti a revisione sistematica. Ci ha pensato una ricerca pubblicata di recente sulla rivista Phytotherapy Research. Sono stati passati in rassegna i database PubMed, Scopus, Google Scholar e Science Direct per individuare gli studi in inglese pubblicati dal 1995 fino al maggio 2017 sul ruolo dello zenzero nell’obesità; sono stati inclusi studi sull’uomo, sull’animale e in vitro, escludendo articoli di revisione non sistematica, abstract di congressi e i lavori pubblicati su altre varietà di zenzero. Sono stati esaminati in totale 27 articoli (6 in vitro, 17 su animali e 4 sull’uomo). La maggior parte degli studi sperimentali ha avvalorato l’effetto di riduzione del peso dell’estratto o della polvere di zenzero, mentre i risultati degli studi clinici disponibili hanno mostrato soltanto lievi variazioni delle misure antropometriche e della composizione corporea nei soggetti obesi. Per quanto riguarda il meccanismo d’azione, lo zenzero potrebbe influire sull’obesità attraverso vari meccanismi, tra cui l’aumento della termogenesi e della lipolisi, la soppressione della lipogenesi, l’inibizione dell’assorbimento del grasso intestinale e il controllo dell’appetito. La conclusione della revisione è che, nonostante le limitazioni rilevate per gli studi clinici, sono disponibili alcune prove di efficacia convincenti sullo zenzero nella gestione dell’obesità che dovranno essere approfondite con future sperimentazioni cliniche.

 

Fonte: Ebrahimzadeh Attari V, Malek Mahdavi A, Javadivala Z, et al. A systematic review of the anti-obesity and weight lowering effect of ginger (Zingiber officinale Roscoe) and its mechanisms of action. Phytother Res. 2017 Nov 29. doi: 10.1002/ptr.5986. [Epub ahead of print]

Le proprietà preventive del tè nero

Il controllo glicemico postprandiale è importante per la prevenzione del diabete – una malattia che riguarda in Italia circa 4 milioni di persone (5,3% della popolazione) –  e il consumo di tè nero sembra influire positivamente su questo parametro. Il tè nero si ottiene, come quello verde, dalle foglie di Camellia sinensis, ma vi sono differenze che riguardano sia il luogo di origine e coltivazione della pianta sia i processi di lavorazione delle foglie che, nel tè nero, sono sottoposte a fermentazione. I principali composti bioattivi del tè nero sono polifenoli, in particolare polifenoli polimerizzati (BTPP). Uno studio incrociato randomizzato in doppio cieco controllato con placebo ha esaminato l’effetto del consumo di tè nero sulla glicemia postprandiale e la risposta all’insulina dopo il carico di saccarosio in persone sane e pre-diabetiche.
La sperimentazione ha riguardato un piccolo gruppo di ventiquattro persone di entrambi i sessi (età: 20 – 60 anni) che hanno assunto in maniera casuale una soluzione di saccarosio con una dose bassa (110 mg di BTPP), una dose elevata (220 mg di BTPP) di tè nero oppure un placebo (0 mg BTPP). I campioni di sangue sono stati raccolti ogni mezz’ora fino a 2 ore dopo l’assunzione delle bevande per misurare i livelli ematici di glucosio e di insulina.
Di seguito i risultati. L’infuso contenente polifenoli polimerizzati del tè nero a basso ed elevato dosaggio ha ridotto in maniera statisticamente significativa l’area incrementale di glicemia sia nei soggetti sani sia in quelli pre-diabetici. Non è emersa invece una differenza significativa per quanto riguarda i livelli di insulina tra il gruppo placebo e quello che ha assunto tè nero (p> 0,05).  Non sono state osservate inoltre differenze significative negli effetti avversi con il gruppo placebo con basse e alte dosi di BTPP. La conclusione della ricerca è che il consumo di tè nero può ridurre la glicemia postprandiale dopo l’assunzione di saccarosio. Resterebbe da valutare quale tra le molte varietà di tè nero sia la più ricca di questi polifenoli, a fronte della grande varietà presente in commercio.

Fonte: Butacnum A, Chongsuwat R, Bumrungpert A. Black tea consumption improves postprandial glycemic control in normal and pre-diabetic subjects: a randomized, double-blind, placebo-controlled crossover study. Asia Pac J Clin Nutr. 2017 Jan;26(1):59-64.