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Il fieno greco migliora dolore e altri sintomi della dismenorrea

 

dismenorreaLa dismenorrea primaria è un disturbo diffuso che può significativamente, anche se transitoriamente, deteriorare la qualità della vita delle persone che ne soffrono in maniera particolarmente accentuata. Gli autori di questa sperimentazione, basandosi su alcune evidenze e sulle attività antinfiammatorie e analgesiche dei preparati a base di fieno greco, hanno realizzato uno studio clinico in doppio cieco, randomizzato e controllato verso placebo, finalizzato a testare i suoi effetti sulla gravità della dismenorrea primaria in un gruppo di studentesse. Le partecipanti sono state assegnate random a uno dei due gruppi di trattamento che hanno ricevuto fieno greco (n = 51) o placebo (n = 50). Nei primi 3 giorni di mestruazioni le partecipanti hanno assunto 2-3 capsule contenenti polvere di semi di fieno greco (900 mg), questo tre volte al giorno per due cicli mestruali consecutivi. La severità del dolore è stata valutata su scala visuale analogica e i sintomi sistemici, utilizzando una scala verbale di tipo multidimensionale. Al basale la gravità del dolore non differiva significativamente tra i due gruppi. Dopo l’intervento la gravità del dolore è risultata significativamente ridotta in entrambi i gruppi, ma nel gruppo con fieno greco la riduzione è risultata molto più rilevante (p <0.001). Relativamente alla durata del dolore nei due cicli non è stata rilevata alcuna differenza significativa nel gruppo placebo (p = 0,07), mentre nel gruppo con fieno greco la durata del dolore è risultata diminuita (p <0.001). Nel gruppo con fieno greco sono risultati diminuiti anche i sintomi sistemici correlati alla dismenorrea quali affaticamento, mal di testa, nausea, vomito, mancanza di energia, sincope (p <0.05). Non sono stati segnalati effetti collaterali fra coloro che hanno assunto fieno greco. I risultati suggeriscono che i semi di fieno greco possono migliorare dolore e sintomi associati alla dismenorrea.

Ricerca realizzata da associati a vari Istituti, fra questi: Department of Midwifery, School of Nursing and Midwifery, Shahid Beheshti University of Medical Sciences, Tehran, Iran.

Younesy S, Amiraliakbari S, Esmaeili S, Alavimajd H, Nouraei S. Effects of fenugreek seed on the severity and systemic symptoms of dysmenorrhea. J Reprod Infertil 2014;15(1):41-8.

Olio bio di fico d’India antirughe

ER_cos_giu15_ARGANIAExclusive è il nome di una nuova linea cosmetica che ha fatto della naturalità degli ingredienti le fondamenta su cui è stata costruita. Come ingrediente caratterizzante il produttore, Argania, ha selezionato l’olio certificato biologico ottenuto dalla spremitura a freddo dei semi del fico d’India. In fotografia, l’Olio Puro, antiradicalico grazie alla ricchezza in vitamina E (circa 1000 mg/kg) e in steroli (circa 10 g/kg). Questi attivi, assieme agli acidi grassi essenziali, compreso l’acido linoleico, lo rendono efficace nel prevenire le rughe. Già dalle prime applicazioni dà alla pelle luminosità ed elasticità. Oltre all’Olio Puro, la linea prevede anche due creme (viso e corpo).

 

Spray solari bimbi SPF 50 e SPF 30

ER_cos_giu15_BOTTEGASono inseriti nella ricca gamma di solari Sol Leon di Bottega di Lungavita i due spray Speciale Bimbi SPF 50 e SPF 30. Indicati per un’abbronzatura sicura anche di pelli molto chiare di fototipo 1 e altamente sensibili al sole, contengono un mix di filtri solari a massima fotostabilità e sicuri che copre l’intero spettro UVA e UVB. Oltre che ai filtri, l’efficacia si deve alla presenza di polifenoli del tè verde (tit. 65%), di olio di carota con beta-carotene, di bisabololo (camomilla), di burro di karité e di aloe vera. I solari bimbi stimolano la melanogenesi naturale, difendono da eritemi e macchie, potenziano il sistema immunitario sotto il sole, contrastano il photoaging mantenendo la pelle idratata e nutrita. Flaconi spray da 150 ml.

Gengivite e placca dentale: Terminalia chebula verso clorexidina

 

gengivite e placcaSono stati confrontati gli effetti del risciacquo orale con prodotto a base di Terminalia chebula 10% verso collutorio con clorexidina 0,12% (due volte al giorno per 2 settimane) nel trattamento della gengivite e della placca dentale. Si è trattato di uno studio clinico randomizzato, in doppio cieco e controllato, articolato in tre gruppi di trattamento paralleli. Nello studio sono stati inclusi 78 pazienti. L’efficacia è stata valutata considerando gli indici parodontali nei giorni 0, 7 e 14 dall’inizio della terapia. Ventisei pazienti hanno praticato risciacquo orale con clorexidina, ventisei con Terminalia chebula e ventisei con soluzione salina. Dalla sperimentazione è emerso che i parametri clinici sono stati significativamente ridotti sia da Terminalia chebula che da clorexidina, senza alcuna differenza di effetto statisticamente significativa (p> 0.05). Gli autori della sperimentazione ritengono che questo studio abbia dimostrato che gli sciacqui orali con Terminalia chebula sono efficaci nel ridurre la placca batterica e l’infiammazione gengivale.

Ricerca realizzata da associati a: Department of Public Health Dentistry, Teerthanker Mahaveer Dental College and Research Centre, Moradabad, Uttar Pradesh, India.

Gupta D, Bhaskar DJ, Gupta RK, Karim B, Gupta V, Punia H, et al. Effect of terminalia chebula extract and chlorhexidine on salivary ph and periodontal health: 2 weeks randomized control trial. Phytother Res 2014, Jul;28(7):992-8.

Correttore imperfezioni bio in stick

ER_cos_giu15_ITALCHILELa numerosa famiglia di cosmetici Italchile alla Rosa mosqueta del Cile si amplia con l’introduzione di Mosqueta’s Multicorrettore. È un alleato contro le prime imperfezioni dell’incarnato: occhiaie e increspature del contorno occhi, rossori localizzati, piccole macchie, l’emergere dei capillari su viso, décolleté, gambe. Con una texture cremosa, non grassa, uniforma la luminosità combinando un effetto mat con una naturalità per una pelle senza difetti. Per dare all’epidermide anche un effetto protettivo, calmante e antiossidante, il correttore impiega sostanze di origine vegetale, in buona parte da agricoltura biologica: Rosa mosqueta del Cile, burro di karité, oli vegetali di elicriso e di calendula, olio dei semi del baobab. Il supporto della cera di Copernicia cerifera (bio) esalta la consistenza dello stick consentendo un’applicazione misurata e stabile, con effetto invisibile e a lunga tenuta. È disponibile in due tonalità.

 

Lo zenzero riduce i sintomi della sindrome premestruale

Sindrome premestruale (353x500)La sindrome premestruale è un disturbo piuttosto comune. Questo studio è stato realizzato con lo scopo di valutare gli effetti dello zenzero sulla gravità dei sintomi della sindrome premestruale. Si è trattato di uno studio clinico randomizzato, in doppio cieco e controllato verso placebo che ha coinvolto 70 pazienti, 35 assegnati al gruppo attivo e altrettanti a quello placebo. Allo scopo di selezionare e determinare con precisione le persone sofferenti di sindrome premestruale, le partecipanti hanno compilato giornalmente un apposito questionario per due cicli consecutivi. Dopo l’identificazione delle sofferenti di sindrome premestruale, queste hanno assunto giornalmente due capsule di zenzero o di placebo, da sette giorni prima delle mestruazioni e fino a tre giorni dopo la loro fine; il tutto per tre cicli. Nel corso della sperimentazione sono stati registrati giornalmente i sintomi, sempre su apposito questionario. Alla conclusione dello studio sono stati confrontati i dati relativi ai due cicli antecedenti al trattamento verso quelli a 1, 2 e 3 mesi di studio. Dall’analisi è emerso che fra i due gruppi non c’erano differenze prima dell’inizio del trattamento relativamente ai punteggi dei sintomi premestruali; mentre dopo 1, 2, e 3 mesi di trattamento era chiaramente presente una differenza statisticamente significativa tra i due gruppi a favore dello zenzero (P <0,0001). Gli autori della sperimentazione ritengono che sulla base dei risultati di questo studio lo zenzero sembra essere efficace nella riduzione della gravità dei sintomi fisici, psicologici e correlati all’umore associati a sindrome premestruale e ne suggeriscono l’utilizzo.

Ricerca realizzata da associati a vari Istituti, fra questi: Pregnancy Health Research Center, Zahedan University of Medical Sciences, Zahedan, Iran.

Khayat S, Kheirkhah M, Behboodi Moghadam Z, Fanaei H, Kasaeian A, Javadimehr M. Effect of treatment with ginger on the severity of premenstrual syndrome symptoms. ISRN Obstet Gynecol 2014;2014:792708.

Helichrysum italicum, utilizzi tradizionali e potenzialità

Frozen flowerHelichrysum italicum è stato utilizzato tradizionalmente per le sue proprietà medicinali e ancora oggi continua a svolgere un ruolo importante nella fitomedicina di molti Paesi mediterranei. Questa recensione si propone l’obiettivo di fornire una panoramica delle conoscenze finora consolidate relativamente agli utilizzi tradizionali, alle attività farmacologiche, alla tossicità, sicurezza e alle interazioni farmacologiche. Allo scopo di individuare la letteratura di merito gli autori hanno fatto ricerche in “Directory of Open Access Journals”, “Google Scholar”, “ISI Web of Knowledge”, “PubMed”, “ScienceDirect” e “Wiley Online Library”. Sono state inoltre integrate informazioni ricavate da libri locali (portoghesi) e di altri Paesi. Dalla ricerca è emerso che ci sono report relativi all’impiego tradizionale di Helichrysum italicum in diversi Paesi europei e in particolare in Italia, Spagna, Portogallo, Bosnia-Erzegovina e altri. In questi Paesi le parti maggiormente utilizzate sono i fiori e le foglie; la gamma di trattamenti comprende le allergie, i raffreddori, la tosse, le malattie della pelle, i disturbi del fegato e della cistifellea, infiammazioni, infezioni e insonnia. Allo scopo di verificare ed eventualmente convalidare alcuni utilizzi tradizionali di Helichrysum italicum sono stati realizzati negli ultimi anni diversi studi scientifici su estratti e su composti isolati. Studi in vitro hanno caratterizzato Helichrysum italicum come un agente antimicrobico e antinfiammatorio. I suoi flavonoidi e terpeni sono risultati efficaci contro i batteri (ad esempio Staphylococcus aureus); i suoi acetofenoni, floroglucinoli e terpenoidi sono risultati antifungini contro Candida albicans; i suoi flavonoidi e floroglucinoli inibiscono in vitro rispettivamente HSV e HIV. Acetofenoni, flavonoidi e floroglucinoli di H. italicum esercitano azione inibitoria in più vie del metabolismo dell’acido arachidonico e altri mediatori proinfiammatori. Relativamente agli effetti dimostrati in vivo quelli maggiormente consolidati riguardano l’attività anti-eritematosa e fotoprotettiva dovuta ai suoi flavonoidi che sono state documentate sia negli animali sia nell’uomo; mentre le proprietà antinfiammatorie (dovute a flavonoidi, acetofenoni e floroglucinoli) sono state finora dimostrate in modelli animali. Per quanto riguarda la sicurezza e gli effetti collaterali l’utilizzo di estratti a base di Helichrysum italicum non espone a significativi livelli di citotossicità e genotossicità; mentre esiste per uno dei suoi flavonoidi una segnalazione di reazione allergica. Gli autori concludono osservando che H. italicum è una pianta medicinale con attività farmacologiche molto promettenti e che sono giustificati studi clinici per rafforzare le evidenze che emergono dagli studi preclinici e dall’utilizzo tradizionale.

Revisione della letteratura realizzata da associati a vari Istituti, fra questi: CICS-UBI – Health Sciences Research Centre, Faculty of Health Sciences, University of Beira Interior, Covilhã, Portogallo.

Antunes Viegas D, Palmeira-de-Oliveira A, Salgueiro L, Martinez-de-Oliveira J, Palmeira-de-Oliveira R. Helichrysum italicum: From traditional use to scientific data. J Ethnopharmacol 2014;151(1):54-65.

Mirtillo, immunità e sintomi di raffreddore e influenza

raffreddoreIn questo studio è stata valutata la capacità del mirtillo rosso americano di modificare l’immunità e in particolare la proliferazione delle cellule T gamma-delta dopo il consumo di una bevanda a base di mirtillo e, infine, il suo effetto sulla salute relativamente ai sintomi del raffreddore e dell’influenza. Si è trattato di uno studio clinico randomizzato, in doppio cieco e controllato verso placebo. I partecipanti hanno bevuto giornalmente per 10 settimane un bevanda a base di mirtillo a basso contenuto calorico (450 ml; n = 22) oppure una bevanda placebo (n = 23). Dalla sperimentazione è emerso che dopo 10 settimane di assunzione di mirtillo l’indice di proliferazione delle cellule T gamma-delta (in cultura) è risultato cinque volte superiore (p <0.001). Inoltre, sempre nel gruppo con bevanda a base di mirtillo, pur risultando uguale (verso placebo) l’incidenza delle malattie, sono risultati significativamente inferiori i sintomi segnalati (p = 0,031). Gli autori della sperimentazione concludono osservando che il consumo di una bevanda a base di mirtilli ha modificato la proliferazione (ex vivo) delle cellule T gamma-delta e, siccome queste cellule si trovano nell’epitelio e servono come prima linea di difesa, l’aver migliorato la loro funzione può essere correlato alla riduzione del numero di sintomi associati a raffreddore e influenza registrata nel corso dello studio.

Ricerca realizzata da associati a: Department of Food Science & Human Nutrition, University of Florida, Gainesville, FL, USA.

Nantz MP, Rowe CA, Muller C, Creasy R, Colee J, Khoo C, Percival SS. Consumption of cranberry polyphenols enhances human γδ-t cell proliferation and reduces the number of symptoms associated with colds and influenza: A randomized, placebo-controlled intervention study. Nutr J 2013 Dec 13;12:161.

Benefici di curcuma e boswellia sull’osteoartrite del ginocchio

osteoartrite del ginocchioIn questo studio clinico sono stati confrontati gli effetti (efficacia e sicurezza) di una formulazione contenente Curcuma longa (350 mg di estratto contenente 70% curcumina, 17% dimetossicurcumina ecc) e Boswellia serrata (150 mg di estratto contenente 75% acido boswellico e 10% AKBA) verso trattamento con celecoxib, un inibitore selettivo di COX-2. I partecipanti allo studio hanno ricevuto 500 mg/capsula di fitoterapico o 100 mg capsula di celecoxib due volte al giorno. Lo studio ha riguardato soggetti con diagnosi di osteoartrite al ginocchio; complessivamente sono state sottoposte a screening 54 persone, 30 sono state arruolate e 28 hanno completato lo studio. Il trattamento è stato ben tollerato e non ha causato alcun effetto negativo fra i pazienti, come evidenziato dalla valutazione dei segni vitali, dall’emocromo e dai test di funzionalità epatica e renale. In questa sperimentazione la combinazione fitoterapica è risultata più efficace del trattamento con celecoxib al dosaggio somministrato, come emerso dall’esame clinico, e dai punteggi relativi ai sintomi valutati anche considerando test di camminata e variabili associate. Questi risultati preliminari, visto il disegno sperimentale, necessitano di ulteriori studi allo scopo di meglio identificare l’esatto profilo di efficacia.

Ricerca realizzata da associati a: Anugraha Medical Centre, Kakkanad, Kochi, Kerala, India.

Kizhakkedath R. Clinical evaluation of a formulation containing curcuma longa and boswellia serrata extracts in the management of knee osteoarthritis. Mol Med Report 2013, 29;8(5):1542-8.

Olio di borragine e di pesce nell’artrite reumatoide

High resolution conceptual 3D human with inflammationQuesto studio è stato realizzato con lo scopo di determinare se una combinazione di olio di semi di borragine [ricco di acido gamma linolenico (GLA)] e di olio di pesce [ricco di acido eicosapentaenoico (EPA) e acido docosaesaenoico (DHA)] era o meno superiore al trattamento con i singoli oli nel trattamento dell’artrite reumatoide (RA). Si è trattato di uno studio clinico randomizzato e in doppio cieco della durata di 18 mesi che ha coinvolto 150 pazienti con RA. Dalla sperimentazione non sono emerse differenze significative tra i tre gruppi di trattamento (olio di semi di borragine, olio di pesce e combinazione dei due) relativamente al grado di attività della malattia. A 9 mesi, in ognuno dei tre gruppi è stata registrata una riduzione significativa dell’attività della malattia valutata attraverso DAS28 (olio di pesce: -1,56 [-2,16, -0,96], borragine: -1,33 [-1,83, -0,84], combinati: -1,18 [-1,83, -0,54]) e in CDAI (pesce: -16.95 [-19.91, -13.98]; olio di borragine: -11.20 [-14.21, -8.19]; combinazione: -10.31 [-13.61, -7.01]). Non sono state registrate differenze significative (sempre fra i tre gruppi) relativamente ai regimi di mantenimento farmacologici per contrastare l’artrite reumatoide. La riduzione dell’attività di malattia fra i pazienti dello studio è risultata simile ai pazienti abbinati risultanti da un registro RA; la riduzione dell’uso di farmaci DMARD (acronimo inglese che indica una classe di farmaci antireumatici che modificano la malattia) è risultata maggiore (P <0,03) fra i pazienti dello studio. Gli autori della ricerca concludono osservando che tutti e tre i gruppi di trattamento (a 9 mesi) hanno registrato risposte cliniche significative simili (miglioramenti che persistevano per 18 mesi) e una risposta simile ai pazienti abbinati da un registro RA. Infine, i pazienti di questo studio sono stati in grado di ridurre la terapia DMARD, somministrata in combinazione con antagonisti del TNF, in misura maggiore rispetto ai pazienti di un registro RA.

Ricerca realizzata da associati a vari Istituti, fra questi: University of Massachusetts Medical School, Department of Medicine, Division of Preventive and Behavioral Medicine, Worcester, MA, USA.

Reed GW, Leung K, Rossetti RG, Vanbuskirk S, Sharp JT, Zurier RB. Treatment of rheumatoid arthritis with marine and botanical oils: An 18-month, randomized, and double-blind trial. Evid Based Complement Alternat Med 2014;2014:857456.