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Dai semi del frassino stimolazione ipotalamo-ipofiso-gonadica

ER_az_giu15_FITOMEDICALCaratteristica comune a tutte le referenze dei gemmoderivati di Fitomedical è la derivazione da tessuti embrionali freschi. Nel caso del meristemoderivato Frassino Semi MG, caratteristico – unica nel panorama dei gemmoderivati – è anche il meristema dal quale è ottenuto, cioè i semi del frassino (Fraxinus excelsior L.) e non dalle gemme. Il meristemoderivato del seme è in grado di stimolare le regolazioni e le funzioni dell’asse ipotalamo-ipofiso-gonadico maschile, anche in andropausa e in senescenza. Le indicazioni terapeutiche riguardano quindi i disturbi libidici con anafrodisia, impotenza e sterilità, così come l’oligospermia e l’azospermia, la senescenza endocrina maschile.

 

Microtavolette di melatonina a rilascio prolungato

ER_az_giu15_ESILa linea Melatonin Pura di ESI si arricchisce di un nuovo prodotto: Melatonin Pura Retard. La formulazione a rilascio prolungato delle microtavolette, permettendo alla melatonina (1 mg) di rendersi disponibile in modo graduale e completo durante tutta la notte, è particolarmente indicata in caso di risvegli notturni dovuti a un ritmo sonno-veglia alterato. La confezione contiene 90 microtavolette retard in blister. Gli altri prodotti della linea sono: Melatonin Pura Activ (con valeriana), Melatonin Pura tavolette, Melatonin Pura Fast, Melatonin Pura Gocce e Melatonin Pura Gocce con Erbe della notte.

 

Etnobotanica: uno studio italiano

Uno studio etnobotanico sul campo ha indagato gli usi tradizionali delle piante selvatiche commestibili, medicinali e di uso veterinario in quattro valli delle Alpi occidentali piemontesi (Chisone, Germanasca, Angrogna e Pellice). In queste zone vivono tuttora circa 20.000 Valdesi, una minoranza di religione protestante. Sono state realizzate delle interviste a 47 anziani del luogo, appartenenti sia alla minoranza valdese sia di religione cattolica, utilizzando la metodologia etnobotanica standard. I ricercatori hanno registrato l’utilizzo di 85 piante alimentari, di 96 piante medicinali e 45 di impiego veterinario popolare. Il confronto fra i dati raccolti all’interno delle due comunità ha mostrato che i Valdesi avevano, o hanno conservato, una conoscenza etnobotanica più vasta e che circa la metà delle piante di uso alimentare e medicinale era conosciuta e utilizzata da entrambi i gruppi. Inoltre, questa convergenza è risultata maggiore per le piante spontanee per uso alimentare. Il confronto dei dati ottenuti da questo lavoro con rilievi etnobotanici della fine del 19° secolo e degli anni Ottanta del secolo scorso in una delle valli (la Germanasca) ha poi mostrato che la maggior parte delle piante citate nello studio è utilizzata allo stesso modo o con modalità comunque simili rispetto ai decenni passati. Si è visto inoltre che fra i Valdesi sono presenti sia impieghi arcaici, come quello della felce Botrychium lunaria per i problemi della pelle, sia usi risultanti da adattamenti e contaminazioni con i costumi dell’Europa settentrionale e centrale, come ad esempio quello di Veronica centrale e allionii e Valeriana officinalis come infusi ricreativi e di Cetraria islandica in infusi per la tosse. La grande capacità di recupero della conoscenza di queste piante tra i Valdesi può essere il risultato del lungo isolamento e dell’emarginazione che questa comunità ha affrontato nel corso degli ultimi secoli. Approcci intraculturali ed etnostorici in etnobotanica, concludono gli autori, possono offrire dati molto importanti per comprendere come cambia la conoscenza delle piante officinali nel tempo e nello spazio.

Fonte: Bellia G, Pieroni A. Isolated, but transnational: the glocal nature of Waldensian ethnobotany, Western Alps, NW Italy. J Ethnobiol Ethnomed. 2015 May 7;11(1):37. [Epub ahead of print]

 

Spray naturale anti-zanzara per pelli sensibili

ER_az_giu15_HELANCon una formulazione composta al 98% di ingredienti di origine naturale, senza parabeni e fenossietanolo, in flacone senza gas propellenti e ammoniaca, Zanzhelan Spray Ecologico è adatto per proteggere dagli insetti anche le pelli più sensibili e quella dei bambini. Helan ha rivisitato la formula lasciando intatti i componenti naturali efficaci come insetto-repellenti: olio di andiroba, oli essenziali di basilico sacro, cedro dell’Atlante, citronella, eucalipto, geranio, lavanda, limone, legno di rosa. L’aloe vera succo reidrata e rinfresca la cute, particolarmente quella dei bambini. Lo spray non unge, non macchia e non lascia traccia. Flacone da 100 ml.

 

Per riequilibrare il microbiota vaginale

ER_az_giu15_PEGASODall’evidenza che il microbiota vaginale è la prima difesa naturale nei confronti dei disturbi intimi, Pegaso ha formulato Candinorm Lavanda, dispositivo medico a uso vaginale a base di prebiotici e probiotici. Non è un lavaggio ad azione aggressiva, ma un intervento ad azione riequilibrante e restitutiva indicato per prevenire e trattare sintomi come prurito, bruciore associati a disturbi genito-urinari quali vaginosi batteriche, vulvovaginiti, micosi, cistiti. Il dispositivo contiene: L. acidophilus LA-14 che favorisce lo sviluppo del microbiota vaginale; fibra idrosolubile di GOS Bioecolians ad attività prebiotica; o.e. di Lavandula angustifolia che contrasta la crescita di microrganismi quali Candida albicans, Gardnerella vaginalis, Streptococco B (agalatiae), E. coli; acidi caprilico e lattico che contribuiscono al ripristino di un pH vaginale fisiologico. Senza profumi, è in due diverse confezioni, da 1 e da 4 flaconi.

 

Rodiola e depressione

dismenorreaOriginaria delle zone fredde e montuose della Siberia e del Tibet, presente anche nelle zone rocciose del Nord Europa e sulle Alpi, la rodiola si caratterizza come una pianta adattogena. Numerosi studi hanno esaminato le sue proprietà salutistiche e terapeutiche; fra i più recenti uno studio clinico di fase II randomizzato e controllato con placebo ne ha valutato l’efficacia e la sicurezza rispetto alla sertralina, un inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina, nella depressione da lieve a moderata. L’ipotesi formulata dai ricercatori è che la rodiola abbia un effetto terapeutico simile a quello del farmaco di sintesi, ma minori effetti avversi. In questo trial 57 soggetti hanno ricevuto un estratto standardizzato di rodiola, o sertralina oppure un placebo per una settimana. I cambiamenti nel corso del tempo dei punteggi fra i gruppi dell’Hamilton Depression Rating (HAM-D), del Beck Depression Inventory (BDI) e della Clinical Global Impression Change (CGI/C) sono stati valutati utilizzando modelli a effetti misti. Una riduzione modesta, non significativa a livello statistico, è stata osservata per i punteggi HAM-D, BDI e CGI/C per tutti i trattamenti, ma senza differenze significative fra i gruppi (rispettivamente p = 0.79, p = 0.28 e p = 0.17). La riduzione dei punteggi sull’HAM-D era maggiore per la sertralina (−8.2, IC 95% −12.7 a −3.6) rispetto alla rodiola (−5.1, IC 95%: −8.8 a −1.3) e al placebo (−4.6, IC 95%: −8.6 a −0.6). I risultati riguardanti il miglioramento dei sintomi erano comunque leggermente superiori per la sertralina rispetto alla rodiola, ma un numero maggiore delle persone del gruppo farmaco ha riportato degli effetti avversi (63.2%) sia rispetto al gruppo che aveva assunto la rodiola (30.0%) sia rispetto al gruppo placebo (16.7%) (p = 0.012). Le conclusioni alle quali sono giunti gli autori dello studio sono che la pianta, pur avendo un’azione antidepressiva minore rispetto al farmaco di sintesi, causa però un numero minore di effetti avversi e ha quindi una migliore tollerabilità. La rodiola potrebbe pertanto avere un rapporto rischio-beneficio più favorevole rispetto alla terapia farmacologica corrente nei casi di depressione lieve-moderata.

Fonte: Jun J. Mao , Sharon X. Xie, JarcyZee, Irene Soeller, Qing S. Li, Kenneth Rockwell, Jay D. Amsterdam. Rhodiola rosea versus sertraline for major depressive disorder: A randomized placebo-controlled trial.. Phytomedicine. 2015 Mar 15;22(3):394-9.

 

Erbe per i più piccoli, le linee guida dei pediatri

mariella fiera parmaI prodotti a base di piante officinali sono usati sempre più spesso anche per i più piccoli: è stato stimato che in Italia li utilizzi e prescriva circa il 50% dei pediatri, soprattutto per problemi come tosse, stipsi o coliche gassose. Per questo motivo la Federazione italiana dei medici pediatri (Fimp) ha pubblicato di recente le linee guida per un corretto impiego delle erbe nei bambini, aggiornando il precedente documento del 2008. Pur essendo indicazioni pensate per i pediatri e ad essi rivolte, il documento stimola tuttavia alcune riflessioni generali che riguardano l’uso delle erbe nei più piccoli. D’altra parte sono gli stessi pediatri che, con queste linee guida, si pongono anche l’obiettivo di avviare un dialogo a più ampio raggio, ad esempio con le famiglie, con cittadini/utenti sempre più informati e interessati a interventi dolci per i problemi dell’infanzia.

L’associazione dei pediatri raccomanda ai suoi iscritti di utilizzare fitoterapici titolati e standardizzati, preferibilmente prodotti in Italia o in Europa, evitando o minimizzando il ricorso a preparati contenenti alcol (esclusi sotto i 2 anni di età) e richiedendo una particolare cautela con gli oli essenziali (per via orale e inalatoria).

Chiede inoltre di verificare sempre “le sinergie e le interferenze tra le piante medicinali” e con i farmaci, consiglia di ridurre l’uso di preparati composti con un numero eccessivo di ingredienti, preferendo combinazioni limitate di fitocomplessi, e di rispettare le controindicazioni all’uso in età pediatrica riportate da studi, monografie o Farmacopee ufficiali. Le raccomandazioni proseguono con l’invito a utilizzare esclusivamente “droghe” vegetali con una lunga tradizione d’uso, meglio se confermata scientificamente da studi clinici condotti preferibilmente sul bambino. Una richiesta sacrosanta, anche se va detto che questo principio non è sempre rispettato neanche per i medicinali di sintesi, essendo la sperimentazione in ambito pediatrico non ancora sufficientemente sviluppata.

È chiaro che l’uso di qualsiasi prodotto destinato ai bambini, dunque individui ancora in fase di sviluppo, richieda una particolare attenzione. Nel caso delle erbe, il loro impiego non può e non deve avvenire senza una conoscenza specifica di caratteristiche, controindicazioni ed eventuali limiti nel dosaggio.

Questa conoscenza deve basarsi innanzitutto sui dati ricavati dalla ricerca scientifica, e in particolare su quelli forniti da trial clinici ad hoc, ma può anche far riferimento a una consolidata tradizione d’uso. Con un approccio possibilmente scevro da pregiudizi né offuscato da polemiche sterili o da allarmismi ingiustificati, come ad esempio quelli sollevati intorno alle tisane a base di finocchio e che periodicamente ritornano come un disco inceppato.

Le erbe, insomma, possono essere una risorsa anche per il benessere dei più piccoli purché si seguano alcune precauzioni e si eviti il “fai da te”. D’altronde sulle sostanze vegetali autorizzate dal Ministero della Salute per la preparazione degli integratori, esiste ormai una letteratura scientifica che ne conferma l’efficacia in diversi campi e la sicurezza d’uso, consentendone l’impiego anche per i più piccoli.

E se la consulenza del pediatra è fondamentale, perché non prendere in considerazione il contributo di altre figure professionali competenti in materia? L’erborista che abbia seguito un percorso di formazione, conseguendo la laurea o il diploma, ha i requisiti necessari per consigliare erbe ed estratti vegetali, in collaborazione con il medico. Lo farà ovviamente nell’ambito salutistico e non terapeutico in senso stretto, dunque limitandosi alla sfera di quei piccoli disturbi che non richiedano il ricorso ai farmaci e per i quali le erbe officinali rappresentano un valido supporto.

L’erborista, che lavori in sinergia con il pediatra, può rappresentare infine un argine contro il vero pericolo, ossia l’acquisto di prodotti in Internet o tramite canali di vendita non controllati. Canali che non forniscono quelle garanzie che caratterizzano invece la vendita in erboristeria, dove vengono proposti al pubblico preparati notificati con etichette chiare su contenuto e dosaggi.

 

 

 

Fungo shiitake in toto per l’acidosi metabolica

ER_az_giu15_FREELANDLa polvere del fungo micorizzato Lentinula edodes (shiitake), di coltivazione tedesca biologica controllata, prodotto nel rispetto delle norme GMP di buona fabbricazione, è il contenuto del nutraceutico Shiitake in Toto che Freeland distribuisce in Italia. Questo fungo contiene alti livelli di selenio, che contrasta i radicali liberi; inoltre, è importante per il corretto funzionamento della ghiandola tiroidea. Lo Shiitake è un nutraceutico estremamente basificante adatto a contrastare l’acidosi metabolica. Diversi studi indicano lo shiitake come elemento indispensabile per contrastare la diffusione di miceti come la Candida albicans. Confezione da 100 capsule gastroresistenti in cellulosa vegetale.

 

Integratore naturale AKBA 30%

ER_az_giu15_RENACOÈ un integratore alimentare efficace come antinfiammatorio soprattutto a carico del tratto intestinale e del colon, irritazione del colon e altri disturbi cronici intestinali, oltre che di qualsiasi distretto connettivale. L’integratore alimentare Reboswin è un preparato naturale formulato da Renaco By R.I. Group a base di Boswellia serrata standardizzata al 60% in acidi boswellici e AKBA 30 e Uncaria tomentosa. L’estratto standardizzato al 30% AKBA viene impiegato nella composizione dell’integratore per evitare gli insuccessi dati dalle basse standardizzazioni aumentando il livello di efficacia.

 

Calcio marino e vitamine in compresse

ER_az_giu15_BIOSLINELa linea Principium è stata sviluppata da Bios Line con principi attivi ad alto titolo, monocomponenti e complessi, composti di materie prime di altissima qualità e formulati e lavorati in Italia. Principium Calcio Marino contiene calcio carbonato corallino, vitamina D3, che contribuisce al normale assorbimento del calcio, e MenaQ-7 (è un marchio registrato), una vitamina K2 ottenuta per bio-fermentazione da Bacillus licheniformis su ceci, che ha maggiore biodisponilità rispetto ad altre vitamine K ed è efficace a un minor dosaggio. L’apporto medio di 4 compresse è di 1200 mg di calcio, 9,0 mcg di vitamina D3, 45 mcg di vitamina K2. Confezione da 60 capsule vegetali.