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Spray solare invisibile

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Amavital Sun Passion è la linea di prodotti solari che Oficine Clemàn continua ad arricchire di novità. Massima sicurezza unita al massimo del comfort è l’obiettivo dello Spray Effetto Invisibile SPF 50, un prodotto reidratante che rinfresca la pelle al sole. Con filtri di ultima generazione offre protezione senza appesantire la pelle, raggiungendo tutte le zone da proteggere grazie allo speciale applicatore multi-posizione a 360 gradi. Lo spray, anche se con una formula leggera, ha un’ottima adesività che lo rende resistente all’acqua. Nella formula anche un acceleratore di abbronzatura, vitamina E e olio di macadamia, per una pelle idratata, dorata e omogenea.

 

L’anno dell’artemisia

mariella fiera parmaPer certi versi il 2015 lo è stato, se si considera l’ampio risalto che i media e il web hanno dato a questa pianta della tradizione cinese.

Artemisia annua (Qing hao) vanta un impiego secolare e una documentazione nella medicina tradizionale cinese, dove le sue foglie essiccate sono state utilizzate per affrontare malanni vari, dalle febbri malariche e intermittenti, ai raffreddori, diarrea e altri disturbi digestivi.

A rafforzare l’interesse verso l’artemisia hanno contribuito più elementi. Da una parte l’assegnazione, lo scorso ottobre, del premio Nobel per la medicina alla ricercatrice e medico cinese Tu Youyou per la sua scoperta, negli anni della guerra in Vietnam, dell’artemisinina, diventata la terapia d’elezione della malaria da Plasmodium falciparum, in sostituzione della clorochina ormai inefficace nella maggior parte delle aree malariche, dove ha salvato milioni di vite. Oltre che sul duro lavoro di ricerca in laboratorio e sul campo, la scoperta nasce da un’intuizione della ricercatrice e affonda le radici nei testi antichi cinesi su Artemisia annua e in particolare sul suo uso nelle febbri intermittenti.

L’altro fattore che ha contribuito alla “popolarità” dell’artemisia, almeno alle nostre latitudini dove la malaria non rappresenta un problema, è l’ipotesi che possa essere impiegata nella lotta contro il tumore.

Infatti, oltre all’attività antimalarica, la pianta e l’artemisinina hanno mostrato anche delle potenziali attività antitumorali. Si tratta, a oggi, per lo più di prove in vitro su linee cellulari nelle quali è stato evidenziato un effetto tossico sulle cellule di alcuni tumori. Sono pochi invece gli studi in vivo e ancor più limitati i dati clinici; fra questi un lavoro condotto in Cina su un piccolo gruppo di malati nei quali l’associazione alla chemioterapia di un derivato dell’artemisinina non ha modificato la durata della sopravvivenza.

Le informazioni attualmente disponibili, dunque, sono preliminari. Ci dicono che lo studio dell’azione antineoplastica dell’artemisia e derivati è ancora da sviluppare e di conseguenza che l’utilizzo di preparati della pianta, che siano estratti idroalcolici, infusi, decotti o polvere, non è avvalorato da dati clinici sufficienti. Inoltre, le informazioni sulla sicurezza e sulle eventuali interazioni farmacologiche sono ancora scarse.

Sui media (non su tutti ovviamente!) la questione si è però progressivamente gonfiata, come spesso accade: quelli che sono dei test preclinici sono diventati prove di efficacia e l’artemisia una cura certa contro il tumore. Al punto che la direzione scientifica dell’Istituto Nazionale dei Tumori ha diramato una nota nella quale si afferma che “nessun medico oncologo e ricercatore può consigliare una dose, un preparato specifico e una schedula di somministrazione di Artemisia annua che possa essere, su solide basi scientifiche, efficace e sicuro”.

Sulla questione si è espresso anche il ministero della Salute precisando in una lettera del dicembre 2015 che la pianta (non inserita nell’elenco ministeriale delle piante autorizzate per la preparazione di integratori) non può essere venduta come prodotto alimentare in assenza di una consistente tradizione d’uso in Europa antecedente all’entrata in vigore del Regolamento sui Novel Food.

Ciò nonostante, Artemisia a. è commercializzata in varie forme su diversi siti, che ne enfatizzano spesso l’attività anticancro.

Qual è la morale della favola? Innanzitutto che occorre maggiore prudenza in un campo così delicato. Che è prematuro presentare come antitumorale, e sfruttare commercialmente in questo senso, una pianta che, pur avendo mostrato proprietà interessanti, è soltanto all’inizio del complesso percorso che in futuro potrebbe confermare un suo ruolo in quest’ambito.

Non è opportuno, insomma, trarre conclusioni frettolose su temi che la ricerca non ha ancora definito e ancor meno lo è alimentare false speranze in persone provate e fragili sul piano fisico ed emotivo come sono i malati di tumore.

E per fare il punto sulla ricerca riguardante Artemisia annua abbiamo pubblicato un articolo che trovate a pag. 28 del N. 3 – marzo 2016.

Buona lettura!

 

 

Argento colloidale deodorante

ER_cos_mar16_AESSEREL’argento colloidale è uno dei migliori e più sicuri antibatterici generali conosciuti. Argento Colloidale Plus è una nuova linea sviluppata da Stur Dee – Aessere in 4 prodotti – dispositivi medici CE – uno dei quali è un deodorante. L’Argento Colloidale Plus (AC+) possiede la dimensione nano ottimale per la veicolazione del prodotto, miglior potenziale “Z” (67 mv) e pH ideale (6.7). AC+ Deo Spray, a 40 ppm mentre gli altri 3 prodotti sono ottimizzati a 20 ppm, è adatto a tutti i tipi di pelle, offre funzione antiodorante, azione antibatterica e protezione 24 ore. La ricerca biomedica ha dimostrato che batteri, virus e funghi muoiono già dopo qualche minuto in presenza anche di una minuscola traccia di argento. Il flacone è in PET farmaceutico scuro: formato da 75 ml più 25 ml in omaggio.

 

Gelsomino tonificante per il corpo

ER_cos_mar16_LERBOLARIOGelsomino Indiano Bagnoschiuma è uno dei prodotti presentati da L’Erbolario nella linea che dal fiore prende il nome. Per la cremosità e la piacevolezza della delicata schiuma, la formula si affida a un insieme di tensioattivi di derivazione vegetale ricavati dalla melassa di canna da zucchero e tapioca unita a cocco e glucosio. L’azione tonificante e antiossidante è data dall’estratto glicerico di fiori di gelsomino, mentre gli aminoacidi dell’avena proteggono la pelle avvolgendola con un sottile e invisibile film protettivo. Infine, idrolizzati proteici di malva e grano saraceno ne preservano freschezza e idratazione. Flacone da 250 ml in PE di origine vegetale.

Acido ialuronico in tre pesi dopo la barba

ER_cos_mar16_HELANIspirata a una pianta simbolo di genuinità, di forza ed equilibrio, la Linea Olmo è realizzata da Helan in diverse referenze dedicate alla pelle maschile. Nella linea, il Balsamo Dopobarba Preziosa Crema Idratante Antirughe fornisce un’idratazione completa alla pelle grazie all’acido ialuronico in tre diversi pesi molecolari. Per limitare le perdite d’acqua e rafforzare la coesione intercellulare, ottimizzano la formula i glicosamminoglicani in associazione con le mucillagini estratte dalle foglie di baobab e con un complesso estratto dal miele. Importante il nutrimento apportato dagli oli di cotone e crambe, ricchi di acidi grassi essenziali, oltre che la protezione antiradicalica delle vitamine A ed E. Analcolico, è in formato 100 ml.

 

Crema nutriente per mani e piedi

ER_cos_mar16_BIOSLINEElisia è la linea cosmetica che Nature’s, marchio di Bios Line, ha creato caratterizzando i prodotti con sostanze idratanti, nutrienti e protettive, sui toni del bergamotto e dell’eliotropio. Nella gamma è disponibile anche la Crema Nutrimento Assoluto Mani-Piedi, emulsione a elevata capacità idratante e nutriente, anche per la pelle più soggetta a disidratazione e screpolature. È ideale per mantenere morbide e vellutate le mani e per contrastare la secchezza e l’inaridimento di piedi e talloni, grazie a una formulazione che utilizza tutte le proprietà del burro di karité. In tubo da 75 ml.

 

OE del genere Juniperus

4.1.1

Wacholder Wacholderbeeren (Juniper berries)

Il nome ginepro/Juniperus deriva probabilmente dalla giunzione di due parole latine: Junix = giovenca (o Juni-or = più giovane), e Pario = partorisco, per il fatto che produce sempre giovani germogli, ovvero perché la savina (J. savina) è tradizionale rimedio parturiente.

Ossidazione

Si definisce ‘vecchio’ un OE delle Conifere quando contiene abbastanza perossidi (idroperossidi) da presentare un problema. Questo livello è calcolato dall’IFRA in 10 mmol/l, determinato con il metodo EOA. L’IFRA suggerisce di aggiungere antiossidanti all’OE per mantenere basso il livello di perossidi. Non sempre questo livello definisce realmente l’età dell’OE, perché a volte anche OE appena distillati contengono troppi perossidi. In termini temporali, un OE di Conifera distillato bene e conservato altrettanto bene diventa ‘vecchio’ in 6-12 mesi. La conservazione a temperature ridotte, al buio e in atmosfera inerte può far aumentare il periodo a 12-24 mesi. Tutti gli OE delle Conifere che contengono Δ3-carene e altre sostanze capaci di formare perossidi sono dei potenziali sensibilizzanti. Queste sostanze si sviluppano soprattutto nelle vecchie scorte, quindi è il caso di acquistare quantità ridotte e rinnovare di frequente lo stock.

 

Olio essenziale di Ginepro comune (galbulo)

Nome scientifico          1. Juniperus communis L. var. communis o 2. J. communis L. var. erecta Pursh

Sinonimi                          Juniperus communis f. compressa; J. communis subsp. hemisphaerica; J. communis f. suecica; J. hemisphaerica; Juniperus suecica

Nomi popolari               Ginepro, ginepro nero

                                              Ing. Juniper, Common Juniper.

                                              Ger. gemeine Wacholder Wacholder Wacholderbeeren, Machandelbeeren

                                              Fr. Baies de genièvre genièvre commun

                                              Sp. enebro

Divisione                          Spermatofite

Sottodivisione               Gimnosperme

Classe                                Coniferopsida

Ordine                               Coniferales/Pinales

Famiglia                           Cupressaceae – Juniperoideae

Parte usata                      Galbulo essiccato

Origine                              Europa

Metodo d’estrazione   Distillazione in corrente di vapore

Resa                                    0,5-20,2-3%

Note

I galbuli sono ancora raccolti a mano nella tarda estate e stipati in contenitori di legno. Prima della distillazione è necessaria una pre-fermentazione, aiutata dal naturale contenuto in zuccheri del galbulo. L’OE rettificato o ridistillato è usato come ingrediente nella fabbricazione del gin; qualità più scadenti usano solo questi OE come componente aromatica del gin, ma marche di alta qualità usano una gamma più vasta di OE per formare l’aroma caratteristico. Sul mercato sono disponibili un estratto a CO2 e un OE di Juniperus communis spp. communis CT terpineolo.

Adulterazione

Il vero OE è raro ed è facile che in commercio si trovi l’olio fermentato proveniente dall’industria del Gin. Può essere allungato con vari composti o frazioni di OE: α-pinene, canfene, mircene, Δ3-carene, frazioni di trementina. Oppure possono essere allungati con OE di legno o foglia di Ginepro, con OE da galbuli di seconda scelta, oppure con OE di Juniperus smreka.

COMPOSIZIONE CHIMICA

Classi rappresentative: SESQUITERPENI e MONOTERPENI

Classi specifiche

Monoterpeni (% elevata)  α-pinene (30-55%, fino al 70%), sabinene (0,3-27%), mircene (5-18%), limonene (2-9%), canfene, γ-terpinene (0,3-3,7%)

Sesquiterpeni                         α-muurolene, α- e γ- cadinene, cedrene

Alcoli                                          Linalolo, terpinen-4-olo (4-10%)

Aldeidi                                       Aldeide canfolenica

Chetoni                                     Canfora, pinocanfone, geigerone, junionone, tujone

Esteri (tr.)                                terpinil acetato

Nota bene: l’estratto CO₂ contiene pinene, terpinen-4-olo, borneolo, acetato di bornile e di terpinile.

Uso in profumeria

Usato in particolare per le fragranze maschili nelle quali serve a impartire una nota di testa fresca e resinosa. Gli accordi di Pino possono essere elevati e rinfrescati dall’addizione di questo OE.

CARATTERISTICHE ORGANOLETTICHE

OE di galbulo di ginepro europeo

Colore

Liquido mobile, da incolore a giallo pallido, oppure verde pallido.

Profilo olfattivo

I composti più importanti per l’aroma sono quelli ossigenati come il terpinen-4-olo, ma soprattutto la canfora e gli iononi.

Note generali

Fortemente terpenico, da conifera, subito dopo virante verso l’amaro. La nota finale è dolce con un suggerimento di assoluta di abete, leggermente resinosa. In genere si può affermare che la nota finale del galbulo è più forte di quella degli aghi di ginepro.

Estratto CO2 di galbulo di ginepro

Colore

Giallo vischioso.

Profilo olfattivo

Note generali

Odore terpenico e pulito molto potente, reminiscente di cipresso con un’interessante nota di testa di ananas e frutti tropicali. Questa nota non è presente nell’OE e s’intensifica dopo alcuni minuti. La nota finale è debole, leggermente legnosa e saponosa. In confronto all’OE è più fruttato, ma per niente ‘gin’. Il fatto che vi sia una minor quantità di monoterpeni rende questo estratto più solubile e più conservabile, e in profumeria potrebbe essere usato per colonie citrate.

ATTIVITA’

Attività antimicrobica in vitro

L’OE della spp. alpina mostra debole attività su Candida spp., Aspergillus e vari dermatofiti. L’OE ha buona attività su lieviti, funghi e dermatofiti, con MIC inferiori al 10% (Candida 0,78 – 2%; dermatofiti 0,39 – 2%); è lievemente attivo su batteri G+ e G-. È attivo su ceppi batterici resistenti ai farmaci, come MRSA e S. marcescens. Un OE non meglio specificato inibisce Mycobacterium tuberculosis e M. avium Possibile attività sull’Herpes virus.

Attività diuretica

L’OE sembra possedere attività diuretica legata alla presenza di terpinen-4-olo, un composto che apparentemente è in grado di aumentare il tasso di filtrazione glomerulare. Tale attività sarebbe legata alla sua attività irritante, che è però messa in dubbio.

Altre azioni

Moderata azione spasmolitica, debole azione antifungina, rubefacente e antireumatica, stimolante circolatorio locale e antinfiammatoria.

INDICAZIONI POSSIBILI

*             Come carminativo, per flatulenze e coliche.

*             Sintomi di raffreddore, sinusite, influenza, rinite (con OE di menta, cajeput, eucalipto): buona evidenza scientifica.

*             Renoprotettivo. Evidenza su modelli animali.

*             Infezioni da micobatteri. Evidenza su modelli animali.

*             Infezioni batteriche e fungine. Evidenza su modelli animali.

*             Diuresi e acquaresi. Evidenza di tipo storico ed etnobotanico, non sperimentale.

*             Reumatismo, dolori articolari e muscolari. Evidenza di tipo storico ed etnobotanico, non sperimentale.

*             Mal di denti. Evidenza di tipo storico ed etnobotanico, non sperimentale.

DATI DI SICUREZZA

Tossicità

LD50 orale ratti                                                            = 5,0 g/Kg 6,28 gr/Kg

LD50 terpinen-4-olo orale ratti e topi                     = 1,5 ml/Kg e 0,78 ml/Kg

LD50 cutanea conigli                                                   > 5,0 g/Kg

Dose media letale per un bambino di 3 anni          = 70 ml

Potrebbe essere classificato come R65 (‘può causare lesioni polmonari se ingerito’) a causa del contenuto elevato in idrocarburi.

Studi su esseri umani

Una soluzione all’8% non si è dimostrata irritante o sensibilizzante, ma test al 100% hanno causato irritazione. In dosi maggiori può risultare irritante. Descritto come allergene occupazionale per pelle e sistema respiratorio. Può essere fonte di allergie occupazionali nei lavoratori dell’industria manifatturiera.

Nefrotossicità

Nonostante la cattiva pubblicità, non è un irritante renale. Le quantità d’OE normalmente utilizzate in aromaterapia, sia in applicazioni topiche sia oralmente, non sembrano comportare rischi.

Tossicità in gravidanza

Vacche nutrite a base di aghi di ginepro hanno abortito dopo 3-4 giorni, ma il composto probabilmente responsabile è l’acido isocupressico assente dalla frazione lipofilica del galbulo e della pianta. L’OE non è di per sé abortifacente o fetotossico, ma in dosi molto elevate può causare una grave intossicazione.

Sommario

*             Non irritante all’8%.

*             Non sensibilizzante all’8%, ma sospetto.

*             Non fototossico.

Cautele

*             Tenere lontano dalla portata dei bambini.

*             Non utilizzare vicino agli occhi.

*             Materiale sospetto, da non usarsi su individui ipersensibili o allergici a cosmetici e profumi.

*             Dose media consentita in creme cosmetiche = 0,05%.

*             Dose media consentita in profumi = 0,8%.

 

da ‘Il grande manuale dell’aromaterapia’, Marco Valussi, Tecniche Nuove ed., 2a edizione, 2013

SPECCHIASOL OTTIENE IL CERTIFICATO GMP

Specchiasol ha ottenuto il certificato di ispezione GMP (Good Manufacturing Practices), un documento rilasciato da Certiquality, in seguito a una accurata ispezione, che attesta la conformità dell’azienda alle Pratiche di Buona Fabbricazione. L’attività di ispezione viene condotta utilizzando come modello di riferimento il Codice di Buona Fabbricazione emesso dalla FDA (Food and Drug Administration), l’Ente Governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, e che rappresenta una guida qualificata e riconosciuta per assicurare la qualità e la sicurezza degli integratori alimentari durante l’intero ciclo di realizzazione del prodotto e della sua conservazione. Gli elementi caratterizzanti del Codice riguardano diversi aspetti, dalla formazione del personale alla manutenzione dei locali e delle apparecchiature, dai controlli di qualità al “change control” e alla documentazione necessaria per una corretta gestione dei processi di produzione, confezionamento, etichettatura e immagazzinamento.

 

 

 

 

La Withania può favorire relazione e soddisfazione sessuale nelle donne

shutterstock_34411321Le disfunzioni sessuali sono sperimentate da molte donne. La Withania somnifera è una pianta medicinale nota per ottimizzare sia le condizioni fisiche che psicologiche e, sulla base di queste premesse, gli autori dello studio si sono posti l’obiettivo di verificare l’efficacia e la sicurezza dei suoi estratti nel migliorare le disfunzioni sessuali in donne sane. Allo scopo è stato utilizzato un estratto di radice di Withania (HCARE) a elevata concentrazione che è stato testato nell’ambito di uno studio pilota che ha coinvolto 50 donne assegnate random al gruppo trattato con HCARE o a quello trattato con placebo. Le partecipanti hanno assunto capsule con 300 mg di prodotto attivo o placebo due volte al giorno e per 8 settimane. Le funzioni sessuali sono state valutate utilizzando due scale psicometriche, la scala FSDS (Female Sexual Distress Scale) e l’indice FSFI (Female Sexual Function Index) e considerando il numero e l’esito degli incontri sessuali. Dall’analisi dei dati è emerso che l’assunzione di Withania ha determinato un miglioramento significativamente maggiore (verso placebo) del punteggio FSFI totale (p <0,001), del punteggio FSFI relativo ai domini “eccitazione” (p <0,001), “lubrificazione” (p <0.001), “orgasmo” (p = 0,004), e “soddisfazione” (p <0,001), del punteggio FSDS (p <0.001) e del numero degli incontri sessuali riusciti (p <0.001). Secondo gli autori dello studio i risultati ottenuti dimostrano che la somministrazione orale del preparato a base di Withania somnifera HCARE può migliorare la funzione sessuale nelle donne sane. L’articolo è disponibile integralmente e gratuitamente via PubMed. Ricerca realizzata da associati a vari istituti, fra questi: Trupti Hospital and Santati Fertility Center, Cosmos Paradise, Maharashtra, India.

Dongre S, Langade D, Bhattacharyya S. Efficacy and safety of ashwagandha (withania somnifera) root extract in improving sexual function in women: A pilot study. Biomed Res Int 2015;2015:284154.

Nuove linee dietetiche statunitensi e olio di palma

oilLe Linee guida dietetiche pubblicate di recente dal governo statunitense indicano l’olio di palma tra i grassi saturi il cui consumo complessivo non dovrebbe superare il 10% dell’apporto calorico quotidiano. Gli alimenti ad alto contenuto di grassi saturi presenti nel documento sono burro, latte intero, carni non etichettate come magre e oli tropicali come l’olio di cocco e di palma. L’indicazione del limite del 10% è stata decisa perché negli Stati Uniti si registra un consumo eccessivo di grassi saturi che aumentano il livello di colesterolo ematico, con conseguente aumento del rischio di disturbi cardiovascolari. Le linee guida suggeriscono di consumare oli provenienti da colza, mais, oliva, arachide, cartamo, soia e girasole e ricordano inoltre che oli sono naturalmente presenti anche in noci, semi, olive e avocado. Gli oli, si legge nelle linee guida, contengono un’alta percentuale di grassi monoinsaturi e polinsaturi e il loro consumo fa parte di abitudini alimentari sane, perché sono la principale fonte di acidi grassi essenziali e di vitamina E. I grassi contenuti in alcune piante tropicali, come l’olio di cocco, l’olio di palmisti e di palma, non sono inclusi nella categoria degli oli, poiché non assomigliano agli altri oli nella loro composizione e in più contengono una percentuale maggiore di grassi saturi rispetto agli altri oli. I produttori di olio di palma, attraverso il sito Palm Oil Health, hanno ribattuto che “le evidenze attualmente disponibili non supportano in modo chiaro le linee guida che incoraggiano un elevato consumo di acidi grassi polinsaturi e un basso consumo di grassi saturi totali”.