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Scrub ai sali marini

ER_cos_mag16_BIOSLINEMassaggiato sulla pelle umida si comporta come un vero trattamento di bellezza per il corpo. È Cell-Plus Aqua Scrub Esfoliante di Bios Line, creato per levigare e tonificare la pelle predisponendola all’applicazione dei successivi prodotti. Cell-Plus Aqua Scrub Esfoliante contiene: una miscela di sali marini, che esercitano un’azione esfoliante e tonificante; alghe azzurre, che favoriscono un effetto drenante e modellante; oli di mais, di germe di grano, di mandorle dolci e di jojoba, per dare alla pelle morbidezza e nutrimento. In vaso da 450 grammi.

 

 

Rosmarino: studio italiano evidenzia attività antitumorale in vitro

gruppo_ricerca_unipiIl glioblastoma multiforme (GBM) è un tumore cerebrale aggressivo e con un’elevata resistenza a radio e chemioterapia. Per questa ragione, negli ultimi anni, la ricerca si è concentrata sullo sviluppo di nuove strategie terapeutiche, inclusi alcuni composti naturali in grado di arrestare lo sviluppo del tumore. Uno di questi, il carnosolo (un diterpene presente nel rosmarino) si è rivelato promettente in questo campo, come ha mostrato una ricerca dell’Università di Pisa. Lo studio, finanziato nell’ambito dei progetti di ricerca di Ateneo PRA 2015 e condotto dai ricercatori del dipartimento di Farmacia, in particolare dal gruppo Biochimica di Claudia Martini e di Fitochimica di Alessandra Braca, è stato appena pubblicato sulla rivista The International Journal of Biochemistry & Cell Biology. Si è visto che il carnosolo agisce riattivando la proteina p53, un soppressore tumorale considerato uno dei più importanti fattori per il controllo dello sviluppo e della progressione della malattia, che risulta inattivo nel 50% dei tumori umani. Ancora più importante, la proteina ha prodotto effetti sinergici con il temozolomide, un farmaco antitumorale, e ha ridotto il ripristino della proliferazione delle cellule tumorali dopo la sospensione del farmaco stesso. Per la prima volta, dunque, è stato evidenziato il potenziale uso dei diterpeni nella sensibilizzazione delle cellule di glioblastoma alla chemioterapia, attraverso una ri-attivazione diretta della proteina p53, compiendo progressi anche nel delineare i meccanismi biochimici alla base degli effetti pro-apoptotici di questa molecola. “Il rosmarino è una delle piante aromatiche più utilizzate in cucina, ma anche in medicina per le sue proprietà terapeutiche – ha spiegato Chiara Giacomelli, prima autrice dello studio – In particolare alcuni suoi componenti, come il carnosolo, possono essere sfruttati come adiuvanti nelle tradizionali terapie anticancro”. Alcuni studi hanno già dimostrato le attività benefiche del rosmarino e dei suoi componenti. “Tuttavia, ad oggi siamo stati i primi a verificare gli effetti di questi composti su cellule tumorali in cultura di glioblastoma multiforme, tra i tumori cerebrali più aggressivi e con una sopravvivenza media tra le più basse. Si tratta dunque di una scoperta che può aprire allo studio di molecole con un impatto importante e concreto a livello nutraceutico e farmaceutico”, ha concluso Giacomelli.

Fonte: Giacomelli G, Natali L, Tricavelli L, Martini C. New insights into the anticancer activity of carnosol: p53 reactivation in the U87MG human glioblastoma cell line. The international journal of biochemistry & cell biology 74 · February 2016

Nella foto, da destra verso sinistra: Prof.ssa Alessandra Braca, Dott.ssa Letizia Natali, Dott.ssa Chiara Giacomelli, Prof.ssa Claudia Martini, Prof.ssa Maria Letizia Trincavelli, Dott.ssa Simona Daniele.

 

Estratti vegetali per regolare la pressione

ER_az_mag16_NATURANDOGrazie all’esperienza di tanti anni in ricerca sulle piante officinali, Naturando ha selezionato specifiche sostanze vegetali che hanno dimostrato benefici per aiutare a regolare la pressione arteriosa. In questo ambito, Prexosan è un integratore alimentare che si avvale della sinergia di quatto estratti vegetali in grado di favorire la fisiologica regolazione della pressione arteriosa: sono gli estratti dalla corteccia di eucommia, dalle foglie di olivo, dalle foglie e fiori di biancospino e dai fiori di ibisco. Seguendo uno stile di vita sano, Prexosan rappresenta una risposta naturale, efficace e sicura. In confezione da 30 compresse.

 

Prevenire la disfunzione erettile: i benefici dei flavonoidi

mirtilliL’eziologia predominante della disfunzione erettile (DE) è di tipo vascolare, ma sono disponibili dati limitati sul ruolo della dieta in quest’ambito. Sappiamo che una maggiore assunzione di diversi flavonoidi contribuisce a ridurre il rischio di alcune patologie, come il diabete e le malattie cardiovascolari, ma nessuna ricerca aveva finora esaminato l’associazione tra flavonoidi e funzione erettile. Secondo uno studio pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition, condotto presso i Dipartimenti di nutrizione della TH Chan School of Public Health di Harvard-Stati Uniti e della Norwich Medical School dell’University of East Anglia-Gran Bretagna, un’alimentazione contenente alcuni cibi ricchi di flavonoidi ridurrebbe il rischio di disfunzione erettile. A trarne beneficio sarebbero soprattutto gli uomini con meno di 70 anni. Lo studio prospettico ha riguardato 25.096 uomini del Professionals Follow-up Study: l’assunzione totale di flavonoidi e loro sottoclassi è stata calcolata tramite questionari sulle abitudini alimentari, che sono stati raccolti ogni 4 anni. I partecipanti a questa ricerca hanno valutato la loro funzione erettile nel 2000 (con report storici dal 1986) e di nuovo nel 2004 e nel 2008.  Durante gli anni di follow-up, il 35,6% di essi ha riferito un problema di DE. Dopo l’aggiustamento dei dati, tra cui i classici fattori di rischio cardiovascolare, alcune sottoclassi di flavonoidi sono state associate a una minore incidenza del problema. Più specificatamente i flavoni (P-trend = 0.006), i flavanoni (P-trend = 0.0009) e le antocianine (P-trend = 0.002). Nelle analisi stratificate per età, una maggiore assunzione di flavanoni, antocianine e flavoni è risultata associata in modo significativo con una riduzione del rischio di disfunzione erettile negli uomini con meno di 70 anni di età, e non in quelli più anziani (riduzione dell’11-16% del rischio; P-interazione = 0,002, 0,03 e 0,007 per flavoni, flavanoni e antocianine, rispettivamente). Nell’analisi basata sugli alimenti, la maggiore assunzione di frutta è stata associata a una riduzione del 14% del rischio di disfunzione erettile (p = 0,002). In particolare i maggiori benefici per la prevenzione sarebbero in mirtilli, more, ribes nero, ciliegie, ravanelli (tutti ricchi di antocianine), agrumi (ricchi di flavoni e flavanoni). Questi dati indicano che una maggiore assunzione abituale di alcuni alimenti specifici, ricchi in flavonoidi, è correlata a una minore incidenza di disfunzione erettile. Studi di intervento sono necessari per esaminare meglio l’impatto di aumentate quantità di questi alimenti sulla salute degli uomini.

Fonte: Aedín Cassidy, Mary Franz, and Eric B Rimm. Dietary flavonoid intake and incidence of erectile dysfunction. Am J Clin Nutr doi: 10.3945/ajcn.115.122010.

 

 

 

 

Probiotici e candidosi orale dell’anziano

IS216-009Uno studio clinico randomizzato a bracci paralleli in doppio cieco contro placebo ha valutato la somministrazione giornaliera di lattobacilli probiotici sulla candidosi orale di persone anziane e debilitate. Sono stati inseriti nella ricerca 215 anziani (età compresa fra 60 e 102 anni), che sono stati assegnati a ricevere 1 pastiglia contenente 2 ceppi dei batteri probiotici Lactobacillus reuteri (DSM 17938 and ATCC PTA 5289) oppure un placebo, 2 volte al giorno, mattina e sera, per 2 settimane. All’inizio dello studio e al follow-up sono stati raccolti campioni di saliva e di placca e i risultati sono stati valutati considerando la prevalenza di conteggi elevati di candida. I livelli di placca dentale e l’infiammazione gengivale sono stati considerati come misure di risultato secondarie dello studio. Dall’analisi dei risultati è emersa una riduzione statisticamente significativa (verso placebo) dell’elevata incidenza di candidosi nel gruppo trattato con il probiotico, con una differenza statisticamente significativa sia nei campioni di saliva sia in quelli di placca (P < 0.05). La conclusione di questa ricerca, realizzata in Svezia, è che l’utilizzo quotidiano di probiotici contribuisce a ridurre la prevalenza di un’elevata incidenza di candidosi orale in persone anziane e debilitate.

Fonte: Kraft-Bodi E, Jørgensen MR, Keller MK, Kragelund C, Twetman S. Effect of Probiotic Bacteria on Oral Candida in Frail Elderly. Dent Res. 2015 Sep;94(9 Suppl):181S-6S. doi: 10.1177/0022034515595950.

Boswellia in crema e danno da radioterapia

18013Uno degli effetti avversi più comuni e negativi della terapia radiante per le donne con tumore al seno sono l’eritema e altri danni di tipo dermatologico, che impattano negativamente la qualità di vita e possono influire anche sull’aderenza alle cure. Per questo problema non esistono, inoltre, trattamenti efficaci, neanche di tipo preventivo. L’azione della Boswellia (Boswellia serrata, Burseraceae) in quest’ambito è stata esaminata con uno studio a gruppi paralleli, randomizzato e con controllo placebo, italiano, che ha valutato l’efficacia e la sicurezza di una pomata a base della pianta (Bosexil®) ≥25% acidi tripterpenici totali (boswellici e lupeolici) e ≥10% di acidi β-boswellici) nel prevenire e alleviare il danno cutaneo da irradiazioni in donne sottoposte a radioterapia dopo un intervento per tumore mammario. Centoquattordici donne in radioterapia adiuvante post-chirurgica hanno ricevuto con metodo casuale una pomata a base di boswellia al 2% (n=55) o una pomata placebo (n=59). Le donne che ricevevano o avevano ricevuto chemioterapia concomitante erano 17 (31%) nel gruppo  boswellia e 19 (32%) in quello placebo. Le partecipanti allo studio erano tutte in sovrappeso e avevano caratteristiche simili dal punto di vista cutaneo (fototipo ecc.). Nel giorno della radioterapia le donne applicavano la pomata 2 volte al dì, subito dopo il trattamento e prima di coricarsi. Negli altri giorni l’applicavano la mattina e la sera. Le reazioni cutanee sono state valutate con una scala visuale (lievi, moderate e intense) e con un’analisi del colore computerizzata, mentre la tossicità è stata rilevata con la scala Radiation Therapy Oncology Group (RTOG – valori da 0 a 4).  L’endpoint primario dello studio era l’intensità degli eritemi, dopo aver raggiunto la dose di radiazioni di 50 Gy. Questa una sintesi dei risultati: più pazienti del gruppo placebo (49%) hanno riportato un eritema intenso rispetto al gruppo boswellia (22%); l’eritema è stato segnalato come leggero in intensità più spesso nel gruppo boswellia (36,4%) rispetto al gruppo placebo (20,3%). Le differenze nei gradi di intensità dell’eritema erano statisticamente significative (P=0,009) a favore del gruppo sperimentale. Gli effetti collaterali sono stati 29 nel gruppo placebo e 21 in quello boswellia. È stata, inoltre, osservata una tendenza maggiore verso la riduzione dei sintomi cutanei superficiali (prurito e bruciore) nel gruppo boswellia (10%) rispetto a quello placebo (22,5%). Questi risultati indicano che l’uso di una pomata a base di Boswellia serrata si è mostrato efficace nel ridurre l’uso di corticosteroidi topici ed è in grado di ridurre il grado di eritema e i sintomi cutanei; la pomata è stata ben tollerata. Sono necessari altri studi che confrontino la pomata a base di boswellia con altri agenti topici per confermare l’efficacia di questo trattamento in donne sottoposte a radioterapia.

Fonte: Togni S, Maramaldi G, Bonetta A, Giacomelli L, Di Pierro F. Clinical evaluation of safety and efficacy of Boswellia-based cream for prevention of adjuvant radiotherapy skin damage in mammary carcinoma: a randomized placebo controlled trial. Eur Rev Med Pharmacol Sci. 2015;19(8):1338-1344.

Mirtillo americano: revisione della American Herbal Pharmacopoeia

Large Cranberries with Green Leaves Isolated on White Background

Large Cranberries with Green Leaves Isolated on White Background

Nel 2002 l’American Herbal Pharmacopoeia (AHP) ha pubblicato gli standard riguardanti l’analisi, i controlli di qualità e il Compendio terapeutico del mirtillo rosso o americano (Vaccinium macrocarpon Aiton). Era una delle prime monografie redatte su questa pianta, che attualmente è uno degli integratori vegetali più popolari negli Stati Uniti e anche in Europa. Dopo quel primo Compendio sono stati pubblicati ricerche, trial clinici, metanalisi e studi di interazione e tutti questi lavori sono stati inclusi nella revisione del marzo 2016. Di particolare interesse il fatto che molti dei nuovi studi abbiano approfondito aspetti del meccanismo d’azione della pianta e dei composti responsabili dell’attività di antiadesione batterica, alla quale si deve ricondurre l’effetto benefico che il mirtillo americano esercita sui problemi del tratto urinario. Ciò consentirà una maggiore specificità nell’ambito dei controlli di qualità condotti sui preparati a base di questa pianta. Nei nuovi studi presi in considerazione della revisione, sono state trattate anche le potenziali interazioni fra il mirtillo americano e alcuni farmaci, e in particolare gli anticoagulanti come il warfarin. Di interesse anche un capitolo dedicato alle potenziali adulterazioni dei preparati a base di Vaccinium macrocarpon e in particolare degli estratti, e sui metodi per individuarle. La monografia e il compendio terapeutico sono stati ampliati di 96 pagine e rappresentano ad oggi lo strumento più completo e aggiornato su questa pianta, avendo incluso studi condotti dai migliori esperti internazionali della materia, tanto per gli operatori quanto per i consumatori. Maggiori informazioni sul sito dell’American Herbal Pharmacopoeia: https://www.herbal-ahp.org/

 

Curcumina e danno muscolare

young woman wears glasses in front of the swimming pool. Back.

young woman wears glasses in front of the swimming pool. Back.

La curcuma è una delle piante maggiormente studiate negli ultimi anni, in campi abbastanza diversi. Uno studio, da poco pubblicato sulla rivista BBA, ha osservato che la curcumina  è in grado di ridurre i marker biologici dell’infiammazione muscolare che segue un esercizio fisico intenso. Il danno muscolare indotto da un esercizio fisico (EIMD) e la dolorabilità a insorgenza ritardata muscolare (DOMS) producono un impatto sia nelle sessioni formative successive, sia nelle attività della vita quotidiana (ADL), anche negli individui attivi. Negli individui sedentari o malati, inoltre, tale impatto può essere ancora più marcato e manifestarsi anche in assenza di un esercizio fisico strutturato. Questo studio ha valutato gli effetti della supplementazione orale di curcumina su dolore muscolare e attività della vita quotidiana, creatin-chinasi (CK) e citochine infiammatorie (TNF-α, IL-6, IL-8, IL-10), a seguito di danno muscolare indotto dall’esercizio fisico. Ventotto persone sono state assegnate in modo casuale ad assumere curcumina (400 mg/die) o un placebo (farina di riso), supplementati da 2 giorni prima a 4 giorni dopo EMID. I campioni ematici raccolti prima e 1, 2, 3, e 4 giorni dopo l’esercizio fisico per misurare la CK e le citochine infiammatorie hanno mostrato che la curcumina ha determinato aumenti significativamente minori di CK (− 48%), TNF-α (− 25%) e IL-8 (− 21%) rispetto al placebo. La conclusione dei ricercatori è che il consumo di curcumina ha ridotto l’infiammazione ma non la dolorabilità muscolare. Questi risultati potrebbero tradursi in una più rapida ripresa e in una migliore capacità funzionale dopo l’esercizio fisico. Studi più completi e ampi sono tuttavia necessari per confermare e rendere più solido questo risultato.

Fonte: Brian K. McFarlin, Adam S. Venable, Andrea L. Henning, Jill N. Best Sampson et al. Reduced inflammatory and muscle damage biomarkers following oral supplementation with bioavailable curcumin. BBA Clinical, Volume 5, June 2016, Pages 72–78. doi:10.1016/j.bbacli.2016.02.003

 

Depurarsi con la schisandra

Fitomedical OKTra le referenze inserite da Fitomedical nella linea EST – Estratti Secchi in Tavolette, Schisandra EST è estratto secco titolato dei frutti di Schisandra chinensis (Turcz.) Baill. nella medicina cinese Wu Wei Zi. È adattogeno, immunostimolante e antiepatotossico; è anche uno stimolatore del Sistema Nervoso Centrale. Viene impiegato in condizioni di stress e astenia, con interessamento epatico e ripercussioni cognitive, nell’insufficienza epatica e in presenza di scarse capacità di concentrazione. Nella MTC schisandra opera come tonico di natura calda e secca, con proprietà astringenti, indicato a concentrare e riscaldare l’energia, e si oppone agli effetti tossici dei contaminanti ambientali e soprattutto delle scorie prodotte dai metabolismi cellulari.

 

Una scelta di vita ‘cruelty free’

mariella fiera parmaSecondo un recente articolo pubblicato su Nature, l’uomo deve molto dei suoi tratti distintivi – intelligenza, linguaggio, nonché aspetto fisico e struttura del volto – al passaggio a una dieta ricca di carne. Se l’ipotesi che, nello scenario evolutivo, la carne abbia avuto un ruolo determinante per farci diventare ciò che siamo è accattivante e scientificamente plausibile, non è plausibile invece il ritorno a un’alimentazione paleolitica e pesantemente carnivora. Anche perché, fra le altre cose, il nostro intestino è più simile a quello dei mangiatori di frutta che a quello dei carnivori.

Di scelte alimentari, della diffusione di modelli dietetici vegetariani e vegani e di come gestire le richieste di questi clienti in erboristeria, parla un articolo pubblicato sul numero 5-maggio 2016 a pag. 36 e segg. Partendo dai numeri che il fenomeno ha assunto in Italia dove, secondo il Rapporto Italia 2016 di Eurispes, i vegetariani sono ormai l’8% della popolazione e i vegani l’1%, in crescita ogni anno (+10-15%). Sempre Eurispes ci dice che la maggior parte dei vegetariani e vegani (46,7%) è mossa da ragioni che hanno a che fare con la salute e il benessere, il 30% dalla sensibilità nei confronti degli animali, mentre poco più del 12% deve la sua scelta alla tutela dell’ambiente.

Quali che siano le ragioni che sostengono questi orientamenti, che restano del tutto soggettivi, è un fatto che le abitudini alimentari della popolazione siano in costante mutamento, come rivelano numerosi indicatori. Non solo il più evidente, il calo del consumo di carne (-10%), ma anche quello del latte che, nel nostro Paese, è sceso del 7%, contro un aumento del 23% dei latti di origine vegetale (latte di soia, riso ecc.).

Fra le diverse correnti vegetariane, il veganesimo è certamente la più radicale, poiché implica una globale ridefinizione di consumi e abitudini, richiedendo comportamenti “virtuosi” non soltanto a tavola ma in generale nella vita quotidiana, con il conseguente rifiuto di tutti i prodotti di origine animale, derivati del cuoio, seta, piumini e lana inclusi. Che tutto ciò possa, in ultima analisi, contribuire al benessere collettivo è supportato anche dalla ricerca. Un recente studio dell’Università di Oxford ha stimato, ad esempio, che un’alimentazione meno carnivora e più centrata sui vegetali potrebbe ridurre le emissioni di gas serra cibo-correlate dal 30 al 70% (nel caso del veganesimo puro) entro il 2050 e abbassare la mortalità del 6-10%, producendo un risparmio di svariati miliardi all’anno della spesa sanitaria. Ed è corposa la letteratura che documenta gli effetti benefici sulla salute, in particolare su malattie cardiovascolari e patologie degenerative, incluso il tumore, di un’alimentazione di impronta vegetariana.

Quello dei vegani è anche il gruppo che, avendo forti motivazioni sul piano etico, riesce a influire maggiormente sul piano culturale. Agisce, infatti, come una comunità ed è molto attivo – grazie a una rete capillare di blog, social forum e riviste dedicate – nel propagandare uno stile di vita cruelty-free. Una visione che suscita simpatie e adesioni in particolare fra i giovani e le donne, ma alimenta anche aspre critiche, polarizzando il dibattito.

Ha fatto discutere molto, ad esempio, il film di Saverio Costanzo “Hungry Hearts”, dove l’ossessione vegana della protagonista Mina diventava il simbolo di un atteggiamento squilibrato, e da stigmatizzare, verso il cibo. Al di là di alcune semplificazioni, la pellicola indubbiamente toccava un tasto sensibile dell’alimentazione vegana: pur essendo in linea di massima biologicamente consona all’uomo, come lo è la dieta vegetariana flessibile, richiede qualche attenzione in più quando si applica a categorie più sensibili, come bambini, adolescenti e donne in gravidanza, per le eventuali carenze, ad esempio di vitamina B12, che può creare. E l’integrazione, in questo caso, dovrà avvalersi di prodotti vegani doc, già disponibili in commercio.

L’offerta dell’erborista, quindi, dovrà tenere conto anche delle esigenze di questi clienti, che nell’erboristeria possono trovare un luogo ad essi “affine”. La scelta vegana di tante persone, e soprattutto dei più giovani, sarà certamente un argomento su cui confrontarsi, indipendentemente dalle opinioni personali, poiché influirà su comportamenti e consumi futuri. Non è un caso che il mondo della farmacia abbia già creato un marchio ad hoc per segnalare al cliente un’attenzione e un’offerta specifiche.