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Dolori mestruali e cannella

Close up of a woman in pain with hands holding her crotch lower abdomen colored in red inflammation isolated on gray wall background

La dismenorrea primaria, i crampi pelvici dolorosi che si manifestano appena prima o durante le mestruazioni, può interferire con le attività quotidiane e avere un impatto negativo sulla qualità di vita della donna. Si ritiene che questo disturbo sia correlato alla produzione di prostaglandine da parte dell’endometrio durante le mestruazioni, soprattutto prostaglandina F2α (PGF2α).

Per trattare il problema si ricorre a farmaci, trattamenti non farmacologici, integratori alimentari ed erbe. La cannella (Cinnamomum verum, famiglia delle Lauraceae) viene utilizzata tradizionalmente per trattare diverse condizioni quali diarrea, dispnea, vaginite, reumatismi, nevralgie. La pianta ha proprietà antibatteriche, antisettiche, stimolanti e digestive.

Di recente un gruppo di ricercatori iraniani ha realizzato un trial clinico randomizzato in doppio cieco controllato con placebo per determinare l’azione della cannella sulla dismenorrea primaria.

Il gruppo sperimentale ha ricevuto capsule a base di Cannella (1000 mg), mentre il gruppo di controllo ha ricevuto come placebo capsule contenenti amido (1000 mg) durante le prime 72 ore di mestruazioni per due cicli continuativi. La gravità del dolore è stata valutata con una scala analogica visiva.

Le donne che hanno partecipato allo studio sono state seguite per due cicli. Statistiche descrittive, T test, analisi della varianza (ANOVA) a misure ripetute sono stati utilizzati per valutare le variabili quantitative continue e i test di Mann-Whitney e Chi-quadrato per quelle qualitative (nominali e ordinali).

I risultati hanno mostrato che l’intensità media della dismenorrea diminuiva in modo significativo nel tempo in entrambi i gruppi (tempo: P <0,001) e che questa riduzione era significativamente diversa nel tempo tra i due gruppi, con una riduzione significativamente maggiore nel gruppo sperimentale.

Anche il dolore nel gruppo sperimentale è risultato significativamente minore rispetto al gruppo placebo dopo il primo e il secondo trattamento rispetto alla baseline.

La cannella può ridurre l’intensità della dismenorrea primaria ed è dunque raccomandata – concludono gli autori dello studio –  per alleviare questa condizione.

 

Fonte: Jahangirifar M, Taebi M, Dolatian M. The effect of Cinnamon on primary dysmenorrhea: A randomized, double-blind clinical trial. Complement Ther Clin Pract. 2018 Nov; 33:56-60. doi: 10.1016/j.ctcp.2018.08.001.

 

 

Cedesi erboristeria

Causa cambio occupazione, cedesi attività di Erboristeria a Siena, collocata in zona commerciale Strada Massetana Romana 10. Aperta da oltre vent’anni, buon avviamento: www.erboristeriailsottobosco.it.

Contatti: Jacopo 3396953782, info@erboristeriailsottobosco.it

Ginseng, eustress e MDA

Sono stati valutati gli effetti del ginseng (Panax Ginseng) sui livelli sierici di malondialdeide (MDA) durante eustress in volontari sani. Nello studio sono stati inclusi 65 volontari sani reclutati fra gli studenti di medicina, con un’età media di 22,61 ± 3,63 anni. I partecipanti sono stati divisi in 2 gruppi: il gruppo in trattamento attivo (n=35, 20 ragazzi e 15 ragazze) che ha assunto Panax Ginseng (500 mg/die) e il gruppo di controllo (n=30, 16 ragazzi e 14 ragazze) trattato con placebo (500 mg/die). I dati sono stati rilevati alla baseline e dopo un mese di studio. E’ stata valutata l’induzione di stress psicologico, considerando compiti quotidiani in termini di prestazioni psicomotorie [TRT (Total Reaction Time), RRT (Recognition Reaction Time), MRT (Movement Reaction Time e altre] e test di accuratezza della memoria visiva. L’eustress è stato valutato considerando i risultati ottenuti con monitoraggio della scala PSS (Perceived Stress Scale).  Lo stress ossidativo è stato valutato considerando i livelli sierici di malondialdeide (MDA) che, come noto, possono risultare associati a stress psicologico, depressione e altro. Dalla sperimentazione è emerso che i partecipanti al gruppo di controllo hanno registrato aumenti significativi dei livelli sierici di malondialdeide (p = 0.0004) che correlavano con aumenti significativi della scala di stress percepito (p <0.0001), mentre nel gruppo trattato con Panax Ginseng è stata registrata una riduzione significativa dei livelli sierici di malondialdeide (p < 0,01) e un aumento comunque significativo della scala di stress percepito (p = 0,02). Una valutazione analitica dell’incremento dello stress percepito (unitamente alla riduzione MDA) fra i partecipanti al gruppo attivo (in particolar modo per quanto attiene al tempo di reazione totale) ha rivelato che livelli superiori di stress positivo (eustress) hanno attenuato l’incremento dello stress ossidativo. Le piccole dimensioni del campione potrebbero spiegare un risultato meno evidente nella scala dello stress. La conclusione dello studio è che l’assunzione di Panax Ginseng ha prodotto una riduzione significativa dello stress ossidativo e un aumento dello stress positivo.

 

Al-Kuraishy HM, and Al-Gareeb AI. Eustress and Malondialdehyde (MDA): Role of Panax Ginseng: Randomized Placebo Controlled Study. Iran J Psychiatry. 2017Jul;12(3):194-200.

 

 

 

Tè verde e calo ponderale

Il tè verde (Camellia sinensis), una bevanda molto popolare in tutto il mondo, è stato ampiamente studiato per i suoi effetti benefici sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari e del metabolismo.

Studi pubblicati in letteratura hanno segnalato che l’estratto di tè verde contribuisce a contrastare la resistenza all’insulina e modifica favorevolmente il metabolismo dei grassi.

Fra gli altri benefici attribuiti al tè verde si ricordano l’attività antiossidante, antipertensiva e antinfiammatoria. In particolare, è stato dimostrato che il tè verde aumenta il dispendio energetico e la capacità di bruciare i grassi contribuendo, dunque, a migliorare iperlipidemia e iperglicemia. Tale attività è ricondotta principalmente ai polifenoli presenti nella sua composizione.

Un recente studio clinico randomizzato crossover, in doppio cieco controllato con placebo ha esaminato gli effetti di un integratore a base di estratto di tè verde su donne in sovrappeso e obese che presentavano alti livelli di colesterolo LDL.

Settantatré donne su 90 di età compresa tra 18 e 65 anni, con indice di massa corporea (BMI) ≥ 27 e colesterolo LDL ≥ 130 mg/dl sono state incluse nell’analisi e suddivise casualmente in Gruppo A e Gruppo B. Il gruppo A ha ricevuto un trattamento con un integratore a base di estratto di tè verde per le prime 6 settimane, mentre il Gruppo B ha ricevuto un placebo giornalmente. Dopo 6 settimane di trattamento e 14 giorni di washout, il Gruppo A è passato al placebo e il Gruppo B al trattamento con tè verde per 6 settimane. La riduzione del livello di colesterolo LDL è stata valutata come outcome insieme a misurazioni antropometriche e altri parametri all’inizio delle settimane 6, 8 e 14 dopo il trattamento.

I soggetti trattati con estratto di tè verde (73) per 6 settimane hanno mostrato differenze significative, con una riduzione del 4,8% (p = 0,048) del colesterolo LDL e un aumento del 25,7% (p = 0,046) di leptina, l’ormone proteico che regola il senso di sazietà. Non sono emerse differenze statisticamente significative nei livelli di colesterolo totale, trigliceridi e colesterolo HDL tra i due gruppi dopo i trattamenti.

Questo studio ha mostrato dunque che l’estratto di tè verde aumenta il livello di leptina e riduce il colesterolo LDL in donne in sovrappeso e obese dopo 6 settimane di trattamento, anche se non ci sono stati cambiamenti significativi in altri marcatori biochimici correlati al sovrappeso.

 

Fonte¨Lin-Huang Huang et al.Effects of green tea extract on overweight and obese women with high levels of low density-lipoprotein-cholesterol (LDL-C): a randomised, double-blind, and cross-over placebo-controlled clinical trial. BMC Complementary and Alternative Medicine 2018 18:294.

https://doi.org/10.1186/s12906-018-2355-x

 

Le spezie nella medicina ayurvedica

La scienza medica dell’Ayurveda tiene in gran considerazione le spezie e le piante aromatiche.

In questo libro vengono descritte in modo esauriente circa 30 piante aromatiche della medicina tradizionale indiana evidenziando per ognuna di esse le caratteristiche botaniche, l’habitat, le parti utilizzate, i principi attivi, le proprietà e qualità, le associazioni e i sinergismi, le avvertenze e controindicazioni, le preparazioni fitoterapiche e i rimedi popolari, l’utilizzo in cucina secondo l’antica scienza ayurvedica.

Per l’Ayurveda le spezie sono veri e propri rimedi naturali in grado di agire sulle tre energie sottili (Vāta, Pitta, Kapha) che regolano tutti i processi metabolici e mentali.

In particolare le spezie:

  • conferiscono maggiore appetibilità ai cibi;
  • ne esaltano il gusto e il sapore;
  • stimolano l’appetito;
  • attivano Agni, il fuoco digestivo, rendendo i cibi più digeribili;
  • favoriscono la conservazione dei cibi;
  • trasmettono alle pietanze le loro proprietà terapeutiche;
  • riducono gli effetti negativi di alcuni alimenti;
  • agiscono sui tre dosha Vāta, Pitta, Kapha pacificandoli o stimolandoli.

Questo libro si propone di essere di stimolo per coloro che desiderano apprendere le proprietà terapeutiche delle spezie secondo l’Ayurveda.

 

Autore
Luciano Zambotti
medico chirurgo, è specialista in scienze dell’alimentazione e dietetica. L’autore da diversi anni tiene seminari e conferenze sulle piante medicinali, la medicina ayurvedica e la medicina tibetana. È docente di alimentazione e medicina ayurvedica presso la FIY (federazione italiana yoga) e di medicina tibetana presso il Kunpen Lama Gangchen di Milano.

 

Un mare di agrumi: dalla coltivazione al prodotto finito

La biblioteca dell’ex convento dei Cappuccini a Pisa ospiterà il 14 dicembre prossimo questo workshop interamente dedicato agli agrumi. L’evento, organizzato in collaborazione con la SIF (Società Italiana di Fitochimica e delle scienze delle piante medicinali, alimentari e da profumo), vede tra gli enti patrocinatori l’Università di Pisa e la SIROE.

L’evento rientra nell’ambito del progetto transfrontaliero Mare d’Agrumi (“MARchio turistico e biotEcnologie verDI per lo sviluppo di Imprese su una risorsa comune: gli AGRUMI – MA.R.E.D.I.AGRUMI”), finanziato dal programma Interreg Marittimo 2014-2020.

Il programma prevede:
10:00 Saluti istituzionali – Rettore UNIPI; Direttore Dipartimento di
Farmacia; Presidente della SIF
10:30 – 11:45 Presentazione del Progetto Mare d’Agrumi a cura del
Capofila (Comune di Savona)
10:45 – 11:05 Gli agrumi nella storia (P. E. Tomei – UniPI)
11:05 – 11:25 Classificazione ed evoluzione degli agrumi (F. Curk/ F. Luro
– INRA- Corsica)
11:25 – 11:45 Le coltivazioni: il giardino degli agrumi (A. Tintori, Oscar
Tintori Vivai)
11:45 – 12:05 I composti bioattivi “volatili e non” degli agrumi (I.
Bonaccorsi – UniME)
12:05 – 12:25 Difesa fitosanitaria degli agrumi minori dell’alto Tirreno. Le
malattie degli agrumi (G. Minuto –CERSAA-Albenga)
12:25 – 13:00 Breve discussione
13:00 – 14:30 Lunch break
14:30 – 14:50 Agrumi e benefici sulla salute (L. Testai – UniPI)
14:50 – 15:10 Processi innovativi nella trasformazione degli agrumi (A.
Zinnai – UniPI)
15:10 – 16:30 Le produzioni locali minori:
• Chinotto di Savona (M. Abaton – La Rete del Chinotto)
• Agrumi Massesi (P. P Lorieri, Gruppo Culturale Castagnetola)
• La Pompia (G. Nieddu – UniSS)
16:30 – 17:00 Presentazione prodotti Mare d’Agrumi
17:00 – 17:30 Discussione e chiusura lavori.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’iscrizione è gratuita ma per questioni organizzative deve essere formalizzata entro il 7 dicembre 2018.scheda iscrizione_MARE di AGRUMI

Inviare mail a: luisa.pistelli@unipi.it

Contro i pidocchi…

L’aumento della resistenza dei pidocchi ai preparati utilizzati di norma (insetticidi locali) e l’interesse dei consumatori circa la loro sicurezza hanno determinato un aumento dei trattamenti alternativi o naturali per affrontare questo problema. Tuttavia, molti di questi prodotti sono stati studiati poco e in alcuni casi non sono stati testati.

A tale proposito si segnala uno studio multicentrico, randomizzato a gruppi paralleli (trial 1) condotto in Australia. Lo studio ha messo a confronto la sicurezza e l’efficacia nei bambini di un trattamento contro la pediculosi del capo a base di olio di eucalipto australiano e Leptospermum petersonii (EO/LP, applicato tre volte con intervalli di 7 giorni tra le applicazioni) con un trattamento contenente piretrina con piperonil butossido (schiuma P/PB, applicata due volte con un intervallo di 7 giorni).

In precedenza era stato condotto uno studio pilota in singolo cieco (trial 2) per valutare l’efficacia della soluzione naturale dopo una applicazione singola; inoltre sono stati effettuati test di irritazione della pelle e sensibilizzazione utilizzando tale soluzione in adulti e bambini. Successivi test in vitro hanno valutato ulteriormente l’efficacia pediculocida e ovicida di questa soluzione.

La preparazione è risultata efficace più del doppio contro l’infestazione da pidocchi rispetto alla schiuma (Trial 1; 83% vs 36%, P <0,0001), ed è stata riscontrata anche un’efficacia del 100% contro i pidocchi dopo una singola applicazione (trial 2).

Sono stati riportati lievi effetti collaterali sotto forma di prurito transitorio e bruciore. Ulteriori test cutanei con la soluzione a base di olio di eucalipto e Leptospermum petersonii (un arbusto le cui foglie hanno un aroma molto simile a quello del limone) non hanno riportato irritazione nei bambini né sensibilizzazione negli adulti.

L’esposizione in vitro di pidocchi e uova alla soluzione EO/LP ha determinato una mortalità del 100%, facendo concludere ai ricercatori che la soluzione testata è efficace, sicura e facile da usare e rappresenta quindi una valida alternativa nel trattamento della pediculosi del capo.

Fonte: Greive KA, Barnes TM. The efficacy of Australian essential oils for the treatment of head lice infestation in children: A randomised controlled trial. Australas J Dermatol. 2018 May;59(2):e99-e105.

Potenziali benefici del tè verde sul fegato grasso

Uno studio pubblicato sul numero di ottobre 2018 della rivista Phytotherapy Research ha valutato l’efficacia della supplementazione di tè verde (Camellia sinensis) sul trattamento del fegato grasso non alcolico. Denominata anche steatosi epatica non alcolica (NAFLD), è una condizione piuttosto frequente nei paesi occidentali, con una prevalenza stimata intorno al 20-30% della popolazione generale, e caratterizzata dall’accumulo di grassi nel fegato.

La causa di questo problema è metabolica: normalmente infatti le cellule epatiche coniugano gli acidi grassi liberi nel sangue – introdotti con la dieta e prodotti dal metabolismo – con gli zuccheri, dando origine a lipidi complessi come i trigliceridi, accumulabili nel fegato per deposito e riserva energetica e da sfruttare all’occorrenza. Sovrappeso, dislipidemia, diabete, malattie intestinali o abuso di alcuni farmaci (ad esempio i cortisonici) possono aumentare il carico di lavoro per il fegato, che si trova così a immagazzinare più grassi del necessario.

Gli autori di questo studio hanno effettuato una ricerca sistematica nelle principali banche dati elettroniche medico-scientifiche, tra cui PubMed, Scopus, Web of Science e Google Scholar, fino al 30 ottobre 2017, per individuare le evidenze corrispondenti ai criteri di inclusione.

La dimensione dell’effetto è stata presentata come differenza media con gli intervalli di confidenza (IC) al 95%. La metanalisi dei dati di quattro studi ha indicato che l’assunzione di preparati a base di tè verde esplica effetti significativi sulle concentrazioni ematiche di alanina aminotransferasi (-12,81 U / L, IC 95%: da -18,17 a -7,45) e aspartato aminotransferasi (-10,91 U / L; IC 95% da -19.66 a -2.17).

Un effetto positivo del tè verde è stato osservato anche sull’indice di massa corporea (-2,08 kg/cm2, IC 95%: da -2,81 a -1,36), sui livelli di trigliceridi (-31,87 mg/dl, IC 95%: -40,62 a -23,12 ), colesterolo totale (-27,57 mg/dl; IC 95%: -36,17 -18,98) e colesterolo LDL (-14,15 mg/dl; IC 95%: -23,69 a -4,60); nessun effetto significativo è stato rilevato sulle concentrazioni ematiche del colesterolo HDL (7,41 mg/dl, IC 95%: -1,49 a 16,30) e sul modello omeostatico per la stima della resistenza insulinica (-4,06, IC 95%: -10,22 a 2,09).

Da questa revisione sistematica con metanalisi degli studi disponibili sull’azione del tè verde in questo ambito si riscontrano quindi potenziali benefici della supplementazione di Camellia sinensis sul fegato grasso non alcolico.

Fonte: Mansour-Ghanaei F, Hadi A, Pourmasoumi M, et al. Green tea as a safe alternative approach for nonalcoholic fatty liver treatment: A systematic review and meta-analysis of clinical trials. Phytother Res. 2018 Oct;32(10):1876-1884. doi: 10.1002/ptr.6130.

 

Assoerbe, eletti i nuovi organi direttivi

Sono stati rinnovati gli organi direttivi dell’associazione Assoerbe per il quadriennio 2018-2022.

Con approvazione unanime il Presidente eletto è il dr. Renato Iguera di Indena Spa. La dr.ssa Irene Minardi, della Minardi A & Figli, sarà la vicepresidente, mentre Carlo Sessa, della Carlo Sessa Spa, è il presidente emerito.

I Consiglieri eletti sono: Amor Goma (Amway Italia), Mauro Breseghello (Breseghello Pietro Spa), Antonella D’Alonzo (ACEF/Arda Natura Spa), Fulvio De Caro (Martin Bauer Spa), Alessandro Storzini (Indena Spa), Matteo Di Rocco (Bauer srl), Luca Cornioli (Biokyma srl).

 

 

Laureata cercasi

Farmacia Erboristeria in Toscana cerca una figura laureata in Tecniche Erboristiche (o similari) con almeno due anni di esperienza di lavoro al pubblico nel settore. La professionalità richiesta dovrà essere proattiva, dinamica, professionale e orientata a lavorare per obiettivi. Per le candidature inviare curriculum vitae all’indirizzo info@farmaciacontucci.it