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I semi di lino aiutano nella sindrome metabolica

Sono stati valutati gli effetti della supplementazione con semi di lino sulla sindrome metabolica. In particolare sono stati confrontati i risultati del solo cambiamento dello stile di vita verso questa modifica unitamente alla supplementazione con semi di lino. Si è trattato di uno studio clinico randomizzato e controllato che ha coinvolto 44 persone con diagnosi di sindrome metabolica. I partecipanti sono stati assegnati al gruppo che ha ricevuto counselling sullo stile di vita (gruppo di controllo) o questo più 30 g/die di semi di lino macinati. Dalla sperimentazione è emerso che la percentuale di persone con sindrome metabolica è diminuita (rispetto ai valori basali) del 50% e del 82%, rispettivamente nel gruppo di controllo e di intervento. Rammentiamo che la diagnosi di sindrome metabolica si ha con la co-presenza di 2 fattori di rischio (come glicemia, ipertensione, ipertrigliceridemia, bassi valori di HDL). Il tasso di reversibilità dell’obesità centrale (somma di grasso viscerale e sottocutaneo) è risultato più elevato nel gruppo con semi di lino (36%) rispetto al gruppo di controllo (13%). Sempre nel gruppo con semi di lino è stata osservata una maggiore riduzione della resistenza all’insulina rispetto a quanto rilevato nel gruppo di controllo (p <0.001). Il peso corporeo, la circonferenza vita e l’indice di massa corporea sono diminuiti in termini significativi in entrambi i gruppi, con una riduzione significativamente maggiore nel gruppo che ha assunto anche semi di lino (p <0.05). In nessun gruppo sono stati osservati cambiamenti significativi relativamente ai valori della pressione sanguigna. Gli autori della sperimentazione concludono osservando che quanto emerso dallo studio documenta che, in pazienti con sindrome metabolica, la somministrazione di semi di lino, unitamente a modificazione dello stile di vita, risulta essere più efficace dei soli cambiamenti dello stile di vita. Ricerca realizzata da associati a vari istituti, fra questi: Department of Clinical Nutrition and Dietetics, Faculty of Nutrition and Food Technology, National Nutrition and Food Technology Research Institute, Shahid Beheshti University of Medical Sciences, Tehran, Iran.

 

Yari Z, Rahimlou M, Poustchi H, Hekmatdoost A. Flaxseed supplementation in metabolic syndrome management: A pilot randomized, open-labeled, controlled study. Phytother Res 2016, May 6 [Epub].

 

 

Benefici dell’olio di camomilla sui sintomi del tunnel carpale

chamomile with leaves on a white background

chamomile with leaves on a white background

Sono stati valutati gli effetti di un trattamento topico con olio di camomilla (Matricaria chamomilla) standardizzato in pazienti con sindrome del tunnel carpale grave; questo come trattamento complementare alla terapia in corso. Si è trattato di uno studio clinico pilota randomizzato, in doppio cieco e controllato verso placebo. 26 pazienti con documentata sindrome del tunnel carpale grave sono stati trattati con una stecca rigida notturna più olio di camomilla o placebo per uso topico. I pazienti sono stati istruiti a utilizzare l’olio prescritto (placebo o camomilla) per 4 settimane, due volte al giorno. Lo stato sintomatico e funzionale dei pazienti e i loro parametri elettrodiagnostici sono stati valutati all’arruolamento nello studio e alla fine dello stesso. Alla conclusione dello studio è stato osservato nel gruppo con olio di camomilla un miglioramento significativo (verso gruppo placebo) dello stato sintomatico e funzionale (rispettivamente p = 0.019 e p = 0.016). I parametri elettrodiagnostici non hanno mostrato variazioni significative tra i due gruppi. Gli autori della sperimentazione concludono osservando che l’olio di camomilla ha migliorato lo stato sintomatico e funzionale dei pazienti con sindrome del tunnel carpale grave. L’entità del beneficio dovrà essere esplorata nel corso di studi più ampi e strutturati. Ricerca realizzata da associati a vari istituti, fra questi: Noncommunicable Diseases Research Center, Fasa University of Medical Sciences, Fasa, Iran; Department of Traditional Medicine, School of Medicine, Fasa University of Medical Sciences, Fasa, Iran.

Hashempur MH, Lari ZN, Ghoreishi PS, Daneshfard B, Ghasemi MS, Homayouni K, Zargaran A. A pilot randomized double-blind placebo-controlled trial on topical chamomile (matricaria chamomilla L.) Oil for severe carpal tunnel syndrome. Complement Ther Clin Pract 2015, Nov; 21(4):223-8.

 

Sapone con ginepro nero profumato

imm_sapone_gnTra le novità presentate di recente da L’Erbolario, una linea cosmetica che sfrutta le proprietà del cumino nero e del ginepro nero. Quest’ultimo, infatti, dà il nome a questa linea della quale presentiamo Ginepro Nero Sapone Profumato, un panetto quadrato da 100 grammi, con una base detergente vegetale da oli di cocco e di oliva. La ricetta del sapone affianca alle proprietà energizzanti e idratanti di cumino e ginepro neri, quelle adsorbenti dell’argilla vulcanica e del carbone vegetale e la protezione che dà alla pelle l’idrolizzato di sesamo nero. Adatto a tutti i tipi di pelle.

Giovani leve avanzano

mariella-fiera-parmaUn recente rapporto dell’American Botanical Council (ABC) riferisce che negli Stati Uniti la vendita di integratori con ingredienti vegetali nei diversi canali ha registrato nel 2015 un vero boom, con una crescita del 7.5%. Ciò concretamente equivale a un mercato che sfiora i sette miliardi di dollari. Una performance, ha commentato il direttore di ABC Mark Blumenthal, che rappresenta il secondo miglior risultato nell’ultimo decennio, a conferma dell’interesse dei consumatori per prodotti che sono ormai percepiti come “una componente fondamentale di uno stile di vita salutare”.

Fatte salve le fisiologiche e consistenti differenze fra il mercato statunitense e quello europeo e nazionale, vale la pena però declinare questi dati nello spaccato di realtà che più di altri interessa gli erboristi, per capire qual è la situazione nel settore. E per rispondere a questa domanda lo strumento più oggettivo sono i dati raccolti da Unioncamere, che monitora a cadenza semestrale il numero di erboristerie sul territorio nazionale. Per i nostri lettori è un appuntamento ricorrente e poiché ci si avvicina a fine anno, la divulgazione di queste cifre è quasi doverosa, come le riflessioni che possono scaturirne.

Prendendo come riferimento la rilevazione al 30.6.2016, l’ultima ad oggi disponibile, emerge che le erboristerie registrate in Italia sono, a questa data, 4.325. Un buon numero si direbbe, ma in realtà se si compara la cifra a quella di fine 2015, si scopre che in un semestre hanno chiuso 21 esercizi commerciali. In termini statistici non è molto, trattandosi in definitiva di un calo dello 0,5% e, come abbiamo detto in altre occasioni, è poca cosa se si confronta con il disastro di altri settori del commercio. Non la si può ritenere però neanche una buona notizia, perché dietro ogni impresa che chiude ci sono persone, famiglie, comunità, storie di vita. E c’è anche la rappresentazione obiettiva di quanto il settore eserciti oggi un’attrattiva, spinga cioè delle persone a investire tempo ed energie nell’apertura di un’erboristeria.

Entrando poi nelle pieghe della rilevazione di UnionCamere, si scopre che il segno negativo, anche se parliamo di piccoli numeri, riguarda aree tradizionalmente trainanti per l’economia del nostro Paese. Regioni come la Lombardia e il Lazio, con la chiusura rispettivamente di 8 e 6 punti vendita (-1,2%), ma anche regioni che hanno sempre rappresentato nell’ambito erboristico un elemento di forza come il Veneto (-0,4%), il Friuli Venezia Giulia (-2,1%) o la Toscana (-0,9%). Performance negative anche per l’Umbria, con una riduzione del 3,1%, Calabria (-2.3%), Puglia (-1,8%) e Basilicata, dove la chiusura di due erboristerie si traduce nella fredda rappresentazione statistica in un -7,1%.

Più incoraggiante la situazione in Abruzzo e Sicilia, che presentano entrambe una crescita del 2,2%, Marche con un +1,5% e Sardegna, con una crescita percentuale, rispetto all’anno precedente, dello 0,9%. Infine, il Molise, dove paradossalmente si è registrato un aumento percentuale del 12,5%, che va tuttavia contestualizzato nei piccoli numeri di quella regione; più o meno stabili gli altri territori.

Se questo è il bicchiere mezzo vuoto, di cui comunque non possiamo non parlare, il mezzo pieno è la constatazione che, complessivamente, il comparto resiste e anche qui chiamiamo a supporto i numeri. Infatti, senza minimizzare in alcun modo la perdita di 21 negozi, il numero attuale di erboristerie, che era cresciuto di qualche decina nel 2015, rimane comunque leggermente superiore a quello del 2012, quando gli esercizi in attività erano 4.321.

Il settore dunque tiene, non tracima ma, dopo anni di difficoltà, non può bastare ed è, in piccolo, ciò che caratterizza l’economia nazionale, dove gli auspicati venti di ripresa restano flebili brezze e non soffiano ancora con il necessario vigore.

Un motivo di soddisfazione però c’è e si trova in quei giovani che decidono comunque di investire nell’erboristeria, spesso dopo anni di studi universitari rafforzati con successivi percorsi formativi. Ad essi occorre guardare con fiducia e non è un caso che le ultime interviste pubblicate sulla nostra rivista abbiano riguardato le loro storie. Senza nulla togliere, ovviamente, agli erboristi di vecchia data che con passione e competenza continuano a fare il proprio lavoro!

L’estratto di cipolla può migliorare la disfunzione endoteliale

4.1.1

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Numerose evidenze segnalano che l’assunzione, acuta o cronica, di cibi ricchi in polifenoli può migliorare la funzione endoteliale. La disfunzione endoteliale risulta implicata nell’ipertensione, nell’aterosclerosi, nei processi infiammatori e in altre condizioni e patologie che coinvolgono la funzione barriera dell’endotelio, la coagulazione e altro. La quercetina si trova abbondantemente nella cipolla ed è un flavonoide con potente attività antiossidante. Gli autori di questo studio si sono posti l’obiettivo di valutare se l’assunzione di estratto di buccia di cipolla (OPE) può, o meno, migliorare la funzione endoteliale in persone in sovrappeso e obese. Si è trattato di uno studio clinico randomizzato, in doppio cieco e controllato verso placebo che ha coinvolto 72 persone sane in sovrappeso od obese. I partecipanti sono stati assegnati random al trattamento con capsule contenenti OPE [50 mg di quercetina due volte al giorno (100 mg/die); n = 36] o capsule identiche contenenti placebo (n = 36) per 12 settimane. Al basale e alla conclusione dello studio è stata valutata la funzione endoteliale prendendo in considerazione la dilatazione flusso-mediata (endotelio dipendente; FMD), le cellule progenitrici endoteliali circolanti (EPC) mediante citometria di flusso e altri test di laboratorio. L’analisi delle caratteristiche basali (cliniche e di laboratorio) di tutti i pazienti non ha rilevato differenze significative tra i due gruppi. Dopo 12 settimane il gruppo che ha assunto OPE ha mostrato, relativamente ai valori basali, miglioramenti significativi della dilatazione flusso-mediata (da 12,5±5,2 a 15,2±6,1; p = 0,002), mentre nel gruppo con placebo al medesimo momento non è stata osservata alcuna differenza. La dilatazione mediata da nitroglicerina (endotelio indipendente) non è cambiata in nessuno dei due gruppi. Sempre nel gruppo con OPE sono risultate significativamente aumentate sia la conta delle cellule progenitrici endoteliali (44,2±25,6 verso 52,3±18,6; p = 0.005) che la percentuale di EPC. Quando i risultati FMD sono stati suddivisi in quartili, il tasso di pazienti con disfunzione endoteliale associati al quartile più basso (valore soglia -cutoff- 8,6%) di FMD è migliorato passando dal 26% al 9%. Gli autori concludono osservando che la somministrazione a medio termine di estratto di buccia di cipolla ha migliorato la dilatazione flusso-mediata e il numero (assoluto e percentuale) delle cellule progenitrici endoteliali circolanti. Ricerca realizzata da associati a vari istituti, fra questi: Division of Cardiology, Department of Internal Medicine, Kyung Hee University College of Medicine, Kyung Hee University, Seoul, Repubblica Corea.

 

Choi EY, Lee H, Woo JS, Jang HH, Hwang SJ, Kim HS, et al. Effect of onion peel extract on endothelial function and endothelial progenitor cells in overweight and obese individuals. Nutrition 2015, Sep;31(9):1131-5.

 

 

Alga Kelp per il metabolismo rallentato

ER_az_ott16_AESSERENei casi di metabolismo rallentato e in carenza di iodio, Stur Dee – Aessere consiglia l’utilizzo dell’integratore alimentare Alga Marina, a base di alga Kelp. Della famiglia delle alghe brune, la Kelp è ricca di sostanze nutritive, di vitamine, minerali, enzimi e oligoelementi. L’integratore è un valido alleato per la riduzione del colesterolo e la regolarizzazione della glicemia nel plasma. Inoltre, è utile per l’elininazione delle feci attraverso un’azione meccanica di tipo osmotico a livello intestinale. In flacone da 250 compresse.

 

Tisana biologica di mate

ER_az_ott16_ERBAMEALa linea Yerbamate di Erbamea è costituita da tre prodotti: capsule, fluido in bustine e, quello che segnaliamo, Yerbamate Tisana Biologica. È un integratore alimentare che, abbinato a uno stile di vita adeguato, può essere utile in una dieta ipocalorica finalizzata a favorire l’equilibrio del peso corporeo stimolando il metabolismo. Oltre alle foglie di mate biologico, contiene frutti di finocchio e fiori di karkadè, anch’essi certificati da agricoltura biologica, che coadiuvano il fisiologico drenaggio dei liquidi corporei. L’assunzione consigliata è di 2 tazze di tisana al giorno, che apportano mediamente 2100 mg di mate, 600 mg di finocchio, 300 mg di karkadè e 50 mg di caffeina. In confezione da 20 bustine, senza glutine.

Gocce e compresse per il tessuto osseo

ER_az_ott16_CABASSIDUEIn caso di aumentato fabbisogno di vitamina D, da Cabassi & Giuriati è disponibile, sia in gocce sia in compresse masticabili, l’integratore alimentare Nutriva Vegan D3 1000 UI. La denominazione dell’integratore dà indicazione circa il contenuto (per compressa o per 10 gocce), cioè 25 mcg di vitamina D3 vegetale pari a 1000 UI. La vitamina D3 utilizzata nell’integratore è estratta da licheni direttamente nel loro sito di coltivazione (sostenibile) per garantire la freschezza dell’olio. La vitamina D contribuisce anche a sostenere le naturali difese dell’organismo e il metabolismo ormonale. Flacone gocce da 50 ml e flacone compresse masticabili da 60. È adatto a vegetariani e vegani.

 

Fungo maitake ad azione antipertensiva

ER_az_ott16_FREELANDIntegratore funzionale di Freeland contenente il 100% di frutto intero del fungo Grifola frondosa, Maitake risulta molto utile nel ridurre l’ipertensione. Ha dimostrato di ridurre la pressione sistolica agendo sul sistema renina-angiotensina, risultando un antipertensivo naturale molto efficace; uno studio giapponese ha dimostrato che la somministrazione della polvere di Maitake è in grado di ridurre l’accumulo di grassi e mantenere costante il livello della HDL, migliorare il profilo lipidico, prevenendo il rischio cardiovascolare. Il fungo utilizzato in Maitake è coltivato in Germania, secondo gli standard europei di prodotto biologico, essiccato a freddo (<32°) e macinato grossolanamente in polvere per non denaturare le sostanze bioattive. Flacone da 100 capsule.

 

Nutraceutici, un mercato in sviluppo

pills, many pills! medicine, drug. hand of a child

pills, many pills! medicine, drug. hand of a child

Secondo i dati KPMG, le vendite del mercato dei prodotti nutraceutici raggiungeranno globalmente 250 mld di dollari nel 2018, circa 5 volte il valore dello stesso mercato a inizio anni 2000.

Negli ultimi 12 mesi, terminati ad agosto 2016, il mercato degli integratori alimentari anche in Italia ha continuato a crescere raggiungendo un valore di 2,66 miliardi di euro, per un totale di 189,9 milioni di confezioni vendute. L’andamento positivo coinvolge tutti i canali monitorati, con la farmacia primo canale di vendita (fonte FederSalus).

A sostegno di tale comparto, che interessa sia l’industria alimentare sia quella farmaceutica, una forte crescita, che è correlata, fra l’altro, al fatto che gli integratori alimentari, a differenza di alimenti o farmaci, intervengono in numerose condizioni, dall’ambito delle difese immunitarie a quello dello sport, dal controllo del peso al diabete, oltre che nel supporto al trattamento di problemi cardiovascolari, osteoarticolari e gastrointestinali. Altri fattori di rilievo sono l’interesse diffuso del consumatore e quello delle grandi industrie, che stanno via via investendo in un mercato con un alto tasso di crescita.

Per quanto riguarda questo settore, il Ministero della Salute ha proposto di recente una bozza di “Norme di Buona Fabbricazione di Integratori alimentari”.

Il documento, che è ancora nella fase preliminare, traccia le linee guida per una corretta produzione degli integratori e suggerisce di compilare per ogni prodotto un “Dossier master di prodotto” e un “Dossier master di fabbricazione”.

Il primo dovrebbe contenere i dettagli riguardanti le caratteristiche di composizione del prodotto finito, mentre il secondo raccoglierà le informazioni circa le attività di produzione del lotto (numero di lotto, date e orari delle operazioni di produzione, identificativi di personale, apparecchiature e linee di lavorazione ecc.).