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Olio detergente nutriente dalla nascita

Una formulazione rigorosa armonizza sinergicamente gli effetti degli ingredienti funzionali e la lavorazione scrupolosa garantisce al prodotto purezza e stabilità. Dedicato alle pelli sensibili, delicate e particolarmente secche, Helan propone nella Linea Bimbi il Bagno Olio Addolcente, studiato per essere impiegato fin dalla nascita e ideale per la pulizia quotidiana: deterge, nutrendola, la cute del piccolo senza ungerla. Pochi gli ingredienti (oli di albicocca, camomilla, macadamia, mais e mandorle dolci, esteri del burro di karité e vitamina E) a garanzia di sicurezza. Solo emulsionanti e detergenti di origine naturale, niente SLS/SLES né PEG. Testato microbiologicamente e per ridurre il rischio di allergie anche ai metalli pesanti. In flacone da 200 ml.

 

Rinite allergica e aromaterapia

La rinite allergica perenne (PAR) è innescata dall’esposizione ad allergeni ambientali e si manifesta con starnuti, rinorrea, senso di ostruzione nasale e conseguenti disturbi del sonno. L’aromaterapia è usata per trattare diverse condizioni infiammatorie, ma mancano studi scientifici che ne abbiano valutato l’effetto sulla riduzione dei sintomi di PAR. Gli oli essenziali di ravensara (Cryptocarya agathophylla sin., Ravensara aromatica, Lauraceae) e incenso (Boswellia carteri, Burseraceae) hanno effetti antinfiammatori e immunomodulanti. L’OE di sandalo (Santalum album, Santalaceae) produce rilassamento o sedazione. Uno studio randomizzato e controllato in doppio cieco, condotto da ricercatori sudcoreani, ha valutato l’effetto di una miscela di questi oli essenziali sui sintomi di rinite allergica, qualità della vita, qualità del sonno e stanchezza. Vi hanno partecipato 62 persone (età 20 – 60 anni) con sintomi cronici di PAR (confermata con test cutaneo cutaneo e/o valutazione medica), da giugno a luglio 2015, trattate con olio di mandorla (Prunus dulcis, Rosaceae) come controllo o con una miscela di legno di sandalo, incenso e ravensara a una concentrazione dello 0,2% (per volume) in olio di mandorle. I due oli erano simili per colore e sono stati erogati in flaconi identici (1 mL) con questo protocollo: ogni giorno, alle 10 e alle 22, i pazienti versavano il contenuto del flaconcino su un tampone e lo posizionavano a 30 cm dal naso inalando per 5 minuti con respiro normale. A inizio studio e all’ottavo giorno, i sintomi sono stati valutati con i questionari Total Nasal Symptom Score (TNSS) (outcome primario), RQLQ (outcome primario), con la scala Verran Snyder-Halpern (VSH) per la qualità del sonno e con la Chalder Fatigue Scale. Il TNSS valuta 4 sintomi (starnuti, rinorrea, prurito e ostruzione nasale), la RQLQ una serie di domini (problemi pratici, disturbi del sonno, sintomi nasali, limitazioni di attività, funzione emotiva, sintomi oculari e sintomi non oculo-nasali). Non c’erano differenze significative tra i gruppi alla baseline. Hanno completato lo studio 54 pazienti (27 in ciascun gruppo): dopo 8 giorni di trattamento, il gruppo trattamento ha avuto un miglioramento significativamente maggiore sul questionario TNSS rispetto al gruppo di controllo (P = 0.022). Dei  4 sintomi valutati solo il punteggio per l’ostruzione nasale è migliorato in maniera statisticamente significativa (P = 0.035) rispetto al placebo. Rispetto al gruppo di controllo, il gruppo trattamento ha avuto un miglioramento significativamente maggiore anche nel punteggio totale RQLQ (P = 0,002) e nei domini problemi pratici (P = 0,020), disturbi del sonno (P = 0,021), sintomi nasali (P = 0,001) , limitazioni di attività (P = 0,008) e funzione emotiva (P = 0,031). La miscela testata ha dunque alleviato i sintomi soggettivi, migliorato la qualità di vita e ridotto la fatica di individui adulti con rinite allergica perenne. Le limitazioni dello studio includono la piccola dimensione del campione, la sua breve durata e la mancanza di misure oggettive. I risultati sono dunque promettenti, ma devono essere confermati con ricerche più ampie che utilizzino misure oggettive.

Fonte: Choi SY, Park K. Effect of inhalation of aromatherapy oil on patients with perennial allergic rhinitis: A randomized controlled trial. Evid Based Complement Alternat Med. 2016;2016:7896081. doi: 10.1155/2016/7896081.

 

 

Quella stabilità che non guasta

Stabilità: è ancora questa la parola “chiave” che fotografa la situazione nel settore erboristico. Almeno se lo si osserva utilizzando come lente i dati congiunturali diffusi da Unioncamere, che danno conto del numero di imprese registrate come erboristerie attive in Italia.

L’ultima rilevazione, datata 31.12.2016, riferisce che nel nostro Paese le erboristerie sono in totale 4.348, registrando un aumento dunque di due unità rispetto alle 4.346 censite il 31.12.2015. È una crescita a valenza “omeopatica”, d’accordo, ma si tratta pur sempre di un saldo positivo, che infonde fiducia negli operatori e conferma quanto abbiamo sottolineato in più occasioni, e cioè che questo settore ha sofferto il peso della crisi meno di altri.

Come di consueto guida la classifica la Regione Lombardia, dove sono stati censiti 684 punti vendita, seguita dal Lazio (478) e dal Veneto (472). Tutte peraltro in leggera crescita, con un incremento rispettivamente di 3, 7 e 9 unità. Sono dati buoni, dunque, che si sommano all’aumento di interesse della popolazione verso i prodotti a base di piante, segnalato di recente dal Rapporto Italia di Eurispes, e in via generale alle buone performance di vendita dei preparati di origine vegetale (+6,9% nell’ultimo anno secondo FederSalus).

Presenta maggiori complessità, invece, il percorso formativo riservato all’erborista, del quale ci siamo occupati nell’inchiesta di questo numero della rivista (pagg.18-21).

Si è ridotto a 11 il numero delle sedi universitarie che ospitano il Corso di laurea in Scienze e/o Tecniche erboristiche, stabilizzando così un trend al ribasso già evidente negli ultimi anni e correlato a ragioni diverse e non sempre lineari.

I motivi rimandano non soltanto alle dinamiche riorganizzative interne del sistema Università, ma anche a problemi strutturali caratteristici del settore erboristico. Non escluso il mancato adeguamento della cornice legislativa, dove è ancora in vigore il Regio Decreto del 1931.

Questo aspetto comporta incertezza e non manca di riflettersi anche sul peso che viene attribuito a tale tipologia di laurea. Molti neolaureati nella materia, dunque, non soltanto devono fare i conti con la precarietà occupazionale tipica di questa fase, ma fanno anche fatica a trovare un’occupazione coerente con il proprio titolo di studio. Soprattutto se intendono lavorare nell’ambito della produzione dei preparati a base di piante, dove le aziende spesso preferiscono attingere da altri profili professionali.

Premesso che questo Corso di laurea resta in ogni caso il percorso formativo di riferimento per chiunque oggi voglia lavorare in erboristeria, ci sono poi carenze o limitazioni nei Piani di studio che inducono diversi laureati ad ampliare il ventaglio delle competenze acquisite in ambito universitario, rivolgendosi a ciò che offre il mercato e trovandovi non sempre soluzioni adeguate e convincenti.

L’imprescindibile base di partenza della formazione universitaria deve essere certamente arricchita e nutrita con l’aggiornamento continuo. Questa considerazione vale per ogni professione e, pur non essendo un obbligo per l’erborista come lo è per altre categorie, rimane un dovere etico per una figura professionale che si occupa quotidianamente del benessere delle persone.

E all’aggiornamento scientifico, un ambito che sappiamo in continua e veloce evoluzione, è dedicato un articolo firmato da Marco Valussi (pagg.31-40). Qui troverete, seppure in forma sintetica, utili coordinate che aiutano a orientarsi e a muoversi più agevolmente nella giungla di informazioni che la rete restituisce in materia di piante officinali e derivati. Considerazioni, dunque, di natura generale che riguardano l’ontologia stessa della conoscenza scientifica, per sua natura in costante divenire e avversa a ogni affermazione di tipo perentorio e definitivo, ma anche una panoramica dei siti disponibili in rete per cercare informazioni affidabili e mantenersi aggiornati.

Buona lettura!

Struccante per gli occhi sensibili

La composizione dello Struccante Occhi Bifasico Lepo è prevista da Pedrini Cosmetici con acque di camomilla, malva e amamelide, olio di argan, olio di crusca di riso e ribes nero. Il prodotto è ideale per gli occhi sensibili, ed elimina alla perfezione ogni tipo di trucco, anche quello waterproof. Lo struccante bifasico dà al contorno occhi una piacevole sensazione di idratazione e freschezza e protegge le ciglia dall’indebolimento.

 

Chemioprevenzione con tè verde: una rassegna sistematica con metanalisi

face portrait of a cheerful smiling senior man with his arm near his face

Il carcinoma della prostata (PCa) è oggi il secondo tumore più frequente negli uomini. Negli ultimi anni, la chemioprevenzione per questa neoplasia è diventata un concetto possibile e molti alimenti ricchi di speciali sostanze fitochimiche sono suggeriti per ridurne il rischio di incidenza. Particolare attenzione è rivolta in quest’ambito al tè verde. Tuttavia, studi clinici e metanalisi sulla relazione tra il consumo di tè verde e il rischio di PCa hanno prodotto finora risultati contraddittori. Un gruppo di ricercatori cinesi ha recentemente pubblicato una rassegna sistematica con metanalisi per studiare l’argomento, e in particolare per determinare l’associazione dose-risposta tra assunzione di tè verde e rischio di PCa nonché l’effetto preventivo delle catechine del tè verde. Tramite la Cochrane Library, PubMed, Sciencedirect Online e ricerca manuale sono stati individuati 7 studi osservazionali e 3 studi randomizzati e controllati. I dati sono stati analizzati con il software STATA (versione 12.0); i rischi relativi (RRs) e gli intervalli di confidenza al 95% sono stati raggruppati mediante modello fisso o casuale e sono state valutate le relazioni dose-risposta con le varie categorie di assunzione di tè verde. Non è emersa una significatività statistica mettendo a confronto l’assunzione più alta di tè verde con quella più bassa, ma è stata rilevata una tendenza alla riduzione dell’incidenza di PCa a ogni aumento di 1 tazza di tè al giorno (P = 0,08). La metanalisi ha inoltre dimostrato che un consumo di tè verde più elevato è associato linearmente con una riduzione del rischio di PCa con più di 7 tazze al giorno; le catechine del tè verde sono poi risultate efficaci nella prevenzione del PCa con un RR di 0,38 (P = 0,02). In conclusione, precisano gli autori, questa prima metanalisi sul consumo di catechine del tè verde e incidenza di PCa ha dimostrato che un maggior consumo di questa salutare bevanda riduce linearmente il rischio di PCa con più di 7 tazze al giorno e che le catechine del tè verde sono efficaci a scopo preventivo, anche se sono necessari ulteriori studi per confermare questi dati.

 

Fonte: Guo Y, Zhi F, Chen P, Zhao K, Xiang H, Mao Q, Wang X, Zhang X. Green tea and the risk of prostate cancer: A systematic review and meta-analysis. Medicine (Baltimore). 2017 Mar;96(13):e6426. doi:

 

Novità contro gli inestetismi della cellulite

Due importanti innovazioni cosmetiche sono presenti nel nuovo Cell-Plus Spray Cellulite e Snellimento che amplia la linea di Bios Line Cell-Plus Alta Definizione che contrasta gli inestetismi della cellulite. Le innovazioni: l’Attivatore di Snellimento (brevettato), che associa l’estratto di Crithmum maritimum all’estratto di rosmarino (10% in acido carnosico); il nuovissimo patch-complex a base di silicio e caffeina che forma sulla pelle una struttura a guaina, che rilascia progressivamente la caffeina. Nella composizione, le alghe azzurre della Bretagna micronizzate aiutano a contrastare la ritenzione idrica. Con una texture estremamente leggera, lo spray è adatto anche alle pelli più delicate, è dermatologicamente testato e nickel tested. È senza iodio e parabeni. Speciale flacone multidirezionale da 200 ml.

 

Olio vellutante con Posidonia oceanica delle Egadi

Estratto di alga Posidonia oceanica delle Isole Egadi e oli vegetali compongono la pregiata formula di Posidonia Olio Corpo Antietà Nutriente Vellutante del marchio Maressentia di Egadi Cosmesi Naturale, che nella linea Posidonia conta già numerose referenze. Usato quotidianamente dopo la doccia o il bagno, dà una sensazione di setosità e leggerezza grazie a una composizione nella quale si trovano diversi oli pregiati: di vinaccioli (antiossidante), di oliva (antiradicalico), di mandorle dolci (emolliente) e oli essenziali di arancio e di limone (tonificante e purificante). Oltre, naturalmente, all’estratto di Posidonia oceanica, antiossidante, rigenerante della matrice dermica, anti-età e anti-macchie. In flacone da 200 ml.

 

Controllo del dolore, testato OE di pepe nero

Nella medicina tradizionale cinese il pepe nero (Piper nigrum, Piperaceae) è utilizzato per “riscaldare” il corpo. Alcuni studi hanno anche indicato che il suo olio essenziale (OE) ha effetti antinfiammatori; in particolare il linalolo, un componente di quest’olio essenziale, ha dimostrato proprietà analgesiche in studi preclinici. Un recente studio randomizzato in doppio cieco controllato con placebo ha valutato proprio le proprietà analgesiche dell’OE di pepe nero sul dolore. Vi hanno partecipato 54 persone (età: 18-73 anni) che presentavano diverse manifestazioni dolorose; sono stati esclusi coloro che avevano utilizzato antidolorifici 8 ore prima del periodo di studio, le donne incinte, i soggetti con infezioni attive del tratto respiratorio superiore o che stavano assumendo farmaci che potrebbero interferire con il sistema olfattivo (ad esempio chinoloni). La ricerca si è svolta presso la Clinica universitaria dell’Università Fernando Pessoa di Porto, in Portogallo, tra maggio e luglio 2015. I partecipanti allo studio sono stati suddivisi mediante randomizzazione in un gruppo sperimentale (A, n. 25), che ha inalato OE di pepe nero o un gruppo placebo (B, n. 29) che ha inalato invece olio di sesamo (Sesamum indicum, Pedaliaceae), entrambi per 15 minuti. Prima e dopo il trattamento, i pazienti hanno compilato un questionario indicando l’intensità (scala da 0 a 10) e la sede del dolore. La localizzazione del dolore è stata divisa in tre regioni caloriche diverse in base ai principi della medicina cinese: regione superiore (area superiore del torace, 37%), regione centrale (area addominale centrale, 3,7%), regione inferiore (area tra l’ombelico e i piedi, 53,7%) ed entrambe le regioni caloriche superiore e centrale (5,6%). Il valore medio dell’intensità del dolore prima dell’inalazione era di 6,37 per tutti i pazienti, 6 per il gruppo A e 7 per il gruppo B (per tutti i gruppi: min. 3, max. 10); non c’erano differenze significative tra i due gruppi. Il valore medio dell’intensità del dolore dopo l’inalazione è stato di 4 per tutti i pazienti (min. 0, max. 10), 3 per il gruppo A (min. 0, max. 8) e 6 per il gruppo B (min. 3, max. 10), con una differenza significativa tra i due gruppi (P = 0,00) dopo l’inalazione. In linea con la ricerca preliminare sui costituenti dell’OE di pepe nero, gli Autori di questo studio hanno riscontrato che la sua inalazione ha ridotto in modo statisticamente significativo il punteggio dell’intensità del dolore rispetto all’olio placebo. A causa della piccola dimensione del campione e della variabilità della sede del dolore, sono necessari altri studi non solo per confermare questi risultati, ma anche per valutare le differenze tra le varie localizzazioni del dolore. I risultati di questa piccola ricerca indicano in conclusione che l’olio essenziale di pepe nero può rappresentare una risorsa non ancora sfruttata per il controllo del dolore.

Fonte: Costa R, Machado J, Abreu C. Evaluation of analgesic properties of Piper nigrum essential oil: a randomized, double-blind, placebo-controlled study. World Journal of Traditional Chinese Medicine. 2016;2(2):60-64.

 

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Per animali maltrattati

Gli animali con precedenti “difficili”, che mostrano comportamenti di paura ed evitano persone e altri animali, possono trarre beneficio, in affiancamento ad altri percorsi, dall’assunzione di Diffidence & Timidity, uno degli Australian Bush Flower Essences per animali distribuiti da Green Remedies. Questo composto, che può rendere l’animale più sereno e disponibile, contiene infatti un’essenza indicata per la sensazione di essere rifiutati o non voluti, frequente negli animali abbandonati (Illawarra Flame Tree) e una specifica per la paura, l’insicurezza e il timore nel confronto degli altri (Dog Rose). Grazie all’essenza Flannel Flower, il preparato favorisce inoltre l’accettazione del contatto fisico anche nei casi in cui l’animale abbia subìto maltrattamenti fisici.