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Aloe vera e mirtillo per la funzionalità del microcircolo

Una formula sviluppata per migliorare la funzionalità del microcircolo: è l’integratore alimentare da bere Aloe Vera Bio con Mirtillo, proposto da La Farmacia delle Erbe. All’azione depurativa dell’aloe vera bio si uniscono in questo prodotto le proprietà benefiche del mirtillo biologico. che riduce la fragilità capillare e rafforza la struttura del tessuto connettivo, migliorandone elasticità e tono. La formulazione è arricchita dall’estratto di acerola, frutto noto per l’alto contenuto di vitamina C e che contiene vitamine del gruppo B, vitamina A, flavonoidi, potassio e magnesio. Disponibile in formato da 500 ml; si consiglia di assumere 50 ml di succo al giorno diluito con un po’ d’acqua, preferibilmente prima dei pasti.

Estratto di zenzero per infiammazioni in fase acuta

Citoyang Zenzero è un integratore alimentare sviluppato da Renaco by R.I. Group secondo i principi della Medicina Biologica Consecutiva. Opera a livello fisiologico come antinfiammatorio per risolvere conflitti acuti, contrastare gli stati di tensione localizzati e migliorare il metabolismo digestivo. Svolge inoltre un’azione antinausea, ed è indicato in caso di disturbi stagionali, intolleranze alimentari, cefalea, spermatogenesi. A base di estratto idroalcolico di zenzero, si consiglia di assumere 10 gocce di prodotto da 2 a 5 volte al giorno diluite in un bicchiere d’acqua (flacone da 50 ml).

Integratore per una pelle protetta dallo stress ossidativo

L’integratore alimentare Skin Care è stato sviluppato da Alta Natura per una quotidiana dermonutrizione e dermopurificazione. Alla base della sua formulazione troviamo il complesso esclusivo Fillerage, per il mantenimento di una pelle normale e protetta dallo stress ossidativo. Contiene inoltre elastina e acido ialuronico, composti fondamentali degli strati cutanei, e vitamina B5 per il normale metabolismo energetico. È arricchito con resveratrolo, dall’azione antiossidante, depurativa e drenante, e con rosa canina, per un’azione di sostegno e ricostituente. Completano la formulazione la vitamina C, che contribuisce alla formazione di collagene, necessario alla normale funzione della pelle, il rame e lo zinco. Disponibile in due formati: 20 compresse da 1,2 g o 10 flaconcini da 10 ml.

Argento colloidale in spray per gli animali

L’argento colloidale può essere destinato anche agli animali domestici come antibiotico naturale, come germicida e come decongestionante delle mucose. Le attività disinfettanti e antivirali dell’argento colloidale trovano utilizzo in campo veterinario soprattutto per irritazioni o escoriazioni cutanee, infezioni degli occhi, del cavo orale e del naso, problematiche legate all’apparato respiratorio. Aessere propone lo spray per animali da 150 ml Argento Colloidale Pet, dispositivo medico CE a base di acqua bidistillata e argento colloidale 50 ppm. Se ne consiglia l’uso ad esempio per favorire la guarigione di morsi e tagli, alleviare in caso di dermatiti e pruriti, curare zoccoli e ragadi, pulire ciotole e giacigli. Modo d’uso: da 15 a 25 spruzzi al giorno direttamente nelal bocca dell’animale o sulla parte interessata.

Benefici del tè verde sui sintomi della cistite

Camellia sinensis

 

 

 

 

 

 

 

Il tè verde (Camellia sinensis), una bevanda consumata da sempre in Asia ma ormai adottata ampiamente anche in Occidente, viene utilizzato per prevenire e trattare diversi problemi di salute, tra i quali iperlipidemia, ipertensione, aterosclerosi e altre patologie.

Questo studio randomizzato e controllato con placebo – condotto da agosto a ottobre 2017 in una clinica universitaria iraniana – ha valutato specificatamene l’efficacia del tè verde come trattamento aggiuntivo alla terapia antimicrobica standard in donne che presentavano cistite acuta senza complicanze.

Gli autori segnalano nell’introduzione che già diversi studi in vitro hanno riportato gli effetti antimicrobici delle catechine del tè verde e anche la loro azione sinergica con i farmaci a base di trimetoprim-sulfametossazolo contro Escherichia coli.

Lo studio

Settanta donne sono state divise in due gruppi, ciascuno composto da 35 partecipanti, e hanno ricevuto quattro capsule da 500 mg di tè verde al giorno oppure un placebo (amido), simile per forma, colore e confezione, per tre giorni insieme al farmaco antibatterico, somministrato alla dose di due capsule al giorno (480 mg) per 3 giorni.

All’inizio dello studio è stata registrata la presenza dei sintomi della cistite acuta ed è stata eseguita anche l’analisi delle urine.

Le donne assegnate al gruppo tè verde hanno riportato una diminuzione statisticamente significativa della prevalenza dei sintomi della cistite e un miglioramento, anche questo statisticamente significativo, dei parametri degli esami delle urine, fatta eccezione per l’ematuria, dopo 3 giorni di trattamento.

Le conclusioni

Le conclusioni dei ricercatori sono state che il tè verde è un efficace complemento del farmaco a base di trimetoprim-sulfametossazolo per il trattamento della cistite acuta priva di complicazioni nelle donne. Poiché la ricerca ha riguardato un piccolo campione di persone, è necessario confermare questi risultati con altri studi.

 

Fonte: Kheirabadi Z, Mehrabani M, Sarafzadeh F, Dabaghzadeh F, Ahmadinia N. Green tea as an adjunctive therapy for treatment of acute uncomplicated cystitis in women: A randomized clinical trial. Complement Ther Clin Pract. 2019 Feb;34:13-16.

 

In caso di meta-infiammazione e sindrome metabolica

Contiene 165 mg di estratto puro del fungo Ganoderma lucidum, 165 mg di estratto puro del fungo Grifola frondosa e 165 mg di estratto puro del fungo Lentinula edodes questo integratore funzionale sviluppato da Freeland. La sinergia dei tre funghi presenti in Mico-Mix mira a ridurre il processo infiammatorio (meta-infiammazione), l’iperinsulinemia, l’ipercolesterolemia e i picchi glicemici che caratterizzano la sindrome metabolica. Il G.lucidum in particolare riduce la produzione di mediatori infiammatori, la G.frondosa riduce l’insulino-resistenza e migliora la sensibilità all’insulina e la L.edodes regola il metabolismo dei lipidi grazie all’ azione epatoprotettrice. In confezione da 70 capsule.

Integratore in stick bevibili che drena e depura

Nuova formula potenziata per Drena&Depura Omeostat, integratore alimentare formulato da Fitomedical a base di succhi vegetali concentrati ed estratti di piante officinali, studiato per sostenere i processi di drenaggio e depurazione. La sua formulazione associa succhi concentrati di ribes rosso, mango e dattero e gli estratti di poria, verga d’oro, schisandra e karkadé. Il prodotto attiva il drenaggio linfatico, sostiene l’attività epatica, favorisce l’eliminazione renale di liquidi e scorie, sostiene il tono psico-fisico dell’organismo e regola l’equilibrio acido-base dell’ambiente cellulare. Si suggerisce l’assunzione di 1 stick al giorno, di preferenza al mattino, diluito in un bicchiere d’acqua oppure aggiunto ad una bottiglia d’acqua da consumare nel corso della giornata (confezione da 14 stick).

Probiotico con batteri compatibili con quelli umani

Extradophilus è un probiotico formulato da Natur Srl, contenente una combinazione testata di “batteri amici”, compatibili con quelli umani: 2 ceppi di Lactobacillus Acidophilus (CUL-60 e CUL-21) e 2 specie di Bifidobacterium, un Bifidum (CUL-20) e un Lactis (CUL-34). Questo esclusivo complesso probiotico, integrato con la presenza di F.O.S. (Fruttoligosaccaridi), garantisce una colonizzazione completa dell’intestino e riduce la presenza di batteri nocivi, favorendo l’equilibrio della flora intestinale. Si consiglia la somministrazione di due capsule al giorno, a completamento dei pasti principali. È disponibile in flacone da 20 capsule adatte anche a vegetariani, vegani, intolleranti al lattosio e celiaci.

Bevanda al gusto di cacao per un concentrato di energia

Per nutrirsi in modo sano e bilanciato senza rinunciare al gusto, Farmaderbe ha formulato Protein&Vit, un preparato solubile vegan a base proteica ideale come snack spezzafame, merenda sfiziosa o pasto sostitutivo ad alto potere nutritivo. Contiene cacao magro, riso (fonte vegetale di proteine ad elevato valore biologico dal buon potere saziante), zucca, che offre un significativo apporto di macronutrienti, e carrube (concentrato di fibre, vitamine e minerali). L’azione nutriente e saziante delle proteine vegetali è rinforzata dall’aggiunta di vitamine del gruppo B, che sostengono il metabolismo, contrastano la stanchezza e regalano energia, e di polvere di alga spirulina, ricca di nutrienti preziosi per il benessere di tutto l’organismo.

Le erbe agli erboristi!

Elementare Watson, direbbe qualcuno! In realtà – senza scomodare La Palice – ci sono voluti un bel po’ di tempo, una buona dose di malessere, timori e preoccupazioni che hanno serpeggiato tra gli erboristi, soprattutto nei primi mesi del 2018, prima di ottenere un riconoscimento che, finalmente, fa chiarezza su ruoli e professionalità nella gestione delle erbe e che sarebbe dovuto arrivare ben prima –  è vero – ma, si sa, possono di più le lobby che la competenza di un settore che ha promosso lo sviluppo e il radicamento delle piante officinali tra i consumatori del nostro Paese.

Le prime parole chiare le ha scritte nel maggio 2018 il Decreto legislativo n. 75 che, all’interno di una rivisitazione generale della filiera delle piante officinali, condotta in un’alternanza più di ombre che di luci, ha stabilito però che la miscelazione in estemporanea delle piante spetta esclusivamente al farmacista e all’erborista. Un primo punto dunque a favore della categoria, quando ormai sembrava quasi tutto perduto.

Lo scorso gennaio la Direzione Generale per l’Igiene e la Sicurezza degli Alimenti e la Nutrizione – Ufficio 4 del Ministero della Salute ha poi diffuso la nota n. 3443 che, riaffermando tale concetto, lo ha ulteriormente precisato. Gli erboristi autorizzati a predisporre “preparazioni estemporanee ad uso alimentare, costituite da piante tal quali, da sole o in miscela, estratti secchi o liquidi di piante” – si legge nel documento – sono quelli in possesso del diploma ai sensi della Legge 99 del 1931 e i laureati in Scienze e/o Tecniche erboristiche. Un altro elemento di chiarezza che, nella sua applicazione, creerà forse qualche problema e richiederà degli aggiustamenti, ma che non dà adito a dubbi.

Le piante utilizzabili – continua la nota – sono quelle indicate nel Decreto ministeriale del 10 agosto 2018, modificato nell’allegato 1 dal Decreto del 9 gennaio 2019 che, tra l’altro, reintroduce gli effetti fisiologici delle piante che erano spariti nel precedente decreto, specificando che si possono impiegare in attesa della definizione dei claims sui botanicals.

Le preparazioni a base di piante devono avere contenuti compatibili con un ruolo fisiologico e non terapeutico in termini qualitativi e quantitativi e non devono dunque essere identificate come medicinali né come integratori alimentari. L’allestimento delle preparazioni deve svolgersi in un “laboratorio registrato dalla ASL competente per la manipolazione degli alimenti” come richiedono le normative vigenti, a tutela della sicurezza del consumatore. Da ultimo, la nota del Ministero sottolinea l’esigenza di mettere in atto anche un efficace piano di autocontrollo, a partire dalle materie prime impiegate.

Al di là dei tecnicismi, che di primo acchito possono apparire dispersivi ma che sono invece importanti, il documento riconferma, dunque, il ruolo centrale della figura professionale dell’erborista in quest’ambito e introduce maggiori tutele per i consumatori attraverso l’ancoraggio di queste operazioni a una figura professionale ben definita. Un esperto che sia in grado, tra l’altro, di valutare lo stato di conservazione delle erbe, per riconoscerle e quindi miscelarle.

È un bel traguardo che non appiana certo tutte le difficoltà ma, si auspica, possa contribuire al rilancio di un settore che, forse non a caso nel 2018, ha mostrato qualche segnale di sofferenza.

Anche gli ultimi dati di Unioncamere sono indicativi in tal senso: al 31 dicembre 2018 sono state  censite in Italia 4.221 erboristerie, 71 in meno rispetto al 31 dicembre del 2017. La flessione, dell’1,65%, non è certo preoccupante se confrontata con quanto hanno vissuto altri comparti commerciali e non è l’unico indicatore della salute del settore, ma deve comunque far riflettere.

Le chiusure delle erboristerie sono variamente distribuite a livello territoriale. Infatti, a fronte di regioni dove ci sono stati cali significativi del numero degli esercizi – come per esempio Valle d’Aosta (-6,66%), Friuli-Venezia-Giulia (-6,52%), Molise (-6,25%), Emilia-Romagna (-4,06%) e Calabria (-3,49%) –  ce ne sono altre come la Puglia, dove le erboristerie sono aumentate numericamente (+0,72%), o la Lombardia che conferma tutte le 689 erboristerie censite nel 2017.