Il processo infiammatorio costituisce in via generale un meccanismo di risposta a un agente stressante.

Oggi i farmaci con attività antinfiammatoria sono numerosi, ma molti di essi possono causare effetti collaterali significativi in particolare dopo un uso prolungato. Per questo la ricerca attuale si sta indirizzando anche verso lo studio delle proprietà antinfiammatorie di prodotti naturali, incluso l’ananas.

L’ananas (Ananas comosus L. Merr; famiglia delle Bromeliaceae) è una pianta tropicale originaria della regione amazzonica e distribuita in molte parti del mondo.

In particolare la bromelina – un complesso enzimatico presente sia nel gambo che nel frutto dell’ananas identificato per la prima volta nel 1876 – esplica una considerevole attività antinfiammatoria, come hanno mostrato studi sia in vitro che in vivo. Ha inoltre minori effetti collaterali dei farmaci antinfiammatori correnti.

A tale proposito una recente revisione sistematica ha valutato se l’integrazione di bromelina eserciti effetti antinfiammatori negli adulti.

La ricerca delle fonti è stata effettuata nelle banche dati medico-scientifiche MEDLINE, Scopus, Web of Science e Cochrane Library con i seguenti criteri di ammissibilità: studi clinici randomizzati con partecipanti di età pari o superiore a 18 anni di entrambi i sessi che abbiano assunto bromelina, da sola o in combinazione con altri composti per via orale, inclusivi di una valutazione dei parametri infiammatori come outcome primari e secondari.

Sono stati individuati in letteratura 1.375 studi e sette di questi sono risultati idonei per la revisione sistematica. Di seguito i risultati principali: nella maggior parte degli studi l’integrazione con bromelina, isolata o in associazione con altre sostanze, ha migliorato i parametri infiammatori, riducendo in particolare i livelli di IL-6, IL-5, IL-12, COX-2, CRP, PGE-2, MMP e IL-10.

Negli studi condotti sulla bromelina associata ad altre sostanze, il dosaggio variava da 99,9 a 1200 mg/die e il tempo di supplementazione da 3 a 16 settimane. Sono stati valutati tra i parametri infiammatori IL-12, PGE-2, COX-2, IL-6, IL-8, TNF-α, IL-1β, IL-10, CRP, NFγ B1, PPAR-α, TNF, TRAF, MCP-1 e adiponectina.

Negli studi condotti sull’assunzione di sola bromelina la dose variava da 200 a 1.050 mg/die, con durata da 1 fino a 16 settimane; sono stati valutati come marcatori di ‘infiammazione IL-2, IL-5, IL-6, IL-8, IL-10, IL-13, IFNγ e MCP-1, PGE-2, CRP e fibrinogeno. Pochi partecipanti hanno manifestato lievi effetti collaterali principalmente a livello gastrointestinale.

I risultati circa l’azione antinfiammatoria della bromelina racconti dalla review sono positivi tuttavia, scrivono gli autori nelle conclusioni, a causa dell’eterogeneità della popolazione, delle dosi utilizzate, della durata del trattamento e dei parametri valutati non è possibile generalizzare l’effetto della sostanza a ogni modalità di infiammazione.

Sono quindi necessari ulteriori studi per convalidare la dose, la durata dei trattamenti e la popolazione in cui la bromelina può esercitare l’azione antinfiammatoria più efficace.

Fonte: Pereira IC, Sátiro Vieira EE, de Oliveira Torres LR, Carneiro da Silva FC, de Castro E Sousa JM, Torres-Leal FL. Bromelain supplementation and inflammatory markers: A systematic review of clinical trials. Clin Nutr ESPEN. 2023 Jun;55:116-127.