La steatosi epatica associata a disfunzione metabolica, nota con l’acronimo MASLD (Metabolic dysfunction Associated Steatotic Liver Disease), rappresenta una condizione caratterizzata dall’accumulo di grasso nel fegato superiore al 5% del suo peso. Questa patologia, spesso considerata la manifestazione epatica della sindrome metabolica, è alimentata da fattori quali l’obesità, l’infiammazione cronica e lo stress ossidativo.
I frutti di Cornus mas L. (comunemente noto come corniolo) sono ricchi di antocianine, composti naturali noti per le loro proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, che potrebbero offrire un supporto terapeutico ai pazienti affetti da questa condizione.
Un recente studio clinico controllato, randomizzato e condotto in doppio cieco ha indagato l‘efficacia dell’estratto di frutti di C. mas su parametri metabolici chiave in pazienti con MASLD. La ricerca ha coinvolto inizialmente 50 partecipanti di età compresa tra i 25 e i 65 anni, di cui 40 hanno completato con successo l’intero protocollo sperimentale.
Il gruppo di intervento è stato sottoposto a una durata complessiva di 12 settimane di trattamento, durante le quali i soggetti hanno assunto quotidianamente un estratto fluido di C. mas al dosaggio di 20 cc al giorno, standardizzato per fornire 32 mg di antocianine totali (equivalenti a circa 2800 mg di estratto secco); un gruppo parallelo ha invece ricevuto un placebo con caratteristiche fisiche identiche.
Il ruolo chiave dell’adiponectina e l’importanza del genere
L’attenzione dei ricercatori si è focalizzata principalmente sui livelli di adiponectina, una proteina secreta dal tessuto adiposo con importanti funzioni protettive, in quanto capace di prevenire la lipogenesi epatica e proteggere il fegato dall’infiammazione.
I risultati hanno evidenziato che nel gruppo placebo è stata osservata una riduzione significativa dei livelli di adiponectina al termine delle 12 settimane, un declino riscontrato sia nella popolazione totale sia in modo specifico nel sottogruppo femminile.
Al contrario, l’integrazione con l’estratto di C. mas sembra aver mitigato questa perdita, mostrando un trend favorevole nel mantenimento dei livelli di questa proteina, in particolare tra le donne. Questa differenza di genere potrebbe essere legata alla diversa distribuzione del tessuto adiposo e alle discrepanze ormonali tra uomini e donne.
Nonostante i benefici osservati sull’adiponectina, lo studio ha riportato che l’integrazione con C. mas non ha prodotto effetti significativi sul controllo glicemico o sui principali indici di resistenza all’insulina, come l’HOMA-IR o l’indice QUICKI. Anche i parametri legati all’adiposità viscerale e al profilo lipidico non hanno mostrato variazioni sostanziali rispetto al gruppo di controllo durante il periodo di osservazione.
In conclusione, sebbene l’estratto di C. mas possa svolgere un ruolo nel sostenere i livelli di adiponectina, i ricercatori suggeriscono la necessità di futuri studi con campioni più ampi, dosaggi differenti e una durata maggiore per comprendere appieno l’impatto di questa pianta sulla salute metabolica ed epatica.


