Studi precedenti hanno documentato e poi confermato che gli steroli dell’Aloe stimolano la produzione di collagene e di acido ialuronico in fibroblasti dermici umani. Gli autori di questo studio si sono posti l’obiettivo di valutare se l’assunzione di steroli dell’Aloe può influenzare le condizioni della pelle, considerando in particolare gli effetti sull’elasticità, sull’idratazione e sul punteggio collagene. Si è trattato di uno studio clinico randomizzato, in doppio cieco e controllato verso placebo della durata di 12 settimane. Nello studio sono state coinvolte 64 donne in salute di età compresa fra 30 e 59 anni (media 44.3 anni), che sono state assegnate random alla supplementazione con Yogurt contenente placebo o steroli dell’Aloe. Durante lo studio sono stati valutati i parametri cutanei ed è stata fatta l’analisi ecografica dell’avambraccio. L’analisi dei risultati ha evidenziato differenze statisticamente significative relativamente all’umidità della pelle, alla perdita di acqua transepidermica, all’elasticità della pelle e al punteggio collagene a favore degli steroli dell’Aloe rispetto placebo. Nel gruppo con steroli dell’Aloe i punteggi relativi all’elasticità complessiva (R2), all’elasticità netta (R5) e all’elasticità biologica (R7) sono aumentati significativamente nel tempo. Inoltre, il parametro affaticamento cutaneo F3, che è noto diminuire con l’età, è anch’esso migliorato con gli steroli dell’Aloe. Attraverso ultrasuoni (valutazione dei segnali di ecogenicità) è stato rilevato nel gruppo con steroli dell’Aloe un aumento di collagene dermico. Gli autori concludono osservando che i risultati ottenuti suggeriscono che l’assunzione di steroli dell’Aloe contribuisce a mantenere la pelle sana. Ricerca realizzata da associati a: Functional Food Ingredients Department, Food Ingredients and Technology Institute, Morinaga Milk Industry Co., Ltd., Zama City, Giappone.
Tanaka M, Yamamoto Y, Misawa E, Nabeshima K, Saito M, Yamauchi K, Abe F, and Furukawa F. Effects of Aloe Sterol Supplementation on Skin Elasticity, Hydration, and Collagen Score: A 12-Week Double-Blind, Randomized, Controlled Trial. Skin Pharmacol Physiol. 2017Jan14;29(6):309-317.



In letteratura è stato dimostrato che una maggiore assunzione di fibre risulta associata a una riduzione del rischio di malattie croniche. Gli autori di questo studio hanno valutato gli effetti della supplementazione con PGX (PolyGlycopleX; una formulazione con polisaccaride complesso, con insulina, glucosio e lipidi) in persone in sovrappeso e obese. Si è trattato di uno studio clinico randomizzato e in doppio cieco della durata di 12 mesi. I partecipanti allo studio sono stati assegnati random a uno dei tre gruppi di trattamento, a quello di controllo (farina di riso), con PGX o con psyllium (PSY). Ai partecipanti è stato chiesto di continuare con il loro abituale stile di vita e di dieta, con la sola aggiunta di 5 g/die del trattamento loro assegnato, da assumersi prima dei pasti. L’analisi dei risultati ottenuti ha evidenziato che l’insulina, a 3 e 6 mesi, era significativamente più bassa fra i partecipanti ai gruppi con PGX e PSY rispetto al gruppo di controllo e, nel gruppo con PSY, sempre verso controllo, anche a 12 mesi. A 3 mesi i livelli di glucosio sierico sono risultati significativamente più bassi nel gruppo PGX (verso controllo). A 3 e 6 mesi il colesterolo totale era significativamente più basso nei gruppi con PGX e PSY (sempre verso controllo). A 12 mesi nel gruppo con PGX le lipoproteine ad alta densità (HDL) sono risultate significativamente aumentate. A 3 e 6 mesi le lipoproteine a bassa densità (LDL) sono risultate significativamente più basse nel gruppo con PGX; nel gruppo con PSY solo a 3 mesi (sempre verso controllo). Gli autori concludono osservando che l’integrazione della dieta con fibra può rappresentare una soluzione rilevante per la gestione del glucosio, dell’insulina e dei lipidi; questo in condizioni di dieta ordinaria. Il report completo è consultabile integralmente e gratuitamente via PubMed. Ricerca realizzata da associati a vari istituti, fra questi: Food, Nutrition and Health Program, University of British Columbia, Vancouver, Canada.


Alcune ricerche hanno dimostrato che l’estratto di semi di fieno greco (Trigonella foenum-graecum) può avere effetti modulanti sull’attività ormonale, fornendo così una base biologica plausibile relativamente alle sue potenzialità nell’alleviare i sintomi della menopausa. Gli autori di questo studio si sono quindi posti l’obiettivo di valutare l’efficacia di un estratto standardizzato di semi di fieno greco nel ridurre i sintomi della menopausa in donne in salute. Si è trattato di uno studio clinico randomizzato e controllato verso placebo, nel quale sono state reclutate 115 donne di età compresa tra 40 e 65 anni; 59 sono state assegnate al gruppo con trattamento attivo (in 54 hanno completato lo studio) e 56 al gruppo placebo (50 hanno completato lo studio). Le persone in trattamento attivo hanno assunto 600 mg/die di estratto di fieno greco per 12 settimane. I risultati sono stati valutati considerando le variazioni di punteggio del questionario specifico sulla qualità della vita delle donne in menopausa (MENQOL; Menopause-Specific Quality of Life), la frequenza delle vampate di calore e delle sudorazioni notturne e, infine, la variazione dei livelli di estradiolo sierico. A conclusione dello studio è emersa nel gruppo con fieno greco una riduzione significativa (verso trattamento placebo) dei sintomi della menopausa come valutati con MENQOL (p <0,001); con importanti miglioramenti dei domini relativi ai sintomi vasomotori (p <0.001), psicosociali (p <0.001), fisici (p <0.001) e sessuali (p <0.001). I risultati ottenuti sui sintomi vasomotori sono risultati correlati a quelli ottenuti sulle vampate di calore; a 12 settimane nel gruppo attivo è stata rilevata una frequenza minore di vampate di calore durante il giorno e di sudorazioni notturne (p <0,001). I livelli medi di estradiolo sono risultati comparabili fra i due gruppi. Gli autori dello studio ritengono che i risultati ottenuti dimostrino che l’estratto di semi di fieno greco può ridurre i sintomi della menopausa in donne altrimenti sane. Ricerca realizzata da associati a vari istituti, fra questi: Sydney Medical School, The University of Sydney, Sydney, Australia.




Proprio la digitalizzazione è fra gli obiettivi delle imprese cosmetiche per i prossimi anni. Un’area che vedrà l’impegno anche delle aziende rivolte al canale erboristico, i cui esercizi dovranno evolvere anch’essi verso il digitale, come sottolineato da Antonio Argentieri nel corso dell’assemblea del Gruppo Cosmetici Erboristeria che lo ha confermato presidente il 29 giugno scorso. Argentieri vanta una esperienza operativa di oltre 40 anni nei prodotti cosmetici-toiletries. Il canale che vale 440 milioni di euro e rappresenta il 4,4% del mercato italiano, non detiene però l’esclusiva delle vendite in area cosmesi ispirata al naturale, un mercato questo da 1 miliardo di euro in Italia e ormai multicanale, a cui farmacia, monomarca e grande distribuzione si stanno affacciando, pur con valori differenti rispetto all’erboristeria. Digitale e green costituiscono infatti le più forti spinte che determineranno l’orientamento del settore cosmetico nei prossimi anni.
Le società Vis Medicatrix Naturae e Ser-Vis, che producono e commercializzano il marchio 
L’eccessiva esposizione al sole, al vento, alla salsedine, gli sbalzi di temperatura e il cloro delle piscine danneggiano enormemente la struttura del capello, il quale diventando più poroso, lascia penetrare i raggi ultravioletti in profondità aumentando l’effetto inaridente. In particolare gli UVA alterano il ciclo vitale, provocandone la caduta e la distruzione della melanina (ossidazione e decolorazione) in quanto favoriscono la produzione di radicali liberi responsabili dell’invecchiamento: ecco perché i capelli d’estate schiariscono. L’olio di semi di sesamo (INCI SESAMUS INDICUM OIL) è il più efficace filtrante UVB, ricco d’insaponificabili, di acido oleico e linoleico. Si ricordano inoltre l’olio di avocado o l’olio di lino che potrebbe essere usato in preparati solari come pure l’olio d’oliva, poiché presenta lo stesso range d’assorbimento (210-300 nm). Fra i burri ricordiamo, il burro di karité, particolarmente ricco in frazione insaponificabile fino al 17%, vitamina A e acido oleico; possiede una certa azione filtrante anche il burro di cacao.