L’integrazione alimentare con succo di barbabietola, naturalmente ricco di nitrati inorganici, è ormai consolidata come una strategia nutrizionale di rilievo per ottimizzare la funzione cardiovascolare e le prestazioni negli sport di resistenza. Mentre i suoi benefici sono ben documentati nei contesti di resistenza, si sa meno sui suoi effetti a breve termine sulle prestazioni e sul recupero dell’allenamento di resistenza.
Pertanto, uno studio randomizzato crossover e in doppio cieco, ha analizzato l’efficacia di un’integrazione con succo di barbabietola a breve termine su un campione di 11 uomini fisicamente attivi e regolarmente allenati nel resistance training.
La sperimentazione si è articolata in un periodo di due settimane, durante il quale i partecipanti sono stati sottoposti a quattro sessioni di laboratorio per valutare sia gli effetti acuti che quelli legati a un protocollo di tre giorni.
Il prodotto utilizzato consisteva succo biologico di barbabietola in polvere (SBP), standardizzato per fornire un dosaggio giornaliero di 450 mg di nitrati. Il protocollo di somministrazione ha previsto l’assunzione di una dose iniziale di 15 g di SBP due ore prima della prima sessione di test; successivamente, i soggetti hanno assunto tre dosi giornaliere da 5 g per i due giorni seguenti, concludendo con un’ultima dose da 15 g due ore prima della sessione di valutazione finale, programmata a 72 ore di distanza dalla prima.
Più forza e migliore gestione della fatica
I risultati emersi hanno evidenziato un miglioramento significativo della performance di forza. Durante l’esecuzione di esercizi fondamentali come la panca piana e lo squat, i soggetti che hanno assunto SBP hanno completato un numero maggiore di ripetizioni fino al cedimento, con benefici particolarmente marcati a un’intensità pari all’80% del carico massimale.
Parallelamente, è stata registrata una velocità di picco del movimento superiore rispetto al gruppo placebo a tutte le intensità testate, suggerendo un’ottimizzazione della dinamica contrattile delle fibre muscolari.
Sotto il profilo fisiologico, l’integrazione ha favorito una maggiore ossigenazione muscolare, rilevata tramite spettroscopia nel vicino infrarosso, indicando un miglioramento della perfusione microvascolare indotto dalla biodisponibilità di ossido nitrico.
L’aspetto relativo alla gestione della fatica e al recupero ha mostrato dati altrettanto interessanti. L’assunzione di SBP ha attenuato lo stress cardiovascolare, manifestatosi attraverso una frequenza cardiaca di picco ridotta e una migliore stabilità degli indici di variabilità della frequenza cardiaca post-esercizio, segno di una più rapida riattivazione del sistema parasimpatico.
Per quanto concerne il recupero funzionale, è stato osservato un ripristino più celere della performance nei salti verticali già a 24 ore dallo sforzo, unitamente a una significativa riduzione dell’indolenzimento muscolare a insorgenza ritardata negli arti superiori nelle 48 ore successive.
Sebbene non siano state rilevate variazioni nei livelli di lattato ematico, la ricerca conclude che l’uso sistematico di questo integratore rappresenti una soluzione pratica ed efficace per gli atleti che necessitano di mantenere elevati volumi di allenamento riducendo i tempi di recupero tra le sessioni.


