Il legame tra il riposo notturno e la salute del cervello è ormai noto, ma continua la ricerca su come il nostro intestino possa influenzare questa dinamica fondamentale attraverso il cosiddetto asse intestino-sonno-cervello. Un recente studio clinico ha indagato l’efficacia dello zafferano nel migliorare la qualità del sonno in una popolazione particolarmente vulnerabile ai disturbi del riposo: gli adulti in età avanzata. Lo studio pilota randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, ha coinvolto 52 partecipanti di età compresa tra i 55 e gli 85 anni. che presentavano lamentele soggettive legate al sonno.

La sperimentazione è durata 4 settimane, durante le quali ai partecipanti è stato somministrato un dosaggio giornaliero di 30 mg di un estratto di zafferano standardizzato (contenuto: crocine > 3%, safranale > 0,2%, derivati della picrocrocina > 1% e derivati del kaempferolo  > 0,1%, misurati con il metodo UHPLC) assunto circa 30 minuti prima di coricarsi sotto forma di caramelle gommose, un formato scelto per favorire l’aderenza al trattamento.

Per garantire l’accuratezza dei dati, lo studio ha incrociato valutazioni soggettive fornite dai partecipanti tramite questionari validati con misurazioni oggettive ottenute grazie all’uso di una fascia per l’elettroencefalografia indossabile durante la notte.

Azione benefica sul microbiota e per un sonno duraturo e continuo

I risultati emersi sono stati significativi su più fronti, dimostrando che lo zafferano può agire efficacemente sia sulla percezione del sonno che sulla sua struttura fisiologica. Dal punto di vista soggettivo, il gruppo che ha assunto lo zafferano ha riportato una riduzione del 21,3% nel punteggio globale della qualità del sonno e un netto miglioramento dell’efficienza del riposo rispetto al gruppo placebo.

Ancora più rilevanti sono stati i dati oggettivi: i partecipanti trattati con l’estratto di zafferano hanno mostrato una riduzione del 27,6% della latenza del sonno persistente e una diminuzione della latenza dell’inizio del sonno. In pratica, chi ha assunto lo zafferano non solo si è addormentato più velocemente, ma ha anche trascorso meno tempo sveglio dopo il primo addormentamento, riducendo i fenomeni di frammentazione del sonno.

Parallelamente ai benefici sul riposo, lo studio ha evidenziato cambiamenti cruciali nella composizione del microbiota intestinale. L’analisi dei campioni fecali in un sottogruppo di partecipanti ha rivelato un aumento di batteri benefici come Faecalibacterium, Prevotella e Roseburia, noti per la loro capacità di produrre acidi grassi a catena corta come il butirrato.

Queste molecole sono considerate segnali promotori del sonno che agiscono lungo l’asse intestino-cervello. Inoltre, è stata osservata una correlazione positiva tra l’abbondanza di generi batterici come Oscillibacter e una migliore efficienza del sonno.

Questi dati suggeriscono che lo zafferano possa esercitare un effetto prebiotico, modulando l’ecosistema intestinale per favorire un ambiente biochimico più adatto a un riposo ristoratore. I ricercatori concludono che questa ricerca apre nuove prospettive sull’uso di derivati naturali per contrastare i disturbi del sonno legati all’invecchiamento, puntando alla prevenzione dei disturbi cognitivi attraverso la cura della salute intestinale.

Lang L, Ditton A, Stanescu A, Jainani V, McArthur S, Pourtau L, Gaudout D, Pontifex MG, Tsigarides J, Steward T, Sami S, Muller M, Hornberger M, Vauzour D, Lazar AS. A standardised saffron extract improves subjective and objective sleep quality in healthy older adults with sleep complaints: results from the gut-sleep-brain axis randomised, double-blind, placebo-controlled pilot study. Food Funct. 2025 Aug 26;16(17):6817-6832. doi: 10.1039/d5fo00917k.

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