Nel vasto panorama della medicina tradizionale, poche formulazioni vantano la longevità e l’efficacia di Triphala, un pilastro dell’Ayurveda che vanta un buon numero di rigorosi studi scientifici. Il termine Triphala racchiude il significato di “tre frutti”, cioè Tri=tre e Phala=frutto.

Questa “trinità” botanica è infatti composta dal pericarpo essiccato di tre frutti: Haritaki (Terminalia chebula), Vibhitaki (Terminalia bellirica) e Amalaki (Emblica officinalis), i cui oltre 150 composti bioattivi agiscono in sinergia per ripristinare l’equilibrio fisiologico dell’organismo. La ricerca contemporanea ha confermato che questa combinazione botanica, non è solo un rimedio della tradizione, ma un potente agente farmacologico con proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e immunomodulanti.

L’analisi fitochimica di questo prodotto naturale rivela un ricco contenuto di polifenoli, tannini e flavonoidi, tra cui spiccano l’acido gallico, l’acido ellagico e l’acido chebulinico. Questi composti conferiscono a Triphala la capacità di proteggere le cellule dallo stress ossidativo, associato a patologie croniche e all’invecchiamento. Gli studi sulla sicurezza hanno dimostrato che la formulazione è estremamente ben tollerata: negli esseri umani, dosaggi fino a 2500 mg al giorno per 28 giorni non hanno riportato sintomi tossicologici, mentre studi su modelli animali hanno confermato la sicurezza di estratti acquosi ed etanolici fino a 5000 mg/kg.

Potenzialità ad ampio spettro, da approfondire con la clinica

Uno degli ambiti di maggiore interesse riguarda il sistema gastrointestinale e metabolico. Triphala agisce come un prebiotico naturale, modulando il microbiota intestinale e favorendo la crescita di batteri benefici come Bifidobacterium e Lactobacillus. È stato osservato che estratti idroalcolici al dosaggio di 300 mg/kg possono proteggere dalle ulcere gastriche indotte, mentre l’attività contro l’infezione da Helicobacter pylori è stata documentata a concentrazioni comprese tra 80 e 320 µg/mL.

Inoltre, la formulazione mostra promettenti effetti anti-obesità stimolando l’espressione dei trasportatori di glucosio GLUT4 e inibendo l’accumulo di grassi.

A livello del sistema nervoso centrale, Triphala si distingue per le sue proprietà neuroprotettive. Nei modelli animali, somministrazioni di 1 g/kg per 48 giorni hanno mostrato benefici nel trattamento della catalessi e nel miglioramento della memoria, grazie alla regolazione di neurotrasmettitori come la serotonina.

In ambito oncologico, gli studi in vitro sono particolarmente significativi: l’estratto acquoso ha indotto l’apoptosi in cellule di cancro al seno (linea MCF-7) con una concentrazione inibitoria media (IC50) di soli 13 µg/mL, dimostrando una spiccata selettività verso le cellule tumorali rispetto a quelle sane.

La versatilità di Triphala si estende alla salute orale e alla protezione dalle infezioni virali. Utilizzato come collutorio sotto forma di estratto acquoso, riduce drasticamente la placca batterica e la gengivite senza causare le tipiche macchie sui denti associate alla clorexidina. Sul fronte virologico, test recenti hanno evidenziato che una dose di 100 µg può inibire la produzione del virus Dengue fino a 3000 volte in colture cellulari umane. Infine, nel campo dell’oftalmologia, Triphala somministrato a 25 mg/kg ha mostrato la capacità di contrastare la catarattogenesi migliorando la sintesi di enzimi antiossidanti nel cristallino. Questi dati confermano che Triphala non è solo un retaggio dell’antichità, ma una risorsa terapeutica multiforme con un potenziale ancora tutto da esplorare nella medicina moderna.

Thallada V, Monika N, Dinesh T, Kusuma G, Ghosh K, Chitra S. The Multifaceted Benefits of Triphala: Uncovering Phytochemical and Pharmacological Properties From Antiquity to Modern Times. Chem Biodivers. 2026 Jan;23(1):e01825. doi: 10.1002/cbdv.202501825.

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