L’apiterapia sta emergendo come una promettente strategia non farmacologica per contrastare le complicanze cardiovascolari nei pazienti affetti da malattia renale cronica, una condizione che espone chi si sottopone a emodialisi a un rischio altissimo di mortalità legata a patologie cardiache. Una ricerca recente ha valutato l’efficacia della combinazione di due prodotti dell’alveare, pappa reale e propoli verde brasiliana, nel modulare alcuni dei principali biomarcatori associati alla mortalità cardiovascolare.
Lo studio clinico randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, si è svolto presso un centro ospedaliero in Brasile e ha coinvolto 38 pazienti in trattamento di emodialisi cronico, suddivisi in modo equo tra gruppo di trattamento e gruppo placebo. Lo studio è durato 60 giorni, periodo durante il quale sono stati monitorati i parametri biochimici, lipidici e infiammatori dei partecipanti, prima e dopo il trattamento. L’intervento prevedeva la somministrazione orale quotidiana di una combinazione costituita da 100 mg di pappa reale e 500 mg di un estratto standardizzato di propoli verde brasiliana, derivato dalla pianta Baccharis dracundulifolia, suddivisi in 4 capsule. Il gruppo di controllo ha invece ricevuto capsule placebo identiche per forma, colore e modalità di assunzione.
Dall’alveare una sinergia che agisce sull’infiammazione
I risultati dello studio hanno evidenziato effetti particolarmente rilevanti sul piano infiammatorio. Nel gruppo trattato è stata osservata una riduzione statisticamente significativa dei livelli plasmatici di IL-6, una citochina pro-infiammatoria strettamente associata alla progressione del danno cardiovascolare nei pazienti nefropatici. L’effetto antinfiammatorio della propoli verde sarebbe legato alla capacità di modulare vie molecolari chiave, tra cui NF-κB, i recettori TLR4 e gli inflammasomi NLRP, con conseguente riduzione della produzione di mediatori come TNF-α, IL-1β e IFN-γ.
Parallelamente, i ricercatori hanno documentato una significativa riduzione del colesterolo totale, passato da una media di 138,60 mg/dL a 111,85 mg/dL dopo i 2 mesi di trattamento.
Questo effetto ipocolesterolemizzante è stato attribuito soprattutto alla pappa reale, che sembra agire attraverso la regolazione di specifici geni coinvolti nel metabolismo lipidico. In particolare, la pappa reale ridurrebbe l’espressione dello squalene epossidasi, enzima chiave della sintesi del colesterolo, e del fattore di trascrizione SREBP-1, aumentando al contempo l’espressione dei recettori LDLR responsabili della rimozione del colesterolo circolante.
Non sono state rilevate variazioni significative nei marker di stress ossidativo né nelle concentrazioni di tossine uremiche. Tuttavia, mentre il gruppo trattato ha mantenuto una sostanziale stabilità clinica, il gruppo placebo ha mostrato un peggioramento di alcuni parametri, tra cui aumento di urea e creatinina e riduzione dell’albumina sierica.
Pur con i limiti di un campione ridotto e di una durata relativamente breve, lo studio suggerisce che la combinazione di pappa reale e propoli verde brasiliana possa rappresentare una strategia nutrizionale complementare utile per attenuare l’infiammazione cronica e migliorare il profilo cardiovascolare nei pazienti in emodialisi. Questi risultati, concludono i ricercatori, aprono la strada a studi più ampi e prolungati, necessari per confermare l’impatto clinico dell’apiterapia sulla sopravvivenza e sulla qualità di vita di questa popolazione ad alto rischio.


