La gestione del diabete di tipo 2 continua a rappresentare una sfida clinica rilevante, spingendo la ricerca verso strategie complementari in grado di affiancare le terapie farmacologiche standard. Cinnamomum zeylanicum, la cosiddetta cannella di Ceylon, e i suoi estratti sono prodotti naturali ampiamente utilizzati, dato che si ritiene esercitino effetti insulino-mimetici attraverso molteplici meccanismi. Studi in vitro e in vivo hanno, infatti, dimostrato che gli estratti di cannella possono migliorare la segnalazione del recettore dell’insulina, promuovere la sintesi del glicogeno e inibire gli enzimi coinvolti nella gluconeogenesi. Uno studio clinico randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, ha quindi valutato suo potenziale ruolo come coadiuvante metabolico.
La sperimentazione ha coinvolto 210 partecipanti adulti con diagnosi relativamente recente di diabete, tutti già in trattamento stabile con farmaci ipoglicemizzanti orali, in particolare metformina e sulfoniluree. La durata complessiva dello studio è stata di 4 mesi, un intervallo sufficiente per osservare variazioni nei principali indicatori glicemici. I soggetti sono stati suddivisi in tre gruppi paralleli: uno che assumeva 250 mg al giorno di un estratto standardizzato di cannella di Ceylon (ECC), uno 500 mg al giorno di ECC e un gruppo che assumeva il placebo.
Duplice azione positiva su metabolismo dei glucidi e dei lipidi
Al termine del follow-up, i risultati hanno mostrato un miglioramento significativo del controllo glicemico nei due gruppi trattati con ECC. In particolare, si è osservata una riduzione della glicemia a digiuno e dei livelli di emoglobina glicata (HbA1c), parametro chiave per la valutazione del controllo a lungo termine della malattia. Parallelamente, sono emersi segnali di riduzione dell’insulino-resistenza e di miglioramento della funzione delle cellule beta pancreatiche, suggerendo un’azione dell’estratto sui meccanismi fisiologici di regolazione del glucosio.
Un ulteriore dato di interesse riguarda il profilo lipidico. Nel gruppo che ha assunto 500 mg/die di ECC, si è registrata una diminuzione significativa del colesterolo totale e delle lipoproteine LDL. Questo effetto si è manifestato nonostante la maggioranza dei partecipanti fosse già in terapia con statine, indicando un possibile effetto sinergico tra il fitocomplesso e i farmaci ipolipemizzanti. Non sono, invece, state rilevate variazioni significative nel peso corporeo, nell’indice di massa corporea o nella pressione arteriosa.
Sul piano della sicurezza, ECC ha mostrato un profilo favorevole. Non sono stati segnalati eventi avversi gravi e solo una quota limitata di partecipanti ha riportato disturbi gastrointestinali lievi e transitori. Questo aspetto è particolarmente rilevante se si confronta Cinnamomun zeylanicum con Cinnamomum cassia, la cannella cinese, che è più ricca di cumarine, composti associati a potenziali effetti epatotossici e anticoagulanti. La specie di Ceylon, invece, ne contiene quantità trascurabili, risultando più adatta a un impiego prolungato.
Nel complesso, lo studio suggerisce che l’estratto di cannella di Ceylon, ai dosaggi di 250 e 500 mg al giorno, possa rappresentare un valido supporto terapeutico nella gestione del diabete di tipo 2, migliorando parametri glicemici e lipidici senza compromettere la sicurezza. Tuttavia, i ricercatori ritengono che sia necessario confermare questi risultati con studi di più lunga durata per definirne l’impatto clinico nel lungo periodo.


