Una recente revisione sistematica, pubblicata Lupus Science&Medicine, ha identificato un pool di sostanze in grado di riacutizzare le manifestazioni del lupus eritematoso cutaneo e lupus eritematoso sistemico, a causa del potenziale infiammatorio di specifiche erbe.
Alcuni ricercatori americani, in conformità con le linee guida PRISMA (Preferred Reporting Items for Systematic Reviews) e META (Meta-Analyses Extension for Scoping Reviews), hanno selezionato all’incirca 11.800 studi di letteratura pubblicati entro agosto 2025, utilizzando alcuni termini predefiniti, come “immunitario”, “integratore a base di erbe”, “autoimmune”, “pelle” e “interferone”. Dalla selezione sono stati estrapolati alla fine 469 studi in lingua inglese che descrivevano gli effetti immunostimolanti degli integratori a base di erbe in vitro, in organismi modello o in studi clinici/sull’uomo e che corrispondevano ai criteri di inclusione. Nello specifico, sono stati identificati 227 diversi integratori a base di erbe immunostimolanti: 79 supportati da studi sull’uomo, 145 da studi su organismi modello e 148 da studi in vitro.
I risultati
Quindici erbe hanno mostrato prove più robuste in tutti e tre i tipi di evidenza, supportate da più di cinque studi su singoli ingredienti o da più di 25 riferimenti in totale.
Tra queste figurano erba medica, ashwagandha, astragalo, clorella, echinacea, aglio, ginseng, estratto di tè verde, gelso indiano, liquirizia, vischio, fungo reishi, scutellaria, spirulina e tinospora. Queste erbe, oltre a essere tutte ampiamente commercializzate per dare “supporto immunitario”, condividevano anche meccanismi proinfiammatori, tra cui l’attivazione dei recettori Toll-like, la segnalazione NF-κB/MAPK e l’aumento della produzione di citochine infiammatorie, tra cui IL-1β, IL-6, TNF-α, IL-12 e IFN-γ.
Tali effetti, tradotti in un contesto di lupus eritematoso cutaneo e lupus eritematoso sistemico, significano esacerbazione dei processi infiammatori che portano alla comparsa o al peggioramento delle lesioni cutanee, rendendo più difficile il controllo della malattia con terapie convenzionali.
Le evidenze emerse dallo studio possono essere uno strumento per clinici e specialisti per orientarsi nella scelta, o nel consiglio, a pazienti con malattie autoimmuni della pelle a prestare attenzione ai rischi associati all’uso di specifici integratori a base di erbe, ritenuti nell’opinione collettiva innocui. Al contrario potenzialmente correlati a eventi avversi, anche importanti. In buona sostanza la raccomandazione, prima dell’assunzione di qualsiasi integratore, o di rimodulazione dello stesso, è la consulenza con il medico di riferimento: solo una indicazione professionale può garantire una modalità di gestione del lupus sicura, controllata, priva di interferenze potenzialmente a rischio per risvolti inattesi della patologia.


