Un mix di specifici nutraceutici, bromelina, troxerutina ed escina, in associazione a terapie standard, sarebbe in grado di promuovere il recupero post-operatorio degli anziani a seguito di interventi di artroplastica di anca o ginocchio.
Riduce la sintomatologia dolorosa correlata, accelera il percorso di mobilizzazione e riabilitazione, secondo gli outcome, evidenziati da uno studio di ricercatori italiani, guidato da Francesco Landi, direttore del Dipartimento di Scienze dell’Invecchiamento, Ortopediche e Reumatologiche, Unità Operativa Complessa di Medicina Interna Geriatrica della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS di Roma, pubblicato su Nutrients.
Un benefico sinergico
La bromelina, un enzima proteolitico estratto dall’Ananas comosus, dalle note proprietà antiedematose e antinfiammatorie che facilita il recupero postoperatorio; la troxerutina, un flavonoide vasoattivo e l’escina, un derivato della saponina, sono capaci di potenziare ulteriormente gli effetti antiedematosi e migliorare il microcircolo.
Effetti vantaggiosi per una più efficace riparazione tissutale e risultati funzionali più performanti. Sono solo alcuni dati preliminari che supportano gli esiti positivi di questo cocktail di nutraceutici in pazienti anziani in riabilitazione dopo un intervento di artroplastica: evidenti la riduzione del dolore e dell’edema senza necessità di un sovraccarico farmacologico. Benefici che soddisfano alcuni unmet need terapeutici nel setting di pazienti geriatrici.
La ricerca
Lo studio osservazionale e retrospettivo è stato condotto su una popolazione adulta di età pari o superiore a 65 anni ricoverati in un’unità di riabilitazione post-acuta dopo un’artroplastica totale dell’anca o del ginocchio. Metà dei partecipanti sono stati sottoposti a una terapia con un integratore orale contenente bromelina (400 mg/die), troxerutina (300 mg/die) ed escina (40 mg/die) per un massimo di 21 giorni, oltre alle cure abituali e ai farmaci standard.
La somministrazione di questo mix di nutraceutici ha soddisfatto l’end point primario dello studio definito nella riduzione del dolore valutata attraverso la Scala Analogica Visiva (VAS), e degli esiti secondari che includevano cambiamenti nell’edema postoperatorio e nel recupero funzionale, valutati attraverso l’arco di movimento, l’indice di Barthel e la performance dell’andatura.
Nello specifico, i pazienti in terapia hanno mostrato un miglioramento del dolore significativamente maggiore rispetto ai controlli: al giorno 10 (T1), i punteggi VAS sono diminuiti da 6,8 ± 1,0 a 3,2 ± 0,9 nel gruppo integrato rispetto a 6,7 ± 1,1 a 4,5 ± 1,0 nei controlli (p < 0,01) e al giorno 21 (T2), la VAS è ulteriormente diminuita a 1,8 ± 0,7 nel gruppo integrato e a 3,1 ± 0,8 con il trattamento standard (p < 0,001). Esiti che si traducono, oltre che nel miglior comfort per il paziente, in una maggiore partecipazione attiva alla fisioterapia.
Un dolore meglio controllato, infatti, permette una mobilizzazione più precoce, garantisce minore rigidità articolare e necessità di minor ricorso agli analgesici tradizionali. Al pari, la performance funzionale sensibilmente migliorata con l’integrazione, ha favorito la mobilizzazione più precoce e il recupero più rapido dell’autonomia. Infine, la riduzione dell’edema, specificatamente periarticolare, si è tradotta in migliore escursione articolare, minore tensione tissutale e maggiore tolleranza al carico, ovvero in un recupero accelerato del range of motion e in una deambulazione più efficace.
Ricordando che in riabilitazione geriatrica, l’edema oltre a un indicatore clinico, impatta e limita la performance funzionale. Il miglioramento della deambulazione e del range articolare, di conseguenza, riduce anche il rischio di complicanze, di decondizionamento e di prolungamento della degenza riabilitativa.
Profilo di sicurezza
L’assunzione del cocktail di nutraceutici non ha mostrato effetti collaterali significativi, indice di un buon profilo di sicurezza. Solo due pazienti hanno manifestato disturbi gastrointestinali lievi e transitori. Un dato rilevanti in pazienti anziani, spesso fragili e politrattati.
Verso l’integrazione del trattamento
I dati dello studio pilota suggerirebbero l’efficacia dell’integrazione combinata di bromelina, troxerutina ed escina nel post-chirurgico ortopedico, con sensibile impatto su dolore e dell’edema diminuiti e l’accelerazione del recupero funzionale. Tale combinazione nutraceutica pertanto potrebbe profilarsi come un promettente trattamento adiuvante a supporto, senza sostituire, le terapie standard. Tali dati, preliminari, vanno tuttavia dimostrati da ulteriori studi prospettici randomizzati su campioni più ampi con particolare attenzione alla valutazione dell’impatto su parametri biologici specifici e sulla durata complessiva della degenza ospedaliera.


