Le amarene (Prunus cerasus L.) presentano un interessante profilo fitochimico, essendo ricche di composti polifenolici e, in particolare, di antocianine. Queste sostanze naturali possiedono spiccate proprietà antiossidanti e antinfiammatorie che possono giocare un ruolo cruciale nella modulazione di parametri metabolici chiave per la salute cardiovascolare e renale.

Un recente studio clinico randomizzato con design crossover, in doppio cieco e controllato con placebo, ha approfondito l’efficacia di un estratto standardizzato di questi frutti nel ridurre i livelli plasmatici di acido urico e di proteina C-reattiva, un biomarcatore fondamentale per monitorare lo stato infiammatorio dell’organismo.

Lo studio ha coinvolto 10 partecipanti adulti sani, di cui 6 uomini e 4 donne, con un’età media di circa 35 anni. Durante la sperimentazione, i soggetti hanno assunto quotidianamente una dose di 500 mg di un estratto di amarena europea altamente concentrato e standardizzato, stabilizzato con acido rosmarinico proveniente da estratto di rosmarino. Ciascuna fase di integrazione ha avuto una durata di 28 giorni, con un intervallo di 14 giorni di sospensione tra i due trattamenti per azzerare eventuali effetti residui.

Tempi più lunghi per una maggiore efficacia

I risultati ottenuti hanno rivelato dinamiche differenti sull’efficacia dell’integrazione nel tempo. Mentre la somministrazione acuta, analizzata nelle prime 8 ore dopo la prima assunzione, non ha prodotto cambiamenti significativi nei livelli di acido urico o di proteina C-reattiva, l’integrazione cronica ha fornito evidenze di grande rilievo. Al termine delle 4 settimane di trattamento quotidiano, è stata osservata una riduzione statisticamente significativa della proteina C-reattiva pari al 23%; parallelamente, i livelli di acido urico plasmatico hanno subito una diminuzione ancora più marcata, pari al 37,4%.

Questi dati suggeriscono che l’azione dell’estratto di amarena non sia immediata, ma derivi da un adattamento fisiologico cumulativo. Meccanicamente, le antocianine presenti nel frutto potrebbero inibire l’attività della xantina ossidasi, l’enzima responsabile della sintesi dell’acido urico, favorendone allo stesso tempo l’escrezione renale. Oltre all’efficacia, la ricerca ha sottolineato l’ottima tollerabilità del prodotto, grazie all’assenza di eventi avversi. Un dato ulteriore di rilievo è stata la riduzione significativa dei livelli di creatinina nel gruppo trattato, un indicatore che, pur rimanendo entro i limiti di normalità, potrebbe suggerire un miglioramento della funzione renale o della clearance.

In conclusione, i ricercatori sottolineano che l’impiego di un estratto di amarena standardizzato in polvere rappresenta una strategia alimentare efficace e sicura per gestire l’infiammazione sistemica di basso grado e sostenere un buon metabolismo dell’acido urico. Rispetto al consumo di succhi, lutilizzo dell’estratto in capsule garantisce una concentrazione costante di polifenoli ed evita il carico glicemico e calorico tipico delle formulazioni liquide, offrendo una soluzione pratica per la prevenzione a lungo termine.

Jäger R, Purpura M, Balcombe ST, Godavarthi A, Reddy SA, Vasenina E, Tinsley GM. Effects of Tart Cherry Extract Supplementation on Plasma Urate and C-Reactive Protein Levels in Healthy Adults: a Randomized Controlled Trial. J Diet Suppl.2026;23(1):42-57. doi: 10.1080/19390211.2025.2589787.

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