Indagine etnobotanica nell’area di Cava dei Tirreni

 

 

 

 

 

 

 

Pubblicato di recente uno studio quantitativo etnobotanico che documenta le conoscenze e le pratiche locali sull’uso delle piante nell’area di Cava de Tirreni, in provincia di Salerno. Condotto nel periodo 2016-2017, lo studio riporta gli usi locali di 119 specie vegetali per scopi medicinali, alimentari e domestici.

Centouno specie, appartenenti a 48 famiglie, vengono segnalate per gli utilizzi nell’uomo. Le famiglie botaniche più citate sono le seguenti: Lamiaceae (11 specie), Asteraceae (8 specie), Rosaceae e Solanaceae (6 specie).

Tra i numerosissimi impieghi descritti, si segnala il decotto del rizoma di Arundo donax L. (canna di fiume o comune) contro le affezioni gastriche e per lo stesso problema anche un decotto di lavanda (Lavandula angustifolia Mill.).

Nella famiglia delle Asteraceae si riporta l’utilizzo di cicoria (Cichorium intybus L.) e carciofo (Cynara scolymus L.) per i problemi epatici, mentre i capolini di pratolina (Bellis perennis L.), insieme alla mercorella comune (Mercurialis annua L.), venivano impiegati come febbrifugo.

Per l’attività diuretica si citano i decotti delle foglie di borragine (Borago officinalis L.), basilico (Ocimum basilicum L.), asparago (Asparagus acutifolius L), gelso (Morus alba L.), mais (Zea mays L.); il decotto delle parti aeree di borragine è citato anche come depurativo.

La corteccia di melograno (Punica granatum L.) è segnalata per la preparazione di un decotto abortivo, un impiego che sembra nuovo nella letteratura etnobotanica italiana.

La gramigna (Cynodon dactylon (L.) Pers.) e il sambuco (Sambucus nigra L.) sono utilizzati per l’infertilità femminile; un decotto del rizoma di gramigna viene ricordato per l’utilizzo anche in caso di calcoli renali. È stato riferito, inoltre, che la pianta cura le infiammazioni dell’apparato digerente e genito-urinario.

Ventitré specie sono citate per il loro impiego nelle patologie della cute: in particolare si evidenzia l’uso del gel di fico d’India (Opuntia ficus-indica) come lenitivo per la pelle e di un macerato della corteccia di tiglio (Tilia platyphyllos Scop.). Della salvia (Salvia officinalis L.) si riferisce l’applicazione diretta sulla pelle colpita da herpes zoster.

Alcune specie di timo e ortica sono utilizzate come espettoranti; un decotto di foglie di vite (Vitis vinifera L.) e malva (M. sylvestris) viene utilizzato contro la bronchite. Il decotto di origano (Origanum vulgare L.) viene riportato contro le affezioni delle vie aeree superiori; alcune fonti riferiscono l’uso di origano e di malva per la tosse e di alcune specie di timo in caso di raffreddore.

Tra le piante che agiscono sul sistema cardiovascolare, i frutti e le foglie di olivo (Olea europea L.) sono utilizzati la loro azione ipotensivante.

L’articolo è open access e può essere quindi liberamente consultato.

 

Fonte: Mautone, M., De Martino, L. & De Feo, V. Ethnobotanical research in Cava de’ Tirreni area, Southern Italy. J Ethnobiology Ethnomedicine 15, 50 (2019)

 

 

 

 

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