Silimarina e steatosi epatica non alcolica

La silimarina, una miscela complessa di flavolignani e altri composti polifenolici minori derivati dal cardo mariano (Silybum marianum (L.) Gaertn.), ha mostrato di possedere effetti antiossidanti, antinfiammatori e antifibrosi. Questa sostanza sembra utile anche nei casi di steatosi epatica non alcolica, una malattia del fegato caratterizzata dall’accumulo di lipidi nell’organo, nota anche come ‘fegato grasso’. Al fine di studiare l’efficacia della silimarina in soggetti con questo problema, un gruppo di ricercatori malesi ha condotto uno studio randomizzato in doppio cieco controllato con placebo su 99 adulti ricoverati presso un ospedale di Kuala Lumpur, da novembre 2012 ad agosto 2014. I partecipanti al trial sono stati assegnati in modo casuale al gruppo trattato con silimarina (700 mg, n = 49 pazienti) o con un placebo (n = 50 pazienti), 3 volte al giorno per 48 settimane. L’outcome primario di efficacia era la diminuzione del 30% o più nel punteggio sulla scala, che misura il grado di steatosi epatica confrontando i risultati delle biopsie eseguite alla fine dello studio con quelli della biopsia iniziale di riferimento. Gli esiti secondari comprendevano cambiamenti a livello di infiammazione lobulare, parametri infiammatori, fibrosi e misurazioni antropometriche, nonché i profili di glicemia, lipidi, valori epatici e la misurazione della rigidità epatica. Dopo un periodo di 48 settimane, le biopsie epatiche sono state ripetute. La percentuale di soggetti che hanno raggiunto l’outcome primario di efficacia non era diversa in modo significativo tra i 2 gruppi: 32,7% nel gruppo silimarina vs 26,0% del gruppo placebo (P = 0,667). Una percentuale significativamente maggiore di soggetti nel gruppo silimarina ha mostrato invece una riduzione della fibrosi dell’organo, come da referti istologici (22,4%) rispetto al gruppo placebo (6,0%, P = 0,023). Nel gruppo silimarina si è riscontrata, inoltre, una riduzione significativa di alcuni profili esaminati fra le misure di outcome secondarie. Non sono emerse differenze significative tra i gruppi nel numero degli eventi avversi e quelli che si sono verificati non sono stati attribuiti alla silimarina. Le conclusioni del trial sono che ai dosaggi testati la silimarina è sicura e ben tollerata, ma non ha ridotto in maniera significativa l’outcome principale correlato alla steatosi epatica non alcolica. La silimarina contribuisce a ridurre la fibrosi epatica, ma questo dato deve essere confermato con uno studio di più ampie dimensioni.

Fonte: Wah Kheong C, Nik Mustapha NR, Mahadeva S. A Randomized Trial of Silymarin for the Treatment of Nonalcoholic Steatohepatitis. Clin Gastroenterol Hepatol. 2017 Dec;15(12):1940-1949.e8.

 

 

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