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Drenaggio del sistema linfatico

er_az_feb17_pegasoNella linea FITODrena di Pegaso, FITODrena L è l’integratore che favorisce la funzione drenante del sistema linfatico. A base di estratti vegetali, come betulla e ananas, è utile per alleviare i disturbi delle vie aeree superiori nei bambini (raffreddore, catarro, ingrossamento delle ghiandole linfatiche del collo) così come in caso di gonfiore agli arti inferiori e ritenzione idrica (anche nelle donne in gravidanza). Inoltre, favorisce fisiologicamente l’ossigenazione e la nutrizione delle cellule, riducendo il volume delle cellule adipose e il ristagno dei liquidi. Senza lattosio, glutine, conservanti e coloranti, è adatto a celiaci, vegetariani, vegani, donne in gravidanza, bambini e anziani. Confezione da 10 fiale.

 

Per favorire il metabolismo dei carboidrati

Pural-2010-espositore-cartello-Il preparato della linea degli Estratti Integrali Sinergici di Fitomedical Zuccheri – Morus, è il composto a base di fitoderivati ad azione regolatrice delle funzioni endocrine e dell’assorbimento degli zuccheri. Utile per contribuire a riequilibrare il metabolismo dei carboidrati, il preparato è a base di piante dalle proprietà ipoglicemizzanti, stimolanti del metabolismo cellulare e della funzionalità pancreatica endocrina, ipocolesterolemizzanti, epatoprotettrici. Eccole: Morus alba L. (gelso) foglie, Trigonella foenum-graecum L. (fieno greco) semi, Galega officinalis L. parti aeree, Gymnema sylvestre (Retz.) R. Br. ex Sm. foglie, Momordica charantia L. frutti, oli essenziali di vetiver radici e di geranio.

 

Il falso mirtillo può alleviare i sintomi dell’astenopia indotta da computer

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L’astenopia, la stanchezza oculare conseguente ad affaticamento muscolare, è piuttosto comune fra le persone che utilizzano a lungo dispositivi come computer, tablet e altro. In questo studio sono stati studiati gli effetti di un estratto di mirtillo di palude o falso mirtillo (Vaccinium uliginosum; estratto DA9301) sull’astenopia indotta da computer. Si è trattato di uno studio clinico a gruppi paralleli, randomizzato, in doppio cieco e controllato verso placebo che ha coinvolto complessivamente 60 volontari che sono stati assegnati random al trattamento con falso mirtillo (n = 30) o al gruppo di controllo (n = 30). Il gruppo in trattamento attivo ha assunto oralmente per 4 settimane l’estratto di falso mirtillo DA9301 (1000 mg/die) o analogo placebo. L’astenopia è stata valutata attraverso la somministrazione (a inizio e fine studio) di un apposito questionario contenente 10 domande (punteggio per domanda 0-6, complessivamente per le 10 domande 0-60 punti) relative ai sintomi oculari. I partecipanti hanno completato il questionario attraverso un tablet. Alla fine dello studio è stata calcolata, valutata e confrontata la variazione del punteggio totale relativo all’astenopia (TAS). L’analisi dei questionari ha rivelato che il punteggio TAS è aumentato significativamente (basale verso post-trattamento) nel gruppo con falso mirtillo (20,35-23,88; p = 0,031); TAS post-trattamento è rimasto stabile. Nel gruppo con placebo non sono emerse differenze statisticamente significative del punteggio TAS. Un’analisi dettagliata ha rivelato che nel gruppo con falso mirtillo sono migliorati i seguenti sintomi: occhi stanchi (p = 0,001), occhi doloranti (p = 0,038), irritazione agli occhi (p = 0,010), lacrimazione degli occhi (p = 0,005), occhi secchi (p = 0.003), tensione oculare (p = 0,006), visione offuscata (p = 0,034) e disagio visivo (p = 0,018). Gli autori della sperimentazione concludono osservando che l’assunzione orale dell’estratto di Vaccinium uliginosum DA9301 (1000 mg/die per 4 settimane) si è dimostrata efficace nell’alleviare i sintomi tipici di astenopia indotta da utilizzo del computer. Ricerca realizzata da associati a vari istituti, fra questi: Department of Ophthalmology, Dongguk University, Ilsan Hospital, Goyang, Gyeonggido, Sud Corea.

Park CY, Gu N, Lim CY, Oh JH, Chang M, Kim M, and Rhee MY. The effect of Vaccinium uliginosum extract on tablet computer-induced asthenopia: randomized placebo-controlled study. BMC Complement Altern Med. 2016;16296.

 

 

Spray adulti e bambini per le irritazioni del cavo orale

er_az_feb17_abocaResine, polisaccaridi e lignine ottenuti dalle gemme di pioppo nero, dalla cui resina le api ricavano la propoli europea, sono i componenti funzionali di Propolgemma Spray No Alcool, dispositivo medico CE IIa per adulti e bambini. È un complesso molecolare sviluppato da Aboca con capacità di protezione delle mucose e il cui processo produttivo permette l’assenza di polline derivante da gemme di pioppo possedendone però i composti funzionali del tessuto vegetale. La frazione resinosa e la frazione ricca in composti polisaccaridici e lignine formano una barriera protettiva sulla mucosa infiammata che, insieme ai flavonoidi, contrasta indirettamente l’infiammazione. Lo spray è indicato nel trattamento del mal di gola e delle affezioni del cavo orale associati a dolore; può essere usato anche in caso di piccole lesioni della bocca e anche come protezione preventiva quando si è esposti ad agenti esterni, a partire dai 3 anni di età.

 

Concentrato di 15 principi vegetali per ritrovare leggerezza

er_az_feb17_vitalfactPer aiutare a contrastare i chili di troppo in modo completo, e gustoso, Vital Factors Italia presenta Meno Kal Dren, un puro concentrato di 15 estratti vegetali per il drenaggio e quindi l’eliminazione delle tossine. Ecco cosa contiene: ananas, psillio, pilosella, guaranà semi, tè verde, asparago radice, Garcinia Gambogia, uva ursina foglie, ortica, betulla foglie, gramigna, noce di cola, tarassaco radice, finocchio frutti, Coleus forskohlii radice. Questa ricca composizione, con un’azione a 360 gradi, permette – in un solo prodotto – di ritrovare leggerezza e ridurre il punto vita, tonificare le gambe e contrastare la cellulite, migliorare la funzionalità intestinale e controllare il senso di fame, apportando anche energia e vitalità. È disponibile nelle due varianti The verde al limone e The verde alla pesca. Anche per vegani e vegetariani. Flacone da 200 ml.

 

Che cosa c’entrano quelle piante?

mariella-fiera-parmaSe voleva far discutere ci è riuscito, ma non si può certo dire che abbia contribuito a fare chiarezza. Stiamo parlando del Decreto ministeriale del 22 dicembre 2016, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 2 gennaio, che vieta la prescrizione e l’allestimento di preparazioni “magistrali” con finalità dimagranti che contengano una serie di sostanze pure ed estratti vegetali (40 per l’esattezza), sia da soli sia in associazione. Sul banco degli imputati, oltre a sertralina, buspirone o acido ursodesossicolico, appaiono anche piante di ampio impiego come il tè verde, il finocchio, la pilosella, l’aloe, il tarassaco, il rabarbaro. Alcune di queste erbe, già presenti in numerosissimi integratori e prodotti erboristici, non hanno peraltro neanche un’azione dimagrante. Le “stranezze” di questo provvedimento però non finiscono qui. Le piante, infatti, sono descritte con il nome italiano e non con quello botanico, nell’elenco compaiono anche i nomi commerciali di materie prime insieme a nomi di piante, mentre manca la descrizione della parte botanica di riferimento, che potrebbe invece essere utile. Il fucus, infine, come è stato fatto notare, è presente nella lista due volte, prima con il nome comune e poi con quello in latino, come se si trattasse di due sostanze diverse. Questo è solo l’ultimo di una serie di decreti con i quali il ministero della Salute è intervenuto sulla materia negli ultimi due anni vietando sostanze quali l’efedrina, il bupropione, il clorazepato di potassio, la fluoxetina ecc. Le associazioni dei farmacisti hanno subito richiesto a ministero della Salute, Aifa e Istituto Superiore di Sanità un incontro per approfondire gli aspetti tecnici del Decreto e per fare ordine al riguardo è stata istituita una commissione ad hoc.  Ma la vera domanda da porsi è questa: che cosa c’entrano erbe come quelle citate, per molte delle quali il profilo di sicurezza alle condizioni d’uso corrette è stato stabilito da tempo, con sostanze e principi attivi anoressizzanti realmente pericolosi? È proprio questa confusione che lascia perplessi e che deve far riflettere e preoccupare. Non soltanto i farmacisti che allestiscono nei loro laboratori le preparazioni citate e i medici che le prescrivono, ma anche gli erboristi che si occupano di erbe ed estratti vegetali nella loro attività quotidiana e i tanti cittadini che li utilizzano a fini salutistici e di benessere. D’altra parte non è la prima volta che ci si confronta con situazioni di questo tipo, con divieti e prescrizioni, immotivati o eccessivi, riguardanti piante medicinali e sostanze di origine vegetale. Qualche anno fa era toccato alla cimicifuga, prima sospesa dal commercio dal ministero della Salute per una presunta tossicità epatica e successivamente riammessa dallo stesso dicastero, poi c’è stato l’allarme lanciato dal dismesso INRAN, che la ricerca ha dimostrato ingiustificato, per gli infusi di finocchio, per citare soltanto alcuni degli episodi più recenti. L’attenzione verso la sicurezza dei prodotti utilizzati a fini salutistici, quali essi siano, deve essere massima. Non si ammettono sconti quando è in gioco la salute delle persone, su questo non si discute. Altra cosa sono i provvedimenti poco chiari, se non superficiali, che rischiano, fuori di metafora, di fare di tutta un’erba un fascio. Si approfondiscano perciò, le questioni che questo Decreto solleva, ma lo si faccia con la collaborazione degli esperti del settore, di chi conosce le piante, visto che anche di queste si parla, tenendo conto delle molte ricerche pubblicate in letteratura internazionale e dell’esperienza d’uso. Questi dati sgombreranno il campo dai dubbi e sarà evidente che quelle erbe davvero non dovevano starci in un decreto che, indipendentemente dai soggetti professionali coinvolti, è un campanello d’allarme che non deve essere sottovalutato dagli erboristi.

 

Fungo maitake per le difese dell’organismo

er_az_feb17_cabassiGli studi sui principi attivi contenuti nel fungo maitake hanno concluso che, grazie alla struttura dei polisaccaridi, sono particolarmente efficaci per migliorare il benessere psico-fisico. Nutriva Maitake è l’integratore alimentare che Cabassi & Giuriati consiglia di abbinare a un sano stile di vita, per il sostegno delle naturali difese dell’organismo e per aiutare nella gestione della sindrome metabolica e nel controllo del peso. L’integratore è “full spectrum”, per cui nell’estratto sono inclusi tutti i composti biologicamente attivi del fungo. In capsule vegetali adatte a vegetariani e vegani: ogni capsula contiene 500 mg di maitake (Grifola frondosa) corpo fruttifero. Confezione da 60.

 

Argento colloidale in gel intimo anti-secchezza e antibatterico

er_az_feb17_aessereSia in caso di secchezza vaginale sia nei casi in cui si ricerchi un antibatterico naturale ad ampio spettro, il Gel Intimo – Argento Colloidale Plus è concepito appositamente da Aessere per le esigenze femminili. Il potere dell’argento colloidale (40ppm) è affiancato nella formulazione dalle proprietà di aloe vera, tea tree e calendula. Questa combinazione dà al gel anche un marcato potere riequilibrante, lenitivo e protettivo. È indicato anche per favorire i rapporti intimi. Disponibile in tubo con applicatore da 80 ml, è a pH 4.5 e formulato senza parabeni, oli minerali, SLS/SLES, paraffine, fenossietanolo e conservanti aggiunti.

 

Stessa efficacia dimagrante in un nuovo look

er_az_feb17_esiLa linea di dimagranti ESI che da tempo incontra il consenso dei consumatori sia per l’efficacia sia per la completezza della gamma, si presenta oggi con una veste completamente rinnovata, con confezioni che esprimono immediatamente la destinazione d’uso dei prodotti. Mostriamo CitroLinea Max, l’integratore (Citrus aurantium, guaranà, cola, carnitina, tè verde) per riattivare il metabolismo e indurre la mobilizzazione e la demolizione dei grassi nei depositi adiposi. Bisogna dire che, per garantire sempre la massima qualità, le formulazioni sono state mantenute identiche. I prodotti che si presentano oggi con una nuova veste grafica sono: il citato CitroLinea Max (40 tavolette), Fucuslina Pocket drink (24 pocket drink), Fucuslina + Forte (45 ovalette), Chitosano + Forte (60 compresse).

 

Il paradosso della soia

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Diversi studi hanno evidenziato che la soia ha un effetto generalmente protettivo, in particolare contro il tumore al seno. Le donne asiatiche che consumano molta soia si ammalano 5 volte meno di quelle occidentali, come hanno rilevato diverse ricerche epidemiologiche. Questo effetto è stato studiato con grande attenzione in Cina e in altri Paesi asiatici dove il consumo di soia, e quindi di fitoestrogeni, è particolarmente elevato e superiore a quello delle diete occidentali. Se la soia protegge contro il tumore al seno, si è visto che iniziare ad assumerla dopo la diagnosi potrebbe vanificare la risposta al tamoxifene, farmaco somministrato in questi casi, e favorire la comparsa di recidive. Lo scrive uno studio appena pubblicato sulla rivista Clinical Cancer Research. La ricerca, condotta su modelli animali, ha permesso di individuare in che modo un consumo costante di soia sul lungo periodo migliora l’efficacia del farmaco antitumorale tamoxifene e riduce il rischio di recidiva in questo tipo di tumore. A esercitare questo effetto, ‘positivo’ o ‘negativo’ sul trattamento con tamoxifene, è soprattutto la genisteina, uno degli isoflavoni presenti e attivi in questo legume di origine orientale. Confermato l’effetto protettivo, lo stesso studio ha mostrato però che iniziare a consumare prodotti a base di soia per la prima volta durante il trattamento con tamoxifene riduce l’efficacia di questo farmaco facilitando la comparsa di recidive. Lo studio è riuscito in sostanza ad evidenziare che è il timing di assunzione della genisteina il fattore decisivo per orientare verso un esito positivo o al contrario negativo nelle persone in trattamento con il tamoxifene. Chi è abituato da tempo a consumare prodotti a base di soia prima della comparsa del tumore al seno, perciò, mostra una migliore immunità globale contro questa forma di tumore che lo protegge dallo sviluppo e dalle recidive. Questo studio dunque sembra risolvere il puzzle del rapporto genisteina-tumore della mammella spiegando, o comunque offrendo un nuovo elemento di comprensione, il paradosso già osservato negli studi realizzati in passato sia sull’animale sia sull’uomo.

Fonte: Xiyuan Zhang, Katherine L. Cook, Anni Warri, et al. Lifetime Genistein Intake Increases the Response of Mammary Tumors to Tamoxifen in Rats. Clin Cancer Res; 23(3); 814–24.